[Italy-process] Report meeting I D.C. (dopo la chiusura)

max roch eurobici a yahoo.com
Lun 3 Dic 2007 14:38:07 PST


Alcune considerazioni di carattere anche politico:
Spesso leggo di come la vecchia lista editorial ecc. e di come si sia usato il metodo del consenso per bloccare ecc.
Premesso che sono sempre stato favorevole allo snellimento delle procedure con i nodi locali,
ho sempre ritenuto che tale snellimento debba mirare soprattutto a facilitare la partecipazione di ogni individuo alla possibilità di critica e di opinione nel territorio come sul nazionale
soprattutto nel senso di civilizzazione e partecipazione alla realtà.
Visto che i nodi locali erano molto meno in evidenza della realtà nazionale e che il lavoro di admin era troppo ampio questa soluzione poteva prendere due piccioni con una fava.
Indymedia in quanto fautrice di be your media da al suo senso civico primaria importanza e rende meno soggiogati all'informazione coloro che sentono la necessità di esporre una propria opinione su di essa.
Ciò vuol dire che non può essere il meccanismo del divenire parte del sito tal de tali la base costruttiva 
ma la propria differenza intrinseca di indymedia nella destrutturazione sistemica di dinamiche gruppettare chiuse come in tutti i siti, giornali con password e moderatori, nonchè partiti ecc.
Ovvero la creazione di gruppi chiusi non può essere atta a tutelare la proposizione soggettiva e la partecipazione alla creazione della realtà
perchè questa parte dalla difesa di se stessa 
(in modo anche inconscio) 
come naturale dinamica della propria posizione e presa di coscienza del proprio essere gruppo, 
totalmente dimentica che l'informazione cosi come gli esseri umani hanno moltissime differenze e sfaccettature che li rendono unici.
Cosi si rischia di creare i pogrom di una elitè mediattivista.
Detto in parole povere quello che fa l'aggregatore con i nodi dovrebbe solo essere il risultato del singolo che fa i nodi visti anch'essi come aggregatori e non come parte decisionale in se stessa e del nazionale.
Credo quindi in indymedia come strumento per spezzare le catene all'informazione gestita e manovrata.
Non sono contro la collettive scelte ma non con gestori collettivi e per questo si parla di partecipare.
Ovviamente credo che partecipando attivamente a indy si hanno alcune prerogative
giuste e giustificate rispetto diverse questioni 
collegate al media ma non sul media. 
Vorrei terminare dicendo che se certi strumenti a volte non funzionano 
non è a causa dello strumento 
ma dell'incapacità a gestirlo.

Troppo spesso si sente dire: "La storia si ripete come la legge del pendolo!" .... ma secondo me è solo la scappatoia che alcuni riduzionisti fanno "per comodo",della scienza, dell'arte, della natura dimentichi dell'importanza della interdisciplinarietà e dell'evoluzione nella vita.

       
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