[Italy-process] Indymedia rediviva 2.1
briganzia.informatica a briganzia.org
briganzia.informatica a briganzia.org
Mer 30 Apr 2008 00:09:15 PDT
Ciao
riguardo ai punti dell'aggregatore
[...]
# Newswire Aggregazione dei feed dai nodi italiani di
indymedia. Con le
seguenti caratteristiche:
[...]
Vi ricordo che, come era stato detto a Roma, non è
possibile ora come ora evidenziare il newswire
contemporaneamente nelle due modalità (quadripartito o
tutto unito)
Io per ora citerei solo quello quadripartito che è già
pronto...
Ho visto che non si fa riferimento alla sezione "nascosti"
sull'aggregatore. Lo tolgo quindi dal template.
Per quanto riguarda le aree tematiche non abbiamo ancora
implementato il meccanismo di smistamento automatico nelle
sei macroaree...
Non dico che non si possa fare ma occorre che tutti i nodi
si accordino bene su alcune informazioni "standard" che
devono essere passata nel feed.
Io metterei questo punto in testa all' odg dopo il via
ufficiale del progetto perchè temo che richiederà un
pò di tempo. Si può partire anche senza una suddivisione
tra sezioni e introdurle successivamente?
Ciao
----- Original Message -----
Da : "ombra" <ombra a riseup.net>
A : italy-process a lists.indymedia.org
Oggetto : [Italy-process] Indymedia rediviva 2.1
Data : Tue, 29 Apr 2008 18:11:16 +0200 (CEST)
> Allora.
> Qui c'e' la versione quasi definitiva del documento di
> Indymedia 2
>
> http://docs.indymedia.org/view/Local/ImcItaly2Punto0
>
> A me pare venuto abbastanza bene, con le correzioni di
> tutti/e
>
> ci sono ancora dei punticini da definire..
>
> ne copio il testo qui, cosi' se ne discute.
>
> Se poi va bene a tutti, possiamo cominciare a tradurla e a
> mandarla al network
>
> maska
>
> --------------
> Indymedia Italia 2.0
>
> Nel dicembre 2006 indymedia italia ha deciso di sospendere
> la pubblicazione sulle sue pagine, nell'intenzione di
> marcare una radicale discontinuità nel percorso politico
> che la comunità stava seguendo. La necessità di far
> divenire questo strumento più automatico e meno diretto
da
> gruppi costituiti fornendo la possibilità di partecipare
> direttamente alla segnalazione di notizie fuori policy ci
> ha spinto a cercare nuove modalita di creazione
> dell'informazione attraverso la valorizzazione degli
> apporto esterni alle liste rendendo possibile e dando gli
> strumenti agli stessi utenti per creare feature oltre che
> alla pubblicazione nel N.W. La decentralizzazione trova
> nei nodi un primo passaggio utile alla miglior
> razionalizzazione del sistema ma con l'intento di far
> divenire ciascun utente parte attiva e/o propositiva
> assurgendo al valore che il singolo ha nel contribuire
> alla creazione dell'informazione, Non a caso molti post
> del N.W., da alcuni nodi locali, vengono riconosciuti come
> propositivi per feature a tema. Tutto ciò non vuole
porsi
> in antitesi al valore del lavoro collettivo od alla
> necessita di modalita di confronto e dialogo in liste ma
> semplicemente far divenire indymedia un media alla portata
> di tutti a prescindere salvo che per elementi contrari
> alla policy. Un'altro questione importante risiede nel
> voler, seguendo strade e linee diverse, cercare le
> migliori soluzioni adattative alla realta
> dell'autoproduzione dell'informazione mettendo a confronto
> i risultati ed i lavori svolti dai vari nodi ma non con
> una volonta uniformatrice ma semplicemente come un
> continuo progetto propositivo autoinnovante. Per questo
> anche se essenziale una comunità ampia si vorrebbe
ridurre
> le prerogative a prescindere dei gruppi in lista nei
> singoli nodi per puntare a tutte le creazioni che
> effettivamente trovano una valida collocazione nel media.
>
> """sarebbe utile fare un elenco da parte dei nodi di tutte
> le implementazioni utilizzate tipo: rating elevamento a
> feature possibilita di segnalazione liste di costruzione
> tematiche dell'informazione (se ce ne sono) e modalita
> possibili di creazione delle stesse. altro
> ...............................
>
> La crisi che il network italiano attraversava e che ha
> portato a questa decisione è stata determinata dai
> seguenti fattori:
>
> * il non funzionamento del metodo del consenso
> utilizzato nelle liste;
>
> * il dissolvimento di indymedia italia come comunita';
>
> * il crollo del livello di partecipazione e della
> consapevolezza dello strumento;
>
> * la conseguente burocratizzazione di alcuni ambiti
> decisionali ad esempio italy list e italy editorial
> editorial;
>
> * la parziale arretratezza dello strumento nel
> panorama del cosiddetto "web 2.0"
>
> Per una trattazione più approfondita delle cause e delle
> motivazioni che hanno portato al congelamento del sito si
> faccia rifermimento al report del Meeting X.
>
> Sta di fatto che, nonostante l'incontro torinese fosse
> stato molto partecipato (e la decisione della chiusura
> altrettanto sofferta) il congelameto del sito è stato
> attuato con notevole ritardo a causa delle perplessità
> sorte in italy list, strumento decisionale di indymedia
> italia. Il protarsi della discussione non sempre
> costruttiva non ha fatto altro che sottolineare il cattivo
> utilizzo del metodo del consenso (spesso ne più ne meno
> che un modo per esercitare il diritto di veto) e la
> mancanza di fiducia tra i diversi appartenenti al network.
>
> Mentre il nuovo process nazionale stentava a decollare,
> gli attivisti e le attiviste della vecchia indymedia
> italia hanno cominciato a riaggregarsi intorno a
comunità
> più ristrette, geograficamente determinate, dando
l'avvio
> a percorsi separati che hanno portato all'attuale
> strutturazione dei diversi imc italiani.
>
> La chiusura di Indymedia Italia
>
> Dall'Independent media center Italia alla rete degli Imc
> italiani.
>
> Il processo che ha portato la sospensione del progetto
> Indymedia Italia e la sua riconfigurazione in termini
> differenti, nasce da alcune considerazioni che nell'ultimo
> anno sono state condotte dalla rete degli attivisti che si
> sono impegnati nella ridefinizione del progetto.
> Schematicamente eccole elencate.
>
> La dissoluzione della comunità
>
> Indymedia Italia ha puntato costantemente alla costruzione
> ed al mantenimento di una comunità nazionale in grado di
> consentire una pluralità di linguaggi e l'incontro di
> differenti esperienze di resistenza e pratica politica in
> Italia, oltre che alla narrazione collettiva a partecipata
> della realtà. Negli ultimi anni la comunità era una
> semplice scatola vuota, una definizione di una realtà
che
> non esisteva più. Una sola comunità unificante e
> totalizzante ed un solo spazio entro cui far rientrare
> ogni differenza, tutelandola in quanto tale e in quanto
> minoranza attraverso la pratica di un metodo del consenso,
> non risultava essere più sufficiente e soddisfacente.
Una
> lista generale (italy-list) ed una ed una editoriale
> (italy-editorial) non riuscivano più ad essere i
> contenitori delle energie e delle spinte che derivavano
> dalle singole comunità territoriali, e divenivano
> strumenti conservativi dello status quo e tendenti al
> blocco di ogni innovazione tecnica, metodologica e
> politica. D'altro canto l'emergere progressivo di singole
> comunità in aree territoriali definite (regioni, grandi
> città, ecc) si contrapponeva al “nazionale” in
chiave
> oppositiva: il conflitto in quanto tale, non veniva
> percepito più come spinta al cambiamento e possibile
> prassi in grado di rinnovare il progetto, ma come
> contrapposizione tendente all'annientamento
dell'”altro”,
> giocato spesso a livello di sottocomunità. La maggiore
> facilità di incontro e di elaborazione che permetteva la
> vicinanza geografica, era un fattore determinante nella
> formazione di “sentire comuni” geograficamente
determinati
> e non condivisibili a livello nazionale.
>
> La chiusura del sito di Indymedia Italia non è stata, in
> questo senso, altro che la presa d'atto di tale situazione
> e la necessità di ritrovare le forme e le modalità per
> rilanciare il progetto.
>
> La rete italiana di indymedia nasce dalla riflessione
> sopra questo concetto. Un progetto come un centro di media
> indipendenti, necessita di una comunità in grado di
essere
> da stimolo e luogo di riflessione ed azione. I gruppi
> locali in grado di vedersi con maggiore frequenza e di
> discutere su temi e questioni locali e non con più
> facilità, possono assolvere a questa mancanza. Nelle
> singole comunità di indymedia dove si è costruito un
nodo
> territoriale, pur nella conservazione della pluralità di
> vedute e sensibilità, si riescono a condurre discussioni
> ed elaborazioni maggiormente coinvolgenti e produttive. Il
> maggior coinvolgimento non vuol dire necessariamene minor
> differenza di vedute o minor conflitto, ma che differenze
> e coflitti vengono utilizzati come spunti di crescita e
> non come problemi o empasse.
>
> Il ritorno della comunità
>
> Il fatto che oggi esistano in Italia una decina di
> comunità che fanno parte di uno stesso progetto con modi
e
> tempi diversi, non significa che non esista oggi una
> volontà di cooperare e costruire un progetto nazionale
che
> guardi oltre le singole specificità. La nuova
> configurazione del network, nata un po' per caso e un po'
> a seguito di rielaborazioni locali, porta alla
> considerazione di un modo diverso d intendere Indymedia:
> non una comunità singola ma una pluralità di
comunità, non
> la ricerca di cooperazione all'interno di un solo progetto
> ma una cooperazione tra progetti simili che individuano
> una unicità d'intenti, nella reciproca autonomia.
>
> Nasce in questo modo Indymedia 2.0, che trova nel connubio
> tra esigenze collettive locali e progettualità comune la
> sua forza e la sua novità. Una comunità, in questo
senso,
> vissuta non come limite ma come opportunità.
>
> Un nodo della rete
>
> Ogni rete ha dei nodi ed ogni nodo non è altro che un
> singolo tassello con eguale dignità degli altri.
Indmedia
> Italia si configura in questo senso come un nodo della
> rete italiana di Indymedia, nel quale far confluire
> necessità ed energie tese alla copertura e alla
> elaborazione collettiva diversa da quela locale. Un nodo
> “primus inter pares” nel quale convogliare, nel
rispetto
> dell'autonomia dei singoli progetti, il flusso di
> informazione che ogni singolo Imc territoriale produce. Un
> nodo della rete che permetta di raccogliere il caos
> comunicativo prodotto da 10 indymedia e di renderlo
> fruibile.
>
> Il Web 2.0
>
> Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità
>
> Partiamo da una considerazione: oggi, nel web cooperativo
> e sociale il problema non è più il dove pubblicare il
> proprio contenuto. Migliaia di servizi e possibilità di
> tipo differente permettono a chiunque di pubblicare,
> uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per
> la maggior parte si tratti di luoghi commerciali che
> traggono profitto proprio dai contenuti caricati da
> migliaia di intelligenze che nulla hanno in cambio, non
> scoraggia nessuno. Oggi le esigenze sul web non sono più
> dunque solo riguardanti i luoghi dove pubblicare un
> contenuto, ma soprattutto concernono le possibilità di
> fruizione dei contenuti stessi. Tanta informazione
> equivale a nessuna. In questo senso Indymedia 2.0 si
> configura come progetto tendente alla ricerca di
modalità
> di comunicazione libera, attraverso queste
> caratteristiche:
>
> * L'anonimato e l'assenzadi log, perchè se esistono
> migliaia di possibilità di pubblicazione, è vero che
> praticamente nessuna tutela la privacy e il diritto a non
> diffondere le generalità di chi condivide il contenuto
>
> * La libertà di pubblicazione dietro una policy
comune
> , e la tutela che qualsiasi contenuto pubblicato non
verrà
> cancelato o censurato, ma semplicemente (se non in policy)
> nascosto. La maggior parte dei social media preferisce
> invece procedere all'eliminazione dei dati, se ritenuti
> scomodi per qualcuno o qualcosa.
>
> * La possibilità di gestire e personalizzare il
flusso
> informativo secondo le proprie esigenze e necessità, in
> modo da facilitare l'accesso ai contenuti e limitare il
> caos derivante dalla troppa informazione (che puo' anche
> semplicemente essere un minor tempo di visualizzazione
> delle notizie che scompaiono troppo in fretta).
>
> La nascita dei nodi
>
> A partire dai primi mesi del 2007 sono quindi nati dei
> process locali, da parte di gruppi di attivisti che
> componevano Indymedia Italia. Questo processo di
> ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di
> collaborazione, ha portato alla nascita di nodi del
> network di indymedia, geograficamente e territorialmente
> definiti. Sono nati nel 2007 Indymedia Toscana, Indymedia
> Napoli, Indymedia Piemonte, Indymedia Emilia Romagna,
> Indymedia Lombardia, Indymedia Roma, Indymedia Liguria,
> Indymedia Calabria. Sta completando le fasi del process
> internazionale Indymedia Abruzzo.
>
> La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha
> progressivamente ridefinito l'ottica e l'approccio con il
> mezzo indymedia, che è sato ricostruito su base locale,
> all'interno dei conflitti e delle contraddizioni locali.
> Nel meeting a Roma, lo scorso novembre si sono quindi
> gettate le basi per una nuova struttura delle indymedia
> italiane.
>
> Il disgregarsi di Indymedia Italia in tante indymedia
> autonome tra di loro sotto diversi aspetti è
naturalmente
> continuo oggetto di critiche e riflessioni: è indubbio
che
> viene meno un canale di input/output di informazione
> massicciamente usato e una folta comunità formatasi
> durante gloriosi 7 anni costellati da numerosi tentativi
> di chiusura da terzi. E' altresi importante però capire
i
> vantaggi del frazionamento: collettivi meno numerosi per
> costruire i contenuti, vivibili nella vita reale e non
> solo attraverso le liste, maggiori possibilità di legare
> con il territorio, siti che possono essere modificati
> nelle loro funzionalità in maniera più aperta e
reattiva,
> newswire più localizzati con meno frequenza di
> aggiornamento ma anche meno "rumore".
>
> La nuova struttura
>
> La nuova struttura del network italiano di Indymedia si
è
> quindi costituita secondo diverse funzioni di cui si
> sentiva la necessità:
>
> # Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc
> italiani e da progetti affini e la facilitazione della
> fruizione del flusso comunicativo. Una facilitazione non
> redazionale ma che prende il via dall'esigenza di
> rinnovare l'esperienza anche alla luce delle modifiche del
> web. Oggi il problema non è solo dare la possibilità
di
> pubblicare, ma anche fornire delle possibilità di
ordinare
> il flusso di informazioni e di creare una rete di
> informazioni indipendente.
>
> # Eventi : Indymedia Italia come nodo del network
> internazionale, al pari dei vari imc italiani, ma con
> funzioni e particolarità specifiche, dettate dalla sua
> specificità. Italy come Primus inter pares che puo'
> svolgere ruoli particolari che un imc territoriale non
> puo' fare. In particolare discussioni e elaborasioni su
>
> * Questioni nazionali ritenute importanti
> (mobilitazioni e manifestazioni nazionali)
> * Situazioni di particolare rilevanza
>
> # Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare
> i rapporti con il network ritornando a sviluppare una
> progetualità che si snodi anche attraverso le relazione
> internazionale
>
> Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto
> Indymedia Italia rendendolo punto di aggregazione dei
> contenuti prodotti dagli indymedia di lingua italiana e
> non solo, sia a livello di newswire sia a livello di
> feature.
>
> L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di
> open publishing in user generated content, la
> prolificazione di blog e piattaforme, sempre più
gestibili
> , di informazioni comportano una maniera diversa di
> ripensare Indymedia, che in questo momento si propone di
> essere punto di aggregazione di diversi media antagonisti.
>
> Funzionamento dell'aggregatore
>
> # La parte tecnica : Descrizione della parte tecnica
> sviluppata con il software MIR in lavorazione qui
>
> * Indy Italia ha deciso di utilizzare Mir come puro
> aggregatore di contenuti in una logica di assoluto
> rispetto delle autonomie dei nodi. L'aggregatore non può
> scavalcare in alcun modo le decisioni assunte dal nodo
> locale e non possiede alcuna "redazione".
>
> Strumenti di lavoro
>
> # Colonna centrale :
>
> * Una feature "in evidenza", spazialmente in alto
> nella pagina, sopra a tutto. I contenuti presenti possono
> essere semplici cappelli di diverse feature locali oppure
> feature elaborate collettivamente in una lista apposita,
> attraverso una discussione non solo locale ma nazionale.
> Questo tipo di contenuti viene eleborato nella lista
> Italy-content, attraverso la scrittura collettiva.
>
> * Subito sotto una divisione in 3 colonne dove
> aggregare le features provenienti dagli imc di lingua
> italiana, essendo presenti anche i contenuti di Indymedia
> Svizzera e le traduzioni (non sempre complete) di
> Indymedia.org. Questo spazio sarà suddiviso in base
> all'argomento della feature:
>
> *
> o Locale - Ovvero le features che i nodi locali
> ritengono legate al proprio territorio e quindi
> geograficamente definite.
>
> *
> o Nazionale - Ovvero i contributi e le features
> di carattere nazionale prodotte dagli imc italiofoni.
>
> *
> o Internazionale - Ovvero le features che
> riguardano argomenti internazionali prodotte dai nodi
> italiani, da indymedia.org e da indymedia svizzera.
>
> La nuova struttura di Indymedia Italia vuole conservare la
> ricchezza della scrittura collettiva che verrebbe
> effettuata in una lista apposita: Italy-content. In una
> sua prima sperimentazione la lista nasce come spazio
> collaborativo tra imc locali. Si è pensato di
sperimentare
> questa differente modalità di costruzione dei contenuti,
> memori del fatto che uno dei problemi di Indymedia Italia
> è stata la Lista Editorial e la sua degenerazione. Tale
> lista aveva infatti perso le sua caratteristiche di
> collaborazione nelle differenze e seguendo logiche che
> avevano poco a che fare con il consenso. Si vuole dunque
> puntare a recuperarne gli aspetti collaborativi e positivi
> , sperimentando la produzione di contenuti su iniziativa
> dei nodi territoriali, lasciando tuttavia aperta a tutti
> l'iscrizione e la partecipazione a tale lista.
>
> * Subito sotto, un luogo dove aggregare i feed da
> altri siti affini. Sono stati individuati per ora i
> seguenti possibili siti affini per policy e
progettualità:
>
> *
> o supportolegale
>
> *
> o ngvision
>
> *
> o copydown
>
> *
> o cavallette
>
> *
> o ecn/antifa
>
> # Newswire Aggregazione dei feed dai nodi italiani di
> indymedia. Con le seguenti caratteristiche:
>
> * 2 diverse possibilità di visualizzazione da parte
> dell'utente: tutto unito
>
> o quadripartito.
>
> *
> o Newswire quadripartito: divisione del newswire
> in 4 tipologie di contenuti, trasversali a tutti i nodi:
> News | Opinioni | Reposting da altri media | Comunicati
>
> *
> o Newswire tutto unito: tutti i post
> visualizzati insieme con un marker colorato per ogni
> tipologia
>
> *
> o Inserimento dei post in 6 macroaree tematiche,
> che tengono conto delle specificità delle categorie dei
> nodi
>
> *
> o
> + diritti e lotte sociali (casa, lavoro,
> antiproibizionismo, antifascismo, antipsichiatria, gender
> ..)
>
> *
> o
> + ambienti, animalismi ed ecologie
>
> *
> o
> + sistemi e processi repressivi (carcere,
> processi, poteri ..)
>
> *
> o
> + saperi (studenti, hacking)
>
> *
> o
> + processi globali (migrazioni, guerre e
> conflitti, mafie)
>
> *
> o
> + culture, arti e media
>
> A loro volta, in una pagina a parte, si costruirà
> un'albero di corrispondenze delle categorie degli imc
> nazionali che renda conto della complessità,
specificando
> le reciproche scelte.
>
> # Liste di coordinamento
>
> * Italy-list - Gestionale - Discussione di carattere
> generale (apertura nuovi imc, finanze, merchandising,
> problemi politici)
>
> * Italy-content - Luogo di produzione edi contenuti e
> collaborazione tra imc - Ad iscrizione libera, con archivi
> pubblici
>
> * Italy-tech - luogo di coordinamento tecnico per
> aggregatore e cms usati dai vari siti, nonchè per la
> gestione del server.
>
> * Italy-legal - questioni legali
>
> La policy e le linee guida di aggregazione
>
> Le linee guida di aggregazione
>
> 1 - Il riconoscimento della necessità di un ambito
> collaborativo che superi le pur importanti specificità
dei
> nodi territoriali offrendo un luogo ulteriore di sintesi
> di quanto viene prodotto dai nodi stessi.
>
> 2 - La necessità di tutelare il diritto alla privacy e
> all'anonimato nei confronti di chi scrive, legge e visita
> indymedia
>
> 3 - La necessità di tutelare i contenuti prodotti,
> qualsiasi essi siano, attraverso lo strumento dell'hiding
> (nascondimento). Da ciò ne consegue il rifiuto della
> cancellazione di contenuti e dell'intervento sui post
> prodotti da parte degli amministratori del sito (che non
> siano dati sensibili, di cui sopra).
>
> 4 - La pratica tendente alla formazione di reti di
> attivisti che agiscono in quanto singoli, il più
possibile
> liberi da legami identitari e il rifiuto della creazione
> di collettivi chiusi o essi stessi identitari
>
> 5 - La riaffermazione di Indymedia come "metodo", da cui
> ne consegue il fatto che è plausibile che di indymedie
ne
> esistano più di una su di un territorio (come ad esempio
> l'italia) e che il valore aggiunto a queste esperienze è
> quello che le porta a collaborare e intessere reciproche
> contaminazioni.
>
> 6 - La necessità di riaffermare i rispettivi ambiti di
> autonomia e sperimentazione, che nella vecchia italy si
> erano persi per via della burocratizzazione
> dell'esperienza
>
> 7 - La presenza di una policy conosciuta e condivisa da
> chi partecipa ad Indymedia Italia.
>
>
> --
> "Troppi click rendono gli uomini stupidi" [Saggezza
> Napoletana]
>
> Quache parola:
> http://ombra.noblogs.org
>
> Colonna sonora:
> http://www.jamendo.com/it/artist/orxata/
> http://www.jamendo.com/it/artist/geradorzero/
> http://www.jamendo.com/it/artist/pornophonique/
>
>
> _______________________________________________
> Italy-process mailing list
> Italy-process a lists.indymedia.org
> http://lists.indymedia.org/mailman/listinfo/italy-process
Maggiori informazioni sulla lista
Italy-process