[Italy-process] Report meeting I D.C. (dopo la chiusura)
wadada
wadada a autistici.org
Lun 3 Dic 2007 08:27:24 PST
ombra ha scritto:
> Rispondo a pepsy e Ice, sperando di essere chiaro.
> Al fondo c'e' una proposta di mediazione. Avete letto i pipponi di pepsy e
> zoscenko, potete leggere anche il mio.
>
> Pepsy:
>
>> Il discorso sulla "specificita'" di italy.indymedia e' un po' tautologico:
>> in pratica viene scritto che le funzioni specifiche del nodo sono dettate
>> dalla sua specificita'...
>
> Non è proprio cosi'. La necessità era quella di trovare un senso
> all'esperienza di Indy Italia, che non si sovrapponesse a quella dei nodi
> territoriali e che soprattutto prendesse atto della mutata situazione. Non
> mi pare tautologico cercare di trovare un senso ad una situazione,
> partendo dalle sue specificità. Mi pare sensato.
e tra l'altro mi pare anche una modalita' di azione _concreta_ per
uscire fuori da uno stallo che oramai riguarda principalmente l'ambito
nazionale piu' che le realta' "locali" ( o geografiche che dir si voglia).
[cut]
>> Quando, in piu' di una occasione, ho richiamato una certa somiglianza fra
>> la vecchia lista "Editorial" e la proposta lista "Content", non era certo
>> per polemizzare ma solo per dire che non basta cambiare il nome alle cose
>> perche' diventino magicamente diverse.
>
> No, ma attenzione, perche' il nodo politico emerso è diverso. Il problema
> politico in questione NON è mai stata la lista editorial tout-cour. Al
> meeting si conveniva che uno dei problemi politici della chiusura era
> l'utilizzo DISTORTO che editorial aveva negli ultimi anni.
> Che è molto diverso. Ora, al meeting per molti è stata una mediazione
> accettabile quella di recuperare uno spazio collaborativo extra
> territoriale, pr un primo momento limitato ai nodi, per poi aprirlo a
> chiunque, dopo una sperimentazione.
che significa dopo aver verificato il funzionamento di questo luogo di
coordinamento tra situazioni piu' strutturate (nodi locali), che possono
sviluppare le discussioni piu' articolate in ambiti piu' ristretti dove,
per ovvi motivi, il metodo del consenso puo' funzionare meglio.
>> Per spiegarlo a chi a Roma non c'era, ad un certo punto della discussione
>> di sabato si sono intrecciate (almeno) tre diverse visioni riguardo al
>> ruolo, ma soprattutto al funzionamento di "Content". Tanto che io (ma penso
>> anche altr*) avevo difficolta' a capire cosa uno stesse criticando o
>> consensuando.
>
> che ci fosse confusione è normale, visto che si stava ricostruendo un
> progetto tra sensibilità diverse. Che invece si faccia riferimentoi alla
> difficoltà a seguire la cosa, mi fa espressamente incazzare. Ma proprio
> tanto. Perche' vuol dire che il lavoro di mediazione per step e riepiloghi
> continui non è stato minimamente preso in considerazione, in modo piu' o
> meno strumentale. Mi chiedo se ci sia tutta sta voglia di applicare il
> metodo del consenso da piu' parti sbandierato.
pieno consenso. e' stata un lavoro estremo devo dire... dove poch* si
sono voluti accollare l'onere della facilitazione e non tutt* si sono
resi conto che il discorso spesso ritornava al punto di partenza per poi
giungere a conclusioni diverse.. MA questo non e' un fatto per forza
negativo, la schizofrenia della comunicazione a volte permette di
valutare una gamma piu' ampia di proposte.
le facilitazioni, il procedere per step, gli schemini alla lavagna hanno
fatto in modo che chiunque fosse realmente interessato potesse, con un
po' di buona volonta', seguire l'andamento della discussione e le
conclusioni a cui giungeva.
per chi l'avesse dimenticato sabato sera abbiamo cenato _tardi_ e dopo
ci siamo rimessi a discutere...potevamo starcene li' a farci le canne o
andarci a prendere na biretta ar testaccio... ma siamo rimasti su quel
parquet ad abbronzarci l'ugola, per trovare la quadratura di un
ragionamento non per altro.
>> Questa confusione, secondo me, viene fuori anche dalla lettura del testo
>> del report.
>
> Cui il suo estensore sarebbero piaciute integrazioni, piuttosto che
> affermazioni autoevidenti rispetto al fatto che il report era
> evidentemente incompleto, non riuscendo a donare la complessità di due
> giorni di discussioni.
per me il testo andava piu' che bene
>> Non mi interessano, in questo momento, le questioni del layout della
>> pagina, quello che mi interessa e' la definizione del ruolo e del
>> funzionamento di "Content".
>
> ok, inquadriamo il problema.
>
>> Una procedura del genere comporta che per ogni feature ci sia una
>> gestazione decisamente lunga e, sicuramente, non si puo' immaginare dei
>> testi pubblicati "al volo" come avveniva su italy.indymedia 1.0.
>
>> Oppure questo potrebbe avvenire solo attraverso una decisione della lista
>> che "prevarichi" i diversi nodi.
>
> Ma questa è una tua elaborazione, un tuo pensierino che io non ho mai
> visto. Su italy.indymedia nella colonna della home non salivano features
> "al volo". Cioe' era proprio un problema evidenziato verso la fine, quello
> del blocco della lista. Non facciamo ridere.
> Anzi. Penso si trattasse proprio di una di quelle caratteristiche
> primitiva di editorial che si era persa, ovvero la snellezza della
> discussione, senza cavilli. Cosa che secondo me con questo sistema si puo'
> ritrovare. Anche perchè non ho capito da quale assunto si parta per dire
> che la discussione deve per forza essere lunga in Content.
esatto, dallo strumento mailing list (magari supportato da un uso piu'
spinto del wiki) non si scappa.
sono le modalita' della partecipazione a dover essere innovate.
>> Un punto che ha sollevato qualche perplessita' in alcuni (molti?) e' stato
[cut]
>> In definitiva, sebbene non intenzionalmente, a Roma sono stati proposti dei
>> meccanismi di funzionamento di una lista "Content" che somiglia decisamente
>> alla vecchia lista "Editorial":
>
> Ma va? Anvedi! A me pare ovvio che se si ricerca una formadi
> collaborazione e di crittura collettiva a livello nazionale e se la si
> identifica in una mailing list, non si possa fare decine di cose diverse.
> Lo strumento è lo stesso. E' l'uso che se ne fa che ne determina la sua
> definizione e il suo utilizzo.
>> - per esempio anche nella lista "Editorial" i gruppi locali dovevano
>> inviare i testi delle feature prima della pubblicazione, che poi questo
>> venisse fatto sempre o meno e' un altro discorso...
>
> Si ma ora a me pare una cosa molto diversa. (si parla di nodi DI
> indymedia.org e non DI indymedia italia. Nodi (o persone dei nodi) che
> scelgono di collaborare.)
questo riguarda non solo l'elaborazione dei testi in content, ma tutte
le altre decisioni che riguardano il network (basti pensare alla
questione finanze).
[cut]
>> Negativo: la lista "Content" e' chiusa, riservata solo ai partecipanti ai
>> nodi aggregati.
>>
>> Qualche parola di piu' riguardo a quest'ultimo aspetto. Non ho nulla da
>> dire contro le liste chiuse, come non ho nulla da dire contro le liste
>> aperte ma, non sono sicuro che creare una lista chiusa che produca
>> contenuti per un nodo del network di indymedia sia qualcosa compatibile con
>> i principi di apertura ed inclusivita' del network.
>
> Dunque, viste anche le premese concordate sul meeting e visto il metodo
> del consenso che vorrebbe la traduzione di questioni e dubbi, in proposte
> alternative a quella "attuale". Ora, visto che la proposta dal meeting è
> stata "modulare", si puo' pensare che su determinati punti, questa
> decisione venga messa in discusione, ridiscussa e/o modificata.
>
> Questo mi pare un punto su cui MAGARI su puo' fare una discussione.
>
> Ovvero: ha senso una lista chiusa? Non è forse meglio una lista aperta,
> nella quale, per un periodo iniziale (fino al prossimo meeting ad esempio,
> per avere un decente periodo di testing) le proposte di elaborazione e
> scrittura di contenuti siano sulla base dell'iniziativa dei nodi locali
> (alla quale puo' contribuire anche il singolo, oviamente APPLICANDO le
> regole del consenso: no veto, no opposizione sterile, ma non
> consenso-propositivo) e non (ancora su quella strattamente individuale. In
> un secondo momento infatti (quando si parla di process eh) l'intenzione
> emersa dal meeting era quella di modificare la struttura della lista
> content allargandola all'"iniziativa" singola.
ci si puo' pensare, ma vi prego, procediamo per passi...a voler
ridisegnare il funzionamento dell'universo mondo si finisce per rimanere
fermi al palo e a non capire manco che succede dietro l'angolo.
> Ice:
>
>> Riguardo alla questione di italy.indymedia mi pare di aver capito che ci
>> sara' una lista content che sara' una lista chiusa e riservata solo a
> chi fa
>> parte di un nodo locale, e quindi io e chi come me non ne fa parte, saremo
>> totalmente tagliati fuori a prescindere (sempre che, pur di partecipare,
> non
>> mi scelga un nodo dove infilarmi... qual e' il piu' figo?emigrazione!).
>>
>> Cazzate a parte, mi chiedo anche io se sia in policy, e se a questo punto
>> non sarebbe opportuno fare un nuovo process anche per italy, se dovra'
>> produrre contenuti oltre che aggregare.
per favore basta
>
> O ma facciamo a gara a non capire? piace di piu' la mediazione fatta
> prima? Oppure continuiamo a piangere?
>
>> Indymedia mi e' sempre piaciuta un sacco perche' avevo la possibilita' di
>> esprimermi e partecipare come Ice, senza dovermi necessariamente legare a
>> qualche gruppo... se il gruppo diventa fondamentale, per me indy non e'
> piu'
>> indy che mi piaceva.
le scrivevi da sola le ftr?
poi vedi che il nw e' uno strumento +++fiko
> Si ma indymedia com'era prima non c'e' piu'. Per cui o cerchiamo di fare
> funzionare quel che abbiamo, nel modo migliore, oppure piangiamo.
>
> maska
andiamo avanti direi
wadada
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