[Italy-process] aggiornamento splash [era: Abruzzo] Report Meeting

deprisa deprisa a inventati.org
Dom 20 Maggio 2007 19:45:27 UTC


cerco anche io di non farla diventare un botta e risposta
a 2/4, cmq volevo chiarire un paio di cose

ombra ha scritto:
> On Sat, May 19, 2007 4:22 pm, deprisa wrote:
> 
>> Ecco, secondo me, l'ambito nazionale potrebbe essere affrontato
>> "tecnicamente" dall'aggregatore, nel senso che avere più approfondimenti
>> su una questione (più ftr che parlano di un argomento, in luoghi diversi,
>> con commenti diversi etc) potrebbe essere positivo, senza bisogno di una
>> lista che decida gli argomenti da mettere in home, oppure potrebbe essere
>> che nel tempo c'è bisogno di una sintesi e una lista potrebbe servire a
>> questo però a me sembra una scelta che potrebbe essere fatta col tempo,
>> quando uno vede le esigenze di conciliare certi argomenti
> 
> si ma attenzione. A me di tornare di nuovo sulla soluzione tecnica che
> bypassa un problema politico o relazionale proprio non mi importa. La
> funzione di aggregatore non è un armenicolo tecnico ma, secondo me una
> delle funzioni che un sito nazionale dovrebbe espletare. Ripeto, una. E
> spiego anche il perche' di quell'una. E' ovvio che l'aggregatore ha due
> funzioni importanti:
> 
> -Evita di disperdere su 20 siti il materiale e lo ricompone in un'ottica
> unitaria
> -Evita l'effetto "balcanizzazione" (ognuno fa quel che vuole) e fornisce
> un secondo livello di attività oltre all'ambito locale
> 
> Se queste due cose le facciamo diventare un espediente tecnico, secondo me
> sbagliamo.
> 
> Detto questo io non rinuncerei ad uno o piu' ambiti nazionali di
> elaborazione, proprio per evitare quell'effetto dell'"ognuno fa i cazzi
> propri".

più che per una questione di merito io la faccio una questione di 
funzionalità, per quello che ho visto negli anni, io non vedo la 
possibilità di ricostruire un ambito nazionale come luogo di 
discussione/decisione, diverso sarebbe un luogo di coordinamento che 
ovvierebbe al primo problema che citi (disperdere su 20 siti il 
materiale), e a mio avviso anche il secondo.

> 
>>> -Il grado di autonomia dei nodi locali (anche rispetto alla somma o
>>> condivisione delle policy)
>> per quanto mi riguarda totale
> 
> anche secondo me, ma da un altro punto di vista. Visto che ci fidiamo l'un
> l'altro e rispettivamente tra i nodi, allorasi evita di intervenire sul
> post che arriva da un imc locale "altro". Non intervento non vuol dire non
> discussione. Ed ecco che quindi bisogna avere un ambito nazionale di
> discusione. Perche' senno' si torna al "facciamoci i cazzi nostri".
> 

ok, allora questo lo dò per dato.
Un luogo di coordinamento potrebbe ovviare anche a questo discorso

>>> -Il grado di interazione e autonomia delle liste editoriali nazionali
>>>
>> e qui non posso aggiungere altro, nel senso a me non piacciono se è una
>> proposta passata immagino verrano fatte e l'unica cosa è che essendo una
>> cosa che non mi piace non mi sento di parteciparci
> 
> ecco, mi va anche bene eh. cioe' non è obbligatorio. Ma mi piacerebbe che
> 
> -se uno non è d'accordo esplicitasse delle argomentazioni che vadano oltre
> la pretesa di autonomia

si, avevo tagliato una frase dove spiegavo che vedo nella vecchia 
editorial uno dei problemi della vecchia indy, e quindi più liste 
editoriali mi rimandano un bel po' indietro, non ho mai sopportato la 
tendenza redazionale di indymedia e quindi vorrei proprio non si 
ripetesse (non che abbiamo trovato delle soluzioni, ma ci stiamo un po' 
impegnando perché sul locale non si ripeta il gruppo-redazione e 
sperimentando in questa direzione)
poi mi sembrava fuori luogo e l'ho tagliata

> 
>>>> Quindi parlerei di aggregatore-monitorato e
>>>> aggregatore-libero.
>>> secondo me la stai mettendo sul semplicistico
>>>
>> Può essere, ma allora non ho capito una cosa? Per far parte
>> dell'aggregatore, basta avere una policy in linea? Io voglio capire se
>> questa lista avrà il potere di cancellare/editare un post aggregato.
> 
> ma a me non interessa l'intervento. A me interessa che se si condivide uno
> strumento (anche solo un aggregatore) ci siano degli spazi per discutere.
> Senno' è il delirio. DELIRIO.
> 

ti ripeto che io vedo grossa differenza fra luogo di discussione / 
coordinamento / condivisione e luogo di produzione di contenuti e 
interventi (tu mi dici che non ti interessa e figuriamoci se non ti 
credo, ma diverso è se c'è la possibilità, allora tanti spazzini del 
newswire che interpretavano la policy sempre a modo loro e passavano le 
loro giornate a nascondere post possono tornare all'"attacco"?)

<snip>
> 
>> cmq una posizione comune toscana sta venendo fuori ed è quella che cmq
>> abbiamo tenuto fin dall'inizio: l'autonomia dell'indymedia locale è
>> totale, l'aggregatore può essere una soluzione ottima per italy, però
>> prima dobbiamo capire che tipo di aggregatore si sta progettando,
>> altrimenti diventa difficile anche discuterne (vedi poi)
> 
> allora due questioni:
> 
> - io vorrei che si andasse oltre alla pretesa di autonomia, che mi pare
> ormai abbastanza scontata. Ovvero, la parola autonomia di per se vuol dire
> poco se non la si traduce in ambiti operativi. Se italy si riduce ad
> aggregatore per me non ci siamo.
> 
> - non capisco la fine del paragrafo. Non capisco perche' diventa difficile
> discutere. Il metodo del consenso non è questo. Il problema è se si vuole
> giungere ad una mediazione. Se no, allora si ricade nelle vecchie
> dinamiche
> 

qui il chiarimento: diventa difficile parlare di un progetto un po' 
indefinito su una lista locale, cioè spiegare a chi non partecipa a 
questa lista qual'è il progetto che si sta discutendo

>> da un lato vedo questo tentativo di "coordinamento", da un altro lato vedo
>> invece che si vuole creare anche dei luoghi nazionali (editorial tematici
>> ad esempio) che saranno anche i luoghi dove verranno prese le decisioni
>> (?)
>> allo stesso modo si parla di nodi autonomi (con policy indipendente) però
>> si parla anche di una policy decisa a livello nazionale che sarà (?) la
>> discriminante sull'aggregazione di un indymedia locale continuano a
>> sembrarmi due cose diverse, quindi, pazientemente, potete rispiegarmelo?
> 
> sono diverse proposte. A parte il fatto che non vedo conflitto tra un
> settore aggregante ed un settore che vada oltre e proponga delle
> elaborazioni condivise, non capisco il problema. La vecchia indy in fondo
> era GIA' un aggregatore di luoghi decisionali territoriali per i contenuti
> (i nodi) e un luogo decisionale nazionale per i contenuti (editorial). Il
> fatto di sancirlo finalmente con chiarezza e di donare l'autonomia
> sacrosanta agli imc locali, non presuppone di escludere che ci siano degli
> ambiti editoriali nazionali.
> 

nella vecchia indy non c'era autonomia, si poteva intervenire sulle 
scelte di un indy locale, sul nascondimento di post, su quello che 
veniva messo nel banner, etc etc e veniva fatto, e credo sia stata la 
cosa che più mi ha fatto incazzare quelle 2/3 volte in cui è successo 
per Toscana.

poi boh per gli ambiti editoriali nazionali non mi convince, ma è 
inutile che lo ripeta di nuovo.

deprisa



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