[Italy-process] aggiornamento splash [era: Abruzzo] Report Meeting
ombra
ombra a riseup.net
Sab 19 Maggio 2007 20:12:30 UTC
On Sat, May 19, 2007 4:22 pm, deprisa wrote:
> Ecco, secondo me, l'ambito nazionale potrebbe essere affrontato
> "tecnicamente" dall'aggregatore, nel senso che avere più approfondimenti
> su una questione (più ftr che parlano di un argomento, in luoghi diversi,
> con commenti diversi etc) potrebbe essere positivo, senza bisogno di una
> lista che decida gli argomenti da mettere in home, oppure potrebbe essere
> che nel tempo c'è bisogno di una sintesi e una lista potrebbe servire a
> questo però a me sembra una scelta che potrebbe essere fatta col tempo,
> quando uno vede le esigenze di conciliare certi argomenti
si ma attenzione. A me di tornare di nuovo sulla soluzione tecnica che
bypassa un problema politico o relazionale proprio non mi importa. La
funzione di aggregatore non è un armenicolo tecnico ma, secondo me una
delle funzioni che un sito nazionale dovrebbe espletare. Ripeto, una. E
spiego anche il perche' di quell'una. E' ovvio che l'aggregatore ha due
funzioni importanti:
-Evita di disperdere su 20 siti il materiale e lo ricompone in un'ottica
unitaria
-Evita l'effetto "balcanizzazione" (ognuno fa quel che vuole) e fornisce
un secondo livello di attività oltre all'ambito locale
Se queste due cose le facciamo diventare un espediente tecnico, secondo me
sbagliamo.
Detto questo io non rinuncerei ad uno o piu' ambiti nazionali di
elaborazione, proprio per evitare quell'effetto dell'"ognuno fa i cazzi
propri".
>> -Il grado di autonomia dei nodi locali (anche rispetto alla somma o
>> condivisione delle policy)
>
> per quanto mi riguarda totale
anche secondo me, ma da un altro punto di vista. Visto che ci fidiamo l'un
l'altro e rispettivamente tra i nodi, allorasi evita di intervenire sul
post che arriva da un imc locale "altro". Non intervento non vuol dire non
discussione. Ed ecco che quindi bisogna avere un ambito nazionale di
discusione. Perche' senno' si torna al "facciamoci i cazzi nostri".
>> -Il grado di interazione e autonomia delle liste editoriali nazionali
>>
>
> e qui non posso aggiungere altro, nel senso a me non piacciono se è una
> proposta passata immagino verrano fatte e l'unica cosa è che essendo una
> cosa che non mi piace non mi sento di parteciparci
ecco, mi va anche bene eh. cioe' non è obbligatorio. Ma mi piacerebbe che
-se uno non è d'accordo esplicitasse delle argomentazioni che vadano oltre
la pretesa di autonomia
>>> Quindi parlerei di aggregatore-monitorato e
>>> aggregatore-libero.
>>
>> secondo me la stai mettendo sul semplicistico
>>
>
> Può essere, ma allora non ho capito una cosa? Per far parte
> dell'aggregatore, basta avere una policy in linea? Io voglio capire se
> questa lista avrà il potere di cancellare/editare un post aggregato.
ma a me non interessa l'intervento. A me interessa che se si condivide uno
strumento (anche solo un aggregatore) ci siano degli spazi per discutere.
Senno' è il delirio. DELIRIO.
> si, ma qui hai preso un caso specifico per affrontare altro, nel caso
> se vuoi sapere
> perche' toscana ha nascosto un post, devi per forza chiedere alla lista
> toscana. Qui può non esserci chi ha nascosto il post. Qui non è il luogo
> per decidere se va bene quel nascondimento o meno. Su indymedia 1.0 poteva
> essere discusso il comportamento di un nodo locale, perché era un nodo di
> Italy
> sulla lista process IMHO non si può discutere il comportamento di un
> indymedia al limite può essere deciso (immagino) se aggregarlo o meno, in
> base alle scelte di policy
no, ma secondo me il tutto presuppone un atteggiamento ed una propensione
alla condivisione. Non è semplicemente un aggregatore meccanico, ma un
processo di condivisione. Ripeto, senza una condivisione piu' profonda, io
non sono d'accordo con l'aggregatore.
> cmq una posizione comune toscana sta venendo fuori ed è quella che cmq
> abbiamo tenuto fin dall'inizio: l'autonomia dell'indymedia locale è
> totale, l'aggregatore può essere una soluzione ottima per italy, però
> prima dobbiamo capire che tipo di aggregatore si sta progettando,
> altrimenti diventa difficile anche discuterne (vedi poi)
allora due questioni:
- io vorrei che si andasse oltre alla pretesa di autonomia, che mi pare
ormai abbastanza scontata. Ovvero, la parola autonomia di per se vuol dire
poco se non la si traduce in ambiti operativi. Se italy si riduce ad
aggregatore per me non ci siamo.
- non capisco la fine del paragrafo. Non capisco perche' diventa difficile
discutere. Il metodo del consenso non è questo. Il problema è se si vuole
giungere ad una mediazione. Se no, allora si ricade nelle vecchie
dinamiche
> da un lato vedo questo tentativo di "coordinamento", da un altro lato vedo
> invece che si vuole creare anche dei luoghi nazionali (editorial tematici
> ad esempio) che saranno anche i luoghi dove verranno prese le decisioni
> (?)
> allo stesso modo si parla di nodi autonomi (con policy indipendente) però
> si parla anche di una policy decisa a livello nazionale che sarà (?) la
> discriminante sull'aggregazione di un indymedia locale continuano a
> sembrarmi due cose diverse, quindi, pazientemente, potete rispiegarmelo?
sono diverse proposte. A parte il fatto che non vedo conflitto tra un
settore aggregante ed un settore che vada oltre e proponga delle
elaborazioni condivise, non capisco il problema. La vecchia indy in fondo
era GIA' un aggregatore di luoghi decisionali territoriali per i contenuti
(i nodi) e un luogo decisionale nazionale per i contenuti (editorial). Il
fatto di sancirlo finalmente con chiarezza e di donare l'autonomia
sacrosanta agli imc locali, non presuppone di escludere che ci siano degli
ambiti editoriali nazionali.
Sulla policy ripeto, sono proposte, Va valutato come riuscire a trovare la
quadra.
maska
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