[Italy-process] era postindustriale

Franco T franco.t a fastwebnet.it
Sab 13 Ott 2007 02:45:55 PDT


L'uomo si e' sempre "industriato".
Per rivoluzione industriale, in Inghilterra, dopo il 1750, con
l'avvento della forza motrice meccanica, si intende la
produzione in quantita' "industriali".
Non siamo ancora alla catena di montaggio, perche' la prima
industria era tessile, non meccanica.
In Inghilterra i contadini furono ridotti alla fame, perche' i
potenti del paese chiusero i campi e quindi niente piu' coltura
per l'autoconsumo (niente piu' orti).
Il prezzo dei prodotti alimentari aumento' e i contadini non
avevano denaro ne' pensione.
I governanti non si preoccupavano dell'inflazione", perche'
soldi in tasca ne avevano.
Marx arrivo' circa 100 anni dopo.
Marx analizzo' gli aspetti economici del suo tempo, ma era anche
sensibile ai problemi sociali di questa folla affamata che
popolava l'Europa.
Si accorse dell'occasione democratica rappresentata dalla
concentrazione dei lavoratori in una fabbrica e, nel libretto
"il manifesto del Comunismo", elenco' una serie di
rivendicazioni e suggerimenti di organizzazione. (qui sta il suo
errore: era un filosofo, poteva non occuparsi di politica)
Allora partiti, come organizzazioni, dei lavoratori non
esistevano.
Gli agrari e gli industriali, i padroni del vapore, ostacolarono
e ritardarono la costituzione di questi partiti.
Alla fine del 1800 si accorsero che non potevano contenerli e
arrivo' il "fascismo" cioe' il braccio violento e illegale dei
vecchi padroni.
Il fascismo non fu solo un fenomeno italiano, era in Europa e in
America.
Mussolini fu il primo dei capi fascisti a insediarsi al governo
con l'approvazione del re e della classe dirigente.
Mi ricordo di aver letto da qualche parte che i fascismi furono
una involuzione dei nazionalismi e i nazionalismi sorsero, in
ogni paese, in opposizione ai governi imperiali sovranazionali:
impero austro ungarico, impero prussiano (dalla Polonia al
confine francese), impero ottomano, impero zarista, impero
inglese (regno unito e colonie fino al Commonwealth, che fu
istituito dopo la decolonizzazione, frutto principalente dei
nazionalismi locali) ecc.
Tra i nazionalismi ci fu ,c'e', anche il sionismo, ma quando fu
costituito il nazismo (versione sanguinaria del fascismo) non
esisteva.
Dopo il 1918 questi imperi scomparvero.
I nazionalisti non si accorsero che il nemico non c'era piu'
(come i soldati Giappponesi nella giungla delle Filippine e del
sud est asiatico) e continuarono a combattere, cioe' a
teorizzare: nazionalesocialismo.
Ho saltato la rivoluzione francese che, come saprai, fu una
rivoluzione della borghesia... ecco dove comparvero i liberali
che stavo dimenticando.
ecc. ecc.

Saluti. Franco T

PS
Vi ho girato una corrispondenza con un amico di assoradge.
Il capitolo sull'era postindustriale seguira'




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