[Italy-process] A proposito di italy.indymedia
ombra
ombra a riseup.net
Sab 5 Lug 2008 04:22:22 PDT
L'assemblea di CMI Toscana scrive:
> Prima di tutto ci scusiamo per il ritardo con il quale scriviamo queste
> righe, solo la sera del 1 luglio siamo riusciti finalmente a fare una
> assemblea e discutere dal vivo di queste cose.
Premessa:
Non so quale esito possa avere una discussione effettuata in queto luogo
in cui non ci sono toscani iscritti (almeno ufficialmente) se non qualcuno
a titolo personale. Come ho già avuto modo di dire in passato per
situazioni analoghe, la logica dei comunicati, delle lettere, dei pizzini,
mi è estranea in questo tipo di progetti, perchè mi sa _davvero_ tanto di
una modalità per ribadire la propria posizione sottraendosi al confronto.
MA puo' essere anche una mia sensazione dettata dalla frustrazione di
poter rispondere solo ad una generica mail "Indymedia Toscana". Ma tant'è,
ognuno sceglie di rapportarsi con gli altri come vuole.
> Abbiamo, stringatamente, scritto sulle nostre pagine web che
> toscana.indymedia "potrà in futuro essere integrato in un network
> geografico italiano." (http://toscana.indymedia.org/about_us) e lo
> abbiamo sempre inteso comeriferimento ad una struttura basata su un
> semplice "web-aggregatore" dei diversi nodi che prevedesse - solo in
> casi limitati ed eccezionali - la produzione autonoma di contenuti. Il
> tutto gestito da una lista aperta nella quale condividere esperienze,
> collaborazioni e problemi legati al fare informazione indipendente.
Infatti non capisco cosa ci sia di diverso tra queste vostre parole e la
realtà di indy italia. Il fatto, come dite dopo, che ci siano 2 liste e
dei principi di aggregazione? ok, prendiamo per buone queste perplessità.
La cosa interessante è tuttavia un'altra.
Indy Italia nasce come sistema non perfetto di interazione tra esperienze
diverse. Questo è pacifico, così come è pacifico il fatto che il metodo
utilizzato per organizzarsi sia fallibile e discutibile.
Ora, non è mai stato necessario dover far parte di Indymedia Italia e
infatti Toscana non ha mai fatto parte formalmente del percorso fatto qui
su process. C'erano solo individui a carattere personale. Solo che il
fatto che siano state fatte presenti alcune cose nel corso di questi 2
anni, sotto forma di input esterni, credo non abbia giovato alla
discussione e al suo sviluppo.
Entrando nel merito delle perplessità, non capisco se a far paura siano la
presenza di 2 liste (quindi un mezzo) o come esse possano essere usate (ma
allora anche una sola dovrebbe far paura).
Non capisco perchè dovrebbero far paura dei criteri decisi tutti insieme e
che non aggiungono nulla di piu' rispetto alle policy:
1- presenza di una policy approvata dal network
2- tutela dell'anonimato (che è una specifica del punto 1)
3- legittimità del nodo locale nel trovare collaborazione alla tutela
della privacy nel momento in cui si trova a vivere una situazione
particolare (come gli emiliani ultimamente) e i cui sforzi verrebbero
annullati dalla presenza di altri nodi che su cui pubblicare cazzate
pericolose e che senza coordinazione vanificherebbe lo sforzo del locale
4- tutela dell'integrità dei contenuti (che è una specifica del punto 1)
5- disponibilità a collaborare con gli altri (che è lapalissiano)
Ora, io non discuto che ci possano essere perplessità, ma vorrei davvero
capire nel merito _da cosa_ si evince che italy possa diventale altro che
un luogo di collaborazione pari agli altri nodi del network, ma diverso
per tipologia (aggrega). Anche perchè, vorrei sottolineare che "diverso
nella tipologia" non è uguale a "superiore/inferiore".
> Il risultato uscito dai due meeting (Roma e Bologna) e indirizzato alla
> costruzione della nuova italy.indymedia ci sembra vada in una direzione
> diversa da quella che ci interessa: la creazione delle due liste
> nazionali che sembrano riproporre, per quanto in buona fede, la
> struttura di indymedia 1.0, viene addirittura proposta una policy,
> chiamata "principi di aggregazione", che ci sembra alquanto inutile, in
> un contesto nel quale ad essere aggregati in maniera organica sono nodi
> del network internazionale di indymedia che hanno gia' superato un
> process e che hanno quindi una policy accettata dal network globale.
A parte il fatto che non è una policy, ma non voglio farne una questione
di lana caprina. Il concetto è diverso: sull'aggregatore non verranno
pubblicati contenuti (salvo le "superftr" che non saranno altro che una
roba proposta dagli imc locali che verrà rivista collettivamente), per cui
non c'e' bisogno di una policy. C'è bisogno di un qualcosa che definisca
delle regole per cui ci son dei contenuti e non altri. La regola
principale è quella di appartenere al network. Le altre sono sue
specificazioni oppure nescono da esigenze di collaborazione derivanti da
un network italiano molto ampio (10 imc o quasi). Quindi dal fatto che o
si concordano determinate cose, oppure si fa fatica a collaborare. Che non
vuol dire creare delle regole imprescindibili, ma semplicemente darsi dei
criteri sempre reinterpretabili e revisionabili. In particolare sono 2 le
cose che si spingono oltre alla policy del network: collaborare nelle
situazioni difficili (editing dei dati pericolosi segnalati da un nodo) e
disponibilità al confronto in sede nazionale. Sono principi di
COLLABORAZIONE creati insieme. Non sono regole cui se non ti attieni non
vieni aggregato. Anche perchè ogni divergenza andrebbe affrontata con la
discussione, anche su queste cose. I principi assoluti li lascio ad altri
piu' bravi. Per me valgono delle regole cooperative e operative scelte da
tutti. Se cambiano questi "tutti" si rivedono le regole. E' ovvio, senno'
saremmo in un altro luogo.
Ed è per questo che dal meeting di Bologna è uscito il fatto che non ci
fosse un NO pregiudiziale a Lombarida e Svizzera, ma che visto che c'erano
delle perplessità su alcune cose accadute e/o previste, si aprissero degli
spazi di discussione. Perchè cooperare vuol dire essere disposi a
discutere senza comunicati.
> Per dirla in una sola frase, ci sembra che questo aggregatore nasca come
> una struttura troppo "pesante" e che, nonostante tutte le migliori
> intenzioni possibili, rischia di gravare sui singoli nodi esistenti e
> che potrebbe riproporre, nel peggiore dei casi, alcuni dei meccanismi
> esistenti nella "vecchia" italy.indymedia e da molti criticati.
Puo' esserci il rischio qui come altrove. Far in modo che alcune cose non
accadono è compito di tutti pero'. Senno' è una profezia che si
autoavvera.
> Per queste ragioni non ci sentiamo in sintonia con questo progetto e
> quindi chiediamo di non considerare il nodo di indymedia toscana tra
> quelli partecipanti alla nuova italy.indymedia.
Questo non l'ho capito bene. Nel senso: capisco che non volete far parte
di questo progetto. Legittimo e anche abbastanza poco una novità. Ma come
va intesa operativamente questa cosa?
- non volete essere aggregati?
- Se per esempio si decidesse di aggregare il newswire e non le ftr?
- non volete essere linkati?
sarebbe bello avere una chiareza su questo punto (dal punto di vista
operativo eh, perchè il resto è chiaro)
> Ci piace pensare, pero', che ci siano comunque spazi di collaborazione e
> confronto tipici dei nodi di uno stesso network. Come abbiamo gia'
> dimostrato con i fatti di questi ultimi due anni, saremo sempre
> disponibili alla collaborazione ed alla condivisione con tutti i nodi
> che fanno parte del network indymedia di lingua italiana (e non solo) e
> speriamo che lo stesso atteggiamento sia condiviso da essi.
Quello credo che non sia in discussione.
> L' Assemblea di CMI Toscana
maska, che ha piacere di conoscere la Sig.ra Assemblea.
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