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Sun Oct 30 04:48:12 PST 2005
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Editato da spleen
MASSACRATI ED INDAGATI
La notte del 16 marzo 2003 a Milano nel quartiere Ticinese tre compagni vengono aggrediti e feriti da alcuni fascisti. Davide muore, Alex rimane gravemente ferito. Alcune decine di compagni accorsi allospedale S. Paolo per sincerarsi delle condizioni dei feriti, vengono massacrati dagli agenti di Polizia e Carabinieri allesterno e allinterno del pronto soccorso.
Nei giorni seguenti si sono susseguite deliranti dichiarazioni e menzognere ricostruzioni dei fatti da parte di questura e prefettura, riprese immediatamente da giornali e televisioni. Si è liquidato lassassinio fascista di via Brioschi come una rissa tra balordi. Si è voluto imputare il ritardo dei soccorsi allatteggiamento aggressivo dei pochi compagni accorsi sul luogo, quando invece un video amatoriale rivela la presenza di numerose volanti che bloccano tutte le vie daccesso a via Brioschi. Si è voluto dipingere il dolore e la preoccupazione degli amici di Dax accorsi al S.Paolo come un attacco mirato alle forze dellordine, con tanto di sassaiola laddove sassi non ce ne sono.
Come non dimenticare le sconcertanti dichiarazioni del Questore quando accusava i compagni presenti quella notte di voler trafugare la salma di Dax. Ma certificati e dichiarazioni da parte di medici e infermieri dell Ospedale San Paolo, gli esposti di 11 compagni massacrati brutalmente oltre che un secondo video amatoriale, smentiscono categoricamente le ricostruzioni delle forze dellordine sulla notte del 16 marzo.
Del resto la storia recente di questo paese ci insegna come per nascondere le proprie palesi nefandezze, polizia e carabinieri utilizzino false prove e personalissime ricostruzioni. È emblematica la mattanza della scuola Diaz a Genova durante i giorni del G8 nel luglio del 2001,giustificata dal ritrovamento di 2 bottiglie molotov risultate poi trasportate, per ammissione, dagli stessi da agenti di Polizia. Quelle giornate, e prima ancora quelle di Napoli, non sono casi isolati di gestione violenta dellordine pubblico, ma rappresentano un disegno preciso ed una evoluzione in senso repressivo delle politiche di controllo nei confronti dei movimenti di lotta e delle fasce sociali più deboli.
Ora quattro dei compagni massacrati allospedale S.Paolo vengono accusati, tra le altre cose, di aver provocato gravi lesioni ad una ventina tra poliziotti e carabinieri, ed altri potrebbero essere identificati a breve. Oltre al rischio penale che corrono questi compagni, si rischia di perdere così il senso di ciò che realmente è accaduto quella notte. Si cerca di accollare ai compagni la responsabilità di aver causato tutto ed alle polizie al massimo si imputerà di avere esagerato (per adesso neanche questo!)
una strategia speculare allindagine per via Brioschi!
Contro le ricostruzioni in malafede fatte nelle caserme e nei commissariati va ripresa la mobilitazione in difesa dei compagni e della verità su quella notte di terrore poliziesco e fascista.
Abbattiamo il muro della menzogna!
ANTIFASCISTI/E MILANESI
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MASSACRATI ED INDAGATI
La notte del 16 marzo 2003 a Milano nel quartiere Ticinese tre compagni vengono aggrediti e feriti da alcuni fascisti. Davide muore, Alex rimane gravemente ferito. Alcune decine di compagni accorsi allospedale S. Paolo per sincerarsi delle condizioni dei feriti, vengono massacrati dagli agenti di Polizia e Carabinieri allesterno e allinterno del pronto soccorso.<br><br>
Nei giorni seguenti si sono susseguite <b>deliranti dichiarazioni e menzognere ricostruzioni dei fatti da parte di questura e prefettura</b>, riprese immediatamente da giornali e televisioni.<br>
Si è liquidato lassassinio fascista di via Brioschi come una rissa tra balordi. Si è voluto imputare il ritardo dei soccorsi allatteggiamento aggressivo dei pochi compagni accorsi sul luogo, quando invece un video amatoriale rivela la presenza di numerose volanti che bloccano tutte le vie daccesso a via Brioschi. <b>Si è voluto dipingere il dolore e la preoccupazione degli amici di Dax accorsi al S.Paolo come un attacco mirato alle forze dellordine, con tanto di sassaiola laddove sassi non ce ne sono</b>.<br>
<i>Come non dimenticare le sconcertanti dichiarazioni del Questore quando accusava i compagni presenti quella notte di voler trafugare la salma di Dax</i>. Ma certificati e dichiarazioni da parte di medici e infermieri dell Ospedale San Paolo, gli esposti di 11 compagni massacrati brutalmente oltre che un secondo video amatoriale, smentiscono categoricamente le ricostruzioni delle forze dellordine sulla notte del 16 marzo.<br><br>
Del resto la storia recente di questo paese ci insegna come per nascondere le proprie palesi nefandezze, polizia e carabinieri utilizzino false prove e personalissime ricostruzioni. È emblematica la mattanza della scuola Diaz a Genova durante i giorni del G8 nel luglio del 2001,giustificata dal ritrovamento di 2 bottiglie molotov risultate poi trasportate, per ammissione, dagli stessi da agenti di Polizia. Quelle giornate, e prima ancora quelle di Napoli, non sono casi isolati di gestione violenta dellordine pubblico, ma rappresentano un disegno preciso ed una evoluzione in senso repressivo delle politiche di controllo nei confronti dei movimenti di lotta e delle fasce sociali più deboli.<br><br>
Ora quattro dei compagni massacrati allospedale S.Paolo vengono accusati, tra le altre cose, di aver provocato gravi lesioni ad una ventina tra poliziotti e carabinieri, ed altri potrebbero essere identificati a breve. Oltre al rischio penale che corrono questi compagni, si rischia di perdere così il senso di ciò che realmente è accaduto quella notte. Si cerca di accollare ai compagni la responsabilità di aver causato tutto ed alle polizie al massimo si imputerà di avere esagerato (per adesso neanche questo!)
una strategia speculare allindagine per via Brioschi!<br><br>
Contro le ricostruzioni in malafede fatte nelle caserme e nei commissariati va ripresa la mobilitazione in difesa dei compagni e della verità su quella notte di terrore poliziesco e fascista.<br><br>
Abbattiamo il muro della menzogna!<br><br><br>
ANTIFASCISTI/E MILANESI
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