[Italy-process] Digest di Italy-process, Volume 1, Numero 7

Renato renato.comolli a tiscali.it
Lun 11 Dic 2006 13:00:41 UTC


----- Original Message ----- 
From: <italy-process-request a lists.indymedia.org>
To: <italy-process a lists.indymedia.org>
Sent: Monday, December 11, 2006 12:32 PM
Subject: Digest di Italy-process, Volume 1, Numero 7


Invia le richieste di iscrizione alla lista Italy-process
all'indirizzo
italy-process a lists.indymedia.org

Per iscriverti o cancellarti attraverso il web, visita
http://lists.indymedia.org/mailman/listinfo/italy-process
oppure, via email, manda un messaggio con oggetto `help' all'indirizzo
italy-process-request a lists.indymedia.org

Puoi contattare la persona che gestisce la lista all'indirizzo
italy-process-owner a lists.indymedia.org

Se rispondi a questo messaggio, per favore edita la linea dell'oggetto
in modo che sia più utile di un semplice "Re: Contenuti del digest
della lista Italy-process..."


Argomenti del Giorno:

   1. Nuova lista cmi-toscana (pepsy)
   2. riflessioni (fabrizio maci)
   3. Re: propongo un analisi per ripartire (Ice)
   4. metodo del consenso (gb)
   5. Re: metodo del consenso (marco)
   6. cominciamo bene? (mina)
   7. Re: metodo del consenso (magius)


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Message: 1
Date: Mon, 11 Dec 2006 00:01:17 +0100
From: pepsy <pepsy a inventati.org>
Subject: [Italy-process] Nuova lista cmi-toscana
To: italy-process a lists.indymedia.org
Message-ID: <f06230904c1a240f366fb@[192.168.1.2]>
Content-Type: text/plain; charset="us-ascii"

Cari/e,

dopo uno scambio di messaggi con il network abbiamo concordato di aprire
una nuova lista: <cmi-toscana> sulla quale discuteremo del progetto del
nodo toscana.indymedia.org
La lista sara' ad iscrizione aperta e visibile sul web, la lista degli
iscritti sara' disponibile solo agli stessi.
Nei prossimi giorni "traslocheremo" dalla lista che usiamo attualmente a
questa nuova. Pensiamo di chiedere che la "vecchia" lista <imc-toscana>
venga parcheggiata nell'archivio delle liste non piu' in uso.

ciao
Pepsy

-- 
Troppo vecchio per giocare soltanto/Troppo giovane per non desiderare 
(Faust)


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Message: 2
Date: Sun, 10 Dec 2006 23:25:55 +0000
From: "fabrizio maci" <basquiat64 a hotmail.com>
Subject: [Italy-process] riflessioni
To: italy-process a lists.indymedia.org
Message-ID: <BAY132-F363709111176D649A0C670C5D10 a phx.gbl>
Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1; format=flowed


Ci riprovo.

Ciao a tutti,

è circa un anno che seguo indymedia, compreso le fasi che hanno portato a
questo breack di riflessione. Ho condiviso, limitandomi a osservare per
capire, il confronto civile e carico di passione. La decisione e la strada
intrapresa. Non sono un intenditore informatico, perciò faccio ancora fatica
a capire il funzionamento di tanti passaggi e termini. Ma vorrei lanciare
alcune riflesioni, più sui contenuti. Non so se è la sede giusta perciò mi
farebbe piacere ricevere indicazioni per un uso più corretto da parte mia.



Trovo che indymedia sia, al di là di ogni dimostrazione d'affetto, uno
strumento e un patrimonio comune.  Penso siano stati tanti coloro che
l'hanno visitata e attraverso di essa si sono informati. Non necessariamente
condividendone i contenuti. Ma sono stati liberi e sicuramente si saranno
sentiti liberi di informarsi.


In ogni caso non si può pensare che Indy sia utile solo a chi condivide il
progetto.
Indy era, è e mi auguro sarà uno strumento di informazione e
sensibilizzazione. Questo può avvenire solo se ci si avvicina di più alla
gente. Usando lo stesso linguaggio, cercando di capire chi si ha di fronte.
Uno strumento non è valido se non ha queste potenzialità.


fabmaylex




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Message: 3
Date: Mon, 11 Dec 2006 01:55:41 +0100
From: "Ice" <ice a caninet.org>
Subject: Re: [Italy-process] propongo un analisi per ripartire
To: <italy-process a lists.indymedia.org>
Message-ID: <00a001c71cbf$e1582510$cb2dd33e a chuport>
Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"

Riguardo alla questione del sito in peer to peer:
Anche io non sono una programmatrice, ma il concetto della condivisione 
della banda non l'ho mai visto applicato su siti internet "normali".
Non so se sia perche' magari si usa ma non si nota, pero' l'ho visto 
applicato solo in tv via internet, in condivisione files e in freenet (che, 
ai tempi in cui lo provai, non funzionava praticamente per nulla).
In ogni caso, dove l'ho visto usare, occorreva installare dei programmi 
appositi, ed e' un gran casino, appesantivano notevolmente il computer.
Ora, posso anche pensare che chi e' interessato a questa cosa possa 
appesantirsi il computer, ma un qualsiasi utente, ammesso che sappia farlo, 
non ha voglia di stressarsi.

In pratica... pur trovando interessante l'idea di condividere la banda, 
secondo me ad oggi e' inapplicabile. Per cui direi di accantonare per ora 
questa possibilita', salvo che qualcuno proponga velocemente una soluzione 
rapidamente applicabile e accessibile a chiunque. Cosa che pero' mi pare non 
avvenga.

Un saluto,
Ice


  ----- Original Message ----- 
  From: max roch
  To: italy-process a lists.indymedia.org
  Sent: Sunday, December 10, 2006 11:29 PM
  Subject: Re: [Italy-process] propongo un analisi per ripartire


  va bene lo ammetto non sono un programmatore, tantomeno di siti o software 
mi umilio e prostro difronte carlos.
  tu che proponi? idee? mi ricordo benissimo la tua proposta che o condiviso 
anche se non totalmente e molte cose sono sicuramente simili.
  Se siamo arrivati a conclusioni simili vuol dire che la direzione c'è!.

  In relazione a fabrizio penso che condividere un po del proprio computer 
non sia cosi invadente se per la durata della sessione d'utilizzo come 
minima possibilita mentre chi volesse potrebbe darne una ancora più ampia e 
ciò non necessiterebbe altro che rimanere connesi ad indymedia.
  In questa logica trovi quella antycopyright e per una libera e condivisa 
possibilita all'informazione.
  P.S. sempre ammesso che le tue riflessioni avessero un nesso con quanto ho 
scritto.





  carl0s <carl0s a riseup.net> wrote:

    Il giorno 10/dic/06, alle ore 21:34, max roch ha scritto:

    > Il problema più grande è su come creare un tale sistema,
    > personalmente analisi le faccio ma se dovessi fare i programmi
    > applicativi dovrei tornare fra un paio di anni ed il tempo è tiranno.

    ma non preoccuparti. prenditi TUTTO il tempo che vuoi.


    -- 

    there are very few personal problems that cannot be solved through a
    suitable application of high explosive.

    cia'
    carl0s

    GPG key ID: 0xC282A306


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Message: 4
Date: Mon, 11 Dec 2006 09:59:46 +0100
From: gb <gb a ecn.org>
Subject: [Italy-process] metodo del consenso
To: italy-process a lists.indymedia.org
Message-ID: <200612110959.49190.gb a ecn.org>
Content-Type: text/plain;  charset="iso-8859-1"

In seguito alla email di St3 e imo seguendo una logica (come da cit. che
riporto tratta dalla tesi su indy di craloz
http://www.circolab.net/~carloz/imc/html/node122.htm)
di priorità per proseguire nella "ricostruzione"e su tutto quello di cui
andremo a discutere,il metodo decisionale è la base :

 "...la decisione che il gruppo prende su come decidere può essere il più
importante singolo elemento rispetto a come funziona il gruppo. "

Quello adottato dagli IMC e  anche in Indyitaly (su cui eviterei di
analizzarne il corretto uso passato) è il metodo del consenso.
Ora per chi è nuovo e cmq penso sia utile a tutti ,leggere il testo linkato
sopra  perchè  per continuare ad usare questo metodo decisionale debbono
esserci delle condizioni o principi fondamentali condivisi quali :

    * La fiducia. é alla base della cooperazione, e della risoluzione non
violenta dei conflitti. La fiducia cresce se vi é apertura, capacitá di
esaminare in modo critico i propri atteggiamenti, apprezzamento delle
differenze culturali e personali.
    * Il rispetto. Si concretizza nel prendere sul serio le idee degli 
altri,
e nel non interromperli. Il rispetto si promuove distinguendo tra una presa
di posizione, magari problematica, o anche idiota, e la persona.
    * L'unitá di scopo - ovvero, una comprensione basilare, condivisa, degli
obiettivi del gruppo.
    * La non violenza. Non si usa il potere per cercare di dominare i 
processi
decisionali. Si agisce nel rispetto delle diversitá e delle differenze. Si
cerca di persuadere gli altri semplicemente confidando nella bontá del
proprio punto di vista.
    * Il riconoscimento del proprio potere (self empowerment). Si evita di
delegare, acriticamente, di affidarsi ad autoritá ed esperti. Ci si assume a
livello individuale le proprie responsabilitá, in quanto partecipanti attivi
del processo decisionale. Qualsiasi atteggiamento di delega, esplicita o
incoscente, indebolisce il meccanismo del consenso. Tutti possono esprimere
perplessità e sollevare problemi. Ognuno cerca soluzioni creative ed è
responsabile della decisione.
    * La cooperazione. é responsabilitá condivisa nella soluzione dei
problemi. Si oppone antiteticamente all'atteggiamento competitivo, egemonico
nella nostra societá. In un ambiente cooperativo, avviene un interscambio
creativo di idee.
    * La risoluzione dei conflitti. Quando le idee fluiscono liberamente, il
disaccordo é normale. Le persone non devono nascondere i loro pensieri e
sentimenti. Il gruppo si impegna, creativamente, a trovare una soluzione, 
che
sia la migliore per tutti. Si evita di dare la colpa a qualcuno per
l'emergere di un conflitto - questo atteggiamento provoca solo chiusura. Se
gestito adeguatamente, il conflitto diventa occasione di crescita.
    * L'impegno verso il gruppo. Si tratta di comportarsi con lealtá e
rispetto, riconoscere che le esigenze del gruppo possono alle volte 
prevalere
su quelle dei singoli, evitare atteggiamenti egocentrici, assumersi la
propria parte di responsabilitá.
    * La partecipazione attiva. Il consenso é un processo di sintesi, non di
competizione: tutti i contributi sinceri sono importanti, e un clima di
fiducia favorisce il loro emergere. Le idee non sono mai proprietá privata 
di
chi le esprime.
    * La paritá di accesso al potere. Inevitabilmente, alcune persone hanno
piú potere che altre. Si tratta di agire creativamente, per condividere
potere, capacitá, informazioni. Bisogna evitare le gerarchie e promuovere
strutture ugualitarie, che universalizzino l'accesso al potere.
    * La pazienza. Quando il consenso non viene raggiunto velocemente, un
atteggiamento paziente é piú benefico che un comportamento irritato,
aggressivo, frettoloso.

Ho riportato tutti i concetti (copiati dal testo citato) perchè  se questi 
non
sono applicabili alla situazione attuale-futura del gruppo (per qualsivoglia
problematica legata a quello che inevitabilmente si è creato nei 6 anni
precedenti ) dobbiamo prenderne conoscenza e trovare soluzioni, alternative,
anche se personalmente non ne vedo molte.

ciao Gb

-=oOo=-

L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva:
la storia insegna, ma non ha scolari.(Gramsci)

-=oOo=-


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Message: 5
Date: Mon, 11 Dec 2006 10:51:03 +0100
From: marco <marco a paranoici.org>
Subject: Re: [Italy-process] metodo del consenso
To: italy-process a lists.indymedia.org
Message-ID: <457D2A07.2040504 a paranoici.org>
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; format=flowed

quoto gb per intero.

E aggiungo:
per esprimere consenso, almeno su decisioni di piccola importanza,
adotterei anche il principio del silenzio-consenso, cioè un silenzio
attivo al posto di un consenso esplicito.
Questo concentrerebbe le email su questioni di maggiore rilevanza
riducendo il traffico e quindi la confusione in lista.



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Message: 6
Date: Mon, 11 Dec 2006 11:43:00 +0100
From: mina <mina a inventati.org>
Subject: [Italy-process] cominciamo bene?
To: italy-process a lists.indymedia.org
Message-ID: <457D3634.4070706 a inventati.org>
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; format=flowed

salve,
forse mi sbaglio ma mi risultava che si fosse deciso che questa lista
iniziasse a lavorare stamattina.
vedo invece che ha iniziato ben prima.
vedo anche che sono già passate molte mail, molti 3d e che un numero
inquietante di mail era di dimensioni micidiali.
io penso che facilitare la partecipazione significhi in primis
rispettare i tempi che ci si danno (oppure siamo un club di vecchia
guardia che se ne fotte di chi può arrivare adesso?), sforzarsi di
essere concisi e chiari, evitare risposte sarcastiche che non dicono un
cazzo e soprattutto iniziare dall'inizio. secondo me potrebbe essere un
buon inizio decidere se ci interessa mandare una mail a liste e luoghi
dove potrebbero esserci persone interessate.
io già adesso anche se mi sono letta gli archivi non ci capisco, di
nuovo, più un cazzo, mi immagino chi ha meno quotidianità di me con le
liste indyane.
ciao
m

-- 
"E che nessuno si permetta di chiamarmi eroe
l'ho fatto per me, non per voi"

Mercanti di Liquore



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Message: 7
Date: Mon, 11 Dec 2006 12:32:47 +0100
From: magius <gmagius a gmail.com>
Subject: Re: [Italy-process] metodo del consenso
To: italy-process a lists.indymedia.org
Message-ID:
<5fb465ec0612110332h6950163dm3a7308d565843ee7 a mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; format=flowed

Il 11/12/06, gb<gb a ecn.org> ha scritto:

> In seguito alla email di St3 e imo seguendo una logica (come da cit. che
> riporto tratta dalla tesi su indy di craloz
> http://www.circolab.net/~carloz/imc/html/node122.htm)
> di priorità per proseguire nella "ricostruzione"e su tutto quello di cui
> andremo a discutere,il metodo decisionale è la base :

Il metodo è sicuramente la base, ma è altrettanto fondamentale capire
se e come si vuole applicarlo fino in fondo. Se guardiamo a questi
ultimi sei anni, a parte i momenti di "emergenza" in cui Indy ha
sempre dato il meglio di se (e su questo bisognerebbe riflettere piu
accuratamente), il metodo del consenso non ha mai funzionato a pieno.
Non ha funzionato imho perchè non è mai stato applicato in modo
formale, ed il metodo del consenso funziona, diciamocelo, solo se le
sue regole sono applicate in modo rigido, per evitare l'instaurarsi di
meta-regole informali, "opache" e quindi difficili da contestare. Chi
frequentava le liste internazionali ricorderà forse come veniva
applicata la facilitazione negli IMC americani. La facilitazione è un
**lavoro** parecchio faticoso e difficile, che qui - dopo un iniziale
momento di applicazione - è stato subito abbandonato perche di fatto
non c'erano le persone interessate a farla.


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Italy-process mailing list
Italy-process a lists.indymedia.org
http://lists.indymedia.org/mailman/listinfo/italy-process


Fine di Digest di Italy-process, Volume 1, Numero 7
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