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Tue Oct 17 06:43:02 PDT 2006


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Editato da heelens
Eyasu è morto nel carcere di Civitavecchia il 14 maggio 2006, secondo la versione ufficiale si è impiccato con un lenzuolo.
Nato il 3/05/1970 a Adi – Keih, Eritrea, ha svolto il servizio militare nel suo paese nel 1994-1995, è poi fuggito per motivi di persecuzione politica in Sudan nel 1996.
A Khartoum ha conosciuto una donna eritrea dalla quale ha avuto 2 figlie: la prima di 10 anni, attualmente residente in Eritrea, e la seconda di tre mesi nata in Italia e attualmente residente presso la madre a Roma.
Eyasu a seguito di rapimenti di cittadini eritrei in Sudan lascia Khartoum e arriva in Italia con transito in Libia nel 2003 e chiede asilo. Il 5/10/2004 viene riconosciuto rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra.
Residente inizialmente a Crotone, si sposta a Bologna dove abita ormai la sua convivente, lavorando in una agenzia di spedizioni.
I primi di aprile 2006 viaggia in Inghilterra, con un documento di viaggio per rifugiati, per motivi ancora non chiariti.
Sabato 15 aprile ritorna da Londra a Fiumicino dove viene subito arrestato e detenuto nel carcere di Civitavecchia. Sembra che l’accusa del PM di Crotone sia di favoreggiamento d’immigrazione clandestina e riduzione in schiavitù.
Sembra anche che amici di Eyasu siano stati arrestati a Crotone con simile accuse, uno di loro è morto in carcere a Crotone.
Il 16 maggio 2006 Eyasu viene trovato morto nella sua cella.
Secondo le autorità carcerarie ci sarebbe stata una lite in cella tra Eyasu, un altro detenuto africano e un italiano, di conseguenza Eyasu sarebbe stato messo in cella isolato dove si sarebbe impiccato con le lenzuola. E’ stata effettuata l’autopsia però il referto può tardare anche due mesi.
Amici di Eyasu, rifugiati eritrei in Italia, Germania, USA e Sud Africa dichiarano la loro totale incredulità circa un atto di suicidio e anche circa il coinvolgimento di Eyasu in attività criminali.
Viene anche sollevato il fatto che in tempi recenti nel carcere di Civitavecchia altri detenuti sono stati trovati morti.
Una zia di Eyasu, suora presso la Comunità Sant'Anna a Roma, ha incaricato l’avvocato Luca Santini, Roma, abilitato per Civitavecchia. Rappresentanti delle comunità eritree lamentano che fin qui sulle circostanze concrete della morte di Eyasu in carcere siano stati forniti informazioni contraddittorie e poco convincenti, tra l’altro le varie ferite trovate sul corpo di Eyasu non riconducibili ad un atto di suicidio richiedono spiegazioni.

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Eyasu è morto nel carcere di Civitavecchia il 14 maggio 2006, secondo la versione ufficiale si è impiccato con un lenzuolo.
Nato il 3/05/1970 a Adi – Keih, Eritrea, ha svolto il servizio militare nel suo paese nel 1994-1995, è poi fuggito per motivi di persecuzione politica in Sudan nel 1996.
A Khartoum ha conosciuto una donna eritrea dalla quale ha avuto 2 figlie: la prima di 10 anni, attualmente residente in Eritrea, e la seconda di tre mesi nata in Italia e attualmente residente presso la madre a Roma.
Eyasu a seguito di rapimenti di cittadini eritrei in Sudan lascia Khartoum e arriva in Italia con transito in Libia nel 2003 e chiede asilo. Il 5/10/2004 viene riconosciuto rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra.
Residente inizialmente a Crotone, si sposta a Bologna dove abita ormai la sua convivente, lavorando in una agenzia di spedizioni.
I primi di aprile 2006 viaggia in Inghilterra, con un documento di viaggio per rifugiati, per motivi ancora non chiariti.
Sabato 15 aprile ritorna da Londra a Fiumicino dove viene subito arrestato e detenuto nel carcere di Civitavecchia. Sembra che l’accusa del PM di Crotone sia di favoreggiamento d’immigrazione clandestina e riduzione in schiavitù.
Sembra anche che amici di Eyasu siano stati arrestati a Crotone con simile accuse, uno di loro è morto in carcere a Crotone.
Il 16 maggio 2006 Eyasu viene trovato morto nella sua cella.
Secondo le autorità carcerarie ci sarebbe stata una lite in cella tra Eyasu, un altro detenuto africano e un italiano, di conseguenza Eyasu sarebbe stato messo in cella isolato dove si sarebbe impiccato con le lenzuola. E’ stata effettuata l’autopsia però il referto può tardare anche due mesi.
Amici di Eyasu, rifugiati eritrei in Italia, Germania, USA e Sud Africa dichiarano la loro totale incredulità circa un atto di suicidio e anche circa il coinvolgimento di Eyasu in attività criminali.
Viene anche sollevato il fatto che in tempi recenti nel carcere di Civitavecchia altri detenuti sono stati trovati morti.
Una zia di Eyasu, suora presso la Comunità Sant'Anna a Roma, ha incaricato l’avvocato Luca Santini, Roma, abilitato per Civitavecchia. Rappresentanti delle comunità eritree lamentano che fin qui sulle circostanze concrete della morte di Eyasu in carcere siano stati forniti informazioni contraddittorie e poco convincenti, tra l’altro le varie ferite trovate sul corpo di Eyasu non riconducibili ad un atto di suicidio richiedono spiegazioni.



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