[Italy-notify] messaggio di notifica di amministrazione -- 834767

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Sun Jul 17 02:15:43 PDT 2005


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Editato da mazzetta
Lo sviluppo sul nostro territorio di organizzazioni e partiti dichiaratamente di ispirazione fascista e razzista, vede sistematicamente crescere, con il beneplacito delle istituzioni e degli organi preposti al controllo, un clima di tensione fatto di provocazioni e aggressioni nei confronti di tutti quei soggetti sociali portatori di diversità (culturale, etnica, sessuale, politica). Episodi che sono sfociati nell’ultima grave aggressione avvenuta la settimana scorsa, subita da giovani noti alla città per il loro impegno antirazzista e nello sviluppo di percorsi socio-culturali autonomi, a seguito della quale gli aggrediti sono stati dipinti come aggressori, e un giovane è finito in carcere con l’infamante quanto improvata accusa di tentato omicidio, con tanto di “mostro sbattuto in prima pagina”. La città di Taranto, sulla cui immagine grava ancora il ricordo dell’”esperimento Cito”, quando razzismo, intolleranza e collusione divennero una pratica istituzionale, merita una volta di più di conoscere la realtà dei fatti, nascosta da chi in questo momento ha tutto l’interesse nel fomentare un clima “emergenziale”, fatto anche e soprattutto di luoghi comuni e di facili logiche da “opposti estremismi” e “scontri ideologici”. In questi giorni siamo presenti tra la gente, nelle piazze e nei mercati cittadini, per svelare le incongruenze e le contraddizioni di questa ennesima montatura di sapore poliziesco. Gente che manifesta la propria sincera solidarietà al giovane ingiustamente recluso, riconoscendo la nostra decennale presenza sul territorio ed il nostro impegno sociale, ricordando di come soltanto pochi anni fa sia stato agitato lo spettro della “sovversione dell’ordinamento democratico” rivangando, manco a dirlo, tra i codici legislativi di memoria fascista. 
Insieme ai cittadini ed ai commercianti del borgo, si sta lavorando ad una petizione popolare che chiede invece l’applicazione della legge Mancino, e quindi la chiusura delle sedi fasciste presenti nel centro cittadino, fonti di intolleranza, turbamento sociale e continue provocazioni. 
Informiamo che Venerdi 15 luglio, presso la sede del Comitato di Quartiere “Città Vecchia”, in via Paisiello, si terrà una cena sociale il cui ricavato andrà come benefit per il ragazzo ingiustamente detenuto. 
Invitiamo la cittadinanza, i giovani dei quartieri e tutte le forze sociali, politiche e sindacali sinceramente democratiche e antirazziste, a saper comprendere la gravità della situazione per Taranto, a fronte delle ulteriori minacce emanate nei confronti della città dalla segreteria politica romana di “Forza Nuova” (potete trarre l’informazione dal sito web ufficiale del suddetto “partito”!) e a partecipare al corteo che si terrà Sabato 16 luglio, con partenza alle ore 17,30 da P.zza Ebalia, per chiedere l’immediata scarcerazione di Flavio e la chiusura delle sedi fasciste e razziste presenti in città, la cui apertura coincide con le continue provocazioni e addirittura con le intimidazioni verso i soggetti politici, anche istituzionali, che rappresentano “l’altra voce”, in questo territorio imbavagliato dai poteri forti e dalle lobbies militari ed economiche . 

ANTIFASCISTE/I DI TARANTO 

 

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Lo sviluppo sul nostro territorio di organizzazioni e partiti dichiaratamente di ispirazione fascista e razzista, vede sistematicamente crescere, con il beneplacito delle istituzioni e degli organi preposti al controllo, un clima di tensione fatto di provocazioni e aggressioni nei confronti di tutti quei soggetti sociali portatori di diversità (culturale, etnica, sessuale, politica). Episodi che sono sfociati nell’ultima grave aggressione avvenuta la settimana scorsa, subita da giovani noti alla città per il loro impegno antirazzista e nello sviluppo di percorsi socio-culturali autonomi, a seguito della quale gli aggrediti sono stati dipinti come aggressori, e un giovane è finito in carcere con l’infamante quanto improvata accusa di tentato omicidio, con tanto di “mostro sbattuto in prima pagina”. La città di Taranto, sulla cui immagine grava ancora il ricordo dell’”esperimento Cito”, quando razzismo, intolleranza e collusione divennero una pratica istituzionale, merita una volta di più di conoscere la realtà dei fatti, nascosta da chi in questo momento ha tutto l’interesse nel fomentare un clima “emergenziale”, fatto anche e soprattutto di luoghi comuni e di facili logiche da “opposti estremismi” e “scontri ideologici”. In questi giorni siamo presenti tra la gente, nelle piazze e nei mercati cittadini, per svelare le incongruenze e le contraddizioni di questa ennesima montatura di sapore poliziesco. Gente che manifesta la propria sincera solidarietà al giovane ingiustamente recluso, riconoscendo la nostra decennale presenza sul territorio ed il nostro impegno sociale, ricordando di come soltanto pochi anni fa sia stato agitato lo spettro della “sovversione dell’ordinamento democratico” rivangando, manco a dirlo, tra i codici legislativi di memoria fascista. 
Insieme ai cittadini ed ai commercianti del borgo, si sta lavorando ad una petizione popolare che chiede invece l’applicazione della legge Mancino, e quindi la chiusura delle sedi fasciste presenti nel centro cittadino, fonti di intolleranza, turbamento sociale e continue provocazioni. 
Informiamo che Venerdi 15 luglio, presso la sede del Comitato di Quartiere “Città Vecchia”, in via Paisiello, si terrà una cena sociale il cui ricavato andrà come benefit per il ragazzo ingiustamente detenuto. 
Invitiamo la cittadinanza, i giovani dei quartieri e tutte le forze sociali, politiche e sindacali sinceramente democratiche e antirazziste, a saper comprendere la gravità della situazione per Taranto, a fronte delle ulteriori minacce emanate nei confronti della città dalla segreteria politica romana di “Forza Nuova” (potete trarre l’informazione dal sito web ufficiale del suddetto “partito”!) e a partecipare al corteo che si terrà Sabato 16 luglio, con partenza alle ore 17,30 da P.zza Ebalia, per chiedere l’immediata scarcerazione di Flavio e la chiusura delle sedi fasciste e razziste presenti in città, la cui apertura coincide con le continue provocazioni e addirittura con le intimidazioni verso i soggetti politici, anche istituzionali, che rappresentano “l’altra voce”, in questo territorio imbavagliato dai poteri forti e dalle lobbies militari ed economiche . 

ANTIFASCISTE/I DI TARANTO 

 


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