[Italy-notify] messaggio di notifica di amministrazione -- 793039

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Mon Aug 29 08:47:06 PDT 2005


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Editato da mazzetta
Bemberg 
ARRIVA IL COMMISSARIO 
Bemberg 


GOZZANO 

Svolta per la ex Bemberg. Il Tribunale Fallimentare di Novara ha nominato il commissario giudiziale, che dovrà valutare la situazione della società e decidere quindi se procedere alla ristrutturazione e all’amministrazione straordinaria. Il Tribunale novarese ha dichiarato lo stato di insolvenza della Filatura di Gozzano, la linea produttiva del poliammidico, con 428 dipendenti ed ha nominato commissario giudiziale il dottor Guido Tronconi, di Milano. Tronconi avrà sessanta giorni di tempo per valutare i bilanci e la situazione patrimoniale della società, poi dovrà prendere una decisione in merito alla possibilità di concedere l’amministrazione straordinaria. La deliberazione del Tribunale è stata commentata in modo molto positivo da parte sindacale, perchè, a questo punto, l’amministrazione straordinaria rappresenta l’unica, concreta soluzione praticabile nella crisi che coinvolge la società. «L’amministrazione straordinaria - commenta Maurilio Bertona, segretario provinciale dei chimici per la Cgil - significherebbe potere accedere alla legge Prodi bis, che determina la salvaguardia della occupazione e assicura il prosieguo dell’attività produttiva. E’ naturale che ci auguriamo che possa essere fatta questa scelta da parte del commissario giudiziale». Il provvedimento del Tribunale di Novara ha ordinato ai liquidatori il deposito dei bilanci e delle scritture contabili, entro quarantotto ore e assegna ai creditori tempo sino al primo settembre prossimo per presentare le domande di insinuazione e rivendicazione dei crediti. Il 29 novembre prossimo è stata fissata, sempre davantri al Tribunale di Novara, l’udienza per l’esame dello stato passivo della società. La gestione dell’impresa viene affidata, per ora, ai liquidatori, Dorigo e Cicconi.

m. g.

(da “La Stampa” del 6 maggio 2005)

Commento
Dopo la messa del vescovo il 1° maggio ecco la “svolta” per gli operai della ex Bemberg. Oggi il sindacato si augura che si possa utilizzare la legge Prodi bis per salvaguardare l’occupazione. Quando ci si affida solamente alle leggi dello stato dei padroni ( cui il sindacato fa da stampella) e ai suoi tribunali, nulla è certo, i tempi diventano lunghi, nel frattempo gli operai si sfiduciano e si demoralizzano. 
Intanto con la scusa dell’accesso alla cassa integrazione, il vecchio padrone Bemberg è riuscito a scaricare la fabbrica. 
Eppure per anni ha sfruttato gli operai garantendosi corposi profitti.
Anche su un terreno puramente economicista, un sindacato che si rispetti avrebbe dovuto quantomeno pretendere, da questo padrone, almeno una buonuscita per gli operai. 
Invece niente. 
Il sindacato di fronte alle difficoltà dichiarate è stato molto comprensivo. Il padrone non deve loro niente, poveretto è in crisi, magari muore di fame. Così gli operai devono accontentarsi di una misera cassa integrazione fino alla fine dell’anno. 
E’ ovvio (visti i rapporti di forza tra le classi attualmente a noi sfavorevoli) che si debbano utilizzare anche le leggi dello stato per cercare di salvare i posti di lavoro o per utilizzare gli ammortizzatori sociali (quelli rimasti). 
Ma l’esperienza insegna che se i 428 lavoratori rimangono a casa o al massimo sfilano per le vie di Gozzano per andare a chiedere l’elemosina alle autorità politiche e religiose , i risultati difficilmente arriveranno. 
Se invece si organizzassero per premere sul padrone e sugli organi dello stato con mobilitazioni continue, forse qualche risultato in più si riuscirebbe ad ottenere.
Ma chiedere a questo ai dirigenti sindacali di organizzare gli operai in maniera più incisiva è pura fantasia.
Anzi, probabilmente significherebbe chiedere di materializzare il loro incubo peggiore:
la riorganizzazione delle lotte nell’autonomia degli interessi di classe, inconciliabilmente contrapposti quelli dei padroni e dei loro lacchè sindacali.
"Più nessun sacrificio!" deve essere la parola d’ordine delle lotte operaie. 
E’ ora di presentare il conto!

Novara Operaia

 

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Bemberg 
ARRIVA IL COMMISSARIO 
Bemberg 


GOZZANO 

Svolta per la ex Bemberg. Il Tribunale Fallimentare di Novara ha nominato il commissario giudiziale, che dovrà valutare la situazione della società e decidere quindi se procedere alla ristrutturazione e all’amministrazione straordinaria. Il Tribunale novarese ha dichiarato lo stato di insolvenza della Filatura di Gozzano, la linea produttiva del poliammidico, con 428 dipendenti ed ha nominato commissario giudiziale il dottor Guido Tronconi, di Milano. Tronconi avrà sessanta giorni di tempo per valutare i bilanci e la situazione patrimoniale della società, poi dovrà prendere una decisione in merito alla possibilità di concedere l’amministrazione straordinaria. La deliberazione del Tribunale è stata commentata in modo molto positivo da parte sindacale, perchè, a questo punto, l’amministrazione straordinaria rappresenta l’unica, concreta soluzione praticabile nella crisi che coinvolge la società. «L’amministrazione straordinaria - commenta Maurilio Bertona, segretario provinciale dei chimici per la Cgil - significherebbe potere accedere alla legge Prodi bis, che determina la salvaguardia della occupazione e assicura il prosieguo dell’attività produttiva. E’ naturale che ci auguriamo che possa essere fatta questa scelta da parte del commissario giudiziale». Il provvedimento del Tribunale di Novara ha ordinato ai liquidatori il deposito dei bilanci e delle scritture contabili, entro quarantotto ore e assegna ai creditori tempo sino al primo settembre prossimo per presentare le domande di insinuazione e rivendicazione dei crediti. Il 29 novembre prossimo è stata fissata, sempre davantri al Tribunale di Novara, l’udienza per l’esame dello stato passivo della società. La gestione dell’impresa viene affidata, per ora, ai liquidatori, Dorigo e Cicconi.

m. g.

(da “La Stampa” del 6 maggio 2005)

Commento
Dopo la messa del vescovo il 1° maggio ecco la “svolta” per gli operai della ex Bemberg. Oggi il sindacato si augura che si possa utilizzare la legge Prodi bis per salvaguardare l’occupazione. Quando ci si affida solamente alle leggi dello stato dei padroni ( cui il sindacato fa da stampella) e ai suoi tribunali, nulla è certo, i tempi diventano lunghi, nel frattempo gli operai si sfiduciano e si demoralizzano. 
Intanto con la scusa dell’accesso alla cassa integrazione, il vecchio padrone Bemberg è riuscito a scaricare la fabbrica. 
Eppure per anni ha sfruttato gli operai garantendosi corposi profitti.
Anche su un terreno puramente economicista, un sindacato che si rispetti avrebbe dovuto quantomeno pretendere, da questo padrone, almeno una buonuscita per gli operai. 
Invece niente. 
Il sindacato di fronte alle difficoltà dichiarate è stato molto comprensivo. Il padrone non deve loro niente, poveretto è in crisi, magari muore di fame. Così gli operai devono accontentarsi di una misera cassa integrazione fino alla fine dell’anno. 
E’ ovvio (visti i rapporti di forza tra le classi attualmente a noi sfavorevoli) che si debbano utilizzare anche le leggi dello stato per cercare di salvare i posti di lavoro o per utilizzare gli ammortizzatori sociali (quelli rimasti). 
Ma l’esperienza insegna che se i 428 lavoratori rimangono a casa o al massimo sfilano per le vie di Gozzano per andare a chiedere l’elemosina alle autorità politiche e religiose , i risultati difficilmente arriveranno. 
Se invece si organizzassero per premere sul padrone e sugli organi dello stato con mobilitazioni continue, forse qualche risultato in più si riuscirebbe ad ottenere.
Ma chiedere a questo ai dirigenti sindacali di organizzare gli operai in maniera più incisiva è pura fantasia.
Anzi, probabilmente significherebbe chiedere di materializzare il loro incubo peggiore:
la riorganizzazione delle lotte nell’autonomia degli interessi di classe, inconciliabilmente contrapposti quelli dei padroni e dei loro lacchè sindacali.
"Più nessun sacrificio!" deve essere la parola d’ordine delle lotte operaie. 
E’ ora di presentare il conto!

Novara Operaia

 


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