[imc-italy] Fwd: Rinvio a giudizio di Bellaciao !

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Tue Oct 24 12:49:21 PDT 2006



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     Date: Tue, 24 Oct 2006 16:42:16 +0200
     From: bellaciao <bellaciaoparis at bellaciao.org>
Reply-To: bellaciao <bellaciaoparis at bellaciao.org>
  Subject: Rinvio a giudizio di Bellaciao !
       To: bellaciaoparis at bellaciao.org

Rinvio a giudizio di Bellaciao !
In seguito della denuncia per diffamazione sporta dai Cantieri navali
di St Nazaire, il Giudice ha notificato il rinvio a giudizio ...
Piu’ di 22.000.000 di visitatori e piu’ di 4.200 firme GRAZIE
Sostenete Bellaciao firmando
<http://bellaciao.org/fr/article.php3?id_article=27394#petition>qui, per
l’info <http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=14861>qui, un dono
<http://bellaciao.org/souscription.php>qui, + d’info
<http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=13523>qui

========================================

http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=15255

LA FRANCIA A BASTONATE : Alina Reyes sostiene Bellaciao... Grazie Alina


111a740.jpg


di Alina Reyes

Sostenete Bellaciao
<http://bellaciao.org/fr/article.php3?id_article=27394#petition>firmando qui

Apprendo che il rinvio a giudizio di Roberto Ferrario, considerato come
unico responsabile del collettivo Bellaciao !!??, per avere diffuso, come
avrebbe potuto farlo qualsiasi blog o sito, un comunicato stampa della CGT
nella vicenda dei Cantieri Navali di St-Nazaire, é stata notificata dal
Giudice istruttore. Questa misura repressiva, esemplare di una volontà di
controllo della parola su Internet, é sintomatica di un estremamente
malsano irrigidimento politico in Francia, tale e quale lo riscontravo in
recenti articoli di stampa.

La Francia, non é cosa nuova, ha una scopa in schiena. E’ la rigidità del
nostro temperamento e delle nostre istituzioni che ci ha obbligati ad
aspettare più a lungo che certi nostri vicini dei diritti fondamentali
quali il diritto di voto per le donne, o il diritto all’aborto.

E che ci farà senza dubbio attendere ancora un bel pezzo prima di
rispondere a domande tanto diverse quali la legalizzazione dell’eutanasia,
o la depenalizzazione della cannabis... Campionessa autodichiaratasi dei
diritti dell’uomo e del cittadino, la nostra giacobina Repubblica mi
ricorda la Signora Mesure, la mia professoressa alle elementari, che faceva
regnare l’ordine in classe a colpi di righello di ferro sulle dita dei  
bambini.

La Francia ha una scopa in schiena, con il suo triumvirato ai vertici dello
Stato siamo ogni giorno al teatro dei burattini. Bum ! Bum ! Arlecchino
siamo noi, il popolo « di giù », e tra il raggiro intellettuale, il
disprezzo e la repressione che ci attende ad ogni angolo della vita, quante
botte in testa ! E alé ! Un’altra bastonata di rinculo ! Si prescrive di
vietare, eccola la moda ! Di fisso i Francesi, estremamente criticati dai
loro vicini, rinchiudono qualche matto in una casa per convincere quelli
rimasti fuori che non lo sono, scriveva il mio compatriota Montesquieu.

Fratelli di sangue degli Inglesi grazie alla ben libera e sensuale Alienor,
Guasconi o Girondini, più ispirati dalla libertà che non dalla sacrosanta «
égalité » dei Montagnardi, non sono stati degli adoratori di questo demone
secolare e centralizzatore che erige una « Francia dell’alto » non solo
geografica e politica, ma anche sociale e culturale. Predicare la
fraternità praticando il vassallaggio non é un raro paradosso in questa
cittadella nazionale dove mancano le scale...

Se oggi sentisse parlare del disegno di legge Perben, l’autore dello
Spirito delle Leggi si chiederebbe se non stiamo dimenticando la sua
lezione, ossia che la sola garanzia delle libertà pubbliche risiede nella
separazione dei poteri esecutivi, legislativi e giudiziari...

E cosa constaterebbero i suoi Persiani, di ritorno da noi tre secoli dopo?
Ebbene, senza dubbio che i Francesi si considerano ancora volentieri come
dei giudici infallibili, e sono sempre altrettanto impallati del loro
modello : é la regola con laquale giudicano di tutto cio’ che si fa in
altre nazioni : cio’ che é straniero pare loro sempre ridicolo (...)
Accettano di assoggettarsi alle leggi di una nazione rivale a condizione
che i parruccai francesi decidano come legislatori della forma delle
parrucche straniere...

Francia benpensante, non ho voglia che mi si vieti di vestirmi come voglio
dove voglio, foss’anche in sacco di patate o con piume di Quetzacoatl ! Non
ho voglia, perché porto degli stivaletti a tacchi alti e dei collant neri,
di essere sospettata di adescamento passivo e controllata da poliziotti
armati fino ai denti, come mi é successo una domenica pomeriggio davanti al
Sacro Cuore, da dove ammiravo in compagnia dei miei giovani figli la vista
su Parigi - che di colpo mi é parsa nettamente meno bella...

Francia amministrativa, sono stufa di doverti lasciare entrare nella mia
intimità ogni volta che spero un certificato d’alloggio per accogliere
qualche giorno amici dei paesi del Sud in vena di turismo ! Sono stufa che
tu possa dubitare della mia esistenza, come é successo molto concretamente
al mio figlio maggiore, allora studente : un giorno che si presento’ in
carne ed ossa davanti a uno sportello della CAF (n.d.a.: sussidi per
l’alloggio) con la sua carta d’identità e l’estratto di nascita, si fece
pregare di tornare col pretesto che, quest’ultimo documento essendo privo
della menzione « non deceduto », niente poteva dimostrare che fosse ben
vivo... Kafka o Gogol avrebbero inventato simili scene ? Le gioie della
burocrazia non imperversano solo nei paesi dell’est europeo...

Francia securitaria, non ho voglia che i miei atti siano sottomessi alla
delazione legale e anonima, ne trattati da una polizia onnipotente ! Non ho
voglia di essere condannata alla salute forzata da autorità sanitarie che
dal canto loro non si riconoscono mai colpevoli (tutt’al più responsabili,
quando le prove sono troppo flagranti) dei loro sbagli su larga scala...

Francia generosa, spero proprio che, come lo hai fatto per me dandomi la
possibilità di entrare in facoltà senza diploma, io che ero uno di quei
numerosi bambini abbandonati dalla società, ti impegnerai nella riparazione
dell’ascensore sociale, e con un termine migliore che « discriminazione
positiva », darai prova del desiderio della Repubblica di rispettare e
promuovere la Liberté, l’Egalité e la Fraternité...

Dare vita alle parole, uscire dal linguaggio politichese che ci stordisce
anche noi, é proprio una questione di desiderio... Sapere ritrovare questa
cultura del desiderio eminentemente francese sarebbe senza dubbio il
miglior modo di respingere le varie tentazioni oscurantiste che avvelenano
la nostra società, e che una politica delle bastonate, non fa che molto
logicamente rinforzare.

Traduzione dal francese di Bruno

<http://www.alinareyes.com/>http://www.alinareyes.com<http://www.alinareyes.com/>/

http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=15255

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-- 
ciao, layla
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Rinvio a giudizio di Bellaciao !
In seguito della denuncia per diffamazione sporta dai Cantieri navali
di St Nazaire, il Giudice ha notificato il rinvio a giudizio ...
Piu’ di 22.000.000 di visitatori e piu’ di 4.200 firme GRAZIE
Sostenete Bellaciao firmando 
<http://bellaciao.org/fr/article.php3?id_article=27394#petition>qui, per 
l’info <http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=14861>qui, un dono 
<http://bellaciao.org/souscription.php>qui, + d’info 
<http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=13523>qui

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LA FRANCIA A BASTONATE : Alina Reyes sostiene Bellaciao... Grazie Alina


111a740.jpg


di Alina Reyes

Sostenete Bellaciao 
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Apprendo che il rinvio a giudizio di Roberto Ferrario, considerato come 
unico responsabile del collettivo Bellaciao !!??, per avere diffuso, come 
avrebbe potuto farlo qualsiasi blog o sito, un comunicato stampa della CGT 
nella vicenda dei Cantieri Navali di St-Nazaire, é stata notificata dal 
Giudice istruttore. Questa misura repressiva, esemplare di una volontà di 
controllo della parola su Internet, é sintomatica di un estremamente 
malsano irrigidimento politico in Francia, tale e quale lo riscontravo in 
recenti articoli di stampa.

La Francia, non é cosa nuova, ha una scopa in schiena. E’ la rigidità del 
nostro temperamento e delle nostre istituzioni che ci ha obbligati ad 
aspettare più a lungo che certi nostri vicini dei diritti fondamentali 
quali il diritto di voto per le donne, o il diritto all’aborto.

E che ci farà senza dubbio attendere ancora un bel pezzo prima di 
rispondere a domande tanto diverse quali la legalizzazione dell’eutanasia, 
o la depenalizzazione della cannabis... Campionessa autodichiaratasi dei 
diritti dell’uomo e del cittadino, la nostra giacobina Repubblica mi 
ricorda la Signora Mesure, la mia professoressa alle elementari, che faceva 
regnare l’ordine in classe a colpi di righello di ferro sulle dita dei bambini.

La Francia ha una scopa in schiena, con il suo triumvirato ai vertici dello 
Stato siamo ogni giorno al teatro dei burattini. Bum ! Bum ! Arlecchino 
siamo noi, il popolo « di giù », e tra il raggiro intellettuale, il 
disprezzo e la repressione che ci attende ad ogni angolo della vita, quante 
botte in testa ! E alé ! Un’altra bastonata di rinculo ! Si prescrive di 
vietare, eccola la moda ! Di fisso i Francesi, estremamente criticati dai 
loro vicini, rinchiudono qualche matto in una casa per convincere quelli 
rimasti fuori che non lo sono, scriveva il mio compatriota Montesquieu.

Fratelli di sangue degli Inglesi grazie alla ben libera e sensuale Alienor, 
Guasconi o Girondini, più ispirati dalla libertà che non dalla sacrosanta « 
égalité » dei Montagnardi, non sono stati degli adoratori di questo demone 
secolare e centralizzatore che erige una « Francia dell’alto » non solo 
geografica e politica, ma anche sociale e culturale. Predicare la 
fraternità praticando il vassallaggio non é un raro paradosso in questa 
cittadella nazionale dove mancano le scale...

Se oggi sentisse parlare del disegno di legge Perben, l’autore dello 
Spirito delle Leggi si chiederebbe se non stiamo dimenticando la sua 
lezione, ossia che la sola garanzia delle libertà pubbliche risiede nella 
separazione dei poteri esecutivi, legislativi e giudiziari...

E cosa constaterebbero i suoi Persiani, di ritorno da noi tre secoli dopo? 
Ebbene, senza dubbio che i Francesi si considerano ancora volentieri come 
dei giudici infallibili, e sono sempre altrettanto impallati del loro 
modello : é la regola con laquale giudicano di tutto cio’ che si fa in 
altre nazioni : cio’ che é straniero pare loro sempre ridicolo (...) 
Accettano di assoggettarsi alle leggi di una nazione rivale a condizione 
che i parruccai francesi decidano come legislatori della forma delle 
parrucche straniere...

Francia benpensante, non ho voglia che mi si vieti di vestirmi come voglio 
dove voglio, foss’anche in sacco di patate o con piume di Quetzacoatl ! Non 
ho voglia, perché porto degli stivaletti a tacchi alti e dei collant neri, 
di essere sospettata di adescamento passivo e controllata da poliziotti 
armati fino ai denti, come mi é successo una domenica pomeriggio davanti al 
Sacro Cuore, da dove ammiravo in compagnia dei miei giovani figli la vista 
su Parigi - che di colpo mi é parsa nettamente meno bella...

Francia amministrativa, sono stufa di doverti lasciare entrare nella mia 
intimità ogni volta che spero un certificato d’alloggio per accogliere 
qualche giorno amici dei paesi del Sud in vena di turismo ! Sono stufa che 
tu possa dubitare della mia esistenza, come é successo molto concretamente 
al mio figlio maggiore, allora studente : un giorno che si presento’ in 
carne ed ossa davanti a uno sportello della CAF (n.d.a.: sussidi per 
l’alloggio) con la sua carta d’identità e l’estratto di nascita, si fece 
pregare di tornare col pretesto che, quest’ultimo documento essendo privo 
della menzione « non deceduto », niente poteva dimostrare che fosse ben 
vivo... Kafka o Gogol avrebbero inventato simili scene ? Le gioie della 
burocrazia non imperversano solo nei paesi dell’est europeo...

Francia securitaria, non ho voglia che i miei atti siano sottomessi alla 
delazione legale e anonima, ne trattati da una polizia onnipotente ! Non ho 
voglia di essere condannata alla salute forzata da autorità sanitarie che 
dal canto loro non si riconoscono mai colpevoli (tutt’al più responsabili, 
quando le prove sono troppo flagranti) dei loro sbagli su larga scala...

Francia generosa, spero proprio che, come lo hai fatto per me dandomi la 
possibilità di entrare in facoltà senza diploma, io che ero uno di quei 
numerosi bambini abbandonati dalla società, ti impegnerai nella riparazione 
dell’ascensore sociale, e con un termine migliore che « discriminazione 
positiva », darai prova del desiderio della Repubblica di rispettare e 
promuovere la Liberté, l’Egalité e la Fraternité...

Dare vita alle parole, uscire dal linguaggio politichese che ci stordisce 
anche noi, é proprio una questione di desiderio... Sapere ritrovare questa 
cultura del desiderio eminentemente francese sarebbe senza dubbio il 
miglior modo di respingere le varie tentazioni oscurantiste che avvelenano 
la nostra società, e che una politica delle bastonate, non fa che molto 
logicamente rinforzare.

Traduzione dal francese di Bruno

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