[Italy-process] Report meeting I D.C. (dopo la chiusura)

ombra ombra a riseup.net
Lun 3 Dic 2007 07:49:21 PST


Rispondo a pepsy e Ice, sperando di essere chiaro.
Al fondo c'e' una proposta di mediazione. Avete letto i pipponi di pepsy e
zoscenko, potete leggere anche il mio.

Pepsy:

> Il discorso sulla "specificita'" di italy.indymedia e' un po' tautologico:
> in pratica viene scritto che le funzioni specifiche del nodo sono dettate
> dalla sua specificita'...

Non è proprio cosi'. La necessità era quella di trovare un senso
all'esperienza di Indy Italia, che non si sovrapponesse a quella dei nodi
territoriali e che soprattutto prendesse atto della mutata situazione. Non
mi pare tautologico cercare di trovare un senso ad una situazione,
partendo dalle sue specificità. Mi pare sensato.

> Secondo me la specificita' puo' essere trovata nel fatto che vengono messe
> insieme diverse intelligenze, storie e sensibilita' che rendono possibile
> un racconto della realta' meno legato alle idiosincrasie personali o
> collettive.

Che è esattamente quello che si è detto e scritto nel meeting. Ma proprio
quello. Con altre parole, visto che non sei Italo Calvino.

> Per esempio le "questioni nazionali ritenute importanti", tipo la
> manifestazione delle donne a Roma, era un esempio che avevo fatto proprio
> per chiarire quello che intendevo con "questioni di carattere generale".
> Vale a dire quelle che non hanno una valenza "locale", "nazionale" o
> "intergalattica" ma che sono talmente trasversali da non poter neppure
> essere inserite in una delle precedenti categorie.

Esatto, questioni di rilevanza trasversale che si possono affrontare
proprio attraverso l'eterogenietà. Proprio come dici tu qui:

> Un lavoro nel quale possono trovare il loro spazio le diversita' che
> compongono l'insieme collettivo.

(...)

> Quando, in piu' di una occasione, ho richiamato una certa somiglianza fra
> la vecchia lista "Editorial" e la proposta lista "Content", non era certo
> per polemizzare ma solo per dire che non basta cambiare il nome alle cose
> perche' diventino magicamente diverse.

No, ma attenzione, perche' il nodo politico emerso è diverso. Il problema
politico in questione NON è mai stata la lista editorial tout-cour. Al
meeting si conveniva che uno dei problemi politici della chiusura era
l'utilizzo DISTORTO che editorial aveva negli ultimi anni.
Che è molto diverso. Ora, al meeting per molti è stata una mediazione
accettabile quella di recuperare uno spazio collaborativo extra
territoriale, pr un primo momento limitato ai nodi, per poi aprirlo a
chiunque, dopo una sperimentazione.

> Per spiegarlo a chi a Roma non c'era, ad un certo punto della discussione
> di sabato si sono intrecciate (almeno) tre diverse visioni riguardo al
> ruolo, ma soprattutto al funzionamento di "Content". Tanto che io (ma penso
> anche altr*) avevo difficolta' a capire cosa uno stesse criticando o
> consensuando.

che ci fosse confusione è normale, visto che si stava ricostruendo un
progetto tra sensibilità diverse. Che invece si faccia riferimentoi alla
difficoltà a seguire la cosa, mi fa espressamente incazzare. Ma proprio
tanto. Perche' vuol dire che il lavoro di mediazione per step e riepiloghi
continui non è stato minimamente preso in considerazione, in modo piu' o
meno strumentale. Mi chiedo se ci sia tutta sta voglia di applicare il
metodo del consenso da piu' parti sbandierato.

> Questa confusione, secondo me, viene fuori anche dalla lettura del testo
> del report.

Cui il suo estensore sarebbero piaciute integrazioni, piuttosto che
affermazioni autoevidenti rispetto al fatto che il report era
evidentemente incompleto, non riuscendo a donare la complessità di due
giorni di discussioni.

> Non mi interessano, in questo momento, le questioni del layout della
> pagina, quello che mi interessa e' la definizione del ruolo e del
> funzionamento di "Content".

ok, inquadriamo il problema.

> Una procedura del genere comporta che per ogni feature ci sia una
> gestazione decisamente lunga e, sicuramente, non si puo' immaginare dei
> testi pubblicati "al volo" come avveniva su italy.indymedia 1.0.

> Oppure questo potrebbe avvenire solo attraverso una decisione della lista
> che "prevarichi" i diversi nodi.

Ma questa è una tua elaborazione, un tuo pensierino che io non ho mai
visto. Su italy.indymedia nella colonna della home non salivano features
"al volo". Cioe' era proprio un problema evidenziato verso la fine, quello
del blocco della lista. Non facciamo ridere.
Anzi. Penso si trattasse proprio di una di quelle caratteristiche
primitiva di editorial che si era persa, ovvero la snellezza della
discussione, senza cavilli. Cosa che secondo me con questo sistema si puo'
ritrovare. Anche perchè non ho capito da quale assunto si parta per dire
che la discussione deve per forza essere lunga in Content.

> Un punto che ha sollevato qualche perplessita' in alcuni (molti?) e' stato
> quello riguardante la "nascita" delle feature collettive (quelle della
> lista "Content"), in quanto alcuni hanno proposto che i diversi nodi
> dovessero comunicare *preventivamente* (sic!) alla lista "Content" la loro
> intenzione di scrivere una feature non a carattere locale.
>
> Ovvero, per chiarire, qualcuno ha proposto un meccanismo del genere:
>
> 1. il nodo antani decide di fare una feature sul corteo nazionale di
> supercazzola;
> 2. il nodo antani *deve* comunicare questa sua intenzione alla lista
"Content";
> 3. se nessuno ha voglia di lavorarci il nodo antani puo' procedere da solo;
> 4. se invece c'e' interesse anche degli altri nodi allora si prepara una
> feature collettiva.

Si, da notare che chi l'aveva proposto, l'aveva fatto per fare in modo che
tutti sapessero gli argomenti delle cose che abdavano sull'aggregatore.
Tipo che se i napoletani facevano una ftr sull'inceneritore e lo
comunicavano in lista content senza magari pensare che potesse essere una
cosa di rilevanza nazionale, magari scoprivano che anche gli emiliani
erano intenzionati a scrivere su quel tema e si creava magicamente una
collaborazione inaspettata. Se invece vogliamo muoverci in ottiche
programmatorie possiamo anche intendere il "deve" come obbligo e non come
opportunità. Ma secondo me poco sposta la questione.

> Visto che questo genere di proposta non era molto (per niente?) apprezzata
> dai presenti, la procedura e' stata poi cosi' modificata:
>
> 1. il nodo antani decide di fare una feature sul corteo nazionale di
> supercazzola;
> 2. il nodo antani *puo'* comunicare questa sua intenzione alla lista
"Content";
> 3. se qualcuno ha voglia di lavorarci allora si prepara una feature
collettiva;
> 4. in caso non si raggiunga un consenso vengono fatte piu' feature (?) con
> una introduzione, scritta dalla lista "Content".
>
> Questo e' - in pratica - quello che e' venuto fuori come proposta di
> mediazione, come spiegato nel Report.

si, appunto come mediazione tra le sensibilità differenti. sta ai nodi
decidere quali forme di collaborazione mettere in campo.

> La mia perplessita' e' la stessa identica di prima: una procedura del
> genere richiede, per fare una feature, decisamente tempi lunghi, a meno che
> la lista "Content" non "prevarichi" i singoli nodi.

Prevaricare? ma perche' si devono intendere le cose in questo modo? Cioe'
è _chiaro_ che se si intendono le questioni in termini di rapporti di
forza tra progetti, l'esistenza di italy rappresenti di per se' un
pericolo piu' che una risorsa. Ma secondo me vale la questione che italy,
per il suo specifico ruolo, rappresenta una modalità di collaborazione tra
progetti legittimi, legittimati e già esistenti. Collaborazione non vuol
dire "in alternativa di" e neanche "in rapporti di forza nei termini
di..."

> In definitiva, sebbene non intenzionalmente, a Roma sono stati proposti dei
> meccanismi di funzionamento di una lista "Content" che somiglia decisamente
> alla vecchia lista "Editorial":

Ma va? Anvedi! A me pare ovvio che se si ricerca una formadi
collaborazione e di crittura collettiva a livello nazionale e se la si
identifica in una mailing list, non si possa fare decine di cose diverse.
Lo strumento è lo stesso. E' l'uso che se ne fa che ne determina la sua
definizione e il suo utilizzo.

> - per esempio anche nella lista "Editorial" i gruppi locali dovevano
> inviare i testi delle feature prima della pubblicazione, che poi questo
> venisse fatto sempre o meno e' un altro discorso...

Si ma ora a me pare una cosa molto diversa. (si parla di nodi DI
indymedia.org e non DI indymedia italia. Nodi (o persone dei nodi) che
scelgono di collaborare.)

> - per esempio anche nella lista "Editorial" alcuni argomenti venivano
> considerati di pertinenza della lista piuttosto che dei gruppi locali,
> anche se non sempre funzionava in questo modo...

Si ma ora a me pare una cosa molto diversa (visto che si intende italy
come un progetto al pari degli altri e non gli altri come parte di italy.)

> - anche nella lista "Editorial" si provava ad amalgamare diverse feature
> pubblicate sulle pagine locali in una nuova pubblicata sulla Home.

Si ma ora a me pare una cosa molto diversa (non si amalgamano features
locali, ma si creano collaborazioni successive, in grado di creare +
valore comunicativo alle cose, donando un'ottica + ampia).

> Le differenze principali sono due, una positiva ed una negativa:
>
> Positivo: tutte le feature pubblicate sui nodi aggregati vanno
> automaticamente nella Home, evitando le (eventuali) discussioni che spesso
> sono avvenute sulla lista "Editorial".

Ma è davvero BENE la ricerca della non-discussione? Bah, comunque, ok...

> Negativo: la lista "Content" e' chiusa, riservata solo ai partecipanti ai
> nodi aggregati.
>
> Qualche parola di piu' riguardo a quest'ultimo aspetto. Non ho nulla da
> dire contro le liste chiuse, come non ho nulla da dire contro le liste
> aperte ma, non sono sicuro che creare una lista chiusa che produca
> contenuti per un nodo del network di indymedia sia qualcosa compatibile con
> i principi di apertura ed inclusivita' del network.

Dunque, viste anche le premese concordate sul meeting e visto il metodo
del consenso che vorrebbe la traduzione di questioni e dubbi, in proposte
alternative a quella "attuale". Ora, visto che la proposta dal meeting è
stata "modulare", si puo' pensare che su determinati punti, questa
decisione venga messa in discusione, ridiscussa e/o modificata.

Questo mi pare un punto su cui MAGARI su puo' fare una discussione.

Ovvero: ha senso una lista chiusa? Non è forse meglio una lista aperta,
nella quale, per un periodo iniziale (fino al prossimo meeting ad esempio,
per avere un decente periodo di testing) le proposte di elaborazione e
scrittura di contenuti siano sulla base dell'iniziativa dei nodi locali
(alla quale puo' contribuire anche il singolo, oviamente APPLICANDO le
regole del consenso: no veto, no opposizione sterile, ma non
consenso-propositivo) e non (ancora su quella strattamente individuale. In
un secondo momento infatti (quando si parla di process eh) l'intenzione
emersa dal meeting era quella di modificare la struttura della lista
content allargandola all'"iniziativa" singola.

> Per questo ho il sospetto che far gestire dei contenuti di un nodo del
> network ad una lista chiusa sia, come dire, forzare qualcuno degli assunti
> di base che hanno visto nascere indymedia.

puo' andare meglio la forma mediativa che ho scritto sopra?

> Tutti possono vedere che - ad una settimana dal meeting - ed a pochi giorni
> dalla deadline la discussione su questa lista e' stata, come dire,
> inesistente (per usare un eufemismo) e questo, almeno questo, dovrebbe far
> riflettere tutti.

su cosa non è dato sapere. Sono proprio contento, comunque, che, pur
sbandierando il metodo del consenso di qui e di li', come la cosa fika che
non applichiamo mai e che dovremmo invece applicare, alla prima occasione
ricadiamo nelle dinamiche di minoritarismo/maggiornaza che vogliamo
sfuggire. Proprio perche' ogni singolo ha importanza, è fondamentale che
la forma in cui viene espresso il non-consenso, sia operativa a
propositiva. Ma è vero... continuiamo a lamentarci del "metodo" che non
funziona.

Ice:

> Riguardo alla questione di italy.indymedia mi pare di aver capito che ci
> sara' una lista content che sara' una lista chiusa e riservata solo a
chi fa
> parte di un nodo locale, e quindi io e chi come me non ne fa parte, saremo
> totalmente tagliati fuori a prescindere (sempre che, pur di partecipare,
non
> mi scelga un nodo dove infilarmi... qual e' il piu' figo?emigrazione!).
>
> Cazzate a parte, mi chiedo anche io se sia in policy, e se a questo punto
> non sarebbe opportuno fare un nuovo process anche per italy, se dovra'
> produrre contenuti oltre che aggregare.

O ma facciamo a gara a non capire? piace di piu' la mediazione fatta
prima? Oppure continuiamo a piangere?

> Indymedia mi e' sempre piaciuta un sacco perche' avevo la possibilita' di
> esprimermi e partecipare come Ice, senza dovermi necessariamente legare a
> qualche gruppo... se il gruppo diventa fondamentale, per me indy non e'
piu'
> indy che mi piaceva.

Si ma indymedia com'era prima non c'e' piu'. Per cui o cerchiamo di fare
funzionare quel che abbiamo, nel modo migliore, oppure piangiamo.

maska


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"Troppi click rendono gli uomini stupidi" [Saggezza Napoletana]

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