[Italy-List] proposte pragmatiche
kri
kri a inventati.org
Dom 19 Lug 2009 10:40:51 PDT
On Sun, 19 Jul 2009 17:08:04 +0000, <rudolph a bastardi.net> wrote:
> On Sat, 18 Jul 2009 16:57:14 +0200, kandy <candycandy a autistici.org>
wrote:
>
>> 2. rapporti tra nodi locali e nodo nazionale (penso che potremmo
>> 'sottoscrivere', quali nodi locali che intendono partecipare al progetto
>> nazionale, una piattaforma di intenti comuni)
>
>
> Io penso che prima sia importante capire cosa ci sia da sottoscrivere al
di
> la delle responabilita' economiche
> e al di la' di un fumoso generalistico intento comune.
> E cioe' capire cosa questo nodo nazionale ha intenzione di fare e come
> pensa di organizzarsi.
>
giusto per ricordarci, allego quello che era la piattaforma che mise
insieme nodi e aggregatore...scritta e nata da una 2gg di lavori.
ripeto, rispetto alla relazione locale/nazionale, a meno di non voler
essere ancora più teorici, non credo se si riesca a produrre qualcosa di
scritto molto diverso da questo, ne' più vincolante rispetto ad ogni
possibile evoluzione del rapporto (G8 insegna), a meno che non si parli di
italy.indymedia che fa il suo process, ma allora è nodo e non più
aggregatore e quindi si aggrega con gli altri locali alla piattaforma
globale indymedia.org.
Bisognerebbe piuttosto che allora uscisse più esplicitamente quest'intento
(se c'è e per chi c'è) e soprattutto in che logica lo si concepisce.
Riquoto B_C della mail del 18luglio:
<<Poi si può anche ragionare del process per il nazionale, ma c'è una
bella differenza a farlo per dividere ulteriormente,un nodo slegato
dagli altri, o per rendere più efficace un lavoro comune. Nel primo caso
torno a dire che mi sembra una strategia miope legata a logiche
campaniliste, per cui l'interesse particolare viene prima di quello
collettivo a prescindere.>>
che personalmente condivido.
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da http://www.italy.indymedia.org/it/static/moderation.shtml
[Il Web 2.0]
Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità Partiamo da una
considerazione: oggi, nel web cooperativo e sociale, non esiste più il
problema dello spazio dove pubblicare i propri contenut. Migliaia di
servizi e possibilità di tipo differente permettono a chiunque di
pubblicare, uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per la
maggior parte si tratti di luoghi commerciali che traggono profitto proprio
dai contenuti caricati da migliaia di intelligenze che nulla hanno in
cambio, non scoraggia nessuno. Oggi le riflessioni critiche rispetto al web
non riguardano più dunque solo i luoghi dove pubblicare un contenuto, ma
soprattutto concernono le possibilità di fruizione dei contenuti stessi.
Tanta informazione equivale a nessuna. In questo senso Indymedia 2.0 si
configura come progetto tendente alla ricerca di modalità di comunicazione
libera, attraverso queste caratteristiche:
- L'anonimato e l'assenza di log, perchè, se è vero che esistono migliaia
di possibilità di pubblicazione, praticamente nessuna tutela la privacy ed
il diritto a non diffondere le generalità di chi condivide il contenuto.
- La libertà di pubblicazione dietro una policy comune, e la tutela che
qualsiasi contenuto pubblicato non verrà cancellato o censurato, ma
semplicemente (se non in policy) nascosto. La maggior parte dei social
media preferisce invece procedere all'eliminazione dei dati, se ritenuti
scomodi per qualcuno o qualcosa.
- La possibilità di gestire e personalizzare il flusso informativo secondo
le proprie esigenze e necessità, in modo da facilitare l'accesso ai
contenuti e limitare il caos derivante dalla troppa informazione (che puo'
anche semplicemente tradursi in un minor tempo di visualizzazione delle
notizie che scompaiono in fretta).
La nascita dei nodi
A partire dai primi mesi del 2007 sono partiti dei process locali, da parte
di gruppi di attivisti che componevano Indymedia Italia. Questo processo di
ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di collaborazione, ha
portato alla nascita di nodi del network di indymedia, geograficamente e
territorialmente definiti. Sono nati nel 2007: Indymedia Toscana, Indymedia
Napoli, Indymedia Piemonte, Indymedia Emilia Romagna, Indymedia Lombardia,
Indymedia Roma, Indymedia Liguria, Indymedia Calabria. Indymedia Abruzzo
sta completando le fasi del process internazionale.
La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha progressivamente
ridefinito l'ottica e l'approccio con il mezzo, che è stato ricostruito su
base territoriale, all'interno dei conflitti e delle contraddizioni locali.
Nel meeting a Roma, nel novembre 2007 si sono quindi gettate le basi per
una nuova struttura delle indymedia italiane.
Il disgregarsi di Indymedia Italia in tanti nodi di indymedia, autonomi tra
di loro, è naturalmente continuo oggetto di critiche e riflessioni, sotto
diversi aspetti. E' indubbio che sono venuti meno il canale di input/output
di informazione massicciamente usato e la folta comunità formatasi durante
i gloriosi 7 anni di Indymedia Italia, peraltro costellati da numerosi
tentativi di chiusura da terzi. E' altresì importante capire i vantaggi
del frazionamento: collettivi meno numerosi per costruire i contenuti, che
possono crescere e confrontarsi nella vita reale e non solo attraverso le
liste, maggiori possibilità di legare con il territorio, siti web che
possono essere modificati nelle loro funzionalità in maniera più aperta e
reattiva, newswire più localizzati, con meno frequenza di aggiornamento,
ma anche meno spam e/o contenuti fuori policy.
[La nuova struttura]
La nuova struttura del network italiano di Indymedia si è quindi
costituita secondo diverse funzioni di cui si sentiva la necessità:
- Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc italiani e da
progetti affini e la facilitazione della fruizione del flusso comunicativo.
Una facilitazione non redazionale che prende il via dall'esigenza di
rinnovare l'esperienza, anche alla luce delle modifiche del web. Oggi il
problema non è solo dare la possibilità di pubblicare, ma anche fornire
delle possibilità di ordinare il flusso di informazioni e di creare una
rete di informazioni indipendente.
- Eventi : Indymedia Italia come nodo del network internazionale, al pari
dei vari imc italiani, ma con funzioni e particolarità specifiche, dettate
dalla sua specificità. Italy come Primus inter pares che puo' svolgere
ruoli particolari che un imc territoriale non puo' fare. In particolare
discussioni e elaborazioni su
* Questioni nazionali ritenute importanti (mobilitazioni e manifestazioni
nazionali)
*Situazioni di particolare rilevanza
- Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare i rapporti con il
network ritornando a sviluppare una progettualità che si snodi anche
attraverso le relazione internazionale.
Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto Indymedia Italia
rendendolo punto di aggregazione dei contenuti prodotti dagli indymedia di
lingua italiana e non solo, sia a livello di newswire sia a livello di
feature.
L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di open publishing in
user generated content, la prolificazione di blog e piattaforme di
informazioni, sempre più gestibili, comportano una maniera diversa di
ripensare Indymedia, che in questo momento si propone di essere punto di
aggregazione di diversi media antagonisti.
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Se pensi che il mondo sia piatto allora sei arrivata alla fine del mondo.
Se credi che il mondo sia tondo allora sali: incomincia un girotondo! [la
foglia che non ebbe il coraggio di salire]
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