[Italy-process] aggiornamento splash [era: Abruzzo]Report Meeting

amelinda amal a inventati.org
Ven 18 Maggio 2007 02:09:55 UTC


ilnonsubire a inventati.org wrote:
> [cut]
>
> ?!?!
> scusa ma questo cosa vuol dire. allora facevo bene a non aver capito.
> se non sbaglio indymedia è fatta di singoli, prevalentemente... visto  
> che indy per di più la fa chi pubblica e chi la diffonde.
> non certo chi sta iscritto qui.
>   
ma anche chi è inscritto qui e partecipa no?
se la risposta è no mi chiedo che cazzo ci sto a fare qui.
> [cut]
>
> e in questa lista ancora di più mi sembra che siamo tutti singoli...  
> o forse devo considerare napoli e roma come due entità? ma allora  
> quando interviene wadada devo rispondere all'entità napoli?
>   
il punto che tocchi sta in una linea  molto sottile.
penso che le persone che seguono il l'italy-process e facciano parte di 
altri progetti che si stanno muovendo sul locale, a modo loro 
rispechchino e rappresentino anche parte di quel nodo.
parliamo sempre di indymedia.
per fare un esempio non tutti gli autistici sono di indymedia e 
viceversa. alcuni singoli autistici sono anche indymedia ecc ecc..
per questo non riesco a vedervi come singoli.
alla fin fine rivendicate e rielaborate lo stesso progetto.

> dai che discorsi sono. però gli interventi di ognuno sono singoli  
> interventi... ed è questo il bello di indymedia.
> una grande assemblea permanente. quindi se ovviamente tanti  
> singoli... che magari provengono dalla stessa terra, e in quella  
> portano avanti un progetto comune e condiviso, ma in un ambito più  
> grande hanno modi di esprimersi e di vedere diversi... ben venga!
>   
sì ok. ma non si perde _mai_ di vista il punto collettivo. e 
l'allargamento sul nazionale.
> se non sbaglio qui, come già detto, siamo ancora a discutere di come  
> fare il salto verso il 2.0.
> ma viste le cose che passano forse dovremmo prima chiarirci il perchè  
> e il per come... poi proviamo a renderlo manifesto prima e concreto poi.
>   
su questo mi trovi d'accordo.
> a me l'idea di un italy 2.0 che sia aggregatore, ma che non aggreghi  
> N indy locali per motivi X (che un domani potrebbero diventare Y,Z,  
> etccc verso altri nodi) non mi piace. l'ho detto e lo ripeto.
>   
personalmente non mi piace che un nodo per un qualche motivo xyzx^2 (che 
ancora non riesco a comprendere) si senta magicamente e contro ogni 
logica geografia da un lato "fuori dall'italia" come collettivo, e 
dall'altro, come singoli appartenenti al medesimo collettivo, siano 
dentro al progetto italia.
lo trovo fottutamente schizofrenico.
secondo me si aggregano i colletivi di singoli che partecipano al 
progetto. gli altri si linkano si è amici e pace e abbracci.
> cosi come mi convince molto poco l'idea di un aggregatore... a cui  
> però si possa anche mettere mano (nel senso di cambiare, modificare,  
> censurare, hiddare, etc....). italy 2.0 se va verso la versione  
> aggregatore deve fidarsi dei nodi locali e cosi viceversa. questo  
> però non vuol dire che ogni nodo deve firmare con il sangue le sacre  
> regole centrali.... e/o viceversa.
>   
sì. sulla fiducia mi trovi molto d'accordo.
> se nascono diversi indymedia locali vuol dire che ci sono senzazioni,  
> motivazioni e necessità diverse che entrano in gioco.
> finalmente ogni nodo locale sperimenta a modo suo, esagera o  
> stiminzisce le regole, testa nuovi software e nuovi modi di  
> comunicare.... etc etc etc.
> per me questi sono pregi. solo da queste esperienze "nuove" forse  
> possono uscire tra poco reali spinte "collettivistiche /  
> federative"... che in un futuro potrebbero rendere l'aggregatore  
> qualcosa di più di un semplice software che unisce e mette insieme lo  
> sforzo di molti.
>   
sì. ma rendiamoci conto che autoghettizzarci all'interno dei nostri 
territori è solo il primo passo verso la morte di ogni territorio di 
discussione.

> per me infatti al momento italy 2.0 la vedrei come semplice  
> aggregatore degli indy locali... e come lista di discussione perenne  
> dove scambiare conoscenza, informazioni, aiutarsi nel gestire... e  
> perchè no costruire informazioni indipendente mettendo in  
> comunicazioni situazioni diverse ma che parlano di problematiche  
> simili.... penso alle discariche, alle lotte ecologiste, alle grandi  
> opere, alla guerra etc... magari riprendendo in mano l'idea dei  
> famosi "dossier".
> poi magari ogni tanto ci scappa la scrittura nazionale di una ftr  
> collettiva... ma niente più di questo per il momento. si rischierebbe  
> di finire in situazioni "ambigue" e "scivolose".... vedi per esempio  
> la differenza delle singole policy (come qualcuno citava qualche mail  
> fa).
>
>   
su questo non mi trovi d'accordo per niente. appunto per quello che 
dicevi poche righe più su.
indymedia è fatta di singoli che aderiscono ad un progetto (ho studiato 
bene?)
non tutti i singoli partecipatni a questa lista per deliri geografici e 
affini fanno parte di un qualche progetto locale.
dovremmo forse escluderli? non direi proprio.
io sarei per un aggregatore + liste tematiche come mi pare sia venuto 
fuori dalle altre mail.
questo è quanto. ora bata..

ciao ciao

-- 
amal
"La vigliaccheria intellettuale è diventata la vera disciplina olimpica del nostro tempo." Jean Baudrillard




Maggiori informazioni sulla lista Italy-process