[Italy-process] Facilitazione pre-deadline [era: Report meeting I D.C.]
jilt
jilt a debord.ortiche.net
Lun 3 Dic 2007 09:50:35 PST
sp1een a riseup.net wrote:
> OK. Se il meeting è finito il 25 novembre e il report è arrivato il 26 a
> conti fatti il 6 dicembre scade la deadline. Bene.
> Io propongo una facilitazione della magra discussione venuta fuori in
> questi giorni, di modo che il 7 dicmebre ci mettiamo all'opera per far
> quagliare le decisioni prese a Roma.
>
> :: Facilitazione per il 7 dicembre ::
anzitutto:
ottima iniziativa spleen :)
Segue un megacut
non perche' io non ritenga che le questioni discusse nella parte che ho
tagliato siano di valore, anzi, pero' ritengo di poter dare un
contributo alla discussione soprettutto per quanto riguarda le
problematiche che spleen ha messo per ultime.
In questi giorni mis ono guardata un po' intorno nella rete per capire
come altri imc hanno affrontato iniziative simili al nostro tentativo di
elaborare le "ftr in evidenza" da una mailing list nazionale
Quindi qua sosterro' la tesi che avevo sostenuto anche al meeting
fornendo esempi piu' fondati basati sul process che questi imc
internazionali hanno sostenuto per poter pubblicare appunto le loro
"feature in evidenza" che ad esempio nyc,indymedia.org ha chiamato
"special feature" e per le quali ha prodotto questa documentazione:
http://docs.indymedia.org/view/Local/ImcNewYorkSpecialFeature
Le modalita' decisionali con cui vengono discusse e poi pubblicate le
ftr sono el seguenti:
Who can participate in the decision:
* Anyone can contribute to the decision.
* The final decision is to be made by consensus of active website
moderators. An active website moderator is someone who has made
password-protected modifications to the website any time in the past
month and plans to continue to make such modifications.
(per i non inglesofoni:
*tutti possono contribuire alla decisione
*la decisione finale dev'essere presa secondo il metodo del consenso dai
moderatori del sito. Un moderatore attivo e' da considerarsi quella
persona che ha la password per fare cambiamenti editoriali sul sito.)
Il sito a cui faccio riferimento e' questo:
nyc.indymedia.org
Una modalita' simile era utilizzata dal media center svizzero, che ora
funziona in maniera diversa ma una volta era organizzato con due mailing
list:
_una aperta come spazio disponibile alle proposte di feature su
argomenti vari (un po' quello che diceevo al meeting quando parlavo
della possibilita' di un utente di proporre un proprio post a cui
ritiene necessario dare una rilevanza nazionale)
_una chiusa per l'elaborazione del testo definitivo sulla base delle
proposte passate nell'altra mailing list
Queste premesse mi servono epr contribuire con la mia opinione alla
discussione sul problema della partecipazione limitata; un problema che
ho sentito durante il emeting e continuo a sentire in legame alle
decisioni che si sono prese riguardo alla creazione della nuova mailing
list chiamata content
"content"
>
> :: Problema *partecipazione* limitata.
>
> Per questo punto la questione sollevata è in termini di compatibilità con
> il network di indymedia ovvero, più precisamente, può esserci su indymedia
> uno spazio di produzione dei contenuti "chiuso?
come abbiamo visto sopra si
e' possibile che in indymedia uno spazio cosi' esista, a patto che tenga
conto dell'esistenza anche "dello spazio esterno" cioe' di tutte quelle
individualita' che esulano dall' appartenere d un nodo o ad un altro ma
comunque contribuiscono.
Nella mia esperienza di non assidua frequentartice del nw ho incontrato
post di altissimo livello qualitativo, abbiamo avuto professori
universitari, che pur nell'impossibilita' di seguire le discussioni
nelle mailing list editoriali o dei nodi, cotribuivano regolarmente con
spunti ottimi per discussioni molto variegate e di valore
territorialmente ampio, dal NEWSWIRE.
> Il problema sorge, in effetti, non dalla chiusura della lista content, ma
> dalla sua *mediazione* attraverso i nodi locali, il che fa di
> Italy-Content uno spazio di produzione "riservato" ad alcun*.
Questo potrebbe essere superato con la creazione di due mailing list,
una aperta per le proposte e una chiusa per il processo editoriale
ultimo e come luogo del consenso.
> A questo proposito ricordiamoci «del fatto che uno dei problemi politici
> della chiusura di Indy_It è stata da degenerazione della lista
> Italy-editorial» e ricordiamoci ancora che uno dei motivi che ci hanno
> spinto a fare un meeting e ci hanno mandato avanti fino a sera nelle
> discussioni è stata la voglia di «recuperare gli aspetti
> collaborativi e positivi, non ripercorrendo le stesse logiche». Potremmo
> quindi anche non scandalizzarci nel riservarci alcune «premesse,
> riservandosi di ampliarle»[2] procendendo per "step" (e ricordo le manine
> rotanti di molti...).
Non sono abile a proporre step, come si e' visto anche durante il
meeting, quello che ho fatto in questi giorni e' stato un lavoro di
documentazione, in maniera da non demonizzare una proposta come quella
della lista content che e' indubbiamente apprezzabile ma secondo me da
riportare entro quei margini che hanno sempre caratterizzato indymedia,
cioe' i margini di una "azione informativa dal basso"(*questa la spiego
alla fine).
Secondo me e come sottolinea chiaramente Ice in questa mail:
http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-process/2007-December/1203-0y.html
E' da salvaguardare la possibilita' di un singolo utente mediattivo di
fare una proposta anche nel merito di una di queste ftr in evidenza.
>
> Volendo accettare questa premessa, si passa facilmente a quello che ne
> nasce, ovvero il problema di dover rifare il process[5]. Si è proposto al
> meeting una semplice procedura di "riaffiliazione" al network con la quale
> spieghiamo a che punto siamo con le discussioni da un anno a questa parte.
Su questo punto potremmo invece seguire l'esempio di indymedia nyc, che
ha agguinto una paginetta alla propria documentazioend i process in cui
spiega come funzionano le "special feature" che nel loro caso sono
dentro un riquadro grigio in evidenza (appunto) sopra gli altri articoli
nella colonna centrale.
> Probabilmente potremmo tranquillizzarci se questo particolare punto della
> discussione viene considerato "in linea" con i principi indyani dal
> network internazionale e metterci l'anima in pace.
Il mio tentativo era appunto quello di farci riflettere tutti, non di
stare tranquilli, quello no, pero' di continuare a far girare le nostre
intelligenze; tenendo sempre presente pero' qual'e' il fine utlimo
dell'esistenza di momenti "virtuali" come indymedia, *quello di dar voce
a _tutti_ coloro che spazio per la propria voce non ne trovano nel
nostro sistema.
In questo senso mi sento sinceramente di elogiare l'iniziativa come
quella dei toscani di creare un meccanismo per il quale si possa fare un
post via sms, o anche un semplice post del nw possa essere "elevato" a ftr.
ciao
jilt
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