[Italy-List] Sui nodi in crisi, aggregatore e consenso

vinc3nt vinc3nt a riseup.net
Lun 15 Mar 2010 03:43:41 PDT


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scusate la lunghezza della mail
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On 13/03/2010 15:56, mazzetta wrote:
> a) non può esistere alcun potere di veto (mancanza di consenso) ad una 
> ridefinizione di Italy, come non ha avuto spazio al momento della 
> trasformazione precedente (altrimenti col cavolo che c'era consenso, mi 
> par di ricordare)

io ad esempio non ero d'accordo. ma quella volta ho mediato.
Sub invece oggi, sta facendo la barricata.


On 13/03/2010 15:34, rudolph a bastardi.net wrote:
> Il consenso e'
> altro, il consenso e' essere tutti daccordo e per il momento c'e' 
> solo un gruppo di persone che dice di voler fare. 

Il consenso non è essere tutti d'accordo.
Il consenso è mediazione, è smussare le proprie posizioni per tentare di
arrivare ad una posizione che riesca il più possibile a rispettarle tutte.

Ma il consenso funziona *solo* tra gente propositiva, che ha voglia di
collaborare piuttosto che rifugiarsi dietro delle barricate.
Il consenso funziona *solo* tra persone che hanno sufficiente
intelligenza da distinguere tra "veto" ed "opinione".

A me non pare che nei tuoi interventi emerga questa voglia.

Ed al contrario di quanto afferma Briganzia qui:

> si punta a riaprire il nodo italy e lo si fa nella situazione peggiore, 
> cioè con una lista che fa veramente fatica a dialogare su qualsiasi cosa.

assicuro a tutt* gli/le assenti, che al meeting invece la discussione è
stata assolutamente piacevole e propositiva, nonostante non fossimo
tutt* d'accordo sui punti fondamentali.


On 13/03/2010 17:06, rudolph a bastardi.net wrote:
> bisognrebbe 
> trovare una soluzione con il fatto dei nodi locali che funzionano ci sono.

Una soluzione per permettere la riapertura di indymedia italia e che
garantisca ai "nodi locali attivi" la continuazione del proprio lavoro
in *totale autonomia* e senza alcuna sovradeterminazione è già stata
avanzata.

Invece, tutte le "perplessità" emerse non mi convincono per nulla.

Quelle più ragionevoli sono basate su supposizioni ideologiche, com'ho
già scritto qui:

> dov'è lo scarso rispetto per l'autonomia dei nodi locali?
> la *supposizione* che i nodi Napoli e Lombardia verranno messi "in
> ombra" da un eventuale nodo italy.indymedia.org più funzionale di quello
> che già esiste, è appunto una supposizione.


Mentre altre mi hanno anche infastidito leggendole.

Un'argomentazione del genere: "non è che si vuole riaprire indy solo
perchè c'è gente che non sa dove andare", mi fa solo tanta tristezza.

In ogni caso se viene *articolata* una proposta, che riesce ancora
meglio a mediare tra chi vuole aprire un nodo indymedia italia, e chi
vuole continuare con la strategia dei nodi locali, io ne sarò molto più
felice.

Ma da questa lista è emerso solo ostruzionismo e mail pippaiole a
ricordarci le dinamiche del cazzo che c'enrano dentro indymedia anni fa.


On 12/03/2010 16:14, briganzia.informatica wrote:
> Infine c'è una cosa che proprio non convince. Il nostro sistema aggregatore, 
> pur con tutti i suoi limiti peraltro superabili anche da un rinnovamento della piattaforma, 
> aveva il pregio  di porre il nodo italy un gradino sotto i nodi locali. 
> Questione di non poco conto perchè evitava la creazione di quelle dinamiche 
> che a torto o a ragione  individuavano un  "piccolo gruppo di gestione" al timone di indy, 
> dinamiche  che furono portatrici di non pochi problemi e scazzi in passato (i cui strascichi 
> scontiamo tuttora).


Non ce l'ho con Briganzia eh... però na cosa volgio dirla:

A me non me ne frega un cazzo, io nemmeno c'ero nel 2001, mi avete
sfranto i coglioni per anni su queste storie, c'avete chiuso (chi c'era)
indymedia italia per queste storie, ora basta però, magari è il caso di
parlare di oggi: *Marzo 2010*.

Inoltre sono *assolutamente* convinto che le dinamiche da "piccolo
gruppo di gestione" sono più facilmente arginabili dentro un progetto
grande e condiviso con molte persone attive, piuttosto che dentro il
proprio orticello marginale e senza contraddittorio.


On 13/03/2010 16:44, rudolph a bastardi.net wrote:
> Il vostro entusiasmo esiste solo a condizione che si faccia il nazionale.
> Non e' una questione di ottimismo
> o di pessimismo. Non mi pare che sia cosi ottimista pretendere il nodo
> nazionale prima di mettere le mani
> ai problemi. 


I problemi si risolvono sperimentando, perchè mi pare di capire che
nessun* di noi abbia la sfera di cristallo o la ricetta della panacea.

E mi pare di capire che nessun nodo locale ha la "forza" per sviluppare
da solo le proposte tecniche emerse fin'ora.
O ci stai per caso proponendo di iscriverci tutti e tutte ad indymedia
lombardia?


> E again, non puoi ottenere consenso insistendo.

nemmeno tu però.
Dal 3 marzo al 13 marzo hai mandato *VENTICINQUE* email.


> Cominciamo a ripensare l'aggregatore, cominciamo a fare un sito di prova
> con delle nuove funzionalita'.

Però neghiamo la possibilità agli utenti di poter pubblicare su
indymedia italia.

abruzzo.indymedia.org chiuderà perchè non abbiamo sufficienti forze per
mantenerla aperta, nonostante il fatto che molta gente continui a
pubblicarci notizie, nonostante il fatto che alcuni lavori sono stati
portati avanti, nonostante dalle colonne del newswire emergano notizie e
contenuti interessanti fatti dagli utenti, nonostante i ripetuti
tentativi di allargamento.

indymedia abruzzo scompare, probabilmente per sempre, e noi a quella
gente non diamo la possibilità di pubblicare quel materiale da qualche
altra parte.

ah certo, esistono i nodi locali rimasti attivi.

allora diocane, spiegatemelo come se fossi un bambino di 5 anni. Secondo
quale logica io dovrei pubblicare su indymedia lombardia un contenuto
abruzzese, e poi avere un sito chiamato italy.indymedia.org dove non mi
si da la possibilità di pubblicare?

L'aggregatore senza l'open publishing può avere senso (ma nemmeno
troppo) quando esistono *molti* nodi locali, ma se lo scenario che ci si
presenta davanti è quello di avere solo 2/3 nodi locali attivi in tutta
Italia un sito del genere non lo capisco, così come non capisco le
soluzioni proposte:


On 12/03/2010 16:14, briganzia.informatica wrote:
> Inoltre è vero ciò che dicono da Napoli, ai tempi si pensava anche a 
> delle categorie tematiche e trasversali ai nodi, cosa che potrebbe essere ripresa

Perchè fose a qualcun* sta sfuggendo che la parte più *importante* di
indymedia è proprio il *newswire*.

E' quello lo strumento che deve essere "rinnovato", "valorizzato",
"modernizzato" è inutile farci milioni di viaggi senza avere ben chiaro
questo punto.
O pensavate che indymedia possa esssere rinnovata facendo una galleria
immagini stilosa?

E se per tutte le persone che vivono in Italia (tranne che a Napoli e a
Milano) il sito di riferimento sarà italy.indymedia.org, non credete che
questa impostazione sia alquanto incomprensibile, poco utilizzabile?

Io da utente vi manderi affanculo.

Quindi, per queste ragioni io non posso essere d'accordo nello
sviluppare le cose che ci siamo dett* al meeting in uno dei nodi locali
rimasti attivi.

E ritengo che non solo non abbia senso continuare ad avere
italy.indymedia.org (aggregatore di napoli e lombardia) su cui non si
può pubblicare nulla, ma che *questa* soluzione sia la definitiva
*morte* del progetto indymedia in italia.





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vinc3nt

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