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Mon Aug 8 04:32:51 PDT 2005


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Editato da andrea
Patacche targate Corriere della Sera 

Ugo Gaudenzi 

Si sa, fin dai tempi della GPU, dell’NKVD, del KGB, e 
nonostante la miseranda loro fine, la “schedatura” dei nemici 
politici è stato uno sport assai diffuso tra i manichei del 
paradiso comunista in terra. Tramontati anche a casa nostra i 
vari nuclei “di agit-inform” dei vari Secchia, Pecchioli e 
Violante, questo metodo di criminalizzazione politica persiste 
tuttora nella residua periferia della galassia marxista 
italiota. Ne sono esempi illustri i vari “osservatori” legati 
ai centri sociali e a Rifondazione comunista (e che ospitano, 
quali “giudici” – ed esperti – ex condannati per atti di 
violenza e terrorismo…), dei quali si è fatto portavoce e 
amplificatore il sito Indymedia. Il signor Marco Imarisio, 
gazzettiere del Corriere della Sera, è evidentemente un 
assiduo frequentatore di tale sito, dal quale assorbe come oro 
colato ogni “verità”.
Quale redattore del “Corriere”, un giornale diretto da Paolo 
Mieli e “partecipato” da Oriana Fallaci, dovrebbe però stare 
un po’ più attento a quello che scrive. Nel suo “Dssa, la 
galassia di destra a caccia di fondi”, pubblicato il 5 luglio, 
senza un minimo di riscontro, offre ai lettori una robusta 
miscela di “verità” redatte dagli indimedisti.
In breve iscrive Marco Saba (un ricercatore sulla criminalità 
finanziaria) nella struttura neogladista – e molto ridicola, 
con il suo iperfallacismo e anti-islamismo neocon e 
filo-yankee – di Saya. E lo addita come un uomo che avrebbe la 
matassa del “filo nero della gladio dei poveri”, con tutte le 
“notizie” tratte dalla schedatura indimedista. Una schedatura 
che, prodotta da occhialuti pipparoli che tuttora vedono in 
ogni dove golpisti e fascisti e destre in agguato contro la 
rinascente rivoluzione bolscevica, mescola Saba a Saya (un 
solo colloquio, ci dice Saba, a Firenze…) un filo-iracheno, 
cioè, ad un filo-israeliano, e giù giù dichiara Saba portavoce 
di Francesco Pazienza, il manovratore di quella P2 di cui 
proprio il Corriere di Paolo Mieli era il fiore all’occhiello 
e che da 20 anni giace in galera per la bancarotta 
dell’Ambrosiano (ovvero perché gli si vuole tappare la bocca 
sui manovratori di quel crack…), quindi dichiara sempre Saba 
il webmaster di uno dei nostri siti di “Rinascita” (Indymedia 
docet: basta estrapolare un intervento in chat da un forum e 
farlo diventare una prova), lo collega con un nostro 
settimanale di Verona, Italia sociale, (forse perché rei di 
campagne contro le guerre atlantiche in Serbia e in Iraq e di 
aver pubblicato un articolo per sottolineare la vergogna di 
una banca centrale che è controllata totalitariamente da soci 
privati!), insomma fa diventare Saba, che è stato un ex Fgci…, 
noi e quant’altri membri in servizio permanente effettivo 
dell’ “arcipelago nero”. 
Un po’ di decenza, signor Imarisio, un po’ di decenza. Si 
informi. E non soltanto su Indymedia.



[nota: per chi volesse approfondire l'articolo citato da Italia Sociale è reperibile in http://italy.indymedia.org/news/2005/07/831531.php]

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Patacche targate Corriere della Sera 

Ugo Gaudenzi 

Si sa, fin dai tempi della GPU, dell’NKVD, del KGB, e 
nonostante la miseranda loro fine, la “schedatura” dei nemici 
politici è stato uno sport assai diffuso tra i manichei del 
paradiso comunista in terra. Tramontati anche a casa nostra i 
vari nuclei “di agit-inform” dei vari Secchia, Pecchioli e 
Violante, questo metodo di criminalizzazione politica persiste 
tuttora nella residua periferia della galassia marxista 
italiota. Ne sono esempi illustri i vari “osservatori” legati 
ai centri sociali e a Rifondazione comunista (e che ospitano, 
quali “giudici” – ed esperti – ex condannati per atti di 
violenza e terrorismo…), dei quali si è fatto portavoce e 
amplificatore il sito Indymedia. Il signor Marco Imarisio, 
gazzettiere del Corriere della Sera, è evidentemente un 
assiduo frequentatore di tale sito, dal quale assorbe come oro 
colato ogni “verità”.
Quale redattore del “Corriere”, un giornale diretto da Paolo 
Mieli e “partecipato” da Oriana Fallaci, dovrebbe però stare 
un po’ più attento a quello che scrive. Nel suo “Dssa, la 
galassia di destra a caccia di fondi”, pubblicato il 5 luglio, 
senza un minimo di riscontro, offre ai lettori una robusta 
miscela di “verità” redatte dagli indimedisti.
In breve iscrive Marco Saba (un ricercatore sulla criminalità 
finanziaria) nella struttura neogladista – e molto ridicola, 
con il suo iperfallacismo e anti-islamismo neocon e 
filo-yankee – di Saya. E lo addita come un uomo che avrebbe la 
matassa del “filo nero della gladio dei poveri”, con tutte le 
“notizie” tratte dalla schedatura indimedista. Una schedatura 
che, prodotta da occhialuti pipparoli che tuttora vedono in 
ogni dove golpisti e fascisti e destre in agguato contro la 
rinascente rivoluzione bolscevica, mescola Saba a Saya (un 
solo colloquio, ci dice Saba, a Firenze…) un filo-iracheno, 
cioè, ad un filo-israeliano, e giù giù dichiara Saba portavoce 
di Francesco Pazienza, il manovratore di quella P2 di cui 
proprio il Corriere di Paolo Mieli era il fiore all’occhiello 
e che da 20 anni giace in galera per la bancarotta 
dell’Ambrosiano (ovvero perché gli si vuole tappare la bocca 
sui manovratori di quel crack…), quindi dichiara sempre Saba 
il webmaster di uno dei nostri siti di “Rinascita” (Indymedia 
docet: basta estrapolare un intervento in chat da un forum e 
farlo diventare una prova), lo collega con un nostro 
settimanale di Verona, Italia sociale, (forse perché rei di 
campagne contro le guerre atlantiche in Serbia e in Iraq e di 
aver pubblicato un articolo per sottolineare la vergogna di 
una banca centrale che è controllata totalitariamente da soci 
privati!), insomma fa diventare Saba, che è stato un ex Fgci…, 
noi e quant’altri membri in servizio permanente effettivo 
dell’ “arcipelago nero”. 
Un po’ di decenza, signor Imarisio, un po’ di decenza. Si 
informi. E non soltanto su Indymedia.



[nota: per chi volesse approfondire l'articolo citato da Italia Sociale è reperibile in http://italy.indymedia.org/news/2005/07/831531.php]


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