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Sun Aug 13 09:37:30 PDT 2006
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Wayne Madsen è un ex agente investigativo della NSA.
LONDRA - La storia dellattentato (mancato) di Londra sarebbe stata decisa dopo la scoperta che Carlo dInghilterra sta cercando di espellere dal governo Tony Blair. (1) Tutto comincia, a quanto pare, con linserimento di «cimici» e altri apparecchi dintercettazione (anche di SMS) a Clarence House, residenza del principe Carlo e dei figli William ed Harris, e nella limousine del principe.
Chi è a mettere o far mettere le cimici?
Un giornalista, Clive Goodman, specialista di teste coronate al tabloid «News of the World», uno dei media del ben noto Rupert Murdoch, lebreo padrone dellimpero Fox.
Un giornale che ha già tentato di «incastrare» con scandali e provocazioni due esponenti politici ostili alle guerre di Bush, Blair e Israele.
La cosa a Londra è di conoscenza comune, al punto che Murdoch ha dovuto sospendere Goodman; lha sospeso, ma - fatto indicativo - non licenziato.
Ma torniamo alle cimici di Clarence House.
Grazie a queste, il «partito della guerra» scopre che Carlo sta usando la sua influenza per creare una coalizione anti-Bush delle famiglie reali dEuropa, che non sono poche.
In pratica, Spagna, Belgio, Svezia, Norvegia e Lussemburgo si sarebbero accordate per non ricevere in visita di Stato il presidente americano, proprio mentre questo, con laiuto di Blair, si prepara a viaggi ufficiali per migliorare la sua immagine in Europa.
Ma cè di peggio.
Le intercettazioni appurano che Carlo sta lavorando dietro le quinte con Gordon Brown, il cancelliere dello scacchiere in carica, per «fare le scarpe» a Blair.
Si tratterebbe di ripetere la manovra con cui a suo tempo il conservatore John Major buttò fuori dal governo Margareth Tatcher.
Peggio ancora, è parte della congiura il sindaco di Londra Ken Livingstone, «Ken il rosso», molto a sinistra, che la lobby ebraica considera ferocemente ostile.
In cambio del suo appoggio, «Ken il rosso» dovrebbe avere un gabinetto ministeriale importante nel futuro governo di Gordon Brown: governo sempre laborista, ma molto più «rosso» e pacifista.
La prospettiva dà i bridivi ai giudaizzanti guerreschi di Washington, di Londra e naturalmente di Gerusalemme, che sono tenuti al corrente delle intercettazioni (e forse le hanno fatte).
Cè il rischio che il Regno Unito si distanzi dalle guerre di Bush.
Blair vola alla Casa Bianca - siamo a fine luglio - per informare Bush del complotto.
Lo accompagna il fido ministro dellInterno (Home secretary) John Reid; con Bush è il capo della Homeland Security, lisraelo-americano Michael Chertoff.
Il rischio concreto, dice Blair, è che un governo Brown ritiri le truppe inglesi dallIraq, rompa la «relazione speciale» con gli USA e si avvicini alle posizioni europeiste e dellONU sul Libano.
Pericolo estremo.
Si decide la contromossa, un contro-complotto che contempla anche un allarme-terrorismo abbastanza clamoroso da ridare qualche plausibilità alla guerra senza fine anti-islamica.
Ma per questo, cè bisogno di una concertata azione mediatica.
Perciò, subito dopo lincontro con Bush, il 30 luglio Blair vola in California, dove partecipa alla riunione dei dirigenti della Murdochs News Corporation.
E una riunione «privata» dei capi dellimpero di Murdoch, che si svolge a Pebble Beach, nel lussuoso albergo del campo di golf «Spanish Bay».
Lì, sono presenti lo stesso Murdoch, più limmancabile Shimon Perez, già capo di governo israeliano ed ora membro del governo Olmert; ci sono anche Arnold Schwarzenegger, governatore della California e Newt Gingrich, il superfalco repubblicano.
Blair riferisce a tutti del complotto di Carlo.
La presenza dei vari direttori di Fox, Star e Sky News - la costellazione dellimpero mediatico di Murdoch - consente di dare loro istruzioni immediate e accurate su come «gestire» la notizia dellattentato prossimo venturo.
Anzi, forse viene organizzato lattentato stesso, lascia intuire Wayne Madsen.
Difatti, domenica 6 agosto, una famiglia di cinque persone (fra cui tre bambini) viene lasciata imbarcare ad Heathrow sul volo American Airlines 109 diretto a Boston.
Solo dopo il decollo la sicurezza «si accorge» che il capofamiglia appare in una lista di sospetti stilata da Scotland Yard in seguito agli attentati del metrò di Londra, e da tenere sotto sorveglianza. Che fare?
Viene avvertito il pilota dellAA 109, che è già in volo da unora.
Ma gli si dice di proseguire nel volo facendo finta di nulla e di arrivare a Boston, perché le autorità americane, già avvertite, erano pronte ad arrestare il sospetto.
Però il pilota - che a bordo è sovrano assoluto - rifiuta il consiglio, e torna indietro.
Il sospetto capo famiglia viene fermato dopo latterraggio, e nel bagaglio a mano (di uno dei bambini) si scopre effettivamente la combinazione di esplosivo liquido e innesco elettronico con telefonino (o MP3) che diverrà famosa giorni dopo, e di cui siamo stati così ampiamente informati dai TG.
Scoperta clamorosa.
Ma, stranamente, a parlarne è solo un giornale indiano di Bombay (DNA, Daily News and Analysis) (4) e solo molto più tardi.
Perché?
Lattentato era già stato sventato il 6 agosto, perché non strillarlo subito?
Ogni sospetto diventa lecito, anche il peggiore.
Se il pilota avesse seguito il «consiglio» ricevuto, di continuare il volo fino a Boston,
oggi i media arruolati potrebbero parlare di un ù aereo distrutto in volo da «Al Qaeda», con centinaia di morti.
Invece Bush e Blair, al corrente del già sventato attentato, decidono di andare in vacanza, luno nel suo ranch in Texas, laltro alle Barbados, ospite della lussuosa villa di un lord, Cliff Richard.
In attesa che il caso scoppi, sostiene Madsen, loro si allontanano dal luogo del delitto.
Il caso viene fatto scoppiare invece cinque giorni dopo.
Migliaia di passeggeri devono aprire i bagagli a mano e gettare flaconi di sciroppo, shampoo, profumi, biberon nei cesti appositamente approntati da poliziotti armati fino ai denti, quasi che lattentato fosse in corso.
Dal Pakistan il servizio segreto ISI annuncia di aver mandato a monte lattentato arrestando sospetti terroristi a Lahore e a Karachi: che risultano affiliati non ad Al Qaeda, ma al gruppo guerrigliero Lashkar-e-Toiba, noto per attentati compiuti in Kashmir, e sospettato di essere gestito e finanziato dallo stesso ISI.
Ovviamente, limpero mediatico Murdoch è in prima linea nellagitare lallarme.
E con loccasione, si prende qualche vendetta in più.
Per esempio contro il parlamentare George Galloway, che pochi giorni prima, il 6 agosto, aveva distrutto in diretta una giornalista di Sky News che lo accusava di essere un amico di Hezbollah. (5) E così il Sun, altro giornale di Murdoch, riporta che uno dei 24 «terroristi» arrestati per lo sventato complotto dei cieli, tale Waheed Zaman, «ha incontrato Galloway molte volte».
Galloway ha smentito, e sarà interessante vedere la querela che seguirà, e che può costare qualcosa al miliardario ebreo.
Ma Murdoch è per il momento impegnatissimo a lacerare il complotto vero che ha dato origine al complotto falso: tutti i suoi reporter sono a caccia di qualche scandalo da attribuire a Carlo dInghilterra.
Inoltre, tutti i suoi media si agitano per promuovere il ministro John Reid come il più degno successore di Blair.
E noto che Blair, alle corde e politicamente morto pur di servire Israele, sta cercando da settimane di pilotare la propria successione, in modo da mettere al suo posto - visto che il suo partito, Labour, è in rivolta - un individuo fidato che continui la «relazione speciale» e tenga le truppe inglesi in Iraq.
E nessuno è più fidato di John Reid.
Noto per le sue posizioni filo-israeliane e neoconservatrici, guarda caso, è lo stesso che Blair ha messo a dirigere le sedute di emergenza di sicurezza nazionale (codice «Cobra») in sua assenza. Sicchè, mentre Blair era in vacanza alle Barbados in attesa dellattentato sventato, è stato Reid a gestire le clamorose misure di polizia e ad imbeccare la stampa sul grande terrore scampato. (2)
Con questa nomina, Blair ha scavalcato il vice-primo ministro John Prescott, che secondo protocollo doveva dirigere i «Cobra», e che infatti presiedeva il «Cobra» il 7 luglio 2005, il giorno degli attentati nel metrò.
Si dice che Prescott non sia più tanto fidato perché avrebbe aderito al complotto di Carlo dInghilterra e di Gordon Brown; e, da quanto appare nelle intercettazioni, non sarebbe il solo ministro blairiano guadagnato alla congiura anti-Cesare.
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Wayne Madsen è un ex agente investigativo della NSA.
LONDRA - La storia dellattentato (mancato) di Londra sarebbe stata decisa dopo la scoperta che Carlo dInghilterra sta cercando di espellere dal governo Tony Blair. (1) Tutto comincia, a quanto pare, con linserimento di «cimici» e altri apparecchi dintercettazione (anche di SMS) a Clarence House, residenza del principe Carlo e dei figli William ed Harris, e nella limousine del principe.
Chi è a mettere o far mettere le cimici?
Un giornalista, Clive Goodman, specialista di teste coronate al tabloid «News of the World», uno dei media del ben noto Rupert Murdoch, lebreo padrone dellimpero Fox.
Un giornale che ha già tentato di «incastrare» con scandali e provocazioni due esponenti politici ostili alle guerre di Bush, Blair e Israele.
La cosa a Londra è di conoscenza comune, al punto che Murdoch ha dovuto sospendere Goodman; lha sospeso, ma - fatto indicativo - non licenziato.
Ma torniamo alle cimici di Clarence House.
Grazie a queste, il «partito della guerra» scopre che Carlo sta usando la sua influenza per creare una coalizione anti-Bush delle famiglie reali dEuropa, che non sono poche.
In pratica, Spagna, Belgio, Svezia, Norvegia e Lussemburgo si sarebbero accordate per non ricevere in visita di Stato il presidente americano, proprio mentre questo, con laiuto di Blair, si prepara a viaggi ufficiali per migliorare la sua immagine in Europa.
Ma cè di peggio.
Le intercettazioni appurano che Carlo sta lavorando dietro le quinte con Gordon Brown, il cancelliere dello scacchiere in carica, per «fare le scarpe» a Blair.
Si tratterebbe di ripetere la manovra con cui a suo tempo il conservatore John Major buttò fuori dal governo Margareth Tatcher.
Peggio ancora, è parte della congiura il sindaco di Londra Ken Livingstone, «Ken il rosso», molto a sinistra, che la lobby ebraica considera ferocemente ostile.
In cambio del suo appoggio, «Ken il rosso» dovrebbe avere un gabinetto ministeriale importante nel futuro governo di Gordon Brown: governo sempre laborista, ma molto più «rosso» e pacifista.
La prospettiva dà i bridivi ai giudaizzanti guerreschi di Washington, di Londra e naturalmente di Gerusalemme, che sono tenuti al corrente delle intercettazioni (e forse le hanno fatte).
Cè il rischio che il Regno Unito si distanzi dalle guerre di Bush.
Blair vola alla Casa Bianca - siamo a fine luglio - per informare Bush del complotto.
Lo accompagna il fido ministro dellInterno (Home secretary) John Reid; con Bush è il capo della Homeland Security, lisraelo-americano Michael Chertoff.
Il rischio concreto, dice Blair, è che un governo Brown ritiri le truppe inglesi dallIraq, rompa la «relazione speciale» con gli USA e si avvicini alle posizioni europeiste e dellONU sul Libano.
Pericolo estremo.
Si decide la contromossa, un contro-complotto che contempla anche un allarme-terrorismo abbastanza clamoroso da ridare qualche plausibilità alla guerra senza fine anti-islamica.
Ma per questo, cè bisogno di una concertata azione mediatica.
Perciò, subito dopo lincontro con Bush, il 30 luglio Blair vola in California, dove partecipa alla riunione dei dirigenti della Murdochs News Corporation.
E una riunione «privata» dei capi dellimpero di Murdoch, che si svolge a Pebble Beach, nel lussuoso albergo del campo di golf «Spanish Bay».
Lì, sono presenti lo stesso Murdoch, più limmancabile Shimon Perez, già capo di governo israeliano ed ora membro del governo Olmert; ci sono anche Arnold Schwarzenegger, governatore della California e Newt Gingrich, il superfalco repubblicano.
Blair riferisce a tutti del complotto di Carlo.
La presenza dei vari direttori di Fox, Star e Sky News - la costellazione dellimpero mediatico di Murdoch - consente di dare loro istruzioni immediate e accurate su come «gestire» la notizia dellattentato prossimo venturo.
Anzi, forse viene organizzato lattentato stesso, lascia intuire Wayne Madsen.
Difatti, domenica 6 agosto, una famiglia di cinque persone (fra cui tre bambini) viene lasciata imbarcare ad Heathrow sul volo American Airlines 109 diretto a Boston.
Solo dopo il decollo la sicurezza «si accorge» che il capofamiglia appare in una lista di sospetti stilata da Scotland Yard in seguito agli attentati del metrò di Londra, e da tenere sotto sorveglianza. Che fare?
Viene avvertito il pilota dellAA 109, che è già in volo da unora.
Ma gli si dice di proseguire nel volo facendo finta di nulla e di arrivare a Boston, perché le autorità americane, già avvertite, erano pronte ad arrestare il sospetto.
Però il pilota - che a bordo è sovrano assoluto - rifiuta il consiglio, e torna indietro.
Il sospetto capo famiglia viene fermato dopo latterraggio, e nel bagaglio a mano (di uno dei bambini) si scopre effettivamente la combinazione di esplosivo liquido e innesco elettronico con telefonino (o MP3) che diverrà famosa giorni dopo, e di cui siamo stati così ampiamente informati dai TG.
Scoperta clamorosa.
Ma, stranamente, a parlarne è solo un giornale indiano di Bombay (DNA, Daily News and Analysis) (4) e solo molto più tardi.
Perché?
Lattentato era già stato sventato il 6 agosto, perché non strillarlo subito?
Ogni sospetto diventa lecito, anche il peggiore.
Se il pilota avesse seguito il «consiglio» ricevuto, di continuare il volo fino a Boston,
oggi i media arruolati potrebbero parlare di un ù aereo distrutto in volo da «Al Qaeda», con centinaia di morti.
Invece Bush e Blair, al corrente del già sventato attentato, decidono di andare in vacanza, luno nel suo ranch in Texas, laltro alle Barbados, ospite della lussuosa villa di un lord, Cliff Richard.
In attesa che il caso scoppi, sostiene Madsen, loro si allontanano dal luogo del delitto.
Il caso viene fatto scoppiare invece cinque giorni dopo.
Migliaia di passeggeri devono aprire i bagagli a mano e gettare flaconi di sciroppo, shampoo, profumi, biberon nei cesti appositamente approntati da poliziotti armati fino ai denti, quasi che lattentato fosse in corso.
Dal Pakistan il servizio segreto ISI annuncia di aver mandato a monte lattentato arrestando sospetti terroristi a Lahore e a Karachi: che risultano affiliati non ad Al Qaeda, ma al gruppo guerrigliero Lashkar-e-Toiba, noto per attentati compiuti in Kashmir, e sospettato di essere gestito e finanziato dallo stesso ISI.
Ovviamente, limpero mediatico Murdoch è in prima linea nellagitare lallarme.
E con loccasione, si prende qualche vendetta in più.
Per esempio contro il parlamentare George Galloway, che pochi giorni prima, il 6 agosto, aveva distrutto in diretta una giornalista di Sky News che lo accusava di essere un amico di Hezbollah. (5) E così il Sun, altro giornale di Murdoch, riporta che uno dei 24 «terroristi» arrestati per lo sventato complotto dei cieli, tale Waheed Zaman, «ha incontrato Galloway molte volte».
Galloway ha smentito, e sarà interessante vedere la querela che seguirà, e che può costare qualcosa al miliardario ebreo.
Ma Murdoch è per il momento impegnatissimo a lacerare il complotto vero che ha dato origine al complotto falso: tutti i suoi reporter sono a caccia di qualche scandalo da attribuire a Carlo dInghilterra.
Inoltre, tutti i suoi media si agitano per promuovere il ministro John Reid come il più degno successore di Blair.
E noto che Blair, alle corde e politicamente morto pur di servire Israele, sta cercando da settimane di pilotare la propria successione, in modo da mettere al suo posto - visto che il suo partito, Labour, è in rivolta - un individuo fidato che continui la «relazione speciale» e tenga le truppe inglesi in Iraq.
E nessuno è più fidato di John Reid.
Noto per le sue posizioni filo-israeliane e neoconservatrici, guarda caso, è lo stesso che Blair ha messo a dirigere le sedute di emergenza di sicurezza nazionale (codice «Cobra») in sua assenza. Sicchè, mentre Blair era in vacanza alle Barbados in attesa dellattentato sventato, è stato Reid a gestire le clamorose misure di polizia e ad imbeccare la stampa sul grande terrore scampato. (2)
Con questa nomina, Blair ha scavalcato il vice-primo ministro John Prescott, che secondo protocollo doveva dirigere i «Cobra», e che infatti presiedeva il «Cobra» il 7 luglio 2005, il giorno degli attentati nel metrò.
Si dice che Prescott non sia più tanto fidato perché avrebbe aderito al complotto di Carlo dInghilterra e di Gordon Brown; e, da quanto appare nelle intercettazioni, non sarebbe il solo ministro blairiano guadagnato alla congiura anti-Cesare.
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