[imc-italy] facilitazione numero 2. ovvero quagliamo
ombra
ombra at riseup.net
Mon Nov 27 04:09:40 PST 2006
[mail lunga ma doverosa]
Ok, parto con questa seconda facilitazione, con la pretesa che questo
gruppo di persone che partecipa a questa lista, abbia il minimo necessario
di maturità per arrivare in questi ultimi 2 giorni di discussione prima
della deadline ad una decisione. Ricordo alcune cose sul metodo del
consenso, che qui in indy è sempre stato abbozzato e mai approfondito.
Il metodo del consenso in primo luogo NON prevede l'unanimità, ma è una
modalità per giungere ad una decisione il piu' possibile condivisa,
evitando la contrapposizione in maggioranze e minoranze. Mi pare che il
caso venutosi a creare ultimamente sia di questo tipo con uno scontro
sterile tra due posizioni che non volevano parlarsi rispetto ad un
elemento di per se' futile nei confronti del problema, ovvero nw si, nw
no.
questa facilitazione l'ho fatta per fare il punto e per focalizzarci. vi
prego. usiamo solo piu' questo tread e soprattutto ci limitiamo rispetto
al numero di mail che ogni singolo manda? non dico di non scrivere, ma di
fare lo sforzo di snocciolare il proprio pensiero in due mail al giorno.
Dobbiamo prendere una decisione e il tempoche ci siamo dati stringe.
Ovviamente la facilitazione e' suscettibile di modifiche e aggiunte. non
sono omniscente.
Cerchiamo di ricollocarci sul centro del problema? Ovvero cerchiamo di
prendere per buoni i punti fermi.
***
PUNTI CHE MI PAIONO CONSENSUATI (con l'accezioen di prima del consenso,
ovvero non unanimità ma posizione da piu' parti condivisa con sfumature e
idee dierse)
***
-> Indy cosi' com'e' NON va bene
-> ergo si è trovata UNA soluzione vis a vis nel meeting che è quella di
concludere un ciclo del progetto per ritrovare il lume di quello che
stiamo facendo
-> questa soluzione è stata proposta in lista e si è arrivati al consenso
sul fatto che indy debba chiudere
-> Il consenso si è trovato anche sulla creazione di unluogo altro dove
discutere Indy 2.0
-> C'e' consenso anche sul fatto di spostare il sito congelato in un altro
luogo e di mettere una splash page esplicativa della situazionee dei
perche'
-> ameba00x ha proposto un luogo, ed in generale nessuno si è opposto,
fissando anche una scadenza: il 7 dicembre, per una decisione definitiva
ed una chiacchiera con loro.
-> mantenimento di una logica nazionale nell'indymedia prossimo futuro.
tutta da discutere sui come ma non sulla sua necessità
***
PUNTI CHE RIMANGONO IN SOSPESO (nel senso che ci sono posizioni che non
trovano concilizione)
***
1 -> ci sono posizioni discordanti sul lasciare aperti alcuni "luoghi" di
Indymedia, in particolare il nw.
Su questo le posizioni suno essenzialmente di due tipi:
.da un lato c'e' chi ritiene importante non sottrarre uno strumento ai
movimenti e ritiene pericoloso chiudere un progetto senza avere chiaro
cosa ci sara' dopo
.d'altro canto c'e' chi ritiene che essendo il nw uno degli strumenti
fondamentali di indymedia, se non venisse chiuso non vi sarebbe nessun
momento di discontinuità tra indy.1 e indy.2 creando cosi'
essenzialmente una semplice transizione.
In sostanza le due posizioni si contrappongono su di un nodo centrale che
è rappresentato dal capire che transizione si vuole. Chi sostiene di
mantenere aperte delle cose lo fa in un'ottica che nonnprende in
considerazione la dimensione morte-rinascita, ma semplicemente la
possibilità di cambiare, anche sostanzialmente, in corsa le parti del
cavallo, sostenendo, tra l'altro il fatto che chi scrive in lista non ha
nessun potere su di uno strumento che travalica dalla lista stessa ed è
piu' ampio.
chi sostiene invece la transizione forte, che passi attraverso un momento
discontinuo, argomenta in sostanza con due tesi: Indymedia ha bisogno di
scrollarsi di dosso dinamiche, processi e usi che non vengono piu'
percepiti come propri del progetto. per farlo è utile dare un segnale
forte, che magari porti al coinvolgimento di nuove energie, nel momento in
cui viene sottratto il giocattolo. D'altro canto vi è il richiamo ad una
decisione presa in assemblea che prevedeva tra l'altro la chiusura di
tutto il sito, visto come uno strumento unico suddiviso in molte parti,
ognuna peculiare e fondamentale. Newswire in testa.
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proposta di soluzione
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Cerchiamo di sciogliere la questione in questo modo. Indymedia è uno
strumento unico che non si puo' chiudere a fette. Se il problema è il
fatto di far venire meno uno strumento, allora diamoci una scadenza entro
al quale far ritornare lo strumento in auge. E' stato proposta il primo
gennaio, ad esempio. Credo che ragionevolmente il fantastico movimento
possa resistere senza indymedia per 1 mese. La soluzione puo' essere
quindi chiudere tutto per un mese, nel quale rifare il process e arrivare
come obiettivo ad una riapertura tra un tot, fissato in precedenza, al
quale arrivare con una soluzione (che puo' essere, non ci siamo messi
d'accordo, quindi ritorniamo con il progetto vecchio, ed a quel punto chi
vorra' continuera' e chi non vorra' decidera' per se').
--
2 -> ci sono posizioni discordanti sul luogo dove il process debba avvenire
Due posizioni anche qui, che presuppongono due idee ben precise
.c'e' chi pensa ad un'azzeramento delle liste ed ad una ripartenza da
italy-process, a partire dal 30, ovvero alla fine della dead line.
.c'e' chi invece chi pensa che non sia necessario rifare un process
uguale a quello gia' fatto, perche' alla fine chi deve decidere delle
nuove regole siamo sempre noi (inteso gli interessati a indy.2 ed
iscritti alle liste)
In sostanza i punti di partenza sono diversi: chi parla di evitare un
nuovo process, lo fa cercando di sveltire quello che percepisce come un
pericolo, ovvero che dopo la chiusura non vi sia nulla. Il problema è
capire quale processo (ri)costituente si intende avviare. Chi parla di
discontinuità, prende invece in considerazione due cose: se il salto deve
esserci, esso deve essere chiaro e corretto dal punto di vista politico.
Si tratta quindi di una scelta in primis nei confronti del network. Quale
che essa sia, deve comunque evidenziare una frattura.
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proposta di soluzione
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Essendo la questione sostanziale, la proposta non puo' che essere di
questo tipo. Essendo che il process di indymedia non è una roba che sta
alle interpretazioni ma una procedura precisa, il problema reale non e'
quale lista attivare ma se rifare il porcess o no. Se si vuole rifare il
porcess la strada è quella di, dopo aver chiuso, riaprire la lista su cui
discutere le regole e le modalità di indy.2 . Se non si vuole riaprire un
process allora basta l'utilizzo di italy-list con disiscrizione di massa e
ogni interessato che si riiscrive. Dall'assemblea a TO il dato che
emergeva era un nuovo porcess.
3 -> Non si sta affrontando il tema della splash page, che è una cosa
importante. La porposta di cloppete
http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-list/2006-November/1126-ge.html
è rimasta senza praticamente nessuna risposta. Eppure mi pare una
questione sostanziale
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proposta di soluzione
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Basandoci sulla proposta di cloppete si elabora entro il 30 la splash.
4 -> Nodi locali. molto del casino che sta emergendo in questo momento
deriva dai nodi locali e dalle loro proposte.
fin'ora si sono espressi piu' o meno colettivamente 4 nodi locali
#roma -> ha fatto proposte inizialmente, tese al miglioramento dello
strumento sito
#bologna -> ha proposto collettivamente (?) una cosa diversa da quella del
meeting, ovvero frizzare il sito tranne il nw. La proposta è stata fatta
in modo collettivo, ma molte eranomle voci discordanti prima e dopo. Una
cosa che a me personalmente pare interessante è il fatto che le stesse
persone che da un lato hanno proposto il frizzer totale del sito poi
parlino di slavare il nw. La proposta non ha comunque riscontrato
consenso.
#toscana -> rispetta decisione meeting e comunque crede in un
proseguimento di indymedia anche solo a livello locale, nel caso un
progetto nazionale non partisse.
#napoli -> rispettando le decisioni del meeting ci si sta muovendo nel
coinvolgimento ampio degli attori del territorio, cercando
interconnessioni.
a parte il fatto che non capisco a cosa servano ora delle prese di
posizione cosi' forti dai nodi locali, una cosa viene fuori da questo
processo. Indymedia è gia' delocalizzata e si percepisce piu' nei nodi
locali che come progetto nazionale. Non facendo venir meno l'ambito
nazionale io comincerei a ragionare su queste dinamiche.
credo che pero' ai fini del consenso le posizioni di nodo locale contino
fino ad un certo punto, ed al massimo possano solo portare un po' di carne
al fuoco, ma nulla piu'.
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