[Italy-notify] messaggio di notifica di amministrazione -- 1084851
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Mon Jun 5 07:52:03 PDT 2006
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"Cos'e rapinare una banca a paragone del fondare una banca?" (Bertold Brecht).
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Gruppo Capitalia
Riunisce alcune delle banche piu attive sul mercato azionario e del trading on line: Banca di Roma, Fineco, Bipop Carire*Il presidente e Cesare Geronzi. Dal dicembre del 2003, e indagato per bancarotta fraudolenta aggravata in relazione al crac Cirio e per truffa in relazione all'emissione delle obbligazioni della societ`a di Cragnotti. Nella stessa indagine, e bene ricordarlo, oltre a Capitalia, furono coinvolte anche la San Paolo IMI e la Banca di Roma (oltre ad altri istituti finanziari). In relazione al crac Parmalat, quella di Tanzi, invece, Geronzi e indagato solo dal maggio del 2004, per concorso in bancarotta fraudolenta. Nelle recenti settimane, il nome di Cesare Geronzi e stato uno dei piu frequentemente riportati nelle intercettazioni di Fazio e dintorni. Avendo tra gli azionisti al ABM amro (olandesi! E l*italianit`a?), Geronzi appare *naturalmente* schierato contro Fiorani e a favore di Della Valle-Montezemolo, attirandosi l*odio del primo ("Ho augurato ieri davanti al giudice la morte di Geronzi, spero mi ascoltino al telefono. Geronzi e il male del paese. Geronzi e il cancro del paese. L'operazione Unipol-Bnl Geronzi ha fatto carte 48 per impedirla e ho le prove") e le ire della signora Cristina Fazio, che, irritatissima per come Cesare si sta comportando con suo marito (*in un certo modo*, specifica), si rifiuta di andare al funerale del suocero di Geronzi. Anche Gnutti e Ricucci diffidano di lui, anche se Geronzi potrebbe essere un uomo prezioso visti il suo legame con Lunardi tramite Tanzi (i due erano soci e compagni di scuola), e quello d*affari con Berlusconi , al quale forn`i, in una spericolata operazione finanziaria, 240 miliardi di lire per evitare il fallimento di Fininvest nel 1993, subito prima la *discesa in campo*. Ma poi, nel corso del tempo (e dei governi) le cose si spostano un po* a sinistra, verso i DS. Geronzi piu di una volta ha fatto in modo che essi consolidassero i debiti tramite Alfio Marchini, socio di Capitalia, amico di D*Alema e sostenitore della fondazione Italiani-Europei. Inoltre, di recente, in soccorso del partito di Fassino, si sono mossi i fratelli Angelucci, azionisti di Capitalia e vecchie conoscenze diessine in qualit`a di proprietari della testata *Il Riformista* ed ex editori del giornale di partito *L*Unit`a*, (poi abbandonato in favore di un quotidiano di ispirazione opposta, *Libero* di Vittorio Feltri). Ma, visto che il potere e tornato ancora una volta in mano a Berlusconi, Geronzi ci riprova, piazzando Salvatore Ligresti, che siede nel CDA di Capitalia, nella RCS- Corriere della Sera in sostanziale appoggio all*ala berlusconiana.
Gli affari di Geronzi entrano anche nel mondo del calcio: *padrona* del Perugia Calcio, partecipazioni importanti di Capitalia si ritrovano sia nella Lazio spa che nella Roma spa. Un derby del denaro. Nel consiglio di amministrazione di Capitalia siede Franco Carraro, presidente della FGCI. Capitalia e Cesare Geronzi partecipano anche nella societ`a denominata Gea World.
La Gea World e a sua volta formata dalla Football Management -nata nel 1994 - di Alessandro Moggi, figlio di Luciano, direttore generale della Juventus, e la General Athletic, fondata nell'ottobre 2000, controllata al 20% ciascuno da Andrea Cragnotti (figlio di Sergio), Francesca Tanzi (figlia di Calisto) e Chiara Geronzi (figlia di Cesare e giornalista al TG5), e al 40% dalla fiduciaria del gruppo Capitalia, Romafides. Partecipa alla Gea Word anche Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco. E, ancora la cosa non e acclarata, nonostante una interrogazione parlamentare, in Romafides dovrebbe avere un ruolo Luigi Carraro, figlio di Franco. Franco Carraro e anche il numero uno di MCC, banca d'affari posseduta dal gruppo Capitalia. E Capitalia ha ceduto il 20,1% di MCC a diversi grandi gruppi: il 3% e detenuto adesso dalla Fininvest.
Amministratore delegato: Matteo Arpe. Vicino agli ambienti *bene* romani, gradito al Vaticano, frequentatore di *terrazze* e *salotti* con Caltagirone, ministri berlusconiani ed esponenti della *finanza cattolica*. Anche lui nei guai fino al collo per i doppi crack Parmalat e Cirio. Coinvolto rispettivamente con Tanzi e con Cragnotti nelle indagini, ha guai anche in famiglia: infatti, il fratello Fabio Arpe, ex amministratore delegato e direttore generale di Abaxbank, e tra la ventina di indagati dalla Procura di Monza per concorso in truffa aggravata per l'emissione di 850 milioni di obbligazioni Cirio. Un pasticciaccio brutto.
Di chi e Capitalia?
L*azionista principale del gruppo e diventata la banca olandese Abn Amro. Subito dietro viene la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma con il 7,186%. Il colonnello Gheddafi, (anzi, per essere esatti: la Libian Banck) possiede il 5%. Seguono la Toro Assicurazioni e la SAI-Fondiaria di Salvatore Ligresti. Azionista minore, ma oltremodo interessante, e la Regione Sicilia, affiancata dalla Fondazione Banco di Sicilia.
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A proposito di lobbyes e di "banchieri antagonisti"
by socialpress Wednesday, Jan. 04, 2006 at 10:10 PM mail:
Guardate un po' dove "siede" XXXXXX in arte XXXXXX ....
A proposito di lobbyes e di "banchieri antagonisti" ....
La inossidabile lobby del Ponte
Le sorprese non sono finite. Chi e stato chiamato a presiedere il nuovo consiglio di amministrazione della Garboli-Conicos acquistata da Pizzarotti? Il cavaliere del lavoro Franco Nobili, un curriculum professionale trentennale ai vertici della societ`a di costruzioni Cogefar del Gruppo Gemina-Fiat, entrata poi a far parte di Impregilo, ed attuale membro del Cda del gruppo di Parma e dunque formalmente "avversario" di Impregilo nella gara per il General Contractor del Ponte. Franco Nobili ha pure ricoperto dal 1989 al 1993 la carica di presidente dell'IRI, l'istituto, poi liquidato, a capo dell'industria statale nazionale e di cui e stato direttore generale e membro del Collegio dei liquidatori l'odierno amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. La stagione di Franco Nobili all'IRI ha coinciso, tra l'altro, con il piano di rilancio della controllata Societ`a del Ponte, con la nomina alla presidenza del giornalista Nino Calarco (oggi presidente onorario della S.p.A.) e con l'inserimento nella finanziaria di un rilevante stanziamento annuale a favore della concessionaria. Nobili dovette abbandonare l'incarico all'IRI a seguito all'arresto per una storia di tangenti. Ad accusarlo l'allora vicedirettore di Italstat Alberto Mario Zamorani: secondo il manager, Franco Nobili avrebbe fatto parte del cosiddetto "sistemone", il tavolo di imprenditori e politici dove venivano suddivisi appalti e subappalti per i lavori pubblici stradali. Nobili trascorse 77 giorni in prigione; rinviato a giudizio fu pero assolto otto anni dopo. Il cavaliere del lavoro e pure finito sotto inchiesta per vicende relative agli appalti ENEL. I processi, tuttavia, si sono conclusi sempre a suo favore: a Milano, dopo la condanna in primo grado, e giunta l'assoluzione in appello; assoluzione a Salerno e infine prescrizione nel procedimento aperto dai giudici di Roma.
Il ruolo di prestigio di Franco Nobili nel mondo dei grandi costruttori e sancito dalla sua ininterrotta vicepresidenza vicaria dell'IGI, l'Istituto Grandi Infrastrutture diretto dall'on. Giuseppe Zamberletti, odierno presidente della Societ`a Stretto di Messina. L'IGI e certamente il cuore pulsante delle Grandi Opere, anzi, per precisione, e l'Istituto per antonomasia del Ponte: i componenti del consiglio direttivo in carica sono i rappresentanti di quasi tutte le societ`a in corsa per la sua realizzazione. Presidente IGI Zamberletti. Vicepresidente vicario Franco Nobili e vicepresidenti "ordinari" Fabrizio Di Amato (presidente Maire Enginering), Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Autostrade S.p.A. entrata nel controllo di Impregilo); Vittorio Morigi (manager C.M.C. Cooperativa Mutarori Cementizi di Ravenna); Salvatore Ricci (nel Cda Impregilo). Membri del consiglio: Pasquale Alcini (Vianini Lavori); Duccio Astaldi (Societ`a Italiana Condotte d'Acqua); Riccardo Bonasso (Italferr S.p.A.); Paolo Cetroni (Astaldi);FRANCO LATTANZI (Capitalia, gruppo bancario azionista di Astaldi ed Impregilo), Luca Pecchio (Techint, societ`a del Gruppo Rocca, anch'essa entratta nel controllo di Impregilo); Roberto Pratesi (Tecnimont); Alessandro Mazzi (Grandi Lavori Fincosit).
http://www.socialpress.it
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"Cos'e rapinare una banca a paragone del fondare una banca?" (Bertold Brecht).
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Gruppo Capitalia
Riunisce alcune delle banche piu attive sul mercato azionario e del trading on line: Banca di Roma, Fineco, Bipop Carire*Il presidente e Cesare Geronzi. Dal dicembre del 2003, e indagato per bancarotta fraudolenta aggravata in relazione al crac Cirio e per truffa in relazione all'emissione delle obbligazioni della societ`a di Cragnotti. Nella stessa indagine, e bene ricordarlo, oltre a Capitalia, furono coinvolte anche la San Paolo IMI e la Banca di Roma (oltre ad altri istituti finanziari). In relazione al crac Parmalat, quella di Tanzi, invece, Geronzi e indagato solo dal maggio del 2004, per concorso in bancarotta fraudolenta. Nelle recenti settimane, il nome di Cesare Geronzi e stato uno dei piu frequentemente riportati nelle intercettazioni di Fazio e dintorni. Avendo tra gli azionisti al ABM amro (olandesi! E l*italianit`a?), Geronzi appare *naturalmente* schierato contro Fiorani e a favore di Della Valle-Montezemolo, attirandosi l*odio del primo ("Ho augurato ieri davanti al giudice la morte di Geronzi, spero mi ascoltino al telefono. Geronzi e il male del paese. Geronzi e il cancro del paese. L'operazione Unipol-Bnl Geronzi ha fatto carte 48 per impedirla e ho le prove") e le ire della signora Cristina Fazio, che, irritatissima per come Cesare si sta comportando con suo marito (*in un certo modo*, specifica), si rifiuta di andare al funerale del suocero di Geronzi. Anche Gnutti e Ricucci diffidano di lui, anche se Geronzi potrebbe essere un uomo prezioso visti il suo legame con Lunardi tramite Tanzi (i due erano soci e compagni di scuola), e quello d*affari con Berlusconi , al quale forn`i, in una spericolata operazione finanziaria, 240 miliardi di lire per evitare il fallimento di Fininvest nel 1993, subito prima la *discesa in campo*. Ma poi, nel corso del tempo (e dei governi) le cose si spostano un po* a sinistra, verso i DS. Geronzi piu di una volta ha fatto in modo che essi consolidassero i debiti tramite Alfio Marchini, socio di Capitalia, amico di D*Alema e sostenitore della fondazione Italiani-Europei. Inoltre, di recente, in soccorso del partito di Fassino, si sono mossi i fratelli Angelucci, azionisti di Capitalia e vecchie conoscenze diessine in qualit`a di proprietari della testata *Il Riformista* ed ex editori del giornale di partito *L*Unit`a*, (poi abbandonato in favore di un quotidiano di ispirazione opposta, *Libero* di Vittorio Feltri). Ma, visto che il potere e tornato ancora una volta in mano a Berlusconi, Geronzi ci riprova, piazzando Salvatore Ligresti, che siede nel CDA di Capitalia, nella RCS- Corriere della Sera in sostanziale appoggio all*ala berlusconiana.
Gli affari di Geronzi entrano anche nel mondo del calcio: *padrona* del Perugia Calcio, partecipazioni importanti di Capitalia si ritrovano sia nella Lazio spa che nella Roma spa. Un derby del denaro. Nel consiglio di amministrazione di Capitalia siede Franco Carraro, presidente della FGCI. Capitalia e Cesare Geronzi partecipano anche nella societ`a denominata Gea World.
La Gea World e a sua volta formata dalla Football Management -nata nel 1994 - di Alessandro Moggi, figlio di Luciano, direttore generale della Juventus, e la General Athletic, fondata nell'ottobre 2000, controllata al 20% ciascuno da Andrea Cragnotti (figlio di Sergio), Francesca Tanzi (figlia di Calisto) e Chiara Geronzi (figlia di Cesare e giornalista al TG5), e al 40% dalla fiduciaria del gruppo Capitalia, Romafides. Partecipa alla Gea Word anche Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco. E, ancora la cosa non e acclarata, nonostante una interrogazione parlamentare, in Romafides dovrebbe avere un ruolo Luigi Carraro, figlio di Franco. Franco Carraro e anche il numero uno di MCC, banca d'affari posseduta dal gruppo Capitalia. E Capitalia ha ceduto il 20,1% di MCC a diversi grandi gruppi: il 3% e detenuto adesso dalla Fininvest.
Amministratore delegato: Matteo Arpe. Vicino agli ambienti *bene* romani, gradito al Vaticano, frequentatore di *terrazze* e *salotti* con Caltagirone, ministri berlusconiani ed esponenti della *finanza cattolica*. Anche lui nei guai fino al collo per i doppi crack Parmalat e Cirio. Coinvolto rispettivamente con Tanzi e con Cragnotti nelle indagini, ha guai anche in famiglia: infatti, il fratello Fabio Arpe, ex amministratore delegato e direttore generale di Abaxbank, e tra la ventina di indagati dalla Procura di Monza per concorso in truffa aggravata per l'emissione di 850 milioni di obbligazioni Cirio. Un pasticciaccio brutto.
Di chi e Capitalia?
L*azionista principale del gruppo e diventata la banca olandese Abn Amro. Subito dietro viene la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma con il 7,186%. Il colonnello Gheddafi, (anzi, per essere esatti: la Libian Banck) possiede il 5%. Seguono la Toro Assicurazioni e la SAI-Fondiaria di Salvatore Ligresti. Azionista minore, ma oltremodo interessante, e la Regione Sicilia, affiancata dalla Fondazione Banco di Sicilia.
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A proposito di lobbyes e di "banchieri antagonisti"
by socialpress Wednesday, Jan. 04, 2006 at 10:10 PM mail:
Guardate un po' dove "siede" XXXXXX in arte XXXXXX ....
A proposito di lobbyes e di "banchieri antagonisti" ....
La inossidabile lobby del Ponte
Le sorprese non sono finite. Chi e stato chiamato a presiedere il nuovo consiglio di amministrazione della Garboli-Conicos acquistata da Pizzarotti? Il cavaliere del lavoro Franco Nobili, un curriculum professionale trentennale ai vertici della societ`a di costruzioni Cogefar del Gruppo Gemina-Fiat, entrata poi a far parte di Impregilo, ed attuale membro del Cda del gruppo di Parma e dunque formalmente "avversario" di Impregilo nella gara per il General Contractor del Ponte. Franco Nobili ha pure ricoperto dal 1989 al 1993 la carica di presidente dell'IRI, l'istituto, poi liquidato, a capo dell'industria statale nazionale e di cui e stato direttore generale e membro del Collegio dei liquidatori l'odierno amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. La stagione di Franco Nobili all'IRI ha coinciso, tra l'altro, con il piano di rilancio della controllata Societ`a del Ponte, con la nomina alla presidenza del giornalista Nino Calarco (oggi presidente onorario della S.p.A.) e con l'inserimento nella finanziaria di un rilevante stanziamento annuale a favore della concessionaria. Nobili dovette abbandonare l'incarico all'IRI a seguito all'arresto per una storia di tangenti. Ad accusarlo l'allora vicedirettore di Italstat Alberto Mario Zamorani: secondo il manager, Franco Nobili avrebbe fatto parte del cosiddetto "sistemone", il tavolo di imprenditori e politici dove venivano suddivisi appalti e subappalti per i lavori pubblici stradali. Nobili trascorse 77 giorni in prigione; rinviato a giudizio fu pero assolto otto anni dopo. Il cavaliere del lavoro e pure finito sotto inchiesta per vicende relative agli appalti ENEL. I processi, tuttavia, si sono conclusi sempre a suo favore: a Milano, dopo la condanna in primo grado, e giunta l'assoluzione in appello; assoluzione a Salerno e infine prescrizione nel procedimento aperto dai giudici di Roma.
Il ruolo di prestigio di Franco Nobili nel mondo dei grandi costruttori e sancito dalla sua ininterrotta vicepresidenza vicaria dell'IGI, l'Istituto Grandi Infrastrutture diretto dall'on. Giuseppe Zamberletti, odierno presidente della Societ`a Stretto di Messina. L'IGI e certamente il cuore pulsante delle Grandi Opere, anzi, per precisione, e l'Istituto per antonomasia del Ponte: i componenti del consiglio direttivo in carica sono i rappresentanti di quasi tutte le societ`a in corsa per la sua realizzazione. Presidente IGI Zamberletti. Vicepresidente vicario Franco Nobili e vicepresidenti "ordinari" Fabrizio Di Amato (presidente Maire Enginering), Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Autostrade S.p.A. entrata nel controllo di Impregilo); Vittorio Morigi (manager C.M.C. Cooperativa Mutarori Cementizi di Ravenna); Salvatore Ricci (nel Cda Impregilo). Membri del consiglio: Pasquale Alcini (Vianini Lavori); Duccio Astaldi (Societ`a Italiana Condotte d'Acqua); Riccardo Bonasso (Italferr S.p.A.); Paolo Cetroni (Astaldi); Franco Lattanzi (Capitalia, gruppo bancario azionista di Astaldi ed Impregilo), Luca Pecchio (Techint, societ`a del Gruppo Rocca, anch'essa entratta nel controllo di Impregilo); Roberto Pratesi (Tecnimont); Alessandro Mazzi (Grandi Lavori Fincosit).
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