[Italy-notify] messaggio di notifica di amministrazione -- 843704

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Fri Jul 29 06:56:11 PDT 2005


post  id nr 843704
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Questa mattina verso le 06.30, una trentina di agenti di Polizia in borghese comandati da un dirigente del Commissariato di Ostia, si sono presentati all’ex colonia marina Vittorio Emanuele dove da anni hanno trovato accoglienza cittadini immigrati di vari Paesi. Scopo dichiarato: controlli antiterrorismo. La Polizia cercava solo pakistani, ma si è portata via anche chi del pakistano – secondo loro – aveva l’aspetto: indiani e bangladeshi. In tutto una quindicina di persone che sono ora trattenute presso il Commissariato. Gli africani invece – dopo qualche parolaccia – venivano lasciati in pace. 
Sono quindi già ricominciate le “retate etniche”: altro che fine lavoro d’intellingence, la strategia è quella del “peschiamo nel mazzo, qualcosa verrà fuori”. L’unico risultato concreto è quello di intimidire persone che cercano un inserimento nelle nostre città, e che ora si sentiranno meno sicure, sempre che qualche poveraccio magari con i documenti non a posto finisca a Ponte Galeria in attesa di espulsione. Altri “effetti collaterali” della guerra interna al terrorismo, quella che a Londra ha portato la direzione della metropolitana a esporre un annuncio che dice più o meno: “Siete pregati di non correre sulle piattaforme, specialmente se portate uno zaino, indossate un cappotto, o sembrate almeno un po’ stranieri. Questo annuncio è per la vostra sicurezza”. 

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Questa mattina verso le 06.30, una trentina di agenti di Polizia in borghese comandati da un dirigente del Commissariato di Ostia, si sono presentati all’ex colonia marina Vittorio Emanuele dove da anni hanno trovato accoglienza cittadini immigrati di vari Paesi. Scopo dichiarato: controlli antiterrorismo. La Polizia cercava solo pakistani, ma si è portata via anche chi del pakistano – secondo loro – aveva l’aspetto: indiani e bangladeshi. In tutto una quindicina di persone che sono ora trattenute presso il Commissariato. Gli africani invece – dopo qualche parolaccia – venivano lasciati in pace. 
Sono quindi già ricominciate le “retate etniche”: altro che fine lavoro d’intellingence, la strategia è quella del “peschiamo nel mazzo, qualcosa verrà fuori”. L’unico risultato concreto è quello di intimidire persone che cercano un inserimento nelle nostre città, e che ora si sentiranno meno sicure, sempre che qualche poveraccio magari con i documenti non a posto finisca a Ponte Galeria in attesa di espulsione. Altri “effetti collaterali” della guerra interna al terrorismo, quella che a Londra ha portato la direzione della metropolitana a esporre un annuncio che dice più o meno: “Siete pregati di non correre sulle piattaforme, specialmente se portate uno zaino, indossate un cappotto, o sembrate almeno un po’ stranieri. Questo annuncio è per la vostra sicurezza”. 


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