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Wed Aug 10 03:24:36 PDT 2005
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Editato da otted
Ma una vicina accusa: "I due avevano una relazione,
quell'uomo colmava la bimba di regali"
La madre: "L'unica mia colpa
mi sono fidata troppo di lui"
DAL NOSTRO INVIATO GIOVANNI MARIA BELLU
CITTA' DI CASTELLO - "Perché gli ho affidato mia figlia? Perché me l'ha chiesto, e basta. Diceva di volerle bene. Con quell'uomo parlavo, ci confidavamo i nostri problemi. Era un'amicizia affettiva". Tiziana, mentre è in corso l'autopsia della sua bambina, spiega così quel che è accaduto lunedì mattina. E' calma, fredda e appare anche calata in un ruolo. E' come se le telecamere che la circondano avessero il potere di evocare altre vicende che ha seguito in tv. Ha già detto di volere un altro figlio. Ha denunciato minacce da parte di parenti.
Mentre la mamma parla, Eloina Morales, sua vicina di casa, piange nel parcheggio dell'ospedale. E' venuta perché voleva vedere Maria per l'ultima volta. Gliel'hanno impedito. E allora piange e parla, mostrando una foto della sua piccola amica scattata qualche mese fa, in un giorno, pare, felice. Eloina è una cubana nera che ha sposato un turista italiano e poco dopo s'è separata. "Se Maria si fosse salvata sarei stata zitta, ma adesso devo parlare: Tiziana era innamorata di Giorgio. Avevano una relazione".
Circostanza già smentita dalla mamma, che avrebbe anche minacciato Eloina di querela. "Non m'importa - insiste la vicina - anche altri possono testimoniare. Domenica sera mi ha mostrato la mano e ha chiesto: "Noti qualcosa?" Non aveva più la fede. M'ha detto d'essersela levata perché aveva deciso di chiudere con Massimo, il marito, per convivere con Giorgio. Era per questo che gli affidava la bambina: "Così si conoscono", diceva".
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Secondo Eloina, in almeno tre altre occasioni Tiziana ha affidato la bambina a Giorgio nelle prime ore del mattino, poco dopo le 7,30, l'ora in cui abitualmente il marito usciva per andare al lavoro. Inoltre Giorgio da alcuni mesi letteralmente ricopriva la bambina di regali, anche due o tre in una settimana. "Le ho detto che questo non andava bene. No, non sospettavo nulla di quello che poi si è saputo. Ma mi sembrava strano e sbagliato anche perché a Tiziana non regalava mai niente".
La vicina cubana è stata già sentita dai carabinieri, così come altre dieci persone. E' chiaro che, individuato immediatamente il probabile assassino, l'indagine tenta di accertare se esistono altre responsabilità e connivenze.
Don Gino, parroco di San Giustino e coordinatore della scuola materna, racconta che due settimane fa Maria si presentò in classe con due lividi sugli zigomi. Il fatto suscitò una certa preoccupazione, tanto che i genitori furono convocati: "Dissero che se li era procurati cadendo mentre giocava. Noi comunque siamo stati attenti e non è più successo".
Il sacerdote comunque esclude che la bambina sia stata accompagnata o presa dalla scuola da persone diverse dai genitori. "Un fatto del genere è consentito solo quando gli stessi genitori presentano alle maestre l'eventuale accompagnatore. E nessuno nella scuola conosceva questo personaggio". Se la presentazione fosse avvenuta, difficilmente qualcuno si sarebbe insospettito. Il presunto killer, dicono i suoi amici al "Ciao bar" di San Sepolcro, è un uomo "simpatico, solare". "Un amicone. Quando entrava al bar salutava, scherzava, aveva la battuta pronta. Era generoso: spesso pagava per tutti. Era gentilissimo coi ragazzini, gli comprava bibite, patatine?"
L'ipotesi che avesse una relazione con la madre della bambina uccisa appare improbabile agli amici del bar. Anche a Erchie, il paese del brindisino dove Maria e i suoi genitori hanno vissuto fino allo scorso agosto, non credono alla relazione clandestina. Racconta la nonna paterna: "Tentavano da due anni di avere un figlio. Non arrivava. Poi una notte Massimo ha sognato la Madonna e Tiziana è rimasta incinta. Per questo l'hanno chiamata Maria". La tv è accesa, c'è un servizio sull'omicidio. Compare l'immagine della bambina, la nonna s'avvicina e accarezza il monitor.
All'ospedale di Città di Castello l'autopsia sta per essere conclusa. Sono le 18, 30 e nella hall invasa dalle telecamere ricompare la mamma. Infila qualche moneta in un telefono a muro, compone un numero: "Ci siamo fidati - dice a voce molto alta - ci siamo fidati. E' stato solo questo il nostro errore".
(8 aprile 2004)
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Ma una vicina accusa: "I due avevano una relazione,
quell'uomo colmava la bimba di regali"
La madre: "L'unica mia colpa
mi sono fidata troppo di lui"
DAL NOSTRO INVIATO GIOVANNI MARIA BELLU
CITTA' DI CASTELLO - "Perché gli ho affidato mia figlia? Perché me l'ha chiesto, e basta. Diceva di volerle bene. Con quell'uomo parlavo, ci confidavamo i nostri problemi. Era un'amicizia affettiva". Tiziana, mentre è in corso l'autopsia della sua bambina, spiega così quel che è accaduto lunedì mattina. E' calma, fredda e appare anche calata in un ruolo. E' come se le telecamere che la circondano avessero il potere di evocare altre vicende che ha seguito in tv. Ha già detto di volere un altro figlio. Ha denunciato minacce da parte di parenti.
Mentre la mamma parla, Eloina Morales, sua vicina di casa, piange nel parcheggio dell'ospedale. E' venuta perché voleva vedere Maria per l'ultima volta. Gliel'hanno impedito. E allora piange e parla, mostrando una foto della sua piccola amica scattata qualche mese fa, in un giorno, pare, felice. Eloina è una cubana nera che ha sposato un turista italiano e poco dopo s'è separata. "Se Maria si fosse salvata sarei stata zitta, ma adesso devo parlare: Tiziana era innamorata di Giorgio. Avevano una relazione".
Circostanza già smentita dalla mamma, che avrebbe anche minacciato Eloina di querela. "Non m'importa - insiste la vicina - anche altri possono testimoniare. Domenica sera mi ha mostrato la mano e ha chiesto: "Noti qualcosa?" Non aveva più la fede. M'ha detto d'essersela levata perché aveva deciso di chiudere con Massimo, il marito, per convivere con Giorgio. Era per questo che gli affidava la bambina: "Così si conoscono", diceva".
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Secondo Eloina, in almeno tre altre occasioni Tiziana ha affidato la bambina a Giorgio nelle prime ore del mattino, poco dopo le 7,30, l'ora in cui abitualmente il marito usciva per andare al lavoro. Inoltre Giorgio da alcuni mesi letteralmente ricopriva la bambina di regali, anche due o tre in una settimana. "Le ho detto che questo non andava bene. No, non sospettavo nulla di quello che poi si è saputo. Ma mi sembrava strano e sbagliato anche perché a Tiziana non regalava mai niente".
La vicina cubana è stata già sentita dai carabinieri, così come altre dieci persone. E' chiaro che, individuato immediatamente il probabile assassino, l'indagine tenta di accertare se esistono altre responsabilità e connivenze.
Don Gino, parroco di San Giustino e coordinatore della scuola materna, racconta che due settimane fa Maria si presentò in classe con due lividi sugli zigomi. Il fatto suscitò una certa preoccupazione, tanto che i genitori furono convocati: "Dissero che se li era procurati cadendo mentre giocava. Noi comunque siamo stati attenti e non è più successo".
Il sacerdote comunque esclude che la bambina sia stata accompagnata o presa dalla scuola da persone diverse dai genitori. "Un fatto del genere è consentito solo quando gli stessi genitori presentano alle maestre l'eventuale accompagnatore. E nessuno nella scuola conosceva questo personaggio". Se la presentazione fosse avvenuta, difficilmente qualcuno si sarebbe insospettito. Il presunto killer, dicono i suoi amici al "Ciao bar" di San Sepolcro, è un uomo "simpatico, solare". "Un amicone. Quando entrava al bar salutava, scherzava, aveva la battuta pronta. Era generoso: spesso pagava per tutti. Era gentilissimo coi ragazzini, gli comprava bibite, patatine?"
L'ipotesi che avesse una relazione con la madre della bambina uccisa appare improbabile agli amici del bar. Anche a Erchie, il paese del brindisino dove Maria e i suoi genitori hanno vissuto fino allo scorso agosto, non credono alla relazione clandestina. Racconta la nonna paterna: "Tentavano da due anni di avere un figlio. Non arrivava. Poi una notte Massimo ha sognato la Madonna e Tiziana è rimasta incinta. Per questo l'hanno chiamata Maria". La tv è accesa, c'è un servizio sull'omicidio. Compare l'immagine della bambina, la nonna s'avvicina e accarezza il monitor.
All'ospedale di Città di Castello l'autopsia sta per essere conclusa. Sono le 18, 30 e nella hall invasa dalle telecamere ricompare la mamma. Infila qualche moneta in un telefono a muro, compone un numero: "Ci siamo fidati - dice a voce molto alta - ci siamo fidati. E' stato solo questo il nostro errore".
(8 aprile 2004)
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