[Italy-process] Cominciamo a definire la questione aggregatore?
magius
gmagius a gmail.com
Dom 15 Lug 2007 04:50:32 PDT
Il 14/07/07, Malandrino<malandrino2 a tiscali.it> ha scritto:
> Dov'è il delirio nel chiedere di dare spazio anche a qualche orfano?
> Invece mi sembra una cosa intelligente e di semplice realizzazione.
> Scusa dove deve pubblicare chi non ha una casa madre regionale, va su
> Bella Ciao?
Una possibilità ci sarebbe. Emulare su IndyItalia il modello di
NoBlogs.org, ampliandolo.
Se invece di adottare MIR come aggregatore, adottate Drupal - che
comunque ha buoni moduli di aggregazione oltre a quello di default - è
possibile creare infiniti "groups" attraverso il modulo
"OrganicGroups" di Drupal e moduli collegati.
I "groups" sono molto di piu che semplici blogs (vedi
http://groups.drupal.org) e sono adatti per creare delle aree
tematiche (in queste ci faccio rientrare anche quelle locali
"estemporanee" non dotate di IMC locale). Si scrive una policy come
quella di Noblogs.org e chiunque con un indirizzo email "di movimento"
può aprirsi un "group" su IndyItalia.
Tra l'altro - in tempi di censura facile - è meglio distribuire i
contenuti che non accentrarli su un unico server (A/I - NoBlogs.org)
sebbene a sua volta A/I sia stato strutturato (Progetto R) per essere
distribuito.
In questo modo IndyItalia diventa SIA aggregatore SIA strumento di
produzione di contenuti. E' la "gamba mancante" del progetto Indymedia
Distribuita, cioè la creazione di nodi tematici distribuiti, oltre ai
nodi locali distribuiti gia creati (indyToscana, IndyNapoli, ecc..)
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