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Wed Feb 8 04:55:57 PST 2006
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Editato da obaz
Fanatismi incendiari contro ordinarie viltà
Entro ventanni i cristiani in medio oriente saranno la metà, parla padre Samir
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Beirut. Massacri di cui nessuno si accorge. Il 3 febbraio alcuni terroristi dellorganizzazione Abu Sayyaf, legata ad al Qaida, entrano in un villaggio dellarcipelago di Sulu, nei pressi di Jolo, a Mindanao (Filippine). Bussano alla porta delle case, chiedono a quale religione appartengono gli abitanti e poi se ne vanno. Poco dopo tornano armati e uccidono sei cristiani, tra cui una bambina di sei mesi. Della persecuzione cristiana in terra islamica e dellassassinio di padre Andrea Santoro parliamo con Samir Khalil Samir, sacerdote gesuita che vive a Beirut, docente di islamologia allUniversità Saint-Joseph e considerato fra i massimi esperti del mondo musulmano. Lomicidio è una sorpresa. Santoro era una figura dialogante. Da una parte non si dovrebbe dire ecco i musulmani in Turchia, ma questomicidio significa che anche lì le tendenze radicali islamiste stanno aumentando. Come mai un fenomeno così insignificante come le vignette apparse su un giornale danese, in una lingua non letta al di fuori di quel paese, ha potuto fare il giro del mondo arabo? E stato un piano prestabilito, qualunque sia il giudizio sui disegni. Si voleva farne un incidente internazionale. Lassassino di Santoro non ha visto le vignette, perché nessun giornale del medio oriente le ha riprodotte. Allora come mai attaccare il sacerdote? Perché per molti musulmani loccidente è sinonimo di cristiano. Il capo dei Fratelli musulmani ha appena ribadito il concetto dei cristiani come kuffàr, miscredenti. Cè una specie di colpa comunitaria, loccidente che attacca noi musulmani. Nella mentalità islamica lindividuo si identifica con il gruppo e un giornalista danese si identifica con tutta la nazione danese. Per questo bruciano le ambasciate o espellono i cittadini danesi. Chiedono le scuse governative, come se Copenaghen avesse dato a quei giornalisti un mandato. Io assassino penso, allora, di rappresentare la comunità musulmana offesa. E il meccanismo più pericoloso della cultura islamica, il non distinguere fra politico e religioso, religione e stato, individuo privato e pubblico. La tradizione medievale prevedeva una umma che comanda; il nemico, harbi, cioè gli increduli da uccidere o convertire; e i dhimmi, ebrei e cristiani, da tollerare. Questa categoria rimane nel subconscio di chi pensa sempre come nellislam medievale. La sensazione è che le notizie sulle stragi di cristiani nel mondo islamico non facciano notizia. Ma chi diffonde le notizie? Le agenzie occidentali. Loccidente è masochista, vuole punirsi per essere cristiano. Ci interessiamo solo quando cè qualcosa che tocca i musulmani. Quante volte sono state date notizie aggressive contro i musulmani? Raramente. Ma quotidianamente sulla stampa europea ci sono accuse, notizie e calunnie sulla chiesa cattolica. Samir registra il fallimento del multiculturalismo. I cristiani non sono troppo tolleranti? A forza di voler fare aperture, autocritica senza mai autoelogio, si finisce per perdere la propria identità. Da parte dei non cristiani è diventato uno sport aggredire o criticare la chiesa, è un nostro diritto. Però dobbiamo accettare la diversità, lo straniero, cioè ammettere limpossibile da parte degli altri ma non tollerare niente del cristiano. E questa limpressione di chi, come me, vive in medio oriente. I musulmani pensano lo stesso, non avete nessun senso dellonore, vi lasciate calunniare senza reagire, siete deboli, non avete nessun senso dellidentità, della virtù e dellonestà.
Padre Samir non è ottimista sul futuro dei cristiani in terre islamiche. Il cristiano rimane sempre una persona tollerata, sottomessa. Molti musulmani diranno che siamo onesti, purché restiamo discreti e non dimentichiamo di essere in terra islamica. E un totalitarismo sovranazionale. Si rovescia contro i cristiani tutto lodio che cè contro loccidente. Vi è anche una lotta contro lideale del bene rappresentato dal Vangelo. Lavanzata islamistica ci fa temere molto e ci spinge a emigrare. Questa infine la fosca previsione dello studioso di origini egiziane: La proporzione dei cristiani sarà dimezzata in venti anni in tutto il medio oriente. In Turchia non cè più nemmeno lun per cento dei cristiani, e quel paese era la culla della cristianità. Un secolo fa i siri erano maggioranza nel sud della Turchia. Il kemalismo oggi è difeso solo dallesercito e anche lì è possibile un futuro islamista.
Giulio Meotti
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Fanatismi incendiari contro ordinarie viltà
Entro ventanni i cristiani in medio oriente saranno la metà, parla padre Samir
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Beirut. Massacri di cui nessuno si accorge. Il 3 febbraio alcuni terroristi dellorganizzazione Abu Sayyaf, legata ad al Qaida, entrano in un villaggio dellarcipelago di Sulu, nei pressi di Jolo, a Mindanao (Filippine). Bussano alla porta delle case, chiedono a quale religione appartengono gli abitanti e poi se ne vanno. Poco dopo tornano armati e uccidono sei cristiani, tra cui una bambina di sei mesi. Della persecuzione cristiana in terra islamica e dellassassinio di padre Andrea Santoro parliamo con Samir Khalil Samir, sacerdote gesuita che vive a Beirut, docente di islamologia allUniversità Saint-Joseph e considerato fra i massimi esperti del mondo musulmano. Lomicidio è una sorpresa. Santoro era una figura dialogante. Da una parte non si dovrebbe dire ecco i musulmani in Turchia, ma questomicidio significa che anche lì le tendenze radicali islamiste stanno aumentando. Come mai un fenomeno così insignificante come le vignette apparse su un giornale danese, in una lingua non letta al di fuori di quel paese, ha potuto fare il giro del mondo arabo? E stato un piano prestabilito, qualunque sia il giudizio sui disegni. Si voleva farne un incidente internazionale. Lassassino di Santoro non ha visto le vignette, perché nessun giornale del medio oriente le ha riprodotte. Allora come mai attaccare il sacerdote? Perché per molti musulmani loccidente è sinonimo di cristiano. Il capo dei Fratelli musulmani ha appena ribadito il concetto dei cristiani come kuffàr, miscredenti. Cè una specie di colpa comunitaria, loccidente che attacca noi musulmani. Nella mentalità islamica lindividuo si identifica con il gruppo e un giornalista danese si identifica con tutta la nazione danese. Per questo bruciano le ambasciate o espellono i cittadini danesi. Chiedono le scuse governative, come se Copenaghen avesse dato a quei giornalisti un mandato. Io assassino penso, allora, di rappresentare la comunità musulmana offesa. E il meccanismo più pericoloso della cultura islamica, il non distinguere fra politico e religioso, religione e stato, individuo privato e pubblico. La tradizione medievale prevedeva una umma che comanda; il nemico, harbi, cioè gli increduli da uccidere o convertire; e i dhimmi, ebrei e cristiani, da tollerare. Questa categoria rimane nel subconscio di chi pensa sempre come nellislam medievale. La sensazione è che le notizie sulle stragi di cristiani nel mondo islamico non facciano notizia. Ma chi diffonde le notizie? Le agenzie occidentali. Loccidente è masochista, vuole punirsi per essere cristiano. Ci interessiamo solo quando cè qualcosa che tocca i musulmani. Quante volte sono state date notizie aggressive contro i musulmani? Raramente. Ma quotidianamente sulla stampa europea ci sono accuse, notizie e calunnie sulla chiesa cattolica. Samir registra il fallimento del multiculturalismo. I cristiani non sono troppo tolleranti? A forza di voler fare aperture, autocritica senza mai autoelogio, si finisce per perdere la propria identità. Da parte dei non cristiani è diventato uno sport aggredire o criticare la chiesa, è un nostro diritto. Però dobbiamo accettare la diversità, lo straniero, cioè ammettere limpossibile da parte degli altri ma non tollerare niente del cristiano. E questa limpressione di chi, come me, vive in medio oriente. I musulmani pensano lo stesso, non avete nessun senso dellonore, vi lasciate calunniare senza reagire, siete deboli, non avete nessun senso dellidentità, della virtù e dellonestà.
Padre Samir non è ottimista sul futuro dei cristiani in terre islamiche. Il cristiano rimane sempre una persona tollerata, sottomessa. Molti musulmani diranno che siamo onesti, purché restiamo discreti e non dimentichiamo di essere in terra islamica. E un totalitarismo sovranazionale. Si rovescia contro i cristiani tutto lodio che cè contro loccidente. Vi è anche una lotta contro lideale del bene rappresentato dal Vangelo. Lavanzata islamistica ci fa temere molto e ci spinge a emigrare. Questa infine la fosca previsione dello studioso di origini egiziane: La proporzione dei cristiani sarà dimezzata in venti anni in tutto il medio oriente. In Turchia non cè più nemmeno lun per cento dei cristiani, e quel paese era la culla della cristianità. Un secolo fa i siri erano maggioranza nel sud della Turchia. Il kemalismo oggi è difeso solo dallesercito e anche lì è possibile un futuro islamista.
Giulio Meotti
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