[Italy-process] Un po' riassunto, un po' proposta
ombra
ombra a riseup.net
Dom 10 Giu 2007 08:45:53 UTC
Dunque, volevo mettere giu' due cose dopo la tirata tedesca che per chi ha
seguito le mobilitazioni ed aggiornato la pagina italiana di
de.indymedia.org , č stat un'esperienza interessante.
Mi vengono 3 ordini di considerazioni, che riporto brevemente e che mi
piacerebbe servissero per rilanciare quella cosa che ormai stiamo un po'
tutti aspettando, ovvero la ricotruzione di una pagina nazionale.
-La prima considerazione riguarda il tipo di mobilitazione. Un fatto
importante che accadeva fuori dal nostro cortile italico e che
presupponeva un livello di monitoraggio e di coordinamento che qui non si
vedevano da un po'. Per me, come credo per molti altri, č stata
un'esperienza che ha fatto tornare voglia di FARE mediattivismo. Scriveva
qualcuno in olista che i tedeschi ci hanno insegnato che il mediattivismo
non č morto. Secondo me quell'esperienza ci ha mostrato come un minimo di
organizzazione e di gestione elastica della situazione, si possono creare
delle cose efficaci e che ripropongono davvero i media come strumenti
riappropriati ed efficaci dal punto di vista del racconto e
dell'autoespressione di chi sta vivendo un'esperienza come la
contestazione del g8. Fare mediattivismo in quell'occasione riproprone
proprio le potenzialitą di strumenti che si erano (forse) dati per
scontati, almeno per alcuni loro aspetti.
- I nodi territoriali. Non vogli addentrarmi in una selva di spine,
riporto quella che č stata la mia visione. Secondo me questa esperienza ha
mostrato i limiti e le virtu' del sistema di nodi territoriali o regionali
che ci siamo dati. Se da un lato infatti la presenza (fisica) sul
territorio in qualche caso (dove č stato fatto) ha mostrato l'importanza
di avere gruppi localizzati che organizzano il flusso informativo e lo
propongono in maniera fruibile (cartaceo, video, audio, ecc), d'altro
canto a livello piu' ampio č risultato chiaro come un nodo territoriale da
solo non riuscisse a fare tutto il lavoro autonomamente. L'informazione
nella sua moltiplicazione sul territorio č cosa buona e interessante per
la molteplicitą di linguaggi che si riescono a proporre. Nel complessivo
pero', per fare degli esempi, la fase di traduzone o di gestione di
differenti livelli mediatici (audio e/o video) a mostrato come solo
attraverso una ampia collaborazione, riusciamo ad essere efficaci e
portare a livello territoriale una complessitą di linguaggi efficace. Da
qui la necessitą ormai improrogabile di tirare giu' questo aggregatore e
questi strumenti di collaborazione che ci sperimentino in questo, ovvero
nella sovrapposizione e contaminazione di linguaggi ed esperienze che
provengono dai contesti locali dove venmgono prodotti. LO sapevamo gia',
ma forse č piu' efficace quando lo sperimentiamo
- Proprio dalla collaborazione spontanea che si č generata nel canale #it
di irc.indymedia.org e non solo, č interessante misurare la necessitą che
abbiamo di ricostruire un progetto nazionale. Una collaborazione spontanea
che si generava per via di un'assenza che veniva percepita. Ecco. Da qui
partirei. Mi piacerebbe che si cominciasse davvero a parlare di
aggregatore e di come esso debba strutturarsi, sia tecnicamente, sia dal
punt di vista dei livelli collaborativi, che secondo me sono importanti
per non cadere nella dispersione inutile delle forze e delle intelligenze.
A me pare fossimo a questo punto:
TANTI PROCESS LOCALI (e ok, si stanno facendo)
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che fanno riferimento a
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UN SITO NAZIONALE CHE HA UN SUO PROCESS IN QUANTO AGGREGATORE DEI
CONTRIBUTI LOCALI
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che al suo interno
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HA UNA SERIE DI CATEGORIE TEMATICHE GESTITE DA LISTE ad hoc
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da de finire ci sono
-regole di pubblicazione (facciamo pubblicare anche sull'aggregatore
nazionale, o solo nei nodi locali?)
-policy (in caso di pubblicazione sull'aggregatore, ad esempio)
-tipologia di categorie tematiche (quanto ampie?)
parallelamente ci siamo accordati su:
::remedia e finanze:
-sciogliamo remedia e chiudiamo conto e i soldi ce li becchiamo noi
torinesi per comprarci caviale
-apriamo una carta postepay
-ci associamo un account paypal
-questo sarą l'unico conto per pagare il server e a cui tutti faranno
riferimento per caricare i soldi destinati all'unica esigenza comune per
ora: pagare il server (sia i nodi locali rispetto a quello che tireranno
su o vorranno mettere, sia le offerte private)
-nel contempo ogni nodo locale sceglie come gestirsi i soldi che alza
(conto, cuscino, bot, cct, ecc...)
a me pare che sta cosa sia stata fatta, no? Mi pare se la sia sucata il
buon Black_cat.
Spero di non aver detto troppe cazzate.
maska
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