[Italy-process] Cominciamo a definire la questione aggregatore?

case case a oziosi.org
Mar 17 Lug 2007 21:36:46 UTC


Il giorno 16/lug/07, alle ore 14:31, spleen ha scritto:

> *POLICY*
> case ha scritto:
>> La policy è del nodo locale, il resto credo possano essere accordi
>> e discussioni e offerte e richieste ecc. ecc.
>
> consenso. Io sono (almeno per ora) fedele alla linea no-policy per
> italy.indymedia.org, che intendo come naturale conseguenza del
> no-pubblicazione (per i doppi vedi dopo), che a sua volta è naturale
> conseguenza del discorso -che condivido- di wadada.

E no no no. Non intendevo no-policy. Eh.
Credo che la burokratzia di indymedia obblighi ad averne una.
Ma a parte questo cavillo. Io intendo dire che la policy (o  
chiamatela come
vi pare) dev'esserci, ma... MA NON deve essere una storia del
tipo: la policy dell'imc locale deve sottostare a quella di italy,
o robe affini.
Stile una policy che non contempla ciò che il locale vuol fare.
Intendo dire, inoltre, e mi ripeto che l'imc locale, in quanto nodo  
indymedia,
(avendo superato il process ecc. ecc.) ha il diritto (a cui può  
benissimo
rinunciare, perché no?) di essere aggregato (o come vogliamo dire)
sempre e comunque.
Poi e insomma, l'aggregatore, italy-imc, italy-aggregante, italy- 
indygante, o quello
che sarà, ha da fare la trafila del process, non si scappa... oppure  
gli italiani
possono fare come gli pare? :-D

ciao
c






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