[Italy-process] indyproject
Aut!
aut a bastardi.net
Mar 12 Dic 2006 21:24:30 UTC
sbancor ha scritto:
> Visto che la proposta di organizzare la discussione per thread non ha
> trovato consenso, visto che stanno moltiplicandosi i messaggi
> "autolesionisti" e "autoreferenti" (tipo: non so che dire ma cmq lo
> dico, la discussione non mi piace e anche io mi faccio schifo; stiamo
> sbagliando tutto, ma non so in cosa sbagliamo; voi non mi capite...
> ecc ecc.),
> Visto che cmq bisogna uscirne fuori;
>
si e al più presto. Nota buona però è il fatto che alcune ultime mail
inviate da "nuovi" mi sembrano molto positive e da tenere in
considerazione per la discussione dall'esterno così come si era detto di
fare. Poi senza quotare, in riferimento al *tredd* sugli imc locali e la
decentralizzazione di indy penso che: 1. come già più volte espresso la
forza di indy parte dal locale fino a creare il network di imc locali
che si spaccano il culo e creano producono sui prpri territori 2. così
come imc toscana e imc bologna e imc napoli spero che quanto prima tutti
i nodi riescano a vedersi e portare contributi unitari alla discussione
nazinale.
Ora passo a consensuare sulla ottima mail e sul buon lavoro di sbancor:
> Scrivo in modo assolutamente assertorio e perentorio quello che penso
> (io e solo io) su alcune questioni:
> 1) "Open publishing": è la caratteristica base di indy. Se la togliamo
> non si fa più indy, ma un sito qualsiasi con redazione e tutto il
> resto.Grazie tante ma ne esistono già e pure buoni! Fra l'altro la
> rete va in direzione "open-publishing" (es.You-Tube) o ultra
> soggettiva (blog).
> E' stramaledettamente ovvio che l'open-publishing funziona bene solo
> quando il "movimento è forte". In ciò non si differenzia, dal punto di
> vista della teoria della comunicazione, dalle "vecchie assemblee di
> movimento". Le quali hanno un senso se c'è un movimento. Se no
> diventano un "intergruppi" o peggio. Il rumore di fondo c'è sempre
> stato, solo che le voci del movimento lo annullavano. Finite quelle
> voci resta solo il rumore. L'unica soluzione che mi viene in mente è
> banale: chiamiamo le cose con il loro nome. Invece di newswire
> chiamiamo la colonna di destra "open publishing". L'importante è
> chiarire che quello che c'è scritto è di assoluta responsabilità di
> chi lo scrive. Noi garantiamo solo l'anonimato.
>
è la cosa più sensata che fino ad ora sia stata detta. E credo che
sbancor sia riuscito a sottolineare che il tutto è contornato da un
problema politico di assenza di una forte situazione di
movimento.Consenso sulla proposta di scrivere "open publishing" al posto
di newswire. Al di là di rating e altre cose. Teniamo in considerazione
sta cosa
> 5) Nodi locali. Massima libertà. Se vogliono essere autonomi da
> indy-italia va bene. Se vogliono linkarsi va bene lo stesso. E va bene
> anche che siano solo nodi di indy-italia. Nel senso fate come cazzo vi
> pare, dove vi pare e con chi vi pare: crescete e moltiplicatevi!
>
lo dicevo prima. Sarebbe davvero stupendo se riuscissimo a creare o dare
forza al network di media autonomi ed indipendenti ... eh.....
> 9) Questione server: aggiornamenti?
> 10) ho finito. E prometto silenzio se non sollecitato a parlare.
> (Augh! disse il vecchio capo indyano accendendosi la pipa!)
> baci
ok, speriamo che stavolta l'abbiamo quagliata!
aut!
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