[Italy-process] Fw: Digest di Italy-process, Volume 17, Numero 15 Appello per l'unità dei comunisti (maschi e femmine)
Franco T
franco.t a fastwebnet.it
Dom 27 Apr 2008 23:10:06 PDT
Ho ricevuto e-mail di protesta perche', mi dicono, che
l'argomento non c'entra niente con la lista.
Ho risposto un paio di volte, senza ricevere conferma, allora
continuo.
Continuo perche' ieri ho scambiato quattro chiacchere in una
sede di Lotta Comunista.
Anche loro sembrano non capire cosa significa "era
post-industriale".
Voglio dire che non e' finita la "produzione in quantita'
industriale", ma l'organizzazione dei mezzi di produzione.
Non e' piu' basata sul "capitale", necessario per iniziare una
attivita'.
Oggi ci sono i motori elettrici e la produzione industriale e'
parcellizzata, distribuita tra piccole imprese o imprese
artigiane.
In cima c'e' uno, o un gruppo di "capitalisti", che si prende la
briga di commercializzare e quindi di riscuotere il valore
aggiunto o plus-valore.
Ho fatto l'esempio di Benetton o Del Vecchio, ma c'e' anche
Ferrero, Miroglio, ecc.
Il proletariato e' rimasto, ma pochi conoscono il latino; al
massimo si rendono conto di avere stipendi irrisori.
Ecc.
Franco T
Genova 28/4/2008
PS
se qualcuno mi conferma che sono in "tema", continuero'.
----- Original Message -----
From: "Franco T" <franco.t a fastwebnet.it>
To: <italy-process a lists.indymedia.org>
Sent: Monday, April 21, 2008 7:47 AM
Subject: Digest di Italy-process, Volume 17, Numero 15 Appello
per l'unità dei comunisti (maschi e femmine)
>
> Vi giro una mia riflessione, sollecitata da Micromega
>
> Le classi sociali di riferimento per il marxismo, sono
> scomparse.
> Attualmente viviamo nell'era post-industriale.
> Questo vuol dire che la classe operaia e' stata ridimensionata
> nel numero, solo il 35% di occupati nel settore secondario,
> l'industria, e diminuira'; il settore primario, l'agricoltura
> ha circa il 6% di occupati e il resto nel settore terziario, i
> servizi. Tra i servizi vi sono quelli nobili, per esempio la
> sanita', la scuola, i trasporti e quelli parassitari come i
> call center, gli addetti alle lotterie, allo spettacolo, gli
> addetti alla raccolta dell'ICI, gli addetti al recapito delle
> multe ecc.
> Soprattutto e' scomparsa la grande concentrazione di operai,
> le grandi fabbriche, che negli scritti di Gramsci,
> rappresentavano un'occasione di incontro, di discussione e di
> democrazia.
> E' scomparso anche il "padrone del vapore" nel senso
> letterale, che era il "capitalista", perche' possedeva grandi
> capitali da investire nella costruzione dello stabilimento.
> Con la diffusione nel corso degli anni del motore elettrico,
> inventato nel 1800 da Pacinotti, ognuno, senza investire
> grandi capitali, puo' diventare industriale, puo' cominciare
> cioe' con una sola macchina utensile, per arrivare ad una
> batteria di macchine e a un capannone idoneo, via via che la
> sua impresa si afferma.
> Per industria si intende oggi la "produzione industriale", la
> produzione cioe' in grande quantita'.
> L'industria c'era anche prima del vapore e dei motori a
> combustione interna o elettrici, solo che allora la produzione
> era limitata dall'esigua energia umana e animale o da quella
> incostante del vento o dei corsi d'acqua.
> Bisogna cambiare dunque le categorie: non piu' proletari e
> capitalisti, ma disoccupati o precari o meno abbienti o
> pensionati a basso reddito, e imprenditori, che all'inizio
> possono essere piccoli artigiani, come Leonardo Del Vecchio
> della Luxottica, che produceva le montature degli occhiali
> nell'autorimessa o Benetton, che faceva i maglioni con un
> telaio delle "magliaie" del rione.
> Le nuove categorie, di lavoratori dipendenti, dovranno
> aspettare un altro Marx, perche' il marxismo originale non si
> e' evoluto o, piu' semplicemente, e' stato tradito.
> Non c'e' da meravigliarsi; anche Cristo e' stato tradito:
> Cristo predicava la pace e la Chiesa ha benedetto le bandiere
> di tutti gli eserciti, pur continuando a chiamarsi cristiana
> (vale per tutte le chiese cristiane: cattolica, protestante,
> ortodossa ecc.) e, secondo me, questo e' il punto debole, la
> contraddizione su cui conviene far convergere la critica alla
> religione di Stato (andrebbe in crisi anche l'Islam, che con
> l'Ebraismo, si richiama allo stesso dio di Abramo dei
> cristiani. Il mondo capirebbe anche che i monoteismi non sono
> tre, ma uno solo, che e' nato dal credo ebraico. Altre
> religioni monoteiste sul pianeta non ne conosco.)
> Abbandonando i temi trascendenti e tornando a quelli
> materiali, credo che nuovi Marx siano gia' comparsi, solo che
> stanno dall'altra parte.
> Dall'altra parte hanno studiato l'originale piu' e meglio
> degli operai e hanno capito e risolto le sue critiche al
> capitalismo.
> Per esempio Piero Sraffa, comunque marxista, nel suo libro "la
> produzione di beni per mezzo di beni" ha dimostrato che non si
> puo' prestabilire il costo di un prodotto.
> Se vogliamo questa conclusione e' intuitiva: se un industriale
> potesse conoscere prima di intraprendere l' "impresa" il costo
> di produzione di una merce, potrebbe rinunciare a iniziative
> fallimentari.
> Questa certezza dell'incertezza e' fondamentale per l'economia
> di mercato.
> ecc.
> Spero di essermi spiegato in modo comprensibile.
> Franco Tadiotto
> Genova 17/4/2008
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