[Italy-List] Fwd: una pura formalità ? anche no..
briganzia.informatica
briganzia.informatica a briganzia.org
Gio 13 Maggio 2010 11:31:10 PDT
ecco. Prova a vedere ora.Ciao
Da: italy-list-bounces a lists.indymedia.org
A: "General discussions and communication about italian IMC's" italy-list a lists.indymedia.org
Cc:
Data: Thu, 13 May 2010 17:58:29 +0000
Oggetto: Re: [Italy-List] Fwd: una pura formalità ? anche no..
> > > Ecco fatto,briganzia il netturbino indyano ha ripulito il file (o meglio> > credo, verificate anche voi che la cosa sia a posto).> > In realtà la persona che mi ha contattato ha chiesto di editare> TUTTI i dati sensibili presenti in quel post,> Lo riporto come dovrebbe venire, così si può incollare al volo> > AQUABOMBER, plichi esplosivi, collegamenti tra anarchici e Brigate Rosse,> l’annunciata offensiva contro le carceri. Ripartono anche da Torino le> indagini sul complesso arcipelago degli anarcoinsurrezionalisti che,> secondo la denuncia del ministro degli Interni Pisanu, hanno da qualche> tempo stabilito legami operativi con le nuove Brigate Rosse. Indagini> difficili, perché le varie formazioni si muovono in modo autonomo l’una> dall’altra. Niente piramide gerarchica, nessun ruolo definito. Ma proprio a> Torino iniziarono alla fine del 2003 i primi e sistematici attacchi al> sistema carcerario, oggi considerato l’obiettivo più probabile, dopo gli> organismi europei e i politici, di plichi esplosivi ed altro. Prova> generale dal 9 all’11 ottobre 2003, con una «tre giorni» di dibattiti, e> anche una serie di raid, alcuni di un certo rilievo per la scelta> dell’obiettivo, portati a termine da militanti provenienti da tutta Italia,> Bologna compresa, ora considerata la «capitale» dei gruppi terroristi più> organizzati e pericolosi. Nelle sede di un centro sociale si ritrovarono> così un centinaio di militanti di varie formazioni anarchiche, italiani ed> europei per promuovere una teoria di manifestazioni contro il carcere, al> termine di un tour europeo. Titolo: «Scateniamoci». Pensiero e azione,> perché, proprio in quelle ore, cinque anarchici e un ex redattore della> rivista «Controinformazione», legata alle Brigate Rosse, vennero arrestati> dalla Digos con l’accusa di danneggiamento aggravato e violenza privata.> Furono presi di mira la sede di un master in criminologia, gli uffici della> Rai, un ipermarket Ikea e una clinica psichiatrica. Ora, dopo gli ultimi> attentati terroristici, quell’episodio non troppo lontano nel tempo> potrebbe diventare uno dei punti di partenza per individuare persone e> collegamenti tra le organizzazioni politiche di estrema sinistra che hanno> scelto la strada dell’illegalità. «Le persone che si sono ritrovate ad> ottobre a Torino - spiegano i vertici dell’Antiterrorismo che da Roma> coordinano le indagini - circa un centinaio, sono soggetti che oggi> potremmo definire interessanti, sia per le aree di provenienza che per> quanto accadde immediatamente dopo nel Nord e nel Centro Sud». Dunque una> specie di convention, atto fondante di un programma eversivo? Particolare:> l’individuazione delle carceri tra gli obiettivi «da abbattere», nel mirino> come i grandi centri di distribuzione, l’Ikea per esempio. Il collegamento> con l’avvelenamento dell’acqua avvenuto dentro gli ipermarket del Nord, è> sin troppo facile, visto con il senno di poi. Ma le analisi, il lessico,> sono gli stessi, le conclusioni pure. Infine, l’inquietante presenza tra> gli anarco-insurrezionalisti torinesi, di xxxx. «Nato nel xxxx - è scritto> sulle note introduttive del libro «Il carcere immateriale», un testo> drammatico sulla condizione carceraria - laureato in filosofia estetica, ha> svolto un’intensa attività pubblicistica in diverse riviste dell’area> alternativa». Tanto intensa da costare a xxxx, che «vive tra Torino e> Parigi, autore di numerosi saggi e studi», nel ‘75, l’arresto e, dall’82> all’85, la latitanza a Parigi. La rivista era «Controinformazione»,> considerata il megafono delle vecchie Brigate Rosse. Il primo «obiettivo»,> il 10 ottobre, fu la scuola di formazione internazionale Bit, forse il più> interessante. Il centro ospitava un master di criminologia a cui partecipa> anche il procuratore aggiunto di Torino Maurizio Laudi, che indagò a fondo> tra gli anarchici piemontesi, sospettati di aver organizzato attentati> esplosivi. Due giovani, Edo e Soledad, arrestati, si suicidarono in carcere> fra il ‘97 e il ‘98. Questo il comunicato, che spiega a fondo le ragioni> dell’azione: «Nel pomeriggio è stata compiuta una azione contro il Bit, in> via Maestri del Lavoro a Torino, dove hanno sede l’Unicri, Agenzia delle> Nazioni Unite per la lotta al crimine e, dal 2003, anche la scuola post> universitaria di "Master in Criminologia e Politiche Criminali"».> L’analisi: «L’attività di coordinamento e studio svolta dall’Unicri a> livello mondiale si inserisce in una logica coercitiva globale, che tende a> unire gli sforzi delle diverse polizie nazionali per una migliore> collaborazione ed efficacia dell’opera repressiva: dalla criminalità comune> sino alla lotta ai "crimini politici". In questo contesto, in> collaborazione con l’Università di Torino, magistrati, superpoliziotti ed> altri esperti di teorie e pratiche anti-crimine, avranno la possibilità di> insegnare ai futuri "quadri" della gerarchia sbirresca le loro esperienze».> Secondo obiettivo: l’Ikea e la Rai, accusati di sfruttare i detenuti come> manodopera a basso costo, impiegandoli nella compilazione dei documenti per> il pagamento del canone. Terzo target: «Villa Cristina», una clinica> strettamente collegata al carcere delle Vallette. E’ diretta da Remo Urani,> che - non a caso - dirige il servizio sanitario di tutto il carcere e che> il 4 gennaio scorso ha denunciato che qualcuno si era introdotto nel suo> condominio lasciando slogan scritti con vernice nera: «Ammazziamo le> carceri». Il documento di rivendicazione: «...Una ventina di persone si> sono introdotte del magazzino di arredamenti Ikea. La società svedese fa> produrre i propri articoli di arredamento a detenuti, sfruttando la mano> d’opera a basso costo. L’azione è durata una ventina di minuti, mentre una> parte delle persone si sono divertite a imbrattare di colore i mobili in> esposizione, gettando fiale e polveri urticanti, altri hanno attaccato uno> striscione sulla facciata principale dell’immobile, con su scritto: "I> mobili di Ikea sono fatti sfruttando i prigionieri"». Infine la Rai.> Perché? Lo spiegano gli anarco-insurrezionalisti: «All’interno di alcune> carceri italiane, tra le quali le Vallette di Torino, sono stati creati dei> "Centri Servizi Informatici" che forniscono a prezzi stracciati> l’elaborazione e la creazione di archivi elettronici. La gestione del> personale, ovvero dei detenuti comunque sempre costretti tra le mura delle> prigioni, è affidata alle cooperative sociali. La cooperativa in questione> a Torino è l’Eta Beta, che vede tra i suoi fondatori proprio> ex-detenuti...Gli strumenti di lavoro sono forniti dalla multinazionale> Getronics, legata tra l’altro a doppio filo con la distribuzione di> programmi a pagamento della Microsoft. Ma volete un esempio di cosa sono> costretti a fare i prigionieri che lavorano nei "Centri Servizi> Informatici"? Ci devono controllare. Devono schedare i nomi degli abbonati> Rai potenziali e reali, verificare la posta ricevuta dalla Tv di Stato e> archiviare i dati di chi paga i bollettini del canone tv, ma di conseguenza> anche di coloro che non pagano». L’auto usata per «l’azione» fu> rintracciata dalla Digos parcheggiata poco distante dal Centro sociale> Askatasuna. Furono fermati xxxx, xxxx, xxxx e xxxx. E con loro anche xxxx.> La reazione del movimento fu dura. «A Torino si sta svolgendo, nonostante i> controlli della polizia, una tre giorni di iniziative contro la società> carceraria che riprende analoghi dibattiti ed azioni avvenute in altre> città europee. Gli arresti vengono definiti «un atto brutale, rispetto al> valore semplicemente dimostrativo della protesta». Osservarono, ad ottobre,> i militanti di Fenix, oggetto tra l’altro, nella notte tra il 26 e il 27> dicembre, di uno strano raid vandalico. Strano, perché «i ladri» si sono> impadroniti di un paio di computer e poco altro, trascurando oggetti> costosi e soldi, così come era accaduto anche nella sede torinese dei> Cobas. Qui, addirittura, erano stati prelevati «solo» gli hard disc dei> terminali. Tutti i fermati, i presunti autori dell’azione Ikea-clinica-Rai,> compreso xxxx, furono rilasciati il 12 ottobre, il giorno dopo l’arresto.> Per alcuni, solo l’obbligo di firma quotidiana in questura e l’obbligo di> residenza.> _______________________________________________> Italy-List mailing list> Italy-List a lists.indymedia.org> http://lists.indymedia.org/mailman/listinfo/italy-list
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