[Italy-process] freestyling and railing
pepsy
pepsy a inventati.org
Lun 11 Dic 2006 21:22:51 UTC
Letto tutto ma quoto (=cito) solo i punti sui quali ho qualcosa da scrivere.
At 20:43 +0100 11-12-2006, Sub wrote:
>Domanda: quanto e' necessario conoscere o condividere della precedente
>indymedia per avere il rispetto di coloro che discuteranno qui?
La tua osservazione e' giustissima ma manca di un passaggio fondamentale:
vale a dire che il rispetto *deve* essere reciproco e non unidirezionale.
Il che significa che chi ha piu' esperienza del giocattolo deve sopportare
pazientemente le ingenuita' (naturali) di chi lo conosce poco. Ma, d'altro
canto, anche chi si avvicina al giocattolo *deve* sforzarsi di acquisire,
tramite la lettura paziente di pagine e pagine quel minimo comune di
conoscenze di base, tipo di come si usa la posta elettronica e di come si
usano le liste di discussione.
Senza il rispetto reciproco non si va da punte parti nella comunicazione.
>Innanzitutto la struttura: abbiamo una colonna centrale per le ftr e una
>per il newswire.
>Siamo sicuri che non sia un minimo riduttivo? non si potrebbe
>strutturare in modo diverso?
Qui, per esempio, ti consiglio di leggere sugli archivi di italy i thread
(=le discussioni) che hanno come oggetto l'Open Publishing 2 dove sono
state proposte e discusse molte delle cose che scrivi.
>Il fatto che esista la possibilita' che chiunque possa postare in
>qualsiasi momento secondo me non dovrebbe escludere a priori l'esistenza
>di utenti registrati.
Credo che la decisione di non usare la registrazione sia stata presa per
due ordini di motivi: per evitare di tenere tracce (potenzialmente
pericolose) e per evitare quei fenomeni di sovraesposizione mediatica che
alimentano l'ego a sfavore dei contenuti. Ovvero per evitare di aiutare le
indagini dei magistrati e per evitare che si creino delle star del newswire.
>E questo permetterebbe, pur garantendo l'anonimita' di tutti, di porre
>su livelli diversi la qualita' di alcuni rispetto ad altri post, sulla
>base anche di quanto un utente sia "affidabile", e in un certo senso
>specificando l'attendibilita' che indymedia da' ad un certo post.
Qui dissento decisamente dalla tua impostazione, almeno per come la
capisco. Indymedia non dovrebbe (a mio avviso) garantire l'affidabilita'
e/o l'attendibilita' di un bel nulla.
Gia' ci pensano i media ufficiali a spacciare le loro menzogne per notizie
affidabili ed attendibili e la mia lotta non e' quella per prendere il loro
posto.
Non ho grossi problemi ad immaginare la possibilita' di una registrazione
volontaria (sono cavoli di chi si registra, dopotutto) ma questa deve
avvenire sempre mantenendo l'anonimato (no-log) e, tenendo ben presente che
- come ho scritto sopra - la registrazione non garantisce nulla a proposito
della affidabilita'/attendibilita' dell'informazione ne' tantomeno io
vorrei essere chiamato *in alcun modo* a preoccuparmene.
>Di nuovo rispetto al newswire, secondo me altro aiuto nel gestire questo
>flusso di open publishing sarebbe offrire la possibilita' di dare un
>voto ai post, e non solo un commento, riassumento poi ,in una
Se i piu' esperti mi dicono che e' possibile implementare un sistema di
votazione, con scarse possibilita' di hackeraggio, io lo proverei per 6
mesi e poi ne riparlerei. Questo perche', secondo me, un sistema del genere
favorirebbe esclusivamente la formazione di lobbies, di gruppi piu' o meno
organizzati per aumentare la visibilita' di qualcosa a scapito di qualche
altra. E questa cosa a me non piace per nulla in quanto *non* sono
democratico.
Ci sarebbero anche altre due o tre cose, magari alla prossima occasione.
ciao
Pepsy
--
Troppo vecchio per giocare soltanto/Troppo giovane per non desiderare (Faust)
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