[Italy-notify] messaggio di notifica di amministrazione -- 1120591
notify
notify at indymedia.org
Sun Aug 13 09:42:10 PDT 2006
post id nr 1120591
Editato da bip
Il colonnello Sima Vaknin-Gil, in questi giorni, è uno degli ufficiali israeliani più occupati. È il capo della censura militare, e controlla i servizi che i corrispondenti stranieri mandano ai loro media; in cambio, questi ricevono laccredito, necessario per accedere alle informazioni ufficiali israeliane.
Da qualche ora il colonnello ha rifiutato laccredito a Silvia Cattori, giornalista svizzera di fama internazionale che collabora a vari periodici e siti on-line: benché abiti in Terra Santa, la Cattori non può spostarsi nel Paese né parlare con testimoni.
Contrariamente agli altri giornalisti, la Cattori non ha accettato il consiglio del colonnello di tenersi sul vago a proposito dello scontro che ha dato origine, una decina di giorni fa, al conflitto. Secondo la Cattori, sarebbe stato lesercito israeliano a sconfinare deliberatamente in Libano, in località Aita al Chaab, in territorio Hezbollah. Questo, sempre sul piede di guerra, ha ucciso alcuni soldati israeliani penetrati nella sua zona e ne ha catturati due, come da suo programma, per scambiarli contro due membri Hezbollah detenuti nelle carceri sioniste: Samir el Kantar, in galera dal 1978, e Yahia Skaff, detenuto dall82.
Insomma sarebbe stato Israele a violare la sovranità territoriale del Libano (cosa che del resto fa comunemente con i suoi aerei), mentre Hezbollah si sarebbe fatto giustizia da sé, al posto di uno Stato libanese sostanzialmente disarmato.
Può darsi che non sia vero, sintende.
Ma il particolare si accorda bene con quel che sostiene un analista politico-militare israeliano, Ran HaCohen: che i militari hanno in qualche modo forzato la mano al loro stesso governo.
Come fa notare HaCohen, è la prima volta in ventanni che nel governo israeliano non ci sono dei generali in ministeri importanti. Sulla poltrona di primo ministro dovrebbe sedere il generale Ariel Sharon; ma il caso e lemorragia cerebrale glielhanno impedito, sicché ora il premier è Ehud Olmert. Il quale, benché fedelissimo di Sharon, non ha alle spalle una carriera militare. Di più: il ministro della difesa Amir Peretz non solo è un civile senza esperienza bellica, ma un sindacalista di sinistra, alquanto pacifista, e per di più sefardita: per i generali, tutti askenaziti (ebrei dellEst europeo), tutti motivi per considerare Peretz come fumo negli occhi.
Dice HaCohen: questa è una umiliazione per i generali, poco abituati a prendere ordini da borghesi. Gli alti gradi in Israele sono abituati a partecipare alle decisioni politiche, anzi di più: da 15 anni i primi ministri sono invariabilmente generali di mestiere.
Per recuperare potere, i comandi, spiega il professore, «reclamavano un attacco massiccio su Gaza molto prima che il soldato Shalit fosse sequestrato». Ma il governo riluttava: la politica di blocco economico di Gaza, in corso da sei mesi, stava avendo successo nellindebolire il seguito di Hamas tra la popolazione, senza bisogno di cannonate. Per questo, dice testualmente HaCohen, i militari hanno «preparato il terreno alzando il tiro in modo continuo e calcolato: ripetute uccisioni di civili e bambini, assassinio di un alto ufficiale dellAutorità Palestinese, i cosiddetti arresti a Gaza per la prima volta dal ritiro».
Poi, il rapimento del soldato Shalit il 26 giugno. A quel punto il governo «non ha più potuto tenere a freno lesercito».
Il capo di Stato Maggiore sè affrettato a dichiarare pubblicamente che larmata sosteneva la politica del governo di non cedere al ricatto e non trattare per la consegna del soldato. Ora, immaginate se in Italia il massimo generale dichiarasse di sostenere il governo: si parlerebbe di colpo di Stato.
È quel che è avvenuto in Israele. Dove infatti Haaretz, giornale della sinistra, si è domandato cosa accadrebbe se il capo di Stato Maggiore dichiarasse di non sostenere il governo. Ma il 3 luglio, sullo stesso Haaretz, Amir Oren (un cosiddetto giornalista vicino ai generali) scriveva proprio la frase fatale: «Lesercito israeliano non sosterrà un negoziato che porti alla liberazione di terroristi».
Insomma, il governo civile eletto dal popolo, dice HaCohen «gode di un certo grado di libertà, ma è lesercito a decretare quanta. Olmert e Peretz ormai hanno la prova che larmata fa quello che ha sempre voluto. Forse sperano che una loro immagine macho piaccia agli elettori israeliani, specialmente se viene da politici privi di esperienza militare; è precisamente il calcolo che fu dietro lattacco di Shimon Peres al Libano nel 96, e che portò alla sua sconfitta alle elezioni seguenti».
Da tempo HaCohen denuncia che Israele è caduto sotto il controllo di fatto di un complesso militare-industriale che è la copia in piccolo del complesso militare-industiale che governa gli Usa tramite Rumsfeld, Cheney e in condominio coi neocon, spingendo lAmerica a guerre di prive di senso strategico o addirittura rovinose, ma lucrose per il business.
Lesercito di Sion ha dunque imposto un altro fatto compiuto, una specialità che fu di Sharon, che ha molti eredi ambiziosi tra gli alti gradi. Così i generali hanno ripreso in mano liniziativa.
Ma ora devono strappare un grosso successo sul campo: per non incorrere nelle critiche dei politici e dellopinione pubblica interna, che hanno forzato alla guerra. Il che spiega probabilmente la straordinaria violenza dellattacco aeronavale, con la distruzione sistematica di ogni infrastruttura in Libano.
«È una classica campagna di bombardamento strategico», dice Stephen Bidden, già direttore di studi militari allUS Army War College e ora membro del Council on Foreign Relations. I bombardamenti strategici sono quelli che Italia e Germania hanno sperimentato sulla propria pelle nella seconda guerra mondiale: distruzione a tappeto delle risorse economico-industriali del Paese nemico, per spezzarne la capacità combattiva. Ma gli specialisti militari Usa stanno constatando con disagio crescente i risultati, anche in termini di vittime civili, di questa strategia. Un terzo dei morti sono bambini (nei Paesi arabi, metà della popolazione ha meno di 15 anni) e le immagini che la censura non riesce a bloccare non giovano a Israele.
«La giustificazione militare di tali bombardamenti sembra vaga, perché i bersagli non hanno relazione con gli Hezbollah», dice James Dobbins, già inviato di Bush in Afghanistan e ora analista strategico alla Rand Corporation. «Il fatto è che gli Hezbollah non hanno infrastrutture materiali da distruggere».
«Gli israeliani stanno cercando di premere su altri [il governo del Libano] perché risolvano i loro problemi, per questo colpiscono le infrastrutture», aggiunge Bidden.
Ma è il rapido ed evidente successo sperato? Stranamente, gli Hezbollah, anche dopo dieci giorni di bombardamenti, riescono ancora a lanciare razzi e katiuscia in territorio israeliano, anche in relativa profondità, tenendo in ansia la popolazione ebraica di Haifa. Comè possibile? Larmata di Israele ha una proverbiale capacità di localizzare ed eliminare con precisione chirurgica le postazioni del nemico. Ne ha tutti i mezzi: dai sensori elettronici alle foto satellitari al dominio del cielo. Ora, basta guardare le foto satellitari dellarea Hezbollah per vedere che praticamente non ha strade, ma tratturi da muli. Come fanno a passarci i grossi camoin su cui sono montate le rastrelliere di katiuscia? E dovrebbero essere ben visibili dall'alto, tanto più che dovrebbero essere numerosi. Come mai non vengono liquidati?
Inoltre, la katiuscia è in realtà unarma da assedio, usata con successo contro i tedeschi a Stalingrado (Organi di Stalin). La loro gittata di 20 chilometri è puramente teorica; già dopo un paio di chilometri il tiro perde in precisione ed efficacia. Come mai raggiungono Haifa, a 35 chilometri dal confine?
E qui comincia il lavoro del colonnello Sima Vaknin-Gil, il capo della censura e fornitore di notizie selezionate ai giornalisti accreditati. Il capitano Jacob Dallal, portavoce dei militari, ha spiegato loro: «Una quantità di razzi Hezbollah sono nascosti nelle case nelle aree urbane, vengono sparati da dentro i villaggi, sono trasportati lungo la superstrada Damasco-Beirut. Se missili sono nascosti nelle abitazioni, queste diventano un bersaglio legittimo». Crederci o no? Dipende. Chi ha visto il grosso auto-articolato che porta sul pianale le katiuscia, fatica a credere che possa essere nascosto in appartamenti. Daltra parte gli organi di Stalin. armi alquanto primitive, non lasciano una traccia elettronica che i sensori israeliani possono cogliere. Tutto è possibile, visto che poche informazioni utili filtrano dal fronte. Esperti militari, guardando le poche immagini televisive permesse, hanno notato che i pezzi dartiglieria cingolati degli israeliani che sparano con gittata di 35 chilometri sussultano pesantemente ad ogni tiro: non sono nemmeno stabilizzati dalle speciali zeppe metalliche che si inseriscono sotto il mezzo per il tiro. Non è certo la precisione che Israele sta cercando. E lo dimostrano anche i crateri che le bombe hanno scavato a Beirut: diametro venti metri, profondità dieci.
Fatto sta che le cose vanno per le lunghe. E fateci caso, dal giorno 21 luglio tutti i giornali e i media occidentali hanno abbassato il conflitto in Libano a mezza pagina, calando anche il tono. Il Corriere della Sera apre addirittura con unintervista esclusiva a Romano Prodi (capirai che scoop). Stanno seguendo i consigli del colonnello Sima? Dopo quel che abbiamo scoperto su Renato Farina, il giornalista che non si limita a dar notizie perché si considera un soldato dellOccidente, non ce la sentiamo di escludere nulla.
In Israele oggi comandano i generali
-->
Il colonnello Sima Vaknin-Gil, in questi giorni, è uno degli ufficiali israeliani più occupati. È il capo della censura militare, e controlla i servizi che i corrispondenti stranieri mandano ai loro media; in cambio, questi ricevono laccredito, necessario per accedere alle informazioni ufficiali israeliane.
Da qualche ora il colonnello ha rifiutato laccredito a Silvia Cattori, giornalista svizzera di fama internazionale che collabora a vari periodici e siti on-line: benché abiti in Terra Santa, la Cattori non può spostarsi nel Paese né parlare con testimoni.
Contrariamente agli altri giornalisti, la Cattori non ha accettato il consiglio del colonnello di tenersi sul vago a proposito dello scontro che ha dato origine, una decina di giorni fa, al conflitto. Secondo la Cattori, sarebbe stato lesercito israeliano a sconfinare deliberatamente in Libano, in località Aita al Chaab, in territorio Hezbollah. Questo, sempre sul piede di guerra, ha ucciso alcuni soldati israeliani penetrati nella sua zona e ne ha catturati due, come da suo programma, per scambiarli contro due membri Hezbollah detenuti nelle carceri sioniste: Samir el Kantar, in galera dal 1978, e Yahia Skaff, detenuto dall82.
Insomma sarebbe stato Israele a violare la sovranità territoriale del Libano (cosa che del resto fa comunemente con i suoi aerei), mentre Hezbollah si sarebbe fatto giustizia da sé, al posto di uno Stato libanese sostanzialmente disarmato.
Può darsi che non sia vero, sintende.
Ma il particolare si accorda bene con quel che sostiene un analista politico-militare israeliano, Ran HaCohen: che i militari hanno in qualche modo forzato la mano al loro stesso governo.
Come fa notare HaCohen, è la prima volta in ventanni che nel governo israeliano non ci sono dei generali in ministeri importanti. Sulla poltrona di primo ministro dovrebbe sedere il generale Ariel Sharon; ma il caso e lemorragia cerebrale glielhanno impedito, sicché ora il premier è Ehud Olmert. Il quale, benché fedelissimo di Sharon, non ha alle spalle una carriera militare. Di più: il ministro della difesa Amir Peretz non solo è un civile senza esperienza bellica, ma un sindacalista di sinistra, alquanto pacifista, e per di più sefardita: per i generali, tutti askenaziti (ebrei dellEst europeo), tutti motivi per considerare Peretz come fumo negli occhi.
Dice HaCohen: questa è una umiliazione per i generali, poco abituati a prendere ordini da borghesi. Gli alti gradi in Israele sono abituati a partecipare alle decisioni politiche, anzi di più: da 15 anni i primi ministri sono invariabilmente generali di mestiere.
Per recuperare potere, i comandi, spiega il professore, «reclamavano un attacco massiccio su Gaza molto prima che il soldato Shalit fosse sequestrato». Ma il governo riluttava: la politica di blocco economico di Gaza, in corso da sei mesi, stava avendo successo nellindebolire il seguito di Hamas tra la popolazione, senza bisogno di cannonate. Per questo, dice testualmente HaCohen, i militari hanno «preparato il terreno alzando il tiro in modo continuo e calcolato: ripetute uccisioni di civili e bambini, assassinio di un alto ufficiale dellAutorità Palestinese, i cosiddetti arresti a Gaza per la prima volta dal ritiro».
Poi, il rapimento del soldato Shalit il 26 giugno. A quel punto il governo «non ha più potuto tenere a freno lesercito».
Il capo di Stato Maggiore sè affrettato a dichiarare pubblicamente che larmata sosteneva la politica del governo di non cedere al ricatto e non trattare per la consegna del soldato. Ora, immaginate se in Italia il massimo generale dichiarasse di sostenere il governo: si parlerebbe di colpo di Stato.
È quel che è avvenuto in Israele. Dove infatti Haaretz, giornale della sinistra, si è domandato cosa accadrebbe se il capo di Stato Maggiore dichiarasse di non sostenere il governo. Ma il 3 luglio, sullo stesso Haaretz, Amir Oren (un cosiddetto giornalista vicino ai generali) scriveva proprio la frase fatale: «Lesercito israeliano non sosterrà un negoziato che porti alla liberazione di terroristi».
Insomma, il governo civile eletto dal popolo, dice HaCohen «gode di un certo grado di libertà, ma è lesercito a decretare quanta. Olmert e Peretz ormai hanno la prova che larmata fa quello che ha sempre voluto. Forse sperano che una loro immagine macho piaccia agli elettori israeliani, specialmente se viene da politici privi di esperienza militare; è precisamente il calcolo che fu dietro lattacco di Shimon Peres al Libano nel 96, e che portò alla sua sconfitta alle elezioni seguenti».
Da tempo HaCohen denuncia che Israele è caduto sotto il controllo di fatto di un complesso militare-industriale che è la copia in piccolo del complesso militare-industiale che governa gli Usa tramite Rumsfeld, Cheney e in condominio coi neocon, spingendo lAmerica a guerre di prive di senso strategico o addirittura rovinose, ma lucrose per il business.
Lesercito di Sion ha dunque imposto un altro fatto compiuto, una specialità che fu di Sharon, che ha molti eredi ambiziosi tra gli alti gradi. Così i generali hanno ripreso in mano liniziativa.
Ma ora devono strappare un grosso successo sul campo: per non incorrere nelle critiche dei politici e dellopinione pubblica interna, che hanno forzato alla guerra. Il che spiega probabilmente la straordinaria violenza dellattacco aeronavale, con la distruzione sistematica di ogni infrastruttura in Libano.
«È una classica campagna di bombardamento strategico», dice Stephen Bidden, già direttore di studi militari allUS Army War College e ora membro del Council on Foreign Relations. I bombardamenti strategici sono quelli che Italia e Germania hanno sperimentato sulla propria pelle nella seconda guerra mondiale: distruzione a tappeto delle risorse economico-industriali del Paese nemico, per spezzarne la capacità combattiva. Ma gli specialisti militari Usa stanno constatando con disagio crescente i risultati, anche in termini di vittime civili, di questa strategia. Un terzo dei morti sono bambini (nei Paesi arabi, metà della popolazione ha meno di 15 anni) e le immagini che la censura non riesce a bloccare non giovano a Israele.
«La giustificazione militare di tali bombardamenti sembra vaga, perché i bersagli non hanno relazione con gli Hezbollah», dice James Dobbins, già inviato di Bush in Afghanistan e ora analista strategico alla Rand Corporation. «Il fatto è che gli Hezbollah non hanno infrastrutture materiali da distruggere».
«Gli israeliani stanno cercando di premere su altri [il governo del Libano] perché risolvano i loro problemi, per questo colpiscono le infrastrutture», aggiunge Bidden.
Ma è il rapido ed evidente successo sperato? Stranamente, gli Hezbollah, anche dopo dieci giorni di bombardamenti, riescono ancora a lanciare razzi e katiuscia in territorio israeliano, anche in relativa profondità, tenendo in ansia la popolazione ebraica di Haifa. Comè possibile? Larmata di Israele ha una proverbiale capacità di localizzare ed eliminare con precisione chirurgica le postazioni del nemico. Ne ha tutti i mezzi: dai sensori elettronici alle foto satellitari al dominio del cielo. Ora, basta guardare le foto satellitari dellarea Hezbollah per vedere che praticamente non ha strade, ma tratturi da muli. Come fanno a passarci i grossi camoin su cui sono montate le rastrelliere di katiuscia? E dovrebbero essere ben visibili dall'alto, tanto più che dovrebbero essere numerosi. Come mai non vengono liquidati?
Inoltre, la katiuscia è in realtà unarma da assedio, usata con successo contro i tedeschi a Stalingrado (Organi di Stalin). La loro gittata di 20 chilometri è puramente teorica; già dopo un paio di chilometri il tiro perde in precisione ed efficacia. Come mai raggiungono Haifa, a 35 chilometri dal confine?
E qui comincia il lavoro del colonnello Sima Vaknin-Gil, il capo della censura e fornitore di notizie selezionate ai giornalisti accreditati. Il capitano Jacob Dallal, portavoce dei militari, ha spiegato loro: «Una quantità di razzi Hezbollah sono nascosti nelle case nelle aree urbane, vengono sparati da dentro i villaggi, sono trasportati lungo la superstrada Damasco-Beirut. Se missili sono nascosti nelle abitazioni, queste diventano un bersaglio legittimo». Crederci o no? Dipende. Chi ha visto il grosso auto-articolato che porta sul pianale le katiuscia, fatica a credere che possa essere nascosto in appartamenti. Daltra parte gli organi di Stalin. armi alquanto primitive, non lasciano una traccia elettronica che i sensori israeliani possono cogliere. Tutto è possibile, visto che poche informazioni utili filtrano dal fronte. Esperti militari, guardando le poche immagini televisive permesse, hanno notato che i pezzi dartiglieria cingolati degli israeliani che sparano con gittata di 35 chilometri sussultano pesantemente ad ogni tiro: non sono nemmeno stabilizzati dalle speciali zeppe metalliche che si inseriscono sotto il mezzo per il tiro. Non è certo la precisione che Israele sta cercando. E lo dimostrano anche i crateri che le bombe hanno scavato a Beirut: diametro venti metri, profondità dieci.
Fatto sta che le cose vanno per le lunghe. E fateci caso, dal giorno 21 luglio tutti i giornali e i media occidentali hanno abbassato il conflitto in Libano a mezza pagina, calando anche il tono. Il Corriere della Sera apre addirittura con unintervista esclusiva a Romano Prodi (capirai che scoop). Stanno seguendo i consigli del colonnello Sima? Dopo quel che abbiamo scoperto su Renato Farina, il giornalista che non si limita a dar notizie perché si considera un soldato dellOccidente, non ce la sentiamo di escludere nulla.
In Israele oggi comandano i generali
links will come -st3
More information about the Italy-notify
mailing list