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Tue Sep 26 07:00:54 PDT 2006
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La parola carampana è un termine veneziano e deriva da "Casa Rampani", in dialetto Ca' Rampani, un'antica e ricchissima famiglia il cui ultimo rapresentante morì nel 1319 senza lasciare eredi.
Estinta così la stirpe, i numerosi beni mobili e immobili passarono alla città di Venezia, che li gestì come sua proprietà.
Nel 1421 il Governo della Serenissima, esasperato dagli sciami di "pubbliche meretrici" che a qualunque ora del giorno e della notte esponevano la loro "merce" dai balconi dei palazzi posti proprio nel centro di Venezia e a fianco delle più importanti chiese, decise di trasferire le professioniste proprio in un gruppo di edifici ereditati dai Rampani, e situati al termine della Calle de' Bottai, in zona ciò abbastanza fuori mano e soprattutto lontana dai principali luoghi di culto: insomma, le case dei Rampani divennero case chiuse.
Fu così che le nuove residenti vennero chiamate universalmente e sbrigativamente anche nei documenti ufficiali Ca' Rampane, e il termine pieno di disprezzo divenne quindi immediatamente sinonimo di prostituta.
Nel '700, secolo particolarmente disinibito dal punto di vista morale, le allegre donnine giovani e belle poterono tornare indisturbate nel cuore della città, mentre a Ca' Rampani rimasero solo le più anziane e malridotte, che li vivevano relegate come un ospizio, continuando (se potevano) il loro antico mestiere però con l'assoluta proibizione di mettere il naso per strada, perché decisamente troppo sgradevoli, ridicole e laide alla vista.
Per questo il termine carampana giunto sino a noi ha mantenuto, inconsapevolmente, il suo poco elegante significato originario.
Ma questo termine ha assunto anche un significato metaforico ad indicare tutti quelli che più o meno consapevolmente fanno le MARCHETTE. sia chiaro che il termine in sè non ha nessuna connotazione sessista ( oggi come oggi) visto che a fare queste marchette sono il larga parte uomini che si vendono e mentono spudoratamente pur di ricevere la pagnotta quotidiana.
Ora, questi Carampani si sono trasferiti a Napoli ed esercitano il mestiere con la copertura dell'attività politica. essi, infatti, agiscono nei centri sociali, fondano attività sigle e siglette ( sfruttando ideali antichi e valori patrimonio dell'intera umanità) solo al fine di mettersi in fila ed in ginocchio davanti all'ennesimo buffone che ha messo le sue sporche mani sulla città.
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La parola carampana è un termine veneziano e deriva da "Casa Rampani", in dialetto Ca' Rampani, un'antica e ricchissima famiglia il cui ultimo rapresentante morì nel 1319 senza lasciare eredi.
Estinta così la stirpe, i numerosi beni mobili e immobili passarono alla città di Venezia, che li gestì come sua proprietà.
Nel 1421 il Governo della Serenissima, esasperato dagli sciami di "pubbliche meretrici" che a qualunque ora del giorno e della notte esponevano la loro "merce" dai balconi dei palazzi posti proprio nel centro di Venezia e a fianco delle più importanti chiese, decise di trasferire le professioniste proprio in un gruppo di edifici ereditati dai Rampani, e situati al termine della Calle de' Bottai, in zona ciò abbastanza fuori mano e soprattutto lontana dai principali luoghi di culto: insomma, le case dei Rampani divennero case chiuse.
Fu così che le nuove residenti vennero chiamate universalmente e sbrigativamente anche nei documenti ufficiali Ca' Rampane, e il termine pieno di disprezzo divenne quindi immediatamente sinonimo di prostituta.
Nel '700, secolo particolarmente disinibito dal punto di vista morale, le allegre donnine giovani e belle poterono tornare indisturbate nel cuore della città, mentre a Ca' Rampani rimasero solo le più anziane e malridotte, che li vivevano relegate come un ospizio, continuando (se potevano) il loro antico mestiere però con l'assoluta proibizione di mettere il naso per strada, perché decisamente troppo sgradevoli, ridicole e laide alla vista.
Per questo il termine carampana giunto sino a noi ha mantenuto, inconsapevolmente, il suo poco elegante significato originario.
Ma questo termine ha assunto anche un significato metaforico ad indicare tutti quelli che più o meno consapevolmente fanno le MARCHETTE. sia chiaro che il termine in sè non ha nessuna connotazione sessista ( oggi come oggi) visto che a fare queste marchette sono il larga parte uomini che si vendono e mentono spudoratamente pur di ricevere la pagnotta quotidiana.
Ora, questi Carampani si sono trasferiti a Napoli ed esercitano il mestiere con la copertura dell'attività politica. essi, infatti, agiscono nei centri sociali, fondano attività sigle e siglette ( sfruttando ideali antichi e valori patrimonio dell'intera umanità) solo al fine di mettersi in fila ed in ginocchio davanti all'ennesimo buffone che ha messo le sue sporche mani sulla città.
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