[Italy-process] Un po' riassunto, un po' proposta
ameba00x
ameba00x a autistici.org
Ven 15 Giu 2007 10:23:03 UTC
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On Sun, 10 Jun 2007 10:45:53 +0200 (CEST)
"ombra" <ombra a riseup.net> wrote:
> Dunque, volevo mettere giu' due cose dopo la tirata tedesca che per
> chi ha seguito le mobilitazioni ed aggiornato la pagina italiana di
> de.indymedia.org , è stat un'esperienza interessante.
concordo e ammetto che non mi dispiacerebbe che per questi grossi
eventi si creassero queste collaborazioni che portano poi ad aggiornare
fondamentalmente un solo sito, cioe' indymedia germania, in diverse
lingue.
non mi sembra succedesse prima e forse la prescia e la mancanza di un
indymedia italia e' stata anche "d'aiuto" per ricreare questo tipo di
sinergia.
sarebbe forse da "formalizzare" a livello internazionale questo tipo di
collaborazione condivisa.
> Mi vengono 3 ordini di considerazioni, che riporto brevemente e che mi
> piacerebbe servissero per rilanciare quella cosa che ormai stiamo un
> po' tutti aspettando, ovvero la ricotruzione di una pagina nazionale.
>
[cut]
> - I nodi territoriali. Non vogli addentrarmi in una selva di spine,
> riporto quella che è stata la mia visione. Secondo me questa
> esperienza ha mostrato i limiti e le virtu' del sistema di nodi
> territoriali o regionali che ci siamo dati. Se da un lato infatti la
> presenza (fisica) sul territorio in qualche caso (dove è stato fatto)
> ha mostrato l'importanza di avere gruppi localizzati che organizzano
> il flusso informativo e lo propongono in maniera fruibile (cartaceo,
> video, audio, ecc), d'altro canto a livello piu' ampio è risultato
> chiaro come un nodo territoriale da solo non riuscisse a fare tutto
> il lavoro autonomamente. L'informazione nella sua moltiplicazione sul
> territorio è cosa buona e interessante per la molteplicità di
> linguaggi che si riescono a proporre. Nel complessivo pero', per fare
> degli esempi, la fase di traduzone o di gestione di differenti
> livelli mediatici (audio e/o video) a mostrato come solo attraverso
> una ampia collaborazione, riusciamo ad essere efficaci e portare a
> livello territoriale una complessità di linguaggi efficace. Da qui la
> necessità ormai improrogabile di tirare giu' questo aggregatore e
> questi strumenti di collaborazione che ci sperimentino in questo,
> ovvero nella sovrapposizione e contaminazione di linguaggi ed
> esperienze che provengono dai contesti locali dove venmgono prodotti.
> LO sapevamo gia', ma forse è piu' efficace quando lo sperimentiamo
>
naturalmente e mi ripeto, io vedo il livello territoriale + vicino alla
gente ma non per questo slegato da un contesto + ampio.
si può cmq scrivere di tutto e su tutto senza essere legati alla
"cronaca locale". in un contesto, questo del g8, secondo me viene
spontaneo coordinarsi a livello nazionale e internazionale (come
scrivevo già prima) per diverse ragioni: coordinamento di traduzioni,
collegamenti di notizie e mediacenter (a proposito vogliamo un minimo
parlarne di come siano andati?) e + in generale un sentire comune su
una questione che E' comune.
Non ha senso aggiornarsi il proprio sito per le mani del g8 ma
aggiornare un sito generale, in questo caso de.indymedia.org, vedrei +
nataurale una ftr su ogni locale che rimanda a questa collaborazione su
larga scala.
> - Proprio dalla collaborazione spontanea che si è generata nel canale
> #it di irc.indymedia.org e non solo, è interessante misurare la
> necessità che abbiamo di ricostruire un progetto nazionale. Una
> collaborazione spontanea che si generava per via di un'assenza che
> veniva percepita. Ecco. Da qui partirei. Mi piacerebbe che si
> cominciasse davvero a parlare di aggregatore e di come esso debba
> strutturarsi, sia tecnicamente, sia dal punt di vista dei livelli
> collaborativi, che secondo me sono importanti per non cadere nella
> dispersione inutile delle forze e delle intelligenze.
>
> A me pare fossimo a questo punto:
>
> TANTI PROCESS LOCALI (e ok, si stanno facendo)
> |
> |
> che fanno riferimento a
> |
> |
> UN SITO NAZIONALE CHE HA UN SUO PROCESS IN QUANTO AGGREGATORE DEI
> CONTRIBUTI LOCALI
+ che un suo process, io non penso dovremmo fare un process per aprire
un aggregatore, non penso che sia nemmeno necessario burocraticamente
nei confronti di indymedia, dicevo, + che un process riscrivere un
minimo di policy su come risolvere la questione di affiliazione
all'aggregatore e quale e' la policy per aprire liste tematiche o come
ci si muove negli hiding (per esempio un post potrebbe essere hiddato
sull'aggregatore ma non nel nodo locale se non si arriva ad un
consenso?) etc etc etc ....
> |
> |
> che al suo interno
> |
> |
> HA UNA SERIE DI CATEGORIE TEMATICHE GESTITE DA LISTE ad hoc
si, anche se partire con:
- - definire le categorie in cui vengono raggruppati i feed dai nodi
- - valutare se queste categorie necessitano una lista ad hoc per
produrre dei contenuti indipendenti da pubblicare sull'aggregatore
> |
> |
> da de finire ci sono
>
> -regole di pubblicazione (facciamo pubblicare anche sull'aggregatore
> nazionale, o solo nei nodi locali?)
io per ora nn farei pubblicare sul nazionale ma forzerei l'utente a
scegliere un locale dove pubblicare.
> -policy (in caso di pubblicazione sull'aggregatore, ad esempio)
come sopra
> -tipologia di categorie tematiche (quanto ampie?)
>
dipende da quanto e' "sentita" la questione.
una categoria come "palestina" puo' essere chiaramente inglobata in
"guerre globali" ma se c'e' una sensibilità maggiore su quest'argomento
e un lavoro continuativo di un gruppo di gente nn trovo terribile la
creazione di tale categoria.
> parallelamente ci siamo accordati su:
>
> ::remedia e finanze:
>
> -sciogliamo remedia e chiudiamo conto e i soldi ce li becchiamo noi
> torinesi per comprarci caviale
> -apriamo una carta postepay
> -ci associamo un account paypal
> -questo sarà l'unico conto per pagare il server e a cui tutti faranno
> riferimento per caricare i soldi destinati all'unica esigenza comune
> per ora: pagare il server (sia i nodi locali rispetto a quello che
> tireranno su o vorranno mettere, sia le offerte private)
>
> -nel contempo ogni nodo locale sceglie come gestirsi i soldi che alza
> (conto, cuscino, bot, cct, ecc...)
>
> a me pare che sta cosa sia stata fatta, no? Mi pare se la sia sucata
> il buon Black_cat.
>
si, a roma abbiamo alzato spicci, vediamo se riusciamo ad arrivare
almeno a 6 mesi di server e far partire un primo pagamento.
(144*6 euro da convertire in dollaroni)
> Spero di non aver detto troppe cazzate.
>
non sono mai troppe su questa lista :P
ne sparo un'altra!
come dicevo si potrebbe cominciare a tirare su una bozza di aggregatore
fatta con mir, che e' il software scritto dai tedeschi che mi pare
abbia riscosso un discreto successo ultimamente.
e' scritto in java e pare robusto.
luca ha problemi di pc e sta cercando di recuperare i dati per poter
mostrare cosa aveva fatto.
Mir alla fine potrebbe anche essere troppo per un semplice aggregatore
ma ha al suo interno tutte le funzionalità che ci stiamo dicendo
(aggregare + pubblicare contenuti indipendenti + eventualmente un
newswire suo se lo vogliamo)
percui se siete daccordo tirerei su l'ambiente necessario
all'installazione, magari possiamo coordinarci su italy-tech tra chi e'
interessato
> maska
>
>
ciao
ameba00x
- --
<Arclele> Piss-poor planning on your part does not constitute an
emergency on mine.
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