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Sat Jul 23 07:26:42 PDT 2005
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Editato da mazzetta
LONDRA CAPITOLO SECONDO
Il copione si sta tragicamente scrivendo senza che alcuno osi alzare la voce per interrompere la sequenza di accadimenti che stanno portando lumanità verso il terzo ed ultimo conflitto mondiale. No, non è pessimismo è semplice realismo, e chi non vede o è cieco o non vuol vedere.
Sono passati oltre due anni dallinvasione Anglo-Americana in Irak, si parla di duecentomila morti, intere città, come Falluja ,sono state rase al suolo, ma la verità non la sapremo mai, perché questa è la guerra dei potenti del mondo contro un popolo che ha come unica risorsa la forza danimo, lorgoglio e la tenacia di chi ha tanto sofferto. E si, perché le pene per il popolo irakeno sono cominciate prima, nel 1991 con Bush senior che regalava confetti-bombe alluranio impoverito, sapeva che i bambini irakeni ne andavano pazzi, infatti dopo poco tempo si ammalavano di leucemia e toglievano il disturbo, morivano, così le aziende petrolifere americane, inglesi, ed italiane potevano continuare ad estrarre loro nero, il petrolio, il motivo per cui le truppe doccupazione italiane stanno li a Nassiria dove cè uno dei giacimenti petroliferi più importanti. Lembargo economico aveva fatto il resto: tre milioni di civili uccisi di cui almeno un milione, bambini, il governo americano questi omicidi li chiama danni collaterali.
Le bugie in merito al rapporto tra lIrak e Bin Laden, le armi nucleari detenute dallIrak mai trovate perché inesistenti, sono state tutte smentite dai fatti. Non intendiamo soffermarci oltre, salvo far notare che questi criminali bugiardi non sono dietro le sbarre di un carcere per avere ucciso milioni di persone per bramosia di denaro, per avidità, no loro sono al proprio posto di comando ed i signori Bush e Blair hanno ricevuto anche il sostegno di parte del proprio popolo che li ha riconfermati alle recenti elezioni. In carcere, ad Abu Grahib, ci sono gli irakeni che si ribellano ad i loro oppressori e vengono torturati, come è stato ampiamente documentato, allo stesso modo in cui il governo francese negli anni 50/60 torturava gli algerini rei di volere le truppe di occupazione francese fuori dallAlgeria. Cambiano i soggetti ma la storia purtroppo si ripete. Salvo che in quel periodo erano gli americani che dicevano ai francesi di ritirarsi perché non avevano un proprio impero coloniale.
Il popolo irakeno, come quello vietnamita, pur in condizioni di totale sfavore sta rendendo dura la vita agli oppressori, che danno dei terroristi a chi vuole cacciarli. Uccidono tre milioni di civili per rapinare il petrolio ed i terroristi sono coloro che si difendono?
Dopo i duecento morti in Spagna ora è la volta dellInghilterra, dopo arriverà Roma ci è stato detto chiaramente. Cosa vogliamo fare, continuare a permettere che il nostro governo faccia la sua mattanza in Irak insieme ai criminali Bush e Blair? Non potremo più dire non sapevamo quello che facevano in Irak. Il popolo irakeno non crederà ad una sola parola spesa in tal senso. In Spagna come in Inghilterra hanno pagato purtroppo i tanti lavoratori che tutte la mattine si alzano presto per permettere a se stessi ed alla propria famiglia di sopravvivere, quelli cioè che pagano sulla propria pelle la crisi economica di un sistema che fa acqua da tutte le parti portando sempre più precarietà, salari bassi, pensioni da fame e che nelle guerre diventano carne da cannone. Come purtroppo è accaduto anche in questa occasione.
Facciamo in modo che questa volta a pagare sia chi ha voluto questa guerra, chiediamo il ritiro immediato delle truppe di occupazione italiane partecipando in massa alle prossime manifestazioni, sia chi ha votato per lopposizione sia chi ha appoggiato il governo e chiediamo alla CGIL di scendere in campo autonomamente indicendo in tempi brevissimi lo sciopero generale contro questa infame guerra di aggressione.
Somalia, Jugoslavia, Afganistan, Irak. Hanno gia fatto capire chiaramente i prossimi obiettivi Iran, Siria, Corea, e dopo averla completamente circondata il boccone più ghiotto, la Cina.
Non permettiamo ai signori della guerra di decidere del nostro destino portandoci alla guerra globale, lavoratori contro lavoratori. E già cominciata la campagna propagandistica in tal senso non cadiamoci.
08/07/2005
C.A.C. FISAC CGIL O.D.C. UIL C.A.
Banca del Fucino
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LONDRA CAPITOLO SECONDO
Il copione si sta tragicamente scrivendo senza che alcuno osi alzare la voce per interrompere la sequenza di accadimenti che stanno portando lumanità verso il terzo ed ultimo conflitto mondiale. No, non è pessimismo è semplice realismo, e chi non vede o è cieco o non vuol vedere.
Sono passati oltre due anni dallinvasione Anglo-Americana in Irak, si parla di duecentomila morti, intere città, come Falluja ,sono state rase al suolo, ma la verità non la sapremo mai, perché questa è la guerra dei potenti del mondo contro un popolo che ha come unica risorsa la forza danimo, lorgoglio e la tenacia di chi ha tanto sofferto. E si, perché le pene per il popolo irakeno sono cominciate prima, nel 1991 con Bush senior che regalava confetti-bombe alluranio impoverito, sapeva che i bambini irakeni ne andavano pazzi, infatti dopo poco tempo si ammalavano di leucemia e toglievano il disturbo, morivano, così le aziende petrolifere americane, inglesi, ed italiane potevano continuare ad estrarre loro nero, il petrolio, il motivo per cui le truppe doccupazione italiane stanno li a Nassiria dove cè uno dei giacimenti petroliferi più importanti. Lembargo economico aveva fatto il resto: tre milioni di civili uccisi di cui almeno un milione, bambini, il governo americano questi omicidi li chiama danni collaterali.
Le bugie in merito al rapporto tra lIrak e Bin Laden, le armi nucleari detenute dallIrak mai trovate perché inesistenti, sono state tutte smentite dai fatti. Non intendiamo soffermarci oltre, salvo far notare che questi criminali bugiardi non sono dietro le sbarre di un carcere per avere ucciso milioni di persone per bramosia di denaro, per avidità, no loro sono al proprio posto di comando ed i signori Bush e Blair hanno ricevuto anche il sostegno di parte del proprio popolo che li ha riconfermati alle recenti elezioni. In carcere, ad Abu Grahib, ci sono gli irakeni che si ribellano ad i loro oppressori e vengono torturati, come è stato ampiamente documentato, allo stesso modo in cui il governo francese negli anni 50/60 torturava gli algerini rei di volere le truppe di occupazione francese fuori dallAlgeria. Cambiano i soggetti ma la storia purtroppo si ripete. Salvo che in quel periodo erano gli americani che dicevano ai francesi di ritirarsi perché non avevano un proprio impero coloniale.
Il popolo irakeno, come quello vietnamita, pur in condizioni di totale sfavore sta rendendo dura la vita agli oppressori, che danno dei terroristi a chi vuole cacciarli. Uccidono tre milioni di civili per rapinare il petrolio ed i terroristi sono coloro che si difendono?
Dopo i duecento morti in Spagna ora è la volta dellInghilterra, dopo arriverà Roma ci è stato detto chiaramente. Cosa vogliamo fare, continuare a permettere che il nostro governo faccia la sua mattanza in Irak insieme ai criminali Bush e Blair? Non potremo più dire non sapevamo quello che facevano in Irak. Il popolo irakeno non crederà ad una sola parola spesa in tal senso. In Spagna come in Inghilterra hanno pagato purtroppo i tanti lavoratori che tutte la mattine si alzano presto per permettere a se stessi ed alla propria famiglia di sopravvivere, quelli cioè che pagano sulla propria pelle la crisi economica di un sistema che fa acqua da tutte le parti portando sempre più precarietà, salari bassi, pensioni da fame e che nelle guerre diventano carne da cannone. Come purtroppo è accaduto anche in questa occasione.
Facciamo in modo che questa volta a pagare sia chi ha voluto questa guerra, chiediamo il ritiro immediato delle truppe di occupazione italiane partecipando in massa alle prossime manifestazioni, sia chi ha votato per lopposizione sia chi ha appoggiato il governo e chiediamo alla CGIL di scendere in campo autonomamente indicendo in tempi brevissimi lo sciopero generale contro questa infame guerra di aggressione.
Somalia, Jugoslavia, Afganistan, Irak. Hanno gia fatto capire chiaramente i prossimi obiettivi Iran, Siria, Corea, e dopo averla completamente circondata il boccone più ghiotto, la Cina.
Non permettiamo ai signori della guerra di decidere del nostro destino portandoci alla guerra globale, lavoratori contro lavoratori. E già cominciata la campagna propagandistica in tal senso non cadiamoci.
08/07/2005
C.A.C. FISAC CGIL O.D.C. UIL C.A.
Banca del Fucino
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