[Italy-process] [Indymedia 2.0] definitiva

kri kri a inventati.org
Lun 2 Giu 2008 15:34:42 PDT




On Sun, 25 May 2008 09:32:56 +0200 (CEST), "ombra" <ombra a riseup.net>
wrote:
> Dunque, ho ricostituito il lavoro di kri. Questa è la prima parte del
> documentone, vista e rivista. Vi pregherei di legerla bene. Se va bene e
> non ci sono questioni, la darei per assodata. La seconda parte (da
> "funzionamento dell'aggregatore" fino alla fine) arriverà presto.

eccola!
[piccola premessa: solito lavoro di riassetto della fluidità dei discorsi
+ nessuno stavolgimento dei concetti + parole "nuove" in maiuscolo]
maska... lo ricomporrai, vero?! :)
...che stavolta la formattazione è pure meno peggio dell'altra...

kri

Funzionamento dell'aggregatore
# La parte tecnica : Descrizione della parte tecnica sviluppata con il
software MIR in lavorazione qui 
* Indy Italia ha deciso di utilizzare Mir come semplice aggregatore di
contenuti in una logica di assoluto rispetto delle autonomie dei nodi.
L'aggregatore non può scavalcare in alcun modo le decisioni assunte dal
nodo locale e non possiede alcuna "redazione". 
Strumenti di lavoro 
# Colonna centrale : 
* Una feature "in evidenza", collocata nella parte più alta della pagina.
I contenuti possono essere articolati o come cappelli introduttivi a
diverse feature locali che approfondiscono la stessa tematica oppure come
feature elaborate in una discussione di respiro nazionale e scritte
colletivamente in una lista apposita: Italy-content.

* Sotto questa parte ci sarà una parte divisa in 3 colonne dove aggregare
le features provenienti dagli imc di lingua italiana, essendo presenti
anche i contenuti di Indymedia Svizzera e le traduzioni (non sempre
complete) di Indymedia.org. Questo spazio sarà tripartito in base alla
portata dell’argomento della feature: 
*  Locale - Ovvero quello delle features che i nodi locali ritengono legate
al proprio territorio e quindi geograficamente definite. 
*  Nazionale – Ovvero quello dei contributi e delle features di carattere
nazionale prodotte dagli imc italiofoni. 
*  Internazionale - Ovvero quello delle features che riguardano argomenti
internazionali prodotte dai nodi italiani, da indymedia.org e da indymedia
svizzera.

La nuova struttura di Indymedia Italia vuole conservare la ricchezza della
pratica della scrittura collettiva che verrebbe effettuata nella lista
Italy-content. In una sua prima sperimentazione la lista nasce come spazio
collaborativo tra imc locali. 
Si è pensato di sperimentare questa modalità di costruzione dei
contenuti, memori del fatto che uno dei maggiori problemi di Indymedia
Italia è stata la Lista Editorial e la sua degenerazione. Tale lista aveva
infatti perso la ricchezza di essere uno spazio di collaborazione tra le
differenze, a causa di modalità di interazione che si muovevano di fatto
in base a logiche che avevano poco a che fare con il metodo consenso. Nella
lista Italy-content si vuole dunque puntare a recuperare gli aspetti
collaborativi e positivi di Editorial, sperimentando la produzione di
contenuti su iniziativa dei nodi territoriali, ma lasciando tuttavia aperta
a tutti l'iscrizione e la partecipazione. 

* Subito sotto, si sarà uno spazio dove aggregare i feed da altri siti
affini, per policy e progettualità. Sono stati individuati per ora i
seguenti possibili siti affini:

* o supportolegale 
* o ngvision 
* o copydown 
* o cavallette 
* o ecn/antifa 

# Newswire:
 Aggregazione dei feed dai nodi italiani di indymedia, con le seguenti
caratteristiche:
* o Newswire quadripartito: divisione del newswire in 4 tipologie di
contenuti, trasversali a tutti i nodi: News | Opinioni | Reposting da altri
media | Comunicati. Si stanno implementando altre possibilità di
visualizzazione. 
* o Inserimento dei post in 6 macroaree tematiche, che accolgono le
specificità e le differenze delle categorie definite dai nodi locali
* o + diritti e lotte sociali (casa, lavoro, antiproibizionismo,
antifascismo, antipsichiatria, gender ...)
* o + ambienti, animalismi ed ecologie 
* o + sistemi e processi repressivi (carcere, processi, poteri ..) 
* o + saperi (studenti, hacking) * o + processi globali (migrazioni, guerre
e conflitti, mafie) 
* o + culture, arti e media

In una pagina a parte, si costruirà comunque un'albero di corrispondenze
tra le categorie degli imc locali, che sintetizzi la complessità,
specificando le singole scelte. 

# Liste di coordinamento 
* Italy-list - Gestionale - Discussione di carattere generale (apertura
nuovi imc, finanze, merchandising, problemi politici) 
* Italy-content - Luogo di produzione di contenuti e di collaborazione tra
i vari imc - Ad iscrizione libera, con archivi pubblici 
* Italy-tech - luogo di coordinamento tecnico per aggregatore e cms usati
dai vari siti, nonchè per la gestione del server. 
* Italy-legal - questioni legali, policy e linee guida di aggregazione

Le linee guida di aggregazione 
1 - Il riconoscimento della necessità di un ambito collaborativo che
superi le pur importanti specificità dei nodi territoriali creando uno
spazio di sintesi e DI VISIONE SINOTTICA di quanto viene prodotto dai nodi
stessi. 
2 - La necessità di tutelare il diritto alla privacy e all'anonimato nei
confronti di chi scrive, legge e visita indymedia 
3 - La necessità di tutelare i contenuti prodotti, qualsiasi essi siano,
attraverso lo strumento dell'hiding (nascondimento). Ne consegue il rifiuto
della cancellazione di contenuti e dell'intervento sui post prodotti da
parte degli amministratori del sito (che non siano dati sensibili, di cui
sopra). 
4 – L’AUSPICATA formazione di reti di attivisti che agiscano come
singoli, il più possibile liberi da legami identitari e il rifiuto della
creazione di collettivi chiusi o essi stessi identitari 
5 - La riaffermazione di Indymedia come "metodo", da cui ne consegue il
fatto che è plausibile che di indymedie ne esistano più di una su di un
territorio (come ad esempio l'italia) e che il valore aggiunto a queste
esperienze è quello che le porta a collaborare e intessere reciproche
contaminazioni. 
6 - La necessità di riaffermare i rispettivi ambiti di autonomia e
sperimentazione che nella vecchia italy si erano persi, soprattutto per  la
burocratizzazione dell'esperienza.
7 - La presenza di una policy conosciuta e condivisa da chi partecipa ad
Indymedia Italia.


> ---
> 
> Indymedia Italia 2.0
> 
> Nel dicembre 2006 indymedia italia ha deciso di sospendere la
> pubblicazione sulle sue pagine, con l'intenzione di marcare una radicale
> discontinuità nel percorso politico che la comunità stava seguendo.
> La crisi che il network italiano attraversava e che ha portato a questa
> decisione è stata determinata dai seguenti fattori:
> 
>     * il non funzionamento del metodo del consenso utilizzato nelle
liste;
> 
>     * il dissolvimento di indymedia italia come comunita';
> 
>     * il crollo del livello di partecipazione e della consapevolezza
dello
> strumento;
> 
>     * la conseguente burocratizzazione di alcuni ambiti decisionali, ad
> esempio italy list e italy editorial editorial;
> 
>     * la parziale arretratezza dello strumento nel panorama del
cosiddetto
> "web 2.0"
> 
> Per una trattazione più approfondita delle cause e delle motivazioni che
> hanno portato al congelamento del sito, si faccia riferimento al report
> del Meeting X.
> 
> Durante l’incontro torinese, molto partecipato, fu decretata, con il
> metodo del consenso e non senza sofferenza, la decisione del congelamento
> del sito, attuata di fatto alla scadenza della deadline decisa al X
> Meeting.
> 
> La chiusura di quella fase avrebbe però consentito, nelle intenzioni di
> molt*, di aprire un nuovo spazio di discussione per Indymedia 2.
> 
> Nel frattempo, mentre il nuovo process nazionale stentava a decollare,
gli
> attivisti e le
> attiviste della vecchia indymedia italia hanno cominciato a riaggregarsi
> intorno a comunità più ristrette, geograficamente determinate, dando
> l'avvio a percorsi separati che hanno portato all'attuale strutturazione
> dei diversi imc italiani.
> 
> La chiusura di Indymedia Italia
> 
> Dall'Independent media center Italia alla rete degli Imc italiani.
> 
> Il processo che ha portato la sospensione del progetto Indymedia Italia e
> la sua riconfigurazione in termini differenti, nasce da alcune
> considerazioni che dal 2006 ad oggi sono state condotte dalla rete degli
> attivisti che si sono impegnati nella ridefinizione del progetto.
> Schematicamente eccole elencate.
> 
> La dissoluzione della comunità
> 
> Indymedia Italia ha puntato costantemente alla costruzione ed al
> mantenimento di una comunità nazionale in grado di consentire una
> pluralità di linguaggi e l'incontro di differenti esperienze di
> resistenza
> e pratica politica in Italia, oltre che alla narrazione collettiva a
> partecipata della realtà. Negli ultimi anni la comunità era una
semplice
> scatola vuota, una definizione oramai inadeguata per una realtà che non
> esisteva più.
> 
> L'esistenza di un'unica comunità, unificante e totalizzante, quale
> spazio in cui contenere le differenze, tutelandole come singole minoranze
> attraverso l'applicazione del metodo del consenso, non risultava
> essere più sufficiente e soddisfacente. Una lista generale (italy-list)
> ed
> una editoriale (italy-editorial) non riuscivano più ad essere i
> contenitori delle energie e delle spinte che derivavano dalle singole
> comunità territoriali, diventando di fatto gli strumenti manutentori di
> uno status quo prevalentemente procedurale/strumentale che determinava di
> fatto
> il blocco di ogni innovazione tecnica, metodologica e
> politica.
> 
> L'emergere progressivo di singole comunità in aree
> territoriali definite (regioni, grandi città, ecc) si contrapponeva al
> “nazionale” in chiave oppositiva. Il conflitto in quanto tale non
veniva
> percepito più come spinta al cambiamento e possibile prassi in grado di
> rinnovare il progetto, ma come contrapposizione tendente
all'annientamento
> dell'”altro”, giocato spesso a livello di sottocomunità. Del resto, la
> maggiore
> facilità di incontro e di elaborazione che permetteva la vicinanza
> geografica, era un fattore determinante nella formazione di “sentire
> comuni” geograficamente determinati e non condivisibili a livello
> nazionale.
> 
> In quest'ottica, la chiusura del sito di Indymedia Italia non è stata
> altro che la conseguenza inevitabile della presa d'atto di tale
> situazione,
> nonchè un gesto necessario a ricercare le forme e le modalità per
> rilanciare il progetto.
> 
> La rete italiana di indymedia nasce a partire dalla riflessione su
> questa situazione. Un progetto come quello di un centro di media
> indipendenti, necessita di una comunità in grado di essere da stimolo e
> luogo di riflessione ed azione. I gruppi locali, che sono senz'altro in
> grado di interagire fisicamente con maggiore frequenza e di discutere su
> temi e questioni locali e non locali con più facilità, possono
> rispondere
> a questa necessità ed essere propulsori di sinergie positive. Infatti,
> nelle singole comunità di indymedia dove si è costruito un nodo
> territoriale, pur nella conservazione della pluralità di vedute e
> sensibilità, si riescono a condurre discussioni ed elaborazioni
> maggiormente coinvolgenti e produttive, declinando le differenze ed i
> conflitti come spunti di crescita piuttosto che come problematiche
> empasse.
> 
> Il ritorno della comunità
> 
> Il fatto che oggi esistano in Italia una decina di comunità che fanno
> parte di uno stesso progetto con modi e tempi diversi, non significa che
> non esista oggi una volontà di cooperare e costruire un progetto
> nazionale
> che guardi oltre le singole specificità. La nuova configurazione del
> network, nata un po' per caso ed un po' a seguito di rielaborazioni
> locali,
> porta alla considerazione di un modo diverso d intendere Indymedia: non
> una
> comunità singola ma una pluralità di comunità, non la ricerca di
> cooperazione all'interno di un solo progetto ma una cooperazione tra
> progetti simili che individuano unicità d'intenti, nella reciproca
> autonomia. Nasce in questo modo Indymedia 2.0, che trova nel connubio tra
> esigenze collettive locali e progettualità comune la sua forza e la sua
> novità. Una comunità, in questo senso, vissuta non come limite ma come
> opportunità.
> 
> Un nodo della rete
> 
> Ogni rete ha dei nodi ed ogni nodo non è altro che un elemento messo a
> sistema, uguale agli altri per importanza/ruolo. Indymedia Italia si
> configura in questo senso come un nodo della rete italiana di Indymedia,
> nel quale far confluire necessità ed energie tese alla copertura e alla
> elaborazione collettiva diversa da quella strettamente locale. Un nodo
> “primus inter pares” nel quale convogliare, nel rispetto dell'autonomia
> dei singoli progetti, il flusso di informazione che ogni singolo Imc
> territoriale produce. Un nodo della rete che permetta di raccogliere il
> caos comunicativo prodotto da 10 indymedia e di renderlo fruibile.
> 
> Il Web 2.0
> 
> Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità
> Partiamo da una considerazione: oggi, nel web cooperativo e sociale, non
> esiste più il problema dello spazio dove pubblicare i propri contenut.
> Migliaia di servizi e possibilità di tipo differente permettono a
> chiunque
> di pubblicare, uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per
la
> maggior parte si tratti di luoghi commerciali che traggono profitto
> proprio
> dai contenuti caricati da migliaia di intelligenze che nulla hanno in
> cambio, non scoraggia nessuno. Oggi le riflessioni critiche rispetto al
> web
> non riguardano più dunque solo i luoghi dove pubblicare un contenuto, ma
> soprattutto concernono le possibilità di fruizione dei contenuti stessi.
> Tanta informazione equivale a nessuna. In questo senso Indymedia 2.0 si
> configura come progetto tendente alla ricerca di modalità di
> comunicazione
> libera, attraverso queste caratteristiche:
> * L'anonimato e l'assenza di log, perchè, se è vero che esistono
> migliaia
> di possibilità di pubblicazione, praticamente nessuna tutela la privacy
> ed
> il diritto a non diffondere le generalità di chi condivide il contenuto.
> * La libertà di pubblicazione dietro una policy comune, e la tutela che
> qualsiasi contenuto pubblicato non verrà cancellato o censurato, ma
> semplicemente (se non in policy) nascosto. La maggior parte dei social
> media preferisce invece procedere all'eliminazione dei dati, se ritenuti
> scomodi per qualcuno o qualcosa.
> * La possibilità di gestire e personalizzare il flusso informativo
> secondo
> le proprie esigenze e necessità, in modo da facilitare l'accesso ai
> contenuti e limitare il caos derivante dalla troppa informazione (che
puo'
> anche semplicemente tradursi in un minor tempo di visualizzazione delle
> notizie che scompaiono in fretta).
> 
> La nascita dei nodi
> A partire dai primi mesi del 2007 sono partiti dei process locali, da
> parte
> di gruppi di attivisti che componevano Indymedia Italia. Questo processo
> di
> ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di collaborazione, ha
> portato alla nascita di nodi del network di indymedia, geograficamente e
> territorialmente definiti. Sono nati nel 2007: Indymedia Toscana,
> Indymedia
> Napoli, Indymedia Piemonte, Indymedia Emilia Romagna, Indymedia
Lombardia,
> Indymedia Roma, Indymedia Liguria, Indymedia Calabria. Indymedia Abruzzo
> sta completando le fasi del process internazionale.
> 
> La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha progressivamente
> ridefinito l'ottica e l'approccio con il mezzo, che è stato ricostruito
> su
> base territoriale, all'interno dei conflitti e delle contraddizioni
> locali.
> Nel meeting a Roma, nel novembre 2007 si sono quindi gettate le basi per
> una nuova struttura delle indymedia italiane.
> 
> Il disgregarsi di Indymedia Italia in tanti nodi di indymedia, autonomi
> tra
> di loro, è naturalmente continuo oggetto di critiche e riflessioni,
sotto
> diversi aspetti. E' indubbio che sono venuti meno il canale di
> input/output
> di informazione massicciamente usato e la folta comunità formatasi
> durante
> i  gloriosi 7 anni di Indymedia Italia, peraltro costellati da numerosi
> tentativi di chiusura da terzi. E' altresì importante capire i vantaggi
> del frazionamento: collettivi meno numerosi per costruire i contenuti,
che
> possono crescere e confrontarsi nella vita reale e non solo attraverso le
> liste, maggiori possibilità di legare con il territorio, siti web che
> possono essere modificati nelle loro funzionalità in maniera più aperta
> e
> reattiva, newswire più localizzati, con meno frequenza di aggiornamento,
> ma anche meno spam e/o contenuti fuori policy.
> 
> 
> La nuova struttura
> La nuova struttura del network italiano di Indymedia si è quindi
> costituita secondo diverse funzioni di cui si sentiva la necessità:
> # Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc italiani e da
> progetti affini e la facilitazione della fruizione del flusso
> comunicativo.
> Una facilitazione non redazionale che prende il via dall'esigenza di
> rinnovare l'esperienza, anche alla luce delle modifiche del web. Oggi il
> problema non è solo dare la possibilità di pubblicare, ma anche fornire
> delle possibilità di ordinare il flusso di informazioni e di creare una
> rete di informazioni indipendente.
> # Eventi : Indymedia Italia come nodo del network internazionale, al pari
> dei vari imc italiani, ma con funzioni e particolarità specifiche,
> dettate
> dalla sua specificità. Italy come Primus inter pares che puo' svolgere
> ruoli particolari che un imc territoriale non puo' fare. In particolare
> discussioni e elaborazioni su
> 
> * Questioni nazionali ritenute importanti (mobilitazioni e manifestazioni
> nazionali)
> *Situazioni di particolare rilevanza
> 
> # Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare i rapporti con
> il
> network ritornando a sviluppare una progettualità che si snodi anche
> attraverso le relazione internazionale.
> 
>  Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto Indymedia Italia
> rendendolo punto di aggregazione dei contenuti prodotti dagli indymedia
di
> lingua italiana e non solo, sia a livello di newswire sia a livello di
> feature.
> 
> L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di open publishing
in
> user generated content, la prolificazione di blog e piattaforme di
> informazioni, sempre più gestibili, comportano una maniera diversa di
> ripensare Indymedia, che in questo momento si propone di essere punto di
> aggregazione di diversi media antagonisti.
> 
> 
>
-- 
Se pensi che il mondo sia piatto allora sei arrivata alla fine del mondo.
Se credi che il mondo sia tondo allora sali: incomincia un girotondo! [la
foglia che non ebbe il coraggio di salire]




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