[Italy-process] Indymedia rediviva 2.1
ombra
ombra a riseup.net
Mar 29 Apr 2008 09:11:16 PDT
Allora.
Qui c'e' la versione quasi definitiva del documento di Indymedia 2
http://docs.indymedia.org/view/Local/ImcItaly2Punto0
A me pare venuto abbastanza bene, con le correzioni di tutti/e
ci sono ancora dei punticini da definire..
ne copio il testo qui, cosi' se ne discute.
Se poi va bene a tutti, possiamo cominciare a tradurla e a mandarla al
network
maska
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Indymedia Italia 2.0
Nel dicembre 2006 indymedia italia ha deciso di sospendere la
pubblicazione sulle sue pagine, nell'intenzione di marcare una radicale
discontinuità nel percorso politico che la comunità stava seguendo. La
necessità di far divenire questo strumento più automatico e meno diretto
da gruppi costituiti fornendo la possibilità di partecipare direttamente
alla segnalazione di notizie fuori policy ci ha spinto a cercare nuove
modalita di creazione dell'informazione attraverso la valorizzazione degli
apporto esterni alle liste rendendo possibile e dando gli strumenti agli
stessi utenti per creare feature oltre che alla pubblicazione nel N.W. La
decentralizzazione trova nei nodi un primo passaggio utile alla miglior
razionalizzazione del sistema ma con l'intento di far divenire ciascun
utente parte attiva e/o propositiva assurgendo al valore che il singolo ha
nel contribuire alla creazione dell'informazione, Non a caso molti post
del N.W., da alcuni nodi locali, vengono riconosciuti come propositivi per
feature a tema. Tutto ciò non vuole porsi in antitesi al valore del lavoro
collettivo od alla necessita di modalita di confronto e dialogo in liste
ma semplicemente far divenire indymedia un media alla portata di tutti a
prescindere salvo che per elementi contrari alla policy. Un'altro
questione importante risiede nel voler, seguendo strade e linee diverse,
cercare le migliori soluzioni adattative alla realta dell'autoproduzione
dell'informazione mettendo a confronto i risultati ed i lavori svolti dai
vari nodi ma non con una volonta uniformatrice ma semplicemente come un
continuo progetto propositivo autoinnovante. Per questo anche se
essenziale una comunità ampia si vorrebbe ridurre le prerogative a
prescindere dei gruppi in lista nei singoli nodi per puntare a tutte le
creazioni che effettivamente trovano una valida collocazione nel media.
"""sarebbe utile fare un elenco da parte dei nodi di tutte le
implementazioni utilizzate tipo: rating elevamento a feature possibilita
di segnalazione liste di costruzione tematiche dell'informazione (se ce ne
sono) e modalita possibili di creazione delle stesse. altro
...............................
La crisi che il network italiano attraversava e che ha portato a questa
decisione è stata determinata dai seguenti fattori:
* il non funzionamento del metodo del consenso utilizzato nelle liste;
* il dissolvimento di indymedia italia come comunita';
* il crollo del livello di partecipazione e della consapevolezza dello
strumento;
* la conseguente burocratizzazione di alcuni ambiti decisionali ad
esempio italy list e italy editorial editorial;
* la parziale arretratezza dello strumento nel panorama del cosiddetto
"web 2.0"
Per una trattazione più approfondita delle cause e delle motivazioni che
hanno portato al congelamento del sito si faccia rifermimento al report
del Meeting X.
Sta di fatto che, nonostante l'incontro torinese fosse stato molto
partecipato (e la decisione della chiusura altrettanto sofferta) il
congelameto del sito è stato attuato con notevole ritardo a causa delle
perplessità sorte in italy list, strumento decisionale di indymedia
italia. Il protarsi della discussione non sempre costruttiva non ha fatto
altro che sottolineare il cattivo utilizzo del metodo del consenso (spesso
ne più ne meno che un modo per esercitare il diritto di veto) e la
mancanza di fiducia tra i diversi appartenenti al network.
Mentre il nuovo process nazionale stentava a decollare, gli attivisti e le
attiviste della vecchia indymedia italia hanno cominciato a riaggregarsi
intorno a comunità più ristrette, geograficamente determinate, dando
l'avvio a percorsi separati che hanno portato all'attuale strutturazione
dei diversi imc italiani.
La chiusura di Indymedia Italia
Dall'Independent media center Italia alla rete degli Imc italiani.
Il processo che ha portato la sospensione del progetto Indymedia Italia e
la sua riconfigurazione in termini differenti, nasce da alcune
considerazioni che nell'ultimo anno sono state condotte dalla rete degli
attivisti che si sono impegnati nella ridefinizione del progetto.
Schematicamente eccole elencate.
La dissoluzione della comunità
Indymedia Italia ha puntato costantemente alla costruzione ed al
mantenimento di una comunità nazionale in grado di consentire una
pluralità di linguaggi e l'incontro di differenti esperienze di resistenza
e pratica politica in Italia, oltre che alla narrazione collettiva a
partecipata della realtà. Negli ultimi anni la comunità era una semplice
scatola vuota, una definizione di una realtà che non esisteva più. Una
sola comunità unificante e totalizzante ed un solo spazio entro cui far
rientrare ogni differenza, tutelandola in quanto tale e in quanto
minoranza attraverso la pratica di un metodo del consenso, non risultava
essere più sufficiente e soddisfacente. Una lista generale (italy-list) ed
una ed una editoriale (italy-editorial) non riuscivano più ad essere i
contenitori delle energie e delle spinte che derivavano dalle singole
comunità territoriali, e divenivano strumenti conservativi dello status
quo e tendenti al blocco di ogni innovazione tecnica, metodologica e
politica. D'altro canto l'emergere progressivo di singole comunità in aree
territoriali definite (regioni, grandi città, ecc) si contrapponeva al
“nazionale” in chiave oppositiva: il conflitto in quanto tale, non veniva
percepito più come spinta al cambiamento e possibile prassi in grado di
rinnovare il progetto, ma come contrapposizione tendente all'annientamento
dell'”altro”, giocato spesso a livello di sottocomunità. La maggiore
facilità di incontro e di elaborazione che permetteva la vicinanza
geografica, era un fattore determinante nella formazione di “sentire
comuni” geograficamente determinati e non condivisibili a livello
nazionale.
La chiusura del sito di Indymedia Italia non è stata, in questo senso,
altro che la presa d'atto di tale situazione e la necessità di ritrovare
le forme e le modalità per rilanciare il progetto.
La rete italiana di indymedia nasce dalla riflessione sopra questo
concetto. Un progetto come un centro di media indipendenti, necessita di
una comunità in grado di essere da stimolo e luogo di riflessione ed
azione. I gruppi locali in grado di vedersi con maggiore frequenza e di
discutere su temi e questioni locali e non con più facilità, possono
assolvere a questa mancanza. Nelle singole comunità di indymedia dove si è
costruito un nodo territoriale, pur nella conservazione della pluralità di
vedute e sensibilità, si riescono a condurre discussioni ed elaborazioni
maggiormente coinvolgenti e produttive. Il maggior coinvolgimento non vuol
dire necessariamene minor differenza di vedute o minor conflitto, ma che
differenze e coflitti vengono utilizzati come spunti di crescita e non
come problemi o empasse.
Il ritorno della comunità
Il fatto che oggi esistano in Italia una decina di comunità che fanno
parte di uno stesso progetto con modi e tempi diversi, non significa che
non esista oggi una volontà di cooperare e costruire un progetto nazionale
che guardi oltre le singole specificità. La nuova configurazione del
network, nata un po' per caso e un po' a seguito di rielaborazioni locali,
porta alla considerazione di un modo diverso d intendere Indymedia: non
una comunità singola ma una pluralità di comunità, non la ricerca di
cooperazione all'interno di un solo progetto ma una cooperazione tra
progetti simili che individuano una unicità d'intenti, nella reciproca
autonomia.
Nasce in questo modo Indymedia 2.0, che trova nel connubio tra esigenze
collettive locali e progettualità comune la sua forza e la sua novità. Una
comunità, in questo senso, vissuta non come limite ma come opportunità.
Un nodo della rete
Ogni rete ha dei nodi ed ogni nodo non è altro che un singolo tassello con
eguale dignità degli altri. Indmedia Italia si configura in questo senso
come un nodo della rete italiana di Indymedia, nel quale far confluire
necessità ed energie tese alla copertura e alla elaborazione collettiva
diversa da quela locale. Un nodo “primus inter pares” nel quale
convogliare, nel rispetto dell'autonomia dei singoli progetti, il flusso
di informazione che ogni singolo Imc territoriale produce. Un nodo della
rete che permetta di raccogliere il caos comunicativo prodotto da 10
indymedia e di renderlo fruibile.
Il Web 2.0
Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità
Partiamo da una considerazione: oggi, nel web cooperativo e sociale il
problema non è più il dove pubblicare il proprio contenuto. Migliaia di
servizi e possibilità di tipo differente permettono a chiunque di
pubblicare, uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per la
maggior parte si tratti di luoghi commerciali che traggono profitto
proprio dai contenuti caricati da migliaia di intelligenze che nulla hanno
in cambio, non scoraggia nessuno. Oggi le esigenze sul web non sono più
dunque solo riguardanti i luoghi dove pubblicare un contenuto, ma
soprattutto concernono le possibilità di fruizione dei contenuti stessi.
Tanta informazione equivale a nessuna. In questo senso Indymedia 2.0 si
configura come progetto tendente alla ricerca di modalità di comunicazione
libera, attraverso queste caratteristiche:
* L'anonimato e l'assenzadi log, perchè se esistono migliaia di
possibilità di pubblicazione, è vero che praticamente nessuna tutela
la privacy e il diritto a non diffondere le generalità di chi
condivide il contenuto
* La libertà di pubblicazione dietro una policy comune, e la tutela
che qualsiasi contenuto pubblicato non verrà cancelato o censurato, ma
semplicemente (se non in policy) nascosto. La maggior parte dei social
media preferisce invece procedere all'eliminazione dei dati, se
ritenuti scomodi per qualcuno o qualcosa.
* La possibilità di gestire e personalizzare il flusso informativo
secondo le proprie esigenze e necessità, in modo da facilitare
l'accesso ai contenuti e limitare il caos derivante dalla troppa
informazione (che puo' anche semplicemente essere un minor tempo di
visualizzazione delle notizie che scompaiono troppo in fretta).
La nascita dei nodi
A partire dai primi mesi del 2007 sono quindi nati dei process locali, da
parte di gruppi di attivisti che componevano Indymedia Italia. Questo
processo di ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di
collaborazione, ha portato alla nascita di nodi del network di indymedia,
geograficamente e territorialmente definiti. Sono nati nel 2007 Indymedia
Toscana, Indymedia Napoli, Indymedia Piemonte, Indymedia Emilia Romagna,
Indymedia Lombardia, Indymedia Roma, Indymedia Liguria, Indymedia
Calabria. Sta completando le fasi del process internazionale Indymedia
Abruzzo.
La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha progressivamente
ridefinito l'ottica e l'approccio con il mezzo indymedia, che è sato
ricostruito su base locale, all'interno dei conflitti e delle
contraddizioni locali. Nel meeting a Roma, lo scorso novembre si sono
quindi gettate le basi per una nuova struttura delle indymedia italiane.
Il disgregarsi di Indymedia Italia in tante indymedia autonome tra di loro
sotto diversi aspetti è naturalmente continuo oggetto di critiche e
riflessioni: è indubbio che viene meno un canale di input/output di
informazione massicciamente usato e una folta comunità formatasi durante
gloriosi 7 anni costellati da numerosi tentativi di chiusura da terzi. E'
altresi importante però capire i vantaggi del frazionamento: collettivi
meno numerosi per costruire i contenuti, vivibili nella vita reale e non
solo attraverso le liste, maggiori possibilità di legare con il
territorio, siti che possono essere modificati nelle loro funzionalità in
maniera più aperta e reattiva, newswire più localizzati con meno frequenza
di aggiornamento ma anche meno "rumore".
La nuova struttura
La nuova struttura del network italiano di Indymedia si è quindi
costituita secondo diverse funzioni di cui si sentiva la necessità:
# Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc italiani e da
progetti affini e la facilitazione della fruizione del flusso
comunicativo. Una facilitazione non redazionale ma che prende il via
dall'esigenza di rinnovare l'esperienza anche alla luce delle modifiche
del web. Oggi il problema non è solo dare la possibilità di pubblicare, ma
anche fornire delle possibilità di ordinare il flusso di informazioni e di
creare una rete di informazioni indipendente.
# Eventi : Indymedia Italia come nodo del network internazionale, al pari
dei vari imc italiani, ma con funzioni e particolarità specifiche, dettate
dalla sua specificità. Italy come Primus inter pares che puo' svolgere
ruoli particolari che un imc territoriale non puo' fare. In particolare
discussioni e elaborasioni su
* Questioni nazionali ritenute importanti (mobilitazioni e
manifestazioni nazionali)
* Situazioni di particolare rilevanza
# Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare i rapporti con
il network ritornando a sviluppare una progetualità che si snodi anche
attraverso le relazione internazionale
Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto Indymedia Italia
rendendolo punto di aggregazione dei contenuti prodotti dagli indymedia di
lingua italiana e non solo, sia a livello di newswire sia a livello di
feature.
L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di open publishing in
user generated content, la prolificazione di blog e piattaforme, sempre
più gestibili, di informazioni comportano una maniera diversa di ripensare
Indymedia, che in questo momento si propone di essere punto di
aggregazione di diversi media antagonisti.
Funzionamento dell'aggregatore
# La parte tecnica : Descrizione della parte tecnica sviluppata con il
software MIR in lavorazione qui
* Indy Italia ha deciso di utilizzare Mir come puro aggregatore di
contenuti in una logica di assoluto rispetto delle autonomie dei nodi.
L'aggregatore non può scavalcare in alcun modo le decisioni assunte
dal nodo locale e non possiede alcuna "redazione".
Strumenti di lavoro
# Colonna centrale :
* Una feature "in evidenza", spazialmente in alto nella pagina, sopra
a tutto. I contenuti presenti possono essere semplici cappelli di
diverse feature locali oppure feature elaborate collettivamente in una
lista apposita, attraverso una discussione non solo locale ma
nazionale. Questo tipo di contenuti viene eleborato nella lista
Italy-content, attraverso la scrittura collettiva.
* Subito sotto una divisione in 3 colonne dove aggregare le features
provenienti dagli imc di lingua italiana, essendo presenti anche i
contenuti di Indymedia Svizzera e le traduzioni (non sempre complete)
di Indymedia.org. Questo spazio sarà suddiviso in base all'argomento
della feature:
*
o Locale - Ovvero le features che i nodi locali ritengono legate
al proprio territorio e quindi geograficamente definite.
*
o Nazionale - Ovvero i contributi e le features di carattere
nazionale prodotte dagli imc italiofoni.
*
o Internazionale - Ovvero le features che riguardano argomenti
internazionali prodotte dai nodi italiani, da indymedia.org e da
indymedia svizzera.
La nuova struttura di Indymedia Italia vuole conservare la ricchezza della
scrittura collettiva che verrebbe effettuata in una lista apposita:
Italy-content. In una sua prima sperimentazione la lista nasce come spazio
collaborativo tra imc locali. Si è pensato di sperimentare questa
differente modalità di costruzione dei contenuti, memori del fatto che uno
dei problemi di Indymedia Italia è stata la Lista Editorial e la sua
degenerazione. Tale lista aveva infatti perso le sua caratteristiche di
collaborazione nelle differenze e seguendo logiche che avevano poco a che
fare con il consenso. Si vuole dunque puntare a recuperarne gli aspetti
collaborativi e positivi, sperimentando la produzione di contenuti su
iniziativa dei nodi territoriali, lasciando tuttavia aperta a tutti
l'iscrizione e la partecipazione a tale lista.
* Subito sotto, un luogo dove aggregare i feed da altri siti affini.
Sono stati individuati per ora i seguenti possibili siti affini per
policy e progettualità:
*
o supportolegale
*
o ngvision
*
o copydown
*
o cavallette
*
o ecn/antifa
# Newswire Aggregazione dei feed dai nodi italiani di indymedia. Con le
seguenti caratteristiche:
* 2 diverse possibilità di visualizzazione da parte dell'utente: tutto
unito
o quadripartito.
*
o Newswire quadripartito: divisione del newswire in 4 tipologie
di contenuti, trasversali a tutti i nodi: News | Opinioni |
Reposting da altri media | Comunicati
*
o Newswire tutto unito: tutti i post visualizzati insieme con un
marker colorato per ogni tipologia
*
o Inserimento dei post in 6 macroaree tematiche, che tengono
conto delle specificità delle categorie dei nodi
*
o
+ diritti e lotte sociali (casa, lavoro,
antiproibizionismo, antifascismo, antipsichiatria, gender
...)
*
o
+ ambienti, animalismi ed ecologie
*
o
+ sistemi e processi repressivi (carcere, processi, poteri
..)
*
o
+ saperi (studenti, hacking)
*
o
+ processi globali (migrazioni, guerre e conflitti, mafie)
*
o
+ culture, arti e media
A loro volta, in una pagina a parte, si costruirà un'albero di
corrispondenze delle categorie degli imc nazionali che renda conto della
complessità, specificando le reciproche scelte.
# Liste di coordinamento
* Italy-list - Gestionale - Discussione di carattere generale
(apertura nuovi imc, finanze, merchandising, problemi politici)
* Italy-content - Luogo di produzione edi contenuti e collaborazione
tra imc - Ad iscrizione libera, con archivi pubblici
* Italy-tech - luogo di coordinamento tecnico per aggregatore e cms
usati dai vari siti, nonchè per la gestione del server.
* Italy-legal - questioni legali
La policy e le linee guida di aggregazione
Le linee guida di aggregazione
1 - Il riconoscimento della necessità di un ambito collaborativo che
superi le pur importanti specificità dei nodi territoriali offrendo un
luogo ulteriore di sintesi di quanto viene prodotto dai nodi stessi.
2 - La necessità di tutelare il diritto alla privacy e all'anonimato nei
confronti di chi scrive, legge e visita indymedia
3 - La necessità di tutelare i contenuti prodotti, qualsiasi essi siano,
attraverso lo strumento dell'hiding (nascondimento). Da ciò ne consegue il
rifiuto della cancellazione di contenuti e dell'intervento sui post
prodotti da parte degli amministratori del sito (che non siano dati
sensibili, di cui sopra).
4 - La pratica tendente alla formazione di reti di attivisti che agiscono
in quanto singoli, il più possibile liberi da legami identitari e il
rifiuto della creazione di collettivi chiusi o essi stessi identitari
5 - La riaffermazione di Indymedia come "metodo", da cui ne consegue il
fatto che è plausibile che di indymedie ne esistano più di una su di un
territorio (come ad esempio l'italia) e che il valore aggiunto a queste
esperienze è quello che le porta a collaborare e intessere reciproche
contaminazioni.
6 - La necessità di riaffermare i rispettivi ambiti di autonomia e
sperimentazione, che nella vecchia italy si erano persi per via della
burocratizzazione dell'esperienza
7 - La presenza di una policy conosciuta e condivisa da chi partecipa ad
Indymedia Italia.
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"Troppi click rendono gli uomini stupidi" [Saggezza Napoletana]
Quache parola:
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Colonna sonora:
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