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Tue Feb 28 05:59:48 PST 2006


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Editato da pinna
Caruso, un "disobbediente" con patrimonio da latifondista.
Il padre ex ingegnere dell ferrovie progettò viadotti e tunnel per l'alta 
velocità a Benevento.



Il disobbediente Francesco Caruso, candidato di Rifondazione comunista alla 
Camera, è un latifondista milionario. Lui, che agli elettori promette 
l'esproprio delle seconde case, è proprietario di uliveti, vigneti, terre da 
agrumi, terreni da pascolo e immobili, sparsi tra vari comuni in provincia 
di Cosenza, frutto del generoso lascito di uno zio.
La visura catastale su terreni e fabbricati intestati al leader dei no 
global meridionali Francesco Saverio Caruso, è lunga sette pagine. Nei 
comuni calabresi di Longobucco, Calopezzati, Corigliano Calabro, nel 
Cosentino, il giovane no global è un padrone a cui dare del voi. Ha 
proprietà, immobili e terre, per un valore enorme. Sei appezzamenti tra 
terreni da pascolo e uliveti in località Calopezzati. Una frazione di un 
vasto agrumeto a Corigliano Calabro, metà proprietà di due terreni da 15 e 9 
ettari a Longobucco, dove possiede anche una frazione di due appartamenti di 
5 locali. Nella sua rendita catastale figurano poi altri 35 terreni 
(vigneti, uliveti e pascoli) sempre a Longobucco. Tra cui un uliveto di 54 
ettari e un altro di 60, un querceto di 22 ettari, un frutteto di 38 ettari, 
poi pascoli e campi a perdita d'occhio. Nel complesso, una proprietà da 
latifondista coi fiocchi.

Ma anche da papà e mamma non è mancato nulla al giovane Francesco, 
antagonista cresciuto negli agi della ricca famiglia beneventana prima di 
trasferirsi nell'Officina 99 e nel centro sociale Ska di Napoli, dopo 
l'università a Bologna, la laurea all'Istituto universitario Orientale di 
Napoli e la scoperta del mondo dei centri sociali.
Con i genitori e il fratello ha vissuto per anni, fino alla fine del liceo, 
in un superattico di 350 mq nel centro storico di Benevento, nella lussuosa 
via Calambra. Appartamento in cui la famiglia Caruso stava in affitto, con 
un canone di favore. Proprietaria dell'immobile erano infatti le Ferrovie 
dello Stato, di cui il padre era - oggi è in pensione - un dirigente, 
chiamato a Benevento dalla sua Calabria per realizzare un importante 
intervento infrastrutturale sulla rete della città campana. E forse il 
contrappasso, la carriere edipica di Francesco, comincia proprio così, dal 
padre. Ingegnere capo delle Fs, governatore regionale dei Rotary, fu propio 
lui a progettare le infrastrutture dell'Alta velocità a Benevento, un 
viadotto e il tunnel ferroviario, opera che oggi permette di viaggiare in 
eurostar da Benevento a Foggia in poco più di un'ora. Strano pedigree per il 
movimentista che blocca i binari, sabota i cantieri e promette battaglia 
agli alleati che tentennano sul no alla Tav. «Quando ero piccolo mio padre 
mi diceva: se vai alla manifestazione ti rifilo due ceffoni. E io col cavolo 
che ci andavo». Per diventare ribelle Francesco ha aspettato la maturità. 
Adesso può vantarsi di avere 12 avvocati per le sue 29 cause giudiziarie 
aperte. Al Rotary ha preferito il Chiapas, ma alle proprietà non ha 
rinunciato.

Qualcuno dica a Bertinotti che il curriculum del suo capolista in Calabria 
sembra uscito dai registri di uno yacht club di Montecarlo. O forse il 
leader già lo sa, perchè non è così nuovo il caso di un antagonista che 
sotto il materasso nasconde un patrimonio da ricco borghese. Ma Caruso li 
supera tutti, e anche in questo è un no global sui generis: l'unico che 
partecipa ai cortei in bicicletta per non faticare, e che a Seattle, dopo un 
assalto al McDonalds's interrogato dalla Cnn sui motivi della protesta così 
rispondeva: «Nun lo saccio, chillo panino è bbuono assai». Ma lo conoscono 
meglio a Benevento, dove le malelingue stavolta aggiungono: «Tanto se gli va 
male in politica, i soldi per arrivare a fine mese non gli mancano di 
certo». Per lui, San Precario non ha bisogno di preghiere.

(P. Bracalini - Il Giornale)

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Caruso, un "disobbediente" con patrimonio da latifondista.
Il padre ex ingegnere dell ferrovie progettò viadotti e tunnel per l'alta 
velocità a Benevento.



Il disobbediente Francesco Caruso, candidato di Rifondazione comunista alla 
Camera, è un latifondista milionario. Lui, che agli elettori promette 
l'esproprio delle seconde case, è proprietario di uliveti, vigneti, terre da 
agrumi, terreni da pascolo e immobili, sparsi tra vari comuni in provincia 
di Cosenza, frutto del generoso lascito di uno zio.
La visura catastale su terreni e fabbricati intestati al leader dei no 
global meridionali Francesco Saverio Caruso, è lunga sette pagine. Nei 
comuni calabresi di Longobucco, Calopezzati, Corigliano Calabro, nel 
Cosentino, il giovane no global è un padrone a cui dare del voi. Ha 
proprietà, immobili e terre, per un valore enorme. Sei appezzamenti tra 
terreni da pascolo e uliveti in località Calopezzati. Una frazione di un 
vasto agrumeto a Corigliano Calabro, metà proprietà di due terreni da 15 e 9 
ettari a Longobucco, dove possiede anche una frazione di due appartamenti di 
5 locali. Nella sua rendita catastale figurano poi altri 35 terreni 
(vigneti, uliveti e pascoli) sempre a Longobucco. Tra cui un uliveto di 54 
ettari e un altro di 60, un querceto di 22 ettari, un frutteto di 38 ettari, 
poi pascoli e campi a perdita d'occhio. Nel complesso, una proprietà da 
latifondista coi fiocchi.

Ma anche da papà e mamma non è mancato nulla al giovane Francesco, 
antagonista cresciuto negli agi della ricca famiglia beneventana prima di 
trasferirsi nell'Officina 99 e nel centro sociale Ska di Napoli, dopo 
l'università a Bologna, la laurea all'Istituto universitario Orientale di 
Napoli e la scoperta del mondo dei centri sociali.
Con i genitori e il fratello ha vissuto per anni, fino alla fine del liceo, 
in un superattico di 350 mq nel centro storico di Benevento, nella lussuosa 
via Calambra. Appartamento in cui la famiglia Caruso stava in affitto, con 
un canone di favore. Proprietaria dell'immobile erano infatti le Ferrovie 
dello Stato, di cui il padre era - oggi è in pensione - un dirigente, 
chiamato a Benevento dalla sua Calabria per realizzare un importante 
intervento infrastrutturale sulla rete della città campana. E forse il 
contrappasso, la carriere edipica di Francesco, comincia proprio così, dal 
padre. Ingegnere capo delle Fs, governatore regionale dei Rotary, fu propio 
lui a progettare le infrastrutture dell'Alta velocità a Benevento, un 
viadotto e il tunnel ferroviario, opera che oggi permette di viaggiare in 
eurostar da Benevento a Foggia in poco più di un'ora. Strano pedigree per il 
movimentista che blocca i binari, sabota i cantieri e promette battaglia 
agli alleati che tentennano sul no alla Tav. «Quando ero piccolo mio padre 
mi diceva: se vai alla manifestazione ti rifilo due ceffoni. E io col cavolo 
che ci andavo». Per diventare ribelle Francesco ha aspettato la maturità. 
Adesso può vantarsi di avere 12 avvocati per le sue 29 cause giudiziarie 
aperte. Al Rotary ha preferito il Chiapas, ma alle proprietà non ha 
rinunciato.

Qualcuno dica a Bertinotti che il curriculum del suo capolista in Calabria 
sembra uscito dai registri di uno yacht club di Montecarlo. O forse il 
leader già lo sa, perchè non è così nuovo il caso di un antagonista che 
sotto il materasso nasconde un patrimonio da ricco borghese. Ma Caruso li 
supera tutti, e anche in questo è un no global sui generis: l'unico che 
partecipa ai cortei in bicicletta per non faticare, e che a Seattle, dopo un 
assalto al McDonalds's interrogato dalla Cnn sui motivi della protesta così 
rispondeva: «Nun lo saccio, chillo panino è bbuono assai». Ma lo conoscono 
meglio a Benevento, dove le malelingue stavolta aggiungono: «Tanto se gli va 
male in politica, i soldi per arrivare a fine mese non gli mancano di 
certo». Per lui, San Precario non ha bisogno di preghiere.

(P. Bracalini - Il Giornale)

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