[Italy-process] [IL RUOLO DI INDYMEDIA] facilitazione

ombra ombra a riseup.net
Mar 19 Dic 2006 09:43:33 PST


allora, prima di rispondere alle questioni sollevate, io vi chiederei
davvero di NON aprire un nuovo tread ogni volta che vi salta in mente
qualcosa, ma di seguire le linee di facilitazione che si stanno dando.
inoltre vi prego di non rispondere con le mail in digest, ma mettendo
l'oggetto giusto.

veniamo a noi:

2 mail si concentrano sul senso di indymedia, portando a mio avviso due
problemi nuovi alla discussione:

sbancor:

http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-process/2006-December/1219-5c.html

> 3) L'organizzazione: Quella proposta è, ridotta all'osso, una politica
> di "franchising non oneroso": concediamo il "brand" a chi è daccordo
> con noi. Però a questo punto non si capisce più chi siamo noi, a meno
> di non identificarci in una lista (questa?) che stila dei principi
> (politici tecnici ecc) e poi dice "crescete e moltiplicatevi". Può
> anche essere una politica, ma va meditata un po' di più, specie in una
> fase politica di scarsa mobilitazione ed alta frammentazione come
> l'attuale. Anche perchè non è detto che l'idea di fare tante IMC per
> città, stile USA o Francia non sia valida. Vorrei capirne di più.

questo credo sia il nocciolo di una questione importante. ovvero, nella
riprogettazione di indymedia bisogna ANCHE tener conto di quel che è
stato. Esisteva UN luogo centrale in indy1.0, italy-list. Noi cosa
vogliamo? Quale rappresentazioen ci facciamo del prossimo indymedia. Per
me ha senso un progetto nazionale.

per come me la vedo io identificherei i seguenti nodi:

- UN nodo nazionale, punto di riferimento dell'intera comunità,
all'interno del quale si prendono le decisioni fondamentali del network
italiano. Un qualcosa di simile alla vecchia italy-list ma con tre 
differenze fondamentali

    1)un metodo del consenso regolato e ferreo
    2)il passaggio in un unico post di report locali, pubblicazione di ftr
ecc, cosa che prima non avveniva per il proliferare delle liste
    3)da lista di discussioen generica sul tutto, diventa lista di
coordinamento tra i tanti gruppi locali e i singoli interessati

-UNA lista legale, per forza nazionale, ma con ,l'ovvia riservatezza
-liste locali e tematiche scelte nella lista nazionale. da capire resta il
livello di autonomia centro-periferia

vittoria:
http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-process/2006-December/1219-0l.html

sono molto d'accordo con quanto tu scrivi sia rispetto all'accessibilità
del progetto sia rispetto alla questione della tessitura dei fili spezzati
dei movimenti.
credo molto in questo nodo politico riferito al presente:le condizioni che
hanno posto le basi per indymedia non sono venute meno. si è aggiunto un
problema: a differenza di allora non ci sono piu' movimenti o son molto
limitati. uno dei ruoli che indymedia puo' quindi assumere è proprio
quello di essere luogo di relazione. Io non vedo in questo discontinuità
in quanto passato fin'ora. Forse sarebbe l'ora di cominciare a buttare
giu' un manifesto di indy2.0, cercando di metterci quel che è uscito fino
ad adesso.

-- 
http://i5.pbase.com/o5/69/320269/1/69056361.mW1I1GMu.42676164.Picture649.jpg

Gli avvoltoi aspettano. Non hanno fretta. Prima o poi qualcosa confermera'
il loro aspettare. E saranno contenti.



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