[Italy-List] [Finanze] - Li vogliamo sti soldi?

ombra ombra a riseup.net
Dom 21 Dic 2008 04:21:19 PST


Allora, proviamo a parlare di una cosa alla volta, con calma ma in modo un
po' incisivo.

Parliamo dei soldi. Dunque, coma da mail di Black_Cat, a fine anno avremo
all'incirca 2000 euri di debito con Riseup. Che non sono un'enormità, ma
neanche una qualcosa da continuare a tralasciare.

Io sono convinto che, unitamente alla raccolta che ogni singolo nodo puo'
fare in giro per la Santa Penisola, sia il lavoro comune a Massimizzare
gli Utili (TM) e ridurre lo sbattimento, assumendosi la responsabilità di
ciò che si è costruito.

Credo che non sia stupido pensare, ad esempio, ad un testo per una
campagna di raccolta fondi.

Io provo a proporne uno. Che andrebbe affiancato a qualche bannerino
carino carino, e ad un bottone da mettere sul sito, che rimandi
all'Account Paypal (il cui titolare si è già detto disposto a
socializzare).

Ci sono alcuni problemini:

. Come lo "firmiamo"? Solo Indy It, anche altri Indy locali?
. Cominciamo a parlare del prossimo G8 in Italy e ad accennare che servono
soldi?

Discutiamone. Ecco una bozza orribile che DEVE essere rimpolpata, rivista
ecc.

--

Non odiare la crisi. Essila.
Don't hate the crisis, be the crisis!

Dal luglio scorso Indymedia Italia, che conta 10 nodi aggregati in un
unico sito (http://italy.indymedia.org/) ha ricominciato il tentativo di
racconto dal basso della realtà che ci circonda.
Per garantire tale servizio (differenti siti locali ed un aggregatore che
ne è la somma), occorrono ogni mese XXX euro. Non sono molti, ma a lungo
possono diventare un problema, specialmente per chi ha scelto di non fare
dell'informazione indipendente una professione, continuando a credere che
ognuno/a possa diventare media di se stesso e raccontare con pieno titolo
ciò che lo/a circonda.

Anche grazie all'apertura dei nodi locali e dell'aggregatore, siamo
riusciti a raccontare quelle realtà che non hanno spazio sui media
ufficiali o che sui mezzi di informazione mainstream, vengono distorti
dall'influenza dei poteri che governano l'informazione globale.

Per questo non ci interessa sapere chi vincerà tra SKY e Mediaset o tra
Mediaset e la Rai. Ogni oligopolio informativo non rappresenta il nostro
orizzonte d'azione.

Viviamo ogni giorno di più in un mondo in cui la parola crisi ci
accompagna sempre più da vicino, diventando la parola d'ordine per il
cammino di ognuno/a di noi in ogni ambito della vita: la casa, il lavoro,
lo studio e la capacità di creare comunicazione. Siamo costretti a vivere
la crisi globale, sorbendoci le ventate di ottimismo propagandate sui
mezzi di comunicazione.

La crisi non và raccontata: questo è il leit motiv in voga da più parti.
Che sia un'onda anomala in Europa, una rivolta in Grecia, una grande opera
nel paese vicino al tuo, tutto questo non giungerà sull'informazione
ufficiale e nessuno potrà raccontarlo meglio di te, che partecipi o vivi
una determinata situazione e che ogni giorno resisti per esistere.

La costruzione di una comunicazione collaborativa e partecipata dal basso
è il nostro modo di resistere alla crisi globale.

Noi non odiamo la crisi. Noi siamo la crisi. E vogliamo raccontarla insieme.

>> Sostieni il Network italiano di Indymedia ::: Abbiamo bisogno di XXXX
euro <<<

Contribuisci bla bla...


Indymedia Italia , ecc



-- 
"Voi uomini del nord state a saggezza quanto a noi donne del sud ;)" -
Anonima parteno-trentina

Quache parola:
http://ombra.noblogs.org

Colonna sonora:
http://www.jamendo.com/it/artist/geradorzero/
http://www.jamendo.com/it/artist/pornophonique/
http://www.jamendo.com/it/artist/Screw-Jay/



Maggiori informazioni sulla lista Italy-List