[Italy-process] Digest di Italy-process, Volume 1, Numero vattelapesca

vittoria huambos a virgilio.it
Mar 19 Dic 2006 08:51:08 PST


Sto seguendo la discussione, confesso, con molto disagio: ognuno ha i suoi 
limiti.
Vedo che la discussione si svolge sostanzialmente sul piano tecnico, su come 
deve essere strutturata la nuova indy.Capisco che affrontare le ragioni 
politiche per cui indy ha chiuso è difficile e d'altro canto l'urgenza di 
riaprirla fa sentire la sua impellenza, ma non credo che le questioni 
tecniche
siano la soluzione dei problemi, al massimo possono facilitare la 
risoluzione dei problemi.
Mi dispiace che si sia sfuggiti ad alcuni nodi che erano stati postati 
all'inzio da magius e riproposti da qualcun'altro.
Comunque provo a dire cosa dovressere essere indy AMMA (mi pare che sia a 
mio modesto avviso).
Credo che sostanzialmente dovrebbe valere lo stesso programma che era messo 
su isole nella rete ossia:

" e' un luogo di visibilità, di relazione e di possibile ricomposizione per 
quei soggetti che i profondi mutamenti della nostra società in questi anni 
hanno frammentato e disperso, i soggetti non allineati al pensiero unico o 
rassegnati alla marginalità, i soggetti ancora desiderosi di costruire un 
movimento reale, che sappia cambiare lo stato di cose presenti."

Come programma, per me è ottimo.

Qualcuno, più di qualcuno è convinto che la situazione del moviemnto è 
cambiata: in peggio, dico io, ne sono convinta, resta il fatto che i 
soggetti frammnetati ecc. ecc... ci sono, ci stanno, c'è la necessità 
storica di ricomporli, come c'è la necessità di "costruire un movimento 
reale che sappia cambiare lo stato di cose presenti".
Sgombrando il campo da ogni equivoco dico subito che indy dovrebbe cercare 
di far parte di questo movimento reale, non ritenere che uno strumento sia 
in sé il movimento.
Indy, è semplicemente uno strumento, molto imnportante però, che non 
dovrebbe limitarsi a dare solo informazione o notizie come sento ripetere, 
ma anche fornire approfondimenti, dibattiti, confronto.
Dovrebbe sopratutto essere, per me, la voce di chi non ha voce.
Noi che abbiamo un computer non ci pensiamo spesso, eppure ,come i soggetti 
frammentati, esiste  "divario tecnologico", non solo nei paesi in via di 
sviluppo, dove" i paesi ritardari" sono una buona fetta rispetto a quelli 
leaders e a quelli adottanti, ma lo scarto c'è anche  all'interno, in base 
al reddito, alla dislocazione territoriale fra aree urbane e rurali, 
all'acculturazione e all'handicap.
Credo che questi fattori debbono essere tenuti presenti nell'impostare un 
sito che vuol essere al voce dei senza voce, ossia farlo più semplice e 
fruibile possibile.
Poi c'è la questione fondamentale dell'espressione e del diritto 
all'espressione:questa deve restare senza delega e senza rappresentatività e 
senza gerarchia per me.
Potetete farla terriotoriale, regionale, nazionale, come vi pare, ma 
l'importante è che sia assicurato il diritto di esprimersi a tutti, esclusi 
i paletti che abbiamo in testa e in cuore: ossia niente fasci, niente, 
sessismo, niente antisemistismo, niente razzismo.
Su questo la vecchia indy ha fallito, tanto che era diventata una specie di 
fogna.
metttiamoci in capa che non si tratta di censura, chi è una merda fascista o 
razzista o leghista e così via ha i suoi strumenti e non deve rompere i 
coglioni.
Se decidete di fare questi nodi territoriali spero che i rappresentati 
territoriali non decidano di fare essi i delegati di tutte le espressioni 
territoriali, singole o colletive e decidere tu si tu no; spero che non sia 
così, altrimenti: toppa seconda!
se poi si vuolo fare lo si dica chiaramente, uno sa che ha una specie di 
Bella Ciao 2 e si regola di conseguenza.
Sono favorevole a che sia versata una quota minima di chi fruisce dello 
strumento.
vittoria











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