[Italy-process] Il passo ZERO
ombra
ombra a riseup.net
Lun 11 Dic 2006 09:04:13 PST
Allora, ho provato a sintetizzare due idee sul wiki, su tre temi che
ritengo fondamentali per indymedia.
https://docs.indymedia.org/view/Local/ImcItalyAlcuniSpuntiSuIndymedia
Temi che pero' secondo me sono la conseguenza di questa mail, nella quale
mi piacerebbe concentrarmi sul senso di un progetto come indymedia, oggi.
Non so se parlero' di politicità del progetto o dei suoi scopi, quello che
mi interessa è cercare di arginare, in primis in me, le derive facilitanti
del "buttarsi sulla tecnica" o del "ricercare soluzioni", pensando PRIMA a
che cosa voglio/vogliamo.
Non è una mail facile e non è una mail strutturata. Non fate pero'
pippozzi sulla lunghezza. cerchiamo di concentrarci sulle QUESTIONI e non
sulle forme delle questioni.
--
Scopo di questa mail è dunque cercare di concentrarsi sul pre.
Ho letto qualche tempo fa, un tentativo soggettivo di ricostruire parti
della storia di indymedia [
http://nero.noblogs.org/post/2006/11/20/La-vera-storia-delle-origini-di-indymedia-italia
], ed un passaggio mi ha colpito:
"Nel giugno 2000 void e devmat decidono di usare il logo di indymedia come
uno specchietto per le allodole durante le mobilitazioni contro l'OCSE di
Bologna, ennesimo passaggio del tour cominciato con i CPT e passato per
Mobilitebio. Indymedia italia nasce così, come giochino da dare in pasto
ai media al fine di dare visibilità alle mobilitazioni."
e ancora
"Ma durante l'estate succede una cosa curiosa: un gruppetto di persone
provenienti da vari hacklab e da alcune esperienza telematiche (i suddetti
sgamati, hacklab FI, LOA hacklab MI, Underscore TO, altri sparsi) si
ritrovano in quel del nuovo Bulk (occupato proprio a Capodanno) insieme a
Void. L'argomento è indy e il suo uso potenziale. Il gruppo che si ritrova
è eterogeneo: si era giovani e ingenui, ma onesti nella voglia di fare e
nel desiderio di creare uno strumento utile per tutti."
Indymedia nasce da relazioni umane. Da bisogni concreti e dalla necessità
di costruire un progetto ed uno strumento utile ed in grado di seminare
sabbia in molti ingranaggi del potere. Questo è un pre innegabile quando
si vuole pensare ad indymedia.
La sperimentazione di strumenti "nuovi" e l'identificazione di "perche'"
dello strumento hanno contribuito a creare quel che è diventato indymedia.
Quel che vedo oggi è il tentativo di bypassare questo passaggio
fondamentale (l'esplicitazione di bisogni e di immaginari), cercando
semplicemente di innovare un progetto, ridisegnandolo. Non si disegna
nulla senza uno schema concettuale. Non mi sto riferendo alla Policy, che
è un'isieme di regole, ma dell'attitudine di ognuno nei confronti di uno
strumento.
Ora, oggi, quale senso puo' assumere indymedia?
E' una domanda difficile, ma cerchiamo di capire a quale stadio si è
arrivati su internet.
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1804418&r=PI
La notizia di qualche giorno fa, ci da' parte di questo panorama.
Oggi su internet il livello di condivisione e la potenzialità degli
strumenti cui ognuno puo' accedere è enorme. Puoi pubblicare sul tuo blog,
puoi diventare studio televisivo. puoi' diventare giornalista dal basso.
Indymedia che ci sta a fa?
Due questioni a me sembrano fondamentali:
Il mondo di internet ti offre tanti strumenti, ma nessuno sicuro. Puoi
divenatre giornalita, puoi pubblicare quel che vuoi, ma quando questo
diventa scomodo, scompare. Esistono i blog di movimento, ma la dispersione
che producono, non li fa assomigliare ad uno strumento come indymedia. Su
indymedia puoi scrivere quel che vuoi e non viene cancellato. Su indymedia
puoi scrivere ed uploadare il tuo materiale e sei sicuro che il tuo IP non
è reperibile. Non sono molti i luoghi dove questo avviene. Poi, certo, ci
sono usi sbagliati di sta cosa, ma, in linea di principio, è questo uno
dei valori aggiunti di indymedia, soprattutto in riferimento alla
questione dell'autoreferenzialità. Ovvero puoi pubblicare a confrontare
quello che tu o il tuo gruppo ha prodotto con quello che altri diversi da
te hanno prodotto.
Il concetto di Open Publishing non è un dogma e soprattuto non è un
traguardo, ma, piuttosto, un flusso.
http://www.circolab.net/~carloz/imc/html/node78.html
Carloz ne parla qui.
"Il risultato della pubblicazione aperta é un sacco di rumore, perché essa
attrae persone che sono marginalizzate dai media mainstream o perché le
loro storie non vengono raccontate o perché loro scrivono incoerenti
teorie conspirazioniste. Ma nonostante l'alto volume degli articoli
postati e l'ammontare del rumore nei siti Indymedia, qualcosa di
interessante sta evolvendo: il livello inferiore di una forma
completamente nuova di giornalismo trasparente, dal basso. Attualmente, i
siti Indymedia rappresentano una fonte ricca di informazione di prima mano
e contatti potenziali per chiunque abbia la volontá di setacciarli.
Questa, tuttavia, é solo una parte di quello che potrebbe forse essere
chiamato giornalismo open source. Il progetto open editing mira a creare
il livello successivo di una forma collaborativa, trasparente, di
giornalismo, modi di organizzare il ricco kaos dei notiziari di Indymedia
senza oscurare il processo di filtraggio relegandolo a una redazione
chiusa, virtuale o no".
questo è uno dei possibili scenari. che non vuol dire diventare tutti
giornalisti, ma decostruire la professione del giornalismo, dalla figura
dell'esperto o del tuttologo, a quella di un modo diverso di concepire il
"giornalismo". Wikipedia ha rivoluzionato l'accesso ai saperi specifici
decostruendo il rapporto fruitore/creatore del sapere. Perche' indymedia
non potrebbe fare una cosa del genere? Questo ad esempio risponderebbe
all'esidùgenza di molti di andare al di la' delle ftr volantino o delle
ftr autorefenziali o delle ftr "sgomberi/occipazioni".
Non è nulla di nuovo, ma bisogna imparare ad usare le giuste lenti per
gurdare la propria situazione, e secondo me porti due interrogativi sul
ruolo di un progetto e di uno streumento è il passo "0" con cui poter
leggere il presente. Andrei quindi con calma rispetto alle proposte di
sbancor ed altri, di partire lancia in resta con tred specifici.
Da qui, ecco discendere le proposte delocalizzanti, che recuperano le
relazioni territoriali e la ricostruzione di sensi specifici dello
strumento a livello locale.
Da qui, il considerare cosa lo strumento è oggi e quali metodi per usarlo.
cioe' quello che ho tentato di abbozzare nel wiki.
--
"Secondo logica, la metà esatta della popolazione mondiale e sotto il
livello di intelligenza medio".
Quanto è ottimista la logica!
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