[Italy-process] Report meeting I D.C. (dopo la chiusura)
amelinda
amal a inventati.org
Dom 2 Dic 2007 16:36:58 PST
pepsy wrote:
> Alcune osservazioni su una parte [*] del report, il solito pippone insomma.
> Qui sotto c'e' un riassunto per i piu' pigri :-)
>
> Riassunto del pippone in tre righe tre (questa esclusa...)
> La proposta venuta fuori dal meeting di Roma disegna un sito che, per certi
> versi, funziona in modo simile a quello della "vecchia" indymedia, con un
> peggioramento riguardo le possibilita' di partecipazione.
>
ti riassumerò anche io la risposta che troverai nelle righe successive.
non sono d'accordo. ma proprio per niente. ma siccome il "no" e basta
non vale una cippa ti argomenterò il tutto punto per punto.
> [cut]
>
> Il discorso sulla "specificita'" di italy.indymedia e' un po' tautologico:
> in pratica viene scritto che le funzioni specifiche del nodo sono dettate
> dalla sua specificita'...
>
> Quando poi si elencano gli ambiti di italy.indymedia, la cosa diventa
> alquanto generica il che significa che sara' inevitabilmente soggetta alle
> piu' varie e diverse interpretazioni personali.
>
spiegami. se si parla di italy come coordinamento e collaborazione dei
vari nodi locali penso che la specificità dei nodi locali stessi rimanga
intatta anzi, elimini in partenza tutta una serie di deliri folli che
possono tranquillamente essere discussi nelle varie liste locali. o no?
> E questo e' male, vedi piu' avanti.
>
> Secondo me la specificita' puo' essere trovata nel fatto che vengono messe
> insieme diverse intelligenze, storie e sensibilita' che rendono possibile
> un racconto della realta' meno legato alle idiosincrasie personali o
> collettive.
>
eh. e dov'è scusa che questa cosa non succede? ma il concetto di
"fiducia" nelle persone con cui si elabora e cotruisce un progetto ti è
proprio estraneo? non so. anche se tutto questo nasce dopo un anno di
chiusura e morte all'interno di questa lista, io non vedo perchè bisogna
continuare ad arenare le persone che voglio fare qualcosa _insieme_ .
va bene considerare chiusa una vecchia esperienza perchè "nella misuria
in cui" non ha funzionato.
non va per un bene la polemica.
> Per esempio le "questioni nazionali ritenute importanti", tipo la
> manifestazione delle donne a Roma, era un esempio che avevo fatto proprio
> per chiarire quello che intendevo con "questioni di carattere generale".
> Vale a dire quelle che non hanno una valenza "locale", "nazionale" o
> "intergalattica" ma che sono talmente trasversali da non poter neppure
> essere inserite in una delle precedenti categorie.
>
eccerto. l'italia è un buco di culo. se vuoi però giochamo di nuovo agli
staterelli e ai granducati. come preferisci. repubbliche marinare e
seppelliamo di nuovo i pisani...
> In altre parole, come avevo scritto nella proposta fatta prima del meeting,
> italy.indymedia dovrebbe pre-occuparsi principalmente (o solo) di argomenti
> di questo genere che non avendo una specifica rilevanza / attinenza
> geografica si prestano meglio ad essere trattate da un gruppo di persone in
> modo collaborativo.
>
a me pare che tu avessi scritto proprio il contrario... copio dalla tua
mail (che ci tengo a ricordare che era strettament epersonale e non
nasceva da nesusna discussione in indy toscana):
"In definitiva, italy.indymedia.org dovrebbe essere solo un buon aggregatore
dei nodi in lingua italiana e nulla di piu'."
non mi pare che nella conclusione della tua mail tu accenni a qualche cosa di collaborativo tra i nodi...
> Un lavoro nel quale possono trovare il loro spazio le diversita' che
> compongono l'insieme collettivo.
>
>
allora tra collettivo e personale -individualista- io penso che ci siano
non poche differenze... ti decidi? faccio davvero fatica a seguirti...
> Qualche dubbio, ma e' piu' di "qualche", ho invece per quello che riguarda
> un altro genere di eventi che non siano del tipo dell'esempio fatto sopra.
> Questo perche', in casi del genere, si rischia solo (come spesso avveniva
> con la vecchia lista Editorial) si produrre contenuti che sono una
> automatica mediazione al ribasso delle diverse posizioni esistenti a
> proposito di un determinato argomento.
>
e qui proprio non ci siamo. infatti come leggo poi sotto nella tua mail
delle proposte per ovviare al "problema" si sono avanzate. e secondo me
non sono per nulla stupidaggini.
> Quando, in piu' di una occasione, ho richiamato una certa somiglianza fra
> la vecchia lista "Editorial" e la proposta lista "Content", non era certo
> per polemizzare ma solo per dire che non basta cambiare il nome alle cose
> perche' diventino magicamente diverse.
>
> Infatti, quando a Roma si e' discusso del funzionamento e del ruolo di
> "Content" si e' arrivati, IMO, ad una discreta confusione, dovuta
> principalmente a due motivi:
>
> - alcuni (molti?) dei presenti al meeting non avevano alcuna idea di cosa
> fosse e di come funzionasse la lista "Editorial" e quindi discutevano senza
> avere le basi minime di conoscenza;
>
> - ognuno dei presenti (o quasi...) interpretava e consensuava una sua
> particolare interpretazione del funzionamento e del ruolo della lista
> "Content".
>
> Per spiegarlo a chi a Roma non c'era, ad un certo punto della discussione
> di sabato si sono intrecciate (almeno) tre diverse visioni riguardo al
> ruolo, ma soprattutto al funzionamento di "Content". Tanto che io (ma penso
> anche altr*) avevo difficolta' a capire cosa uno stesse criticando o
> consensuando.
>
sinceramente. nel delirio che è stata la discussione, nelle
facilitazioni che hanno richiesto molta fatica a chi le ha fatte, queste
confusioni sono state -almeno in parte- chiarite. questo almeno vale per
i poveri stronzi che si sono fatti un fegato pesante durante _tutto_ il
meeting...
> Questa confusione, secondo me, viene fuori anche dalla lettura del testo
> del report.
>
> [cut]
>
> Una procedura del genere comporta che per ogni feature ci sia una
> gestazione decisamente lunga e, sicuramente, non si puo' immaginare dei
> testi pubblicati "al volo" come avveniva su italy.indymedia 1.0.
>
> Oppure questo potrebbe avvenire solo attraverso una decisione della lista
> che "prevarichi" i diversi nodi.
>
ma anche no, se si ha la volontà di contribuire in maniera decente e
veloce al progetto imho il problema non sussiste proprio. quantomeno
bisogna provarci no?
oltretutto si è detto che in lista content si arriva con il carico delle
discussioni nelle varie liste locali. il che secondo me riduce già di
molto compromessi e seghe mentali varie.
> Questo passaggio necessita di una piccola spiegazione in riferimento a
> quello che si e' detto a Roma.
>
> Un punto che ha sollevato qualche perplessita' in alcuni (molti?) e' stato
> quello riguardante la "nascita" delle feature collettive (quelle della
> lista "Content"), in quanto alcuni hanno proposto che i diversi nodi
> dovessero comunicare *preventivamente* (sic!) alla lista "Content" la loro
> intenzione di scrivere una feature non a carattere locale.
>
> [cut]
>
adesso però esageri. ho tagliato tutto quello che viene sotto perchè a
me pipponi di mille righe ripetuti fino alla nausea mi annoiano.
ma
ma
l'obbligo non esiste.
non si è obbligati a fare un cazzo.
se c'è la volontà di fare un progetto comune tutto il resto viene di
conseguenza. senza mondo fatato in cui le marmotte incartano la
cioccolata (come diceva kaos)
mi sembra anche che stai cercando un po' di stumentalizzare la
discusisone del meeting..
ma a che pro mi chiedo?
cioè le cose _non_ si devono fare per forza
non è che abbiamo tatuata addosso una (((i))) e ci crediamo di "essere"
indymedia invece che _fare_ indymedia, ed in base a questo concetto
rallentare senza un senso quello che è lo scopo comune..
> Questo e' - in pratica - quello che e' venuto fuori come proposta di
> mediazione, come spiegato nel Report.
>
come ti ho detto due righe sopra proprio no.
> [cut]
>
> Ossia, un conto e' la lista legale o quella finanziaria o (al limite) anche
> quella tecnica che, sebbene si occupino di questioni importanti, non
> interferiscono con la produzione di contenuti. Un altro paio di maniche e'
> una lista che non si limita a gestire un aggregatore ma produce anche dei
> contenuti.
>
>
e qui chiudo che sono anche stanca:
si è detto che una lista aperta ai singoli individui potrebbe invece
riproporre tutti quei fantasmi della lista editorial che fanno tanta
paura e tormentano ancora molti sonni.
ordnque si è deciso che questa lista di gestione nazionale dei contenuti
serve per un lavoro di coordinamento tra i vari nodi parlanti italiano e
sopratutto per quelle che sono notizie, conentuti, informazioni chiamale
come cazzo vuoi di carattere trasversale.
e francamente penso che sia una cosa più che sensata per due motivi:
- uno l'aggregatore non è solo una macchina, ma esiste ancora un
territorio di confronto generale (invece che la morte di ogni discussione)
- due non si deve passare di nuovo un sacco di tempo a correggere le tre
ftr che magari dicono cose inesatte (vedi 17 novembre) e invece vi è una
"trasmissione delle conoscenze" più rapida e collettiva.
sinceramente non mi sembra proprio un male.
poi ccc cnc ncn (chi c'è c'è, chi non c'è non ce n'è)
non ci dobbiamo essere tutti per forza imho. ma solo chi _vuole_
veramente _fare delle cose.
ciao
--
amelinda
"La vigliaccheria intellettuale è diventata la vera disciplina olimpica del nostro tempo." Jean Baudrillard
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