[imc-italy] [INDYMEDIA ITALIA 2.0 AKA L'ARABA FENICE]
killerina
killerina at inventati.org
Tue Nov 21 04:12:24 PST 2006
Alle 19:31, lunedì 20 novembre 2006, ameba00x ha scritto:
> [INDYMEDIA ITALIA 2.0 AKA L'ARABA FENICE]
>
> [INTRO]
>
consenso pieno
>
>
>
> [PASSATO]
<snip>
>
>
> [PROPOSTA]
>
> Innanzitutto la policy secondo me va bene cosi come', di certo non la
> ridurrei, al massimo la raffinerei.
>
> Cerchiamo di delineare cosa vuol dire delocalizzare.
> Secondo me nn vuol dire ogni imc = un server, assolutamente no, perche'
> lo trovo uno spreco di energie.
> Lo vedo piuttosto una delocalizzazione a livello di software che
> permette la personalizzazione della propria pagina indy.
> Il livello nazionale sara' la somma dei nodi locali e tematici (da
> ora in poi solo nodi), una specie di indymedia.us.
aggiungo, con una home che fa solo da collettore di richiami delle ftr
locali/tematiche (tecnicamente e' implementabile un aggeggio che lo fa di
default?)
> Cosa succede al newswire nazionale? non lo so ma io lo vorrei avere.
>
> quindi ogni nodo che si verra' a creare avra' la sua lista editoriale
> che discutera' cosa debba uscire nella loro pagina.
> La lista editorial generale diventa una specie di notify sulle ftr
> uscite in tutto il network.
> Credo che discutendo in 20 rispetto a 300, il metodo del consenso possa
> essere messo in pratica + facilmente, soprattutto se quelle 20 sono
> *realmente* interessate all'argomento.
consenso
>
> Italy-list rimane come coordinamento nazionale e come "garante" che
> ogni nodo segua la policy, bisogna capire nel process quali sono i
> "rapporti di potere" tra italy-list e le liste editoriali specifiche,
italy deve solo fare da "garante", appunto, del rispetto della policy e non un
posto per discutere se e' meglio folle o moltitudini, piuttosto che compagni
o giovini attivisti.
> come aprire queste liste editoriali onde evitare che se ne creino 10000
> inutili fatte da 2 persone e come "garantirsi" che nn devino dai
> capisaldi della policy indyana.
non so bene, forse partendo dalle attuali categorie tematiche, magari qualcuna
si puo' brasare causa 0 utilizzo o altre si possono accorpare tra loro.
>
> Oltre all'autonomia editoriale il nodo avra' autonomia tecnica, con un
> semplice click dall'admin potra' attivare diversi "moduli" che fanno
> diverse cose: per es. rating del newswire, newswire tripartito (come
> funziona madrid.indymedia.org per capirsi) , bloccaggio dei commenti e
> tutto quello che puo' venirvi in mente.
>
> In questa maniera spero che ognuno possa sperimentare e poi ragionare
> se queste sperimentazioni hanno funzionato o meno come si aspettava.
d'accordo
>
> Anche qui, come agiamo?
> Manteniamo un solo pannello di admin? in questa maniera tutti vedono
> tutto e potrebbero nel caso agire su tutto?
> oppure si creano tanti pannelli per ogni imc che si viene a creare?
credo che la prima sia la scelta migliore. cosi', a naso e da profana
>
> io propongo per la prima ma vorrei discuterne.
>
> [PARTECIPAZIONE]
>
> Reputo la proposta di Delocalizzazione buona per diversi motivi:
>
> -autonomia dei nodi locali e tematici
> -possibilita' di sperimentazione
> -maggiore consapevolezza di chi la fa
> -ottimizzazione delle discussioni che dovrebbero sfociare in ftr
> -+ facilita' di partecipazione dall'esterno
aggiungo (che c'ho la fissa), facilita' di contatto e coinvolgimento di e con
chi fa le cose sul territorio
> [TECNICA]
>
> Per fare quello che ho proposto sopra bisogna naturalmente codare un
> software, bisogna adattarlo alle nostre esigenze e bisogna testarlo.
> DadaImc gia' funziona a moduli e forse, sottolineo forse,
> perche' nn l'ho provato, potrebbe essere agevolmente modificato.
passo, non sono in grado (almeno non con qualche informazione pratica in piu')
di dire se va bene o no
>
> Cmq vada, se la parte tecnica torna a essere delegata a 1/2 persone e'
> il fiasco.... io personalmente nn me l'accollo, o si forma un buon
> gruppo che si rigenera nel tempo a venire o si mettono le tette su
> indymedia.it e a fine anno ci facciamo un pranzone.
eh, sta anche a chi al momento ha le competenze condividerle con chi non le
ha. In piu', credo che il pannello di amministrazione "piu' ricco" di cui si
parlava prima possa anche essere un buon modo per togliere una parte del
carico ai techie e affidarla agli admin (che sono enormemente di piu')
>
> Nella proposta si tocca anche questo (almeno spero), dadaimc ha un
> minimo di documentazione in + , altrimenti la si scrive.
> La possibilita' di scrivere moduli che fanno cose diverse puo' essere la
> spinta a nuovi e vecchi coder a partecipare senza eccessivi accolli, non
> guardatela solo da un punto tecnico, se scrivo il modulo che prenda i
> feed da blog che reputo interessanti e' perche' alla base penso che la
> gente faccia buona informazione con i blog e questa informazione e'
> anche indymedia, perche' e' autogestita e trova quindi uno spazio sul
> nostro sito.
>
> e se i blog vengono da blogspot.com? come la mettiamo?
nn so, ragioniamoci insieme.
>
> [OPEN PUBLISHING]
> Penso che possa essere migliorato.
> Vorrei responsabilizzare di + chi posta, rendere la localita'
> e la categoria obbligatoria, domandare che
> tipo di contributo si sta dando: volantino, documento programmatico,
> news ,etc ....
molto piu' che consenso :), soprattutto sull'obbligatorieta' della scelta
della categoria tematica e locale
>
> Vorrei che sia + semplice che un post diventi ftr, anche se solo una
> serie di contributi dal newswire.
>
> Mi piacerebbe aprire ai blogs, avere un newswire fatto anche dal feed
> di alcuni blogs che riteniamo a livello nazionale *in policy* e a
> livello di nodo *interessanti e pertinenti* , questo vuol dire che se io
> metto il blog di watchVeltroni, i bolognesi nn sono costretti ad averlo.
> Ma a livello nazionale il blog DEVE assolutamente essere in policy
> Per fare cio' creerei una lista italy-blogs in cui si discute se
> mettere o meno un blog nel circuito indy.
>
temo che questa cosa possa generare discussioni infinite su visioni diverse,
affinita' diverse etc etc
> [FINANCE]
>
> allo stato attuale non abbiamo ancora un server e nn abbiamo una lira.
> Abbiamo diverse proposte e amici che ci vogliono ancora bene (si,
> anche io mi sorprendo :)) e ci darebbero addirittura banda e macchina
> aggratis.
> Non voglio pero' seguire questa linea, voglio pagare un server e la
> banda che consumiamo. Penso sia importante a livello di
> responsabilizzazione della comunita', bisogna uscire per strada e
> cercare i soldi. non voglio ritrovarmi fra altri 6 anni agli stessi
> problemi. se poi i soldi nn ci servono ci sono mille altre situazioni
> amiche e affini a cui potrebbero servire.
in linea di principio sono d'accordo. dal punto di vistapratico voler pagare a
tutti i costi una cosa che ci vogliono, nonta' loro, regalare mi pare un
eccesso di etica che al momento potrebbe essere problematica.
discuterei, pero', di come organizzare un po' di found raising a priori, che
puo' servire per ricominciare a produrre figate tipo video o anche per
l'organizzazione dei meeting senza che nessuno si debba svenare per
partecipare o per un milione di altre cose.
>
> [FUTURO]
>
> Spero vivamente di non impelagarmi nel process.
> Spero che nel giro di 2 mesi (magari il 1° gennaio?) si possa tornare
> online vivi e rigenerati, magari all'inizio + piccoli e con una nuova
> immagine di indymedia italia.
concordo con i buoni propositi per l'anno nuovo. scriviamo una lettera a babbo
natale? :D
le mie disgraziatamente non rivoluzionarie idee,
killera
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