[Italy-process] Report riunione piemontese del 26
ombra
ombra a riseup.net
Gio 1 Feb 2007 11:40:02 UTC
Ecco il report della riunione piemontese.
Maneggiare con cura. Leggere con tranquillità.
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Nel periodo trascorso dall'ultima riunione (15 giorni) si è vista
la prima organica proposta da parte dei napoletani, finora l'unica che
porta avanti una questione politica e il tentativo di una sua traduzione
tecnica, per la prima volta in modo abbastanza complessivo.
È vero che non ci sono ancora passaggi concreti che traducano questa
proposta in qualcosa di sostanziale. È una proposta su cui si può
lavorare ma che adesso pare abbastanza ferma in process, probabilmente
perchè è difficile che da una lista virtuale di 400 persone possa venire
fuori un qualche grado di organizzazione in merito a proposte organiche.
Il problema che ci pare essere fondamentale riguarda appunto questo piano:
per come si stanno sviluppando i rapporti liste locali/nazionale, esse
denotano un problema fondamentale: non si sta sviluppando, ora come ora,
una rete nazionale che parla _su_ e _di_ indymedia in termini politici,
basando il discorso su relazione di tipo politico. Sembra invece che il
meccanismo di ricostruzione di indymedia, nella dialettica nazionale-locale
e locale-locale, si stia sviluppando attraverso legami in primis amicali e
di affinità. Questo è un meccanismo che non va bene e che non ci pare avere
molte prospettive. Soprattutto perchè è uno dei meccanismi che ha
contribuito a distruggere indymedia 1.0.
Uno degli esempi è quello del "sapere tecnico", che è rimasto a lungo
appannaggio di pochi, sia per il poco interesse che molti avevano per
quell'ambito, sia perchè chi pasticciava tecnicamente non apriva questo
sapere ad altri che non fossero parte della rete amicale.
Non ci interessa processare indymedia 1.0, ma ci sembra importante ribadire
il passaggio politico che deve interessare indymedia 2.0, ovvero un
meccanismo che non si basi sulla condivisione all'interno di una rete
amicale, ma sulla condivisione dei saperi (tecnici, di scrittura, di
analisi, .. ) che passi attraverso un discorso ed una relazione in primis
"politica".
Quest'ambito di condivisione non può che essere quello nazionale (adesso,
process), ed è da quel luogo che devono passare analisi e saperi tecnici ed
organizzativi, non attraverso vie parallele. In parte è già avvenuto,
conalcune analisi locali, riportate sul nazionale, luogo dove andrebbero
discusse.
Uno dei problemi che abbiamo dovuto affrontare sulla nostra lista di
coordinamento locale nata nel dopo indy, è appunto il veder iscrivere
persone non piemontesi in lista. Non si tratta di un problema che
interessa il voyerismo di alcuni, ma piuttosto una dimensione molto più
ampia:
la necessità di iscriversi ad una lista locale per poter capire e
condividere metodi ed esempi, magari anche da riutilizzare nel proprio
"locale".
Per molti quest'ambito non è sano, in quanto quell'insieme di relazioni e
metodi e contenuti, e la loro conseguente socializzazione e discussione,
dovrebbe avvenire, appunto, in un ambito nazionale. Un conto è il
voyerismo (pratica che ha molti limiti, tra l'altro), un altro
l'interazione incrociata che si può sviluppare, impedendo di fatto alla
lista nazionale di operare.
È solo nel nazionale che ha senso un progetto del genere.
Detto questo, in piemonte si sta sviluppando questa situazione:
--> lista bagnacaoda, che ha le seguenti caratteristiche:
mailing list di discussione e coordinamento di soggetti diversi che operano
nella comunicazione di """"""""movimento""""""", con un occhio speciale
verso quei progetti che già sono presenti tra chi vi partecipa:
Indy_piemunt, Radio Blackout, Hacklab_TO.
Una lista con archivi chiusi ed iscrizione a richiesta.
**Non è una lista di indymedia, ma altro.**
Verrà fatta una roll call e disiscritta la gente che non risponde. L'ambito
decisionale è stato individuato nell'assemblea vis a vis. Questo per alcuni
motivi che derivano anche dall'analisi delle dinamiche di indymedia 1.0.
Ovvero, le mailing list non possono rappresentare l'unico ambito
decisionale.
Sono un utile strumento di coordinamento, ma non possono rappresentare
insieme ambito decisionale, di coordinamento e di gestione di progetti.
L'interazione vis a vis rappresenta un'ambito preferenziale per poter
relazionarsi, ovvero un reale strumento di relazione. Questo, ovviamente,
può avvenire in modo più facile in un ambito locale, ma rappresenta
un'evoluzione(o involuzione? :)) dell'analisi dell'uso delle mailing list.
Indymedia rappresenta un'eccezione nell'uso delle liste, che ha evidenziato
tutti i limiti di quell'uso dello strumento. Ragionare sulle modalità di
utilizzo delle liste, e su come donargli una specificità differente in
base ai limiti emersi nel passato, può essere un'utile chiave di analisi
di molti problemi del passato. Dunque questa lista si comporterà in modo
diverso:
In mailing list -> discussione + coordinamento;
vis a vis -> ambito decisionale.
--> Il primo atto della lista bagnacaoda sarà quello di elaborare ed
iniziare il process locale per indymedia Piemunt, che, ovviamente, verrà
portato avanti sulla lista dedicata che verrà aperta (presumibilmente
process-piemunt a salcazzi.ecc ) e che altrettanto ovviamente sarà una lista
indyana con tutte le sue caratteristiche, nel quale verrà discusso il
process locale e il process nazionale, mantenendo legami politici tra i due.
Come scritto in precedenza, il process locale viene attivato in quanto non
pare che il process nazionale stia andando avanti veloce, e quindi si
inizia un progetto locale che viene portato avanti nel caso l'ambito
nazionale non quagli.
Tutto questo, ovviamente, continuando a impegnarsi ANCHE nell'ambito
nazionale. Il process verrà attivato nel giro di una settimana (venerdì al
massimo) da Urza, Bionda, Erigo, e Unknow (se ancora interessato e non alle
prese con Fruttolo :P).
Tra l'altro un process locale può ovviare a quel MALE che si sta
sviluppando sulla lista nazionale, nel quale tutto si sta sviluppando in
modo virtuale - ovvero si sta riproponendo di nuovo il limite evidenziato
da Indy 1.0.
Questo riporta anche alle dinamiche di Italy Process, dove molte delle
proposte più strutturate ricevono poca attenzione, mentre si impiega molto
tempo per discussioni inutili o su particolari di per sè imbarazzanti.
O si trova una modalità attraverso la quale si discute e si evitano i
trollaggi, o il futuro ci appare grigio per la lista process.
Le modalità attraverso cui si pone fine alla tirannia-troll ci paiono due:
- Una maggior partecipazione da parte di chi "porta contenuti" in modo
positivo, ovvero non mettendo in pratica meccanismi di discussione
distruttivi.
- L'implementazione di meccanismi di tutela dai troll.
--> Abbiamo poi sentito l'esperienza dei napoletani, grazie al fatto che
uno di loro passava per altre cose a Torino. I punti essenziali da lui
descritti sono due e riguardano il bisogno che si è sentito a Napoli del
mezzo indymedia; e i punti essenziali su cui si sono concentrati nei loro
incontri:
- Rigenerare una partecipazione nelle liste ma soprattutto sul territorio,
costruendola mediattivisticamente
- Fare network
Da qui è discesa la proposta napoletana in Italy Process. Anche loro
tuttavia pensano ormai seriamente ad un process locale vista l'immobilità
del process nazionale, avendo comunque come ambito di interesse quello
nazionale, visto come indispensabile.
Presumibilmente piemunt e campania seguiranno percorsi paralleli, come
ipotizzato dal compagno napoletano.
Per quanto riguarda il nostro quagliare, si è cominciato ad analizzare
quello che vogliamo fare. Discutendo di software e CMS e aprendo parentesi
sulla MERDA che è DRUPAL e sulla non conoscenza di OSCALIT, ci si è posti
un problema più ampio.
A parte il fatto che ci pare inconcludente partire _o_ dal CMS _o_ dalla
POLITICA, ciò che sembra interessante è il cercare di partire dai bisogni.
Ovvero, posto che ognuno ha idee e bisogni rispetto a quello che gli
piacerebbe o vorrebbe fare, la proposta è costruire in modo collettivo un
software che ci aggradi.
Non ci sono millemila competenze ma ci si prova.
Si ha chiaro che a livello locale è una cosa difficile, ma in ogni caso
pare essere l'unica strada per poter creare qualcosa che abbia in primis
per noi un senso. L'ordine delle idee è quindi in primo luogo socializzare
quello che vogliamo fare (come alcuni han già fatto in lista) e a partire
da quello, costruire un progetto locale che possa anche essere utilizzato
come fonte di spunti per progetti nazionali ma diversi come indymedia.
Ovviamente seguendo quello che è stato scritto prima, riguardo i meccanismi
politici. Alcuni spunti interessanti sono:
- prendere in considerazione l'Open Publishing, le sue implicazioni ed i
problemi che scatena. Anche perchè noi non vogliamo fare solo indymedia,
ma anche mettere in relazione (ed in rete) diverse realtà, quindi
dobbiamo aprirci a differenti progettualità
- concentrarsi anche su sistemi in grado di mettere in relazione le
notizie, con la possibilità dal 'lato utente' di legarle materialmente,
costruendo l'intero schema di riferimenti che ognuno ha in mente quando
si approccia ad una "cosa": la storia pregressa, ma non solo,
l'intera concatenazione di riferimenti che ognuno si costruisce.
Socializzare le visioni e gli schemi di visione, quindi, oltre che le
notizie, e farlo non solo attraverso sistemi di feed, ma consentendo
soprattutto un legame reale tra le cose.
È un concetto in costruzione, una delle suggestioni che si sono
cominciate a discutere :).
Ci si è dati appuntamento per la prossima riunione, mercoledì 7 febbraio
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Gli avvoltoi aspettano. Non hanno fretta. Prima o poi qualcosa confermera'
il loro aspettare. E saranno contenti.
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