[Italy-notify] messaggio di notifica di amministrazione -- 475021

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Fri Aug 5 02:30:58 PDT 2005


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Quattordici denunciati per il blocco della linea ferroviaria  
  
Quattordici “no coke” denunciati per il blocco dei binari effettuato alla fine della manifestazione di sabato scorso contro la riconversione a carbone di Torre Nord. Sono stati individuati dagli agenti del Commissariato dai filmati girati alla stazione. Tra di loro ci sono la deputata di Rifondazione Elettra Dejana, il consigliere regionale Enrico Luciani e quello comunale Simona Ricotti, anche loro di Prc, e Mario Dei Giudici, portavoce di Percivitavecchia. Non si conoscono invece le generalità degli altri dieci indagati, tutti per interruzione di pubblico servizio. A questi quattordici denunciati se ne aggiungeranno sicuramente degli altri (a bloccare i binari c’erano tra 600 e le 700 persone). La polizia sta infatti procedendo ad ulteriori identificazioni attraverso i filmati. 
Indignati, ma per niente pentiti, alcuni degli indagati. «Questa, se ancora ce ne fosse stato bisogno - ha detto Simona Ricotti - è la palese dimostrazione che a Civitavecchia la democrazia è morta. Quattordici persone si beccano una denuncia per aver bloccato pacificamente i binari, mentre altrettante o giù di lì, che hanno detto sì alla centrale a carbone contro il volere di un intero territorio, rifiutano il confronto. Per quanto mi riguarda, ho solo fatto il mio dovere di cittadina e consigliere comunale. Se ciò significa dover prendere delle denunce, pazienza. Comunque non è in questo modo che riusciranno a fermare la lotta contro la riconversione». 
«Questa vicenda - le fa eco Mario Dei Giudici - è la conferma che quando la destra va al potere si creano tensioni sociali. Nel mondo, in Italia e ora anche nella nostra città sulla questione carbone. Sul fatto specifico, posso soltanto dire che erano due anni che cercavamo di richiamare l’attenzione nazionale sui motivi della nostra opposizione alla trasformazione di Torre Nord. Se questo piccolo sacrificio personale può servire a raggiungere l’obiettivo vuol dire che è stato utile. Sarei anche disponibile a rifarlo». 
 
.............

Presidio permanente all’aula Pucci  
  
 Nuova iniziativa dei “No coke”. De Sio: «L’osservatorio garanzia per la salute»  
  
 Dopo l’occupazione dei binari sabato, l’assemblea permanente all’aula Pucci. Questa la decisione presa ieri sera dal movimento “no coke” al termine di un’infuocata assemblea nella sala consiliare. L’appuntamento dell’aula Pucci, in realtà, era nato come consiglio comunale per discutere della riconversione a carbone di Torre Nord, ma ancora una volta i partiti di maggioranza hanno fatto mancare il numero legale. «E’ un argomento ormai definito - l’opinione unitaria dello schieramento di centro destra, Udc escluso - e riteniamo inutile continuare a parlarne». 
La mancata presenza delle forze politiche della Cdl ha naturalmente esacerbato gli animi dei circa 200 “anticarbone” presenti. Il consiglio andato in fumo, si è trasformato in assemblea aperta per dibattere dell’argomento, ma soprattutto per decidere le ulteriori azioni di lotta da intraprendere dopo la manifestazione di tre giorni fa. Fabiana Attig e Angelo Pierotti, tra i più attivi del fronte “no coke”, si sono simbolicamente e provocatoriamente incatenati alle poltrone della sala. Subito dopo Marco Piendibene, che presiedeva il dibattito, ha espresso la solidarietà ai 14 denunciati dalla polizia per l’occupazione dei binari. Quindi sono cominciati gli interventi e più di una persona ha proposto l’occupazione dell’aula. 
Mentre l’assemblea continuava, una delegazione è salita dal sindaco Alessio De Sio per invitarlo ad un contraddittorio. Il primo cittadino ha dato la sua disponibilità a patto che la discussione non degenerasse. Ricevuta questa garanzia, verso le 19, è arrivato nella sala consiliare dove si è aperto un serrato botta e risposta tra lui e gli oppositori del carbone. Il sindaco pressato da molte domande sul perché di una scelta - hanno sostenuto i “no coke” - non condivisa dalla maggioranza dei civitavecchiesi e dell’intero comprensorio, ha difeso soprattutto la creazione dell’osservatorio ambientale. A più riprese ha sottolineato come questo strumento, «finora mai esistito», avrà il compito di monitorare e tutelare la salute dei cittadini. Spiegazioni che non hanno però soddisfatto i presenti, che lo hanno contestato più volte. Ci sono stati anche momenti di tensione quando prima l’assessore Sandro Scotti e poi il consigliere di An Giancarlo Termini hanno cercato, invano, di parlare. 
Il confronto si è concluso intorno alle 21,30, quando De Sio, scortato da un cordone di forze dell’ordine, ha lasciato l’aula Pucci. Gli “anticarbone” sono invece rimasti per decidere il da farsi. Non soddisfatte dalle risposte del sindaco, giudicate «offensive e provocatorie», le circa cento persone rimaste hanno quindi deciso di occupare la sala consiliare con un’assemblea permanente che andrà avanti a oltranza. Nel frattempo sarà creato un coordinamento che avrà il compito di organizzare i turni del presidio e definire le prossime iniziative di lotta. 
Intanto continua lo sciopero della fame iniziato sabato da alcuni esponenti del coordinamento “no coke” per sollecitare la revoca del decreto Marzano. Ad esso hanno aderito anche la Attig e altri esponenti del movimento. 
 

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Quattordici denunciati per il blocco della linea ferroviaria  
  
Quattordici “no coke” denunciati per il blocco dei binari effettuato alla fine della manifestazione di sabato scorso contro la riconversione a carbone di Torre Nord. Sono stati individuati dagli agenti del Commissariato dai filmati girati alla stazione. Tra di loro ci sono la deputata di Rifondazione Elettra Dejana, il consigliere regionale Enrico Luciani e quello comunale Simona Ricotti, anche loro di Prc, e Mario Dei Giudici, portavoce di Percivitavecchia. Non si conoscono invece le generalità degli altri dieci indagati, tutti per interruzione di pubblico servizio. A questi quattordici denunciati se ne aggiungeranno sicuramente degli altri (a bloccare i binari c’erano tra 600 e le 700 persone). La polizia sta infatti procedendo ad ulteriori identificazioni attraverso i filmati. 
Indignati, ma per niente pentiti, alcuni degli indagati. «Questa, se ancora ce ne fosse stato bisogno - ha detto Simona Ricotti - è la palese dimostrazione che a Civitavecchia la democrazia è morta. Quattordici persone si beccano una denuncia per aver bloccato pacificamente i binari, mentre altrettante o giù di lì, che hanno detto sì alla centrale a carbone contro il volere di un intero territorio, rifiutano il confronto. Per quanto mi riguarda, ho solo fatto il mio dovere di cittadina e consigliere comunale. Se ciò significa dover prendere delle denunce, pazienza. Comunque non è in questo modo che riusciranno a fermare la lotta contro la riconversione». 
«Questa vicenda - le fa eco Mario Dei Giudici - è la conferma che quando la destra va al potere si creano tensioni sociali. Nel mondo, in Italia e ora anche nella nostra città sulla questione carbone. Sul fatto specifico, posso soltanto dire che erano due anni che cercavamo di richiamare l’attenzione nazionale sui motivi della nostra opposizione alla trasformazione di Torre Nord. Se questo piccolo sacrificio personale può servire a raggiungere l’obiettivo vuol dire che è stato utile. Sarei anche disponibile a rifarlo». 
 
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Presidio permanente all’aula Pucci  
  
 Nuova iniziativa dei “No coke”. De Sio: «L’osservatorio garanzia per la salute»  
  
 Dopo l’occupazione dei binari sabato, l’assemblea permanente all’aula Pucci. Questa la decisione presa ieri sera dal movimento “no coke” al termine di un’infuocata assemblea nella sala consiliare. L’appuntamento dell’aula Pucci, in realtà, era nato come consiglio comunale per discutere della riconversione a carbone di Torre Nord, ma ancora una volta i partiti di maggioranza hanno fatto mancare il numero legale. «E’ un argomento ormai definito - l’opinione unitaria dello schieramento di centro destra, Udc escluso - e riteniamo inutile continuare a parlarne». 
La mancata presenza delle forze politiche della Cdl ha naturalmente esacerbato gli animi dei circa 200 “anticarbone” presenti. Il consiglio andato in fumo, si è trasformato in assemblea aperta per dibattere dell’argomento, ma soprattutto per decidere le ulteriori azioni di lotta da intraprendere dopo la manifestazione di tre giorni fa. Fabiana Attig e Angelo Pierotti, tra i più attivi del fronte “no coke”, si sono simbolicamente e provocatoriamente incatenati alle poltrone della sala. Subito dopo Marco Piendibene, che presiedeva il dibattito, ha espresso la solidarietà ai 14 denunciati dalla polizia per l’occupazione dei binari. Quindi sono cominciati gli interventi e più di una persona ha proposto l’occupazione dell’aula. 
Mentre l’assemblea continuava, una delegazione è salita dal sindaco Alessio De Sio per invitarlo ad un contraddittorio. Il primo cittadino ha dato la sua disponibilità a patto che la discussione non degenerasse. Ricevuta questa garanzia, verso le 19, è arrivato nella sala consiliare dove si è aperto un serrato botta e risposta tra lui e gli oppositori del carbone. Il sindaco pressato da molte domande sul perché di una scelta - hanno sostenuto i “no coke” - non condivisa dalla maggioranza dei civitavecchiesi e dell’intero comprensorio, ha difeso soprattutto la creazione dell’osservatorio ambientale. A più riprese ha sottolineato come questo strumento, «finora mai esistito», avrà il compito di monitorare e tutelare la salute dei cittadini. Spiegazioni che non hanno però soddisfatto i presenti, che lo hanno contestato più volte. Ci sono stati anche momenti di tensione quando prima l’assessore Sandro Scotti e poi il consigliere di An Giancarlo Termini hanno cercato, invano, di parlare. 
Il confronto si è concluso intorno alle 21,30, quando De Sio, scortato da un cordone di forze dell’ordine, ha lasciato l’aula Pucci. Gli “anticarbone” sono invece rimasti per decidere il da farsi. Non soddisfatte dalle risposte del sindaco, giudicate «offensive e provocatorie», le circa cento persone rimaste hanno quindi deciso di occupare la sala consiliare con un’assemblea permanente che andrà avanti a oltranza. Nel frattempo sarà creato un coordinamento che avrà il compito di organizzare i turni del presidio e definire le prossime iniziative di lotta. 
Intanto continua lo sciopero della fame iniziato sabato da alcuni esponenti del coordinamento “no coke” per sollecitare la revoca del decreto Marzano. Ad esso hanno aderito anche la Attig e altri esponenti del movimento. 
 


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