[Italy-process] [Documentone finale]

ombra ombra a riseup.net
Mer 11 Giu 2008 08:12:54 PDT


Fatto e finito il documentone finale per la riapertura i indy italia.

Al via le traduzioni. Ce la facciamo in tempi brevi? Anglofoni? Spagnolofoni?
Ecceterofoni?

maska

--
[Indymedia Italia 2.0]

Nel dicembre 2006 indymedia italia ha deciso di sospendere la
pubblicazione sulle sue pagine, con l'intenzione di marcare una radicale
discontinuità nel percorso politico che la comunità stava seguendo.
La crisi che il network italiano attraversava e che ha portato a questa
decisione è stata determinata dai seguenti fattori:

- il non funzionamento del metodo del consenso utilizzato nelle liste;

- il dissolvimento di indymedia italia come comunita';

- il crollo del livello di partecipazione e della consapevolezza dello
strumento;

- la conseguente burocratizzazione di alcuni ambiti decisionali, ad
esempio italy list e italy editorial editorial;

- la parziale arretratezza dello strumento nel panorama del cosiddetto
"web 2.0"

Per una trattazione più approfondita delle cause e delle motivazioni che
hanno portato al congelamento del sito, si faccia riferimento al report
del Meeting X.

Durante l’incontro torinese, molto partecipato, fu decretata, con il
metodo del consenso e non senza sofferenza, la decisione del congelamento
del sito, attuata di fatto alla scadenza della deadline decisa al X
Meeting.

La chiusura di quella fase avrebbe però consentito, nelle intenzioni di
molt*, di aprire un nuovo spazio di discussione per Indymedia 2.

Nel frattempo, mentre il nuovo process nazionale stentava a decollare, gli
attivisti e le attiviste della vecchia indymedia italia hanno cominciato a
riaggregarsi
intorno a comunità più ristrette, geograficamente determinate, dando
l'avvio a percorsi separati che hanno portato all'attuale strutturazione
dei diversi imc italiani.

[La chiusura di Indymedia Italia]

Dall'Independent media center Italia alla rete degli Imc italiani.
Il processo che ha portato la sospensione del progetto Indymedia Italia e
la sua riconfigurazione in termini differenti, nasce da alcune
considerazioni che dal 2006 ad oggi sono state condotte dalla rete degli
attivisti che si sono impegnati nella ridefinizione del progetto.
Schematicamente eccole elencate.

La dissoluzione della comunità
Indymedia Italia ha puntato costantemente alla costruzione ed al
mantenimento di una comunità nazionale in grado di consentire una
pluralità di linguaggi e l'incontro di differenti esperienze di resistenza
e pratica politica in Italia, oltre che alla narrazione collettiva a
partecipata della realtà. Negli ultimi anni la comunità era una semplice
scatola vuota, una definizione oramai inadeguata per una realtà che non
esisteva più.

L'esistenza di un'unica comunità, unificante e totalizzante, quale spazio
in cui contenere le differenze, tutelandole come singole minoranze
attraverso l'applicazione del metodo del consenso, non risultava essere
più sufficiente e soddisfacente. Una lista generale (italy-list) ed una
editoriale (italy-editorial) non riuscivano più ad essere i
contenitori delle energie e delle spinte che derivavano dalle singole
comunità territoriali, diventando di fatto gli strumenti manutentori di
uno status quo prevalentemente procedurale/strumentale che determinava di
fatto il blocco di ogni innovazione tecnica, metodologica e politica.

L'emergere progressivo di singole comunità in aree territoriali definite
(regioni, grandi città, ecc) si contrapponeva al “nazionale” in chiave
oppositiva. Il conflitto in quanto tale non veniva percepito più come
spinta al cambiamento e possibile prassi in grado di rinnovare il
progetto, ma come contrapposizione tendente all'annientamento
dell'”altro”, giocato spesso a livello di sottocomunità. Del resto, la
maggiore facilità di incontro e di elaborazione che permetteva la
vicinanza geografica, era un fattore determinante nella formazione di
“sentire comuni” geograficamente determinati e non condivisibili a livello
nazionale.

In quest'ottica, la chiusura del sito di Indymedia Italia non è stata
altro che la conseguenza inevitabile della presa d'atto di tale
situazione, nonchè un gesto necessario a ricercare le forme e le modalità
per rilanciare il progetto.

La rete italiana di indymedia nasce a partire dalla riflessione su questa
situazione. Un progetto come quello di un centro di media indipendenti,
necessita di una comunità in grado di essere da stimolo e luogo di
riflessione ed azione. I gruppi locali, che sono senz'altro in grado di
interagire fisicamente con maggiore frequenza e di discutere su
temi e questioni locali e non locali con più facilità, possono rispondere
a questa necessità ed essere propulsori di sinergie positive. Infatti,
nelle singole comunità di indymedia dove si è costruito un nodo
territoriale, pur nella conservazione della pluralità di vedute e
sensibilità, si riescono a condurre discussioni ed elaborazioni
maggiormente coinvolgenti e produttive, declinando le differenze ed i
conflitti come spunti di crescita piuttosto che come problematiche
empasse.

Il ritorno della comunità
Il fatto che oggi esistano in Italia una decina di comunità che fanno
parte di uno stesso progetto con modi e tempi diversi, non significa che
non esista oggi una volontà di cooperare e costruire un progetto nazionale
che guardi oltre le singole specificità. La nuova configurazione del
network, nata un po' per caso ed un po' a seguito di rielaborazioni
locali, porta alla considerazione di un modo diverso d intendere
Indymedia: non una comunità singola ma una pluralità di comunità, non la
ricerca di
cooperazione all'interno di un solo progetto ma una cooperazione tra
progetti simili che individuano unicità d'intenti, nella reciproca
autonomia. Nasce in questo modo Indymedia 2.0, che trova nel connubio tra
esigenze collettive locali e progettualità comune la sua forza e la sua
novità. Una comunità, in questo senso, vissuta non come limite ma come
opportunità.

Un nodo della rete
Ogni rete ha dei nodi ed ogni nodo non è altro che un elemento messo a
sistema, uguale agli altri per importanza/ruolo. Indymedia Italia si
configura in questo senso come un nodo della rete italiana di Indymedia,
nel quale far confluire necessità ed energie tese alla copertura e alla
elaborazione collettiva diversa da quella strettamente locale. Un nodo
“primus inter pares” nel quale convogliare, nel rispetto dell'autonomia
dei singoli progetti, il flusso di informazione che ogni singolo Imc
territoriale produce. Un nodo della rete che permetta di raccogliere il
caos comunicativo prodotto da 10 indymedia e di renderlo fruibile.

[Il Web 2.0]

Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità
Partiamo da una considerazione: oggi, nel web cooperativo e sociale, non
esiste più il problema dello spazio dove pubblicare i propri contenut.
Migliaia di servizi e possibilità di tipo differente permettono a chiunque
di pubblicare, uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per la
maggior parte si tratti di luoghi commerciali che traggono profitto
proprio dai contenuti caricati da migliaia di intelligenze che nulla hanno
in cambio, non scoraggia nessuno. Oggi le riflessioni critiche rispetto al
web non riguardano più dunque solo i luoghi dove pubblicare un contenuto,
ma soprattutto concernono le possibilità di fruizione dei contenuti
stessi.
Tanta informazione equivale a nessuna. In questo senso Indymedia 2.0 si
configura come progetto tendente alla ricerca di modalità di comunicazione
libera, attraverso queste caratteristiche:

- L'anonimato e l'assenza di log, perchè, se è vero che esistono migliaia
di possibilità di pubblicazione, praticamente nessuna tutela la privacy ed
il diritto a non diffondere le generalità di chi condivide il contenuto.

- La libertà di pubblicazione dietro una policy comune, e la tutela che
qualsiasi contenuto pubblicato non verrà cancellato o censurato, ma
semplicemente (se non in policy) nascosto. La maggior parte dei social
media preferisce invece procedere all'eliminazione dei dati, se ritenuti
scomodi per qualcuno o qualcosa.

- La possibilità di gestire e personalizzare il flusso informativo secondo
le proprie esigenze e necessità, in modo da facilitare l'accesso ai
contenuti e limitare il caos derivante dalla troppa informazione (che puo'
anche semplicemente tradursi in un minor tempo di visualizzazione delle
notizie che scompaiono in fretta).

La nascita dei nodi
A partire dai primi mesi del 2007 sono partiti dei process locali, da
parte di gruppi di attivisti che componevano Indymedia Italia. Questo
processo di ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di
collaborazione, ha portato alla nascita di nodi del network di indymedia,
geograficamente e territorialmente definiti. Sono nati nel 2007: Indymedia
Toscana, Indymedia Napoli, Indymedia Piemonte, Indymedia Emilia Romagna,
Indymedia Lombardia, Indymedia Roma, Indymedia Liguria, Indymedia
Calabria. Indymedia Abruzzo sta completando le fasi del process
internazionale.

La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha progressivamente
ridefinito l'ottica e l'approccio con il mezzo, che è stato ricostruito su
base territoriale, all'interno dei conflitti e delle contraddizioni
locali. Nel meeting a Roma, nel novembre 2007 si sono quindi gettate le
basi per una nuova struttura delle indymedia italiane.

Il disgregarsi di Indymedia Italia in tanti nodi di indymedia, autonomi
tra di loro, è naturalmente continuo oggetto di critiche e riflessioni,
sotto diversi aspetti. E' indubbio che sono venuti meno il canale di
input/output di informazione massicciamente usato e la folta comunità
formatasi durante i  gloriosi 7 anni di Indymedia Italia, peraltro
costellati da numerosi tentativi di chiusura da terzi. E' altresì
importante capire i vantaggi del frazionamento: collettivi meno numerosi
per costruire i contenuti, che possono crescere e confrontarsi nella vita
reale e non solo attraverso le liste, maggiori possibilità di legare con
il territorio, siti web che possono essere modificati nelle loro
funzionalità in maniera più aperta e reattiva, newswire più localizzati,
con meno frequenza di aggiornamento, ma anche meno spam e/o contenuti
fuori policy.

[La nuova struttura]

La nuova struttura del network italiano di Indymedia si è quindi
costituita secondo diverse funzioni di cui si sentiva la necessità:

- Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc italiani e da
progetti affini e la facilitazione della fruizione del flusso
comunicativo. Una facilitazione non redazionale che prende il via
dall'esigenza di rinnovare l'esperienza, anche alla luce delle modifiche
del web. Oggi il problema non è solo dare la possibilità di pubblicare, ma
anche fornire delle possibilità di ordinare il flusso di informazioni e di
creare una rete di informazioni indipendente.

- Eventi : Indymedia Italia come nodo del network internazionale, al pari
dei vari imc italiani, ma con funzioni e particolarità specifiche, dettate
dalla sua specificità. Italy come Primus inter pares che puo' svolgere
ruoli particolari che un imc territoriale non puo' fare. In particolare
discussioni e elaborazioni su

   * Questioni nazionali ritenute importanti (mobilitazioni e
manifestazioni nazionali)
   *Situazioni di particolare rilevanza

- Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare i rapporti con
il network ritornando a sviluppare una progettualità che si snodi anche
attraverso le relazione internazionale.

 Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto Indymedia Italia
rendendolo punto di aggregazione dei contenuti prodotti dagli indymedia
di lingua italiana e non solo, sia a livello di newswire sia a livello di
feature.

L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di open publishing in
user generated content, la prolificazione di blog e piattaforme di
informazioni, sempre più gestibili, comportano una maniera diversa di
ripensare Indymedia, che in questo momento si propone di essere punto di
aggregazione di diversi media antagonisti.


[Funzionamento dell'aggregatore]

La parte tecnica
Indy Italia ha deciso di utilizzare Mir come semplice aggregatore di
contenuti in una logica di assoluto rispetto delle autonomie dei nodi.
L'aggregatore non può scavalcare in alcun modo le decisioni assunte dal
nodo locale e non possiede alcuna "redazione".

Colonna centrale
- Una feature "in evidenza", collocata nella parte più alta della pagina.
I contenuti possono essere articolati o come cappelli introduttivi a
diverse feature locali che approfondiscono la stessa tematica oppure come
feature elaborate in una discussione di respiro nazionale e scritte
colletivamente in una lista apposita: Italy-content.
- Sotto questa parte ci sarà una parte divisa in 3 colonne dove aggregare
le features provenienti dagli imc di lingua italiana, essendo presenti
anche i contenuti di Indymedia Svizzera e le traduzioni (non sempre
complete) di Indymedia.org.
Questo spazio sarà tripartito in base alla portata dell’argomento della
feature:

   * Locale: Ovvero quello delle features che i nodi locali ritengono
legate al proprio territorio e quindi geograficamente definite.
   * Nazionale: Ovvero quello dei contributi e delle features di carattere
nazionale prodotte dagli imc italiofoni.
   * Internazionale: Ovvero quello delle features che riguardano argomenti
internazionali prodotte dai nodi italiani, da indymedia.org e da
indymedia svizzera.

La nuova struttura di Indymedia Italia vuole conservare la ricchezza della
pratica della scrittura collettiva che verrebbe effettuata nella lista
Italy-content. In una sua prima sperimentazione la lista nasce come spazio
collaborativo tra imc locali.
Si è pensato di sperimentare questa modalità di costruzione dei contenuti,
memori del fatto che uno dei maggiori problemi di Indymedia Italia è stata
la Lista Editorial e la sua degenerazione. Tale lista aveva infatti perso
la ricchezza di essere uno spazio di collaborazione tra le differenze, a
causa di modalità di interazione che si muovevano di fatto in base a
logiche che avevano poco a che fare con il metodo consenso. Nella lista
Italy-content si vuole dunque puntare a recuperare gli aspetti
collaborativi e positivi di Editorial, sperimentando la produzione di
contenuti su iniziativa dei nodi territoriali, ma lasciando tuttavia
aperta a tutti l'iscrizione e la partecipazione.

- Uno spazio sottostante dove aggregare i feed da altri siti affini, per
policy e progettualità. Sono stati individuati per ora i seguenti
possibili siti affini:

   * supportolegale
   * ngvision
   * copydown
   * cavallette
   * ecn/antifa

Newswire
Aggregazione dei feed dai nodi italiani di indymedia, con le seguenti
caratteristiche:

- Newswire quadripartito: divisione del newswire in 4 tipologie di
contenuti, trasversali a tutti i nodi:
News | Opinioni | Reposting da altri media | Comunicati.
Si stanno implementando altre possibilità di visualizzazione.

- Inserimento dei post in 6 macroaree tematiche, che accolgono le
specificità e le differenze delle categorie definite dai nodi locali

   * diritti e lotte sociali (casa, lavoro, antiproibizionismo,
antifascismo, antipsichiatria, gender ...)
   * ambienti, animalismi ed ecologie
   * sistemi e processi repressivi (carcere, processi, poteri ..)
   * saperi (studenti, hacking) * o + processi globali (migrazioni, guerre
e conflitti, mafie)
   * culture, arti e media

In una pagina a parte, si costruirà comunque un'albero di corrispondenze
tra le categorie degli imc locali, che sintetizzi la complessità,
specificando le singole scelte.

Liste di coordinamento

- Italy-list - Gestionale - Discussione di carattere generale (apertura
nuovi imc, finanze, merchandising, problemi politici)
- Italy-content - Luogo di produzione di contenuti e di collaborazione tra
i vari imc - Ad iscrizione libera, con archivi pubblici
- Italy-tech - luogo di coordinamento tecnico per aggregatore e cms usati
dai vari siti, nonchè per la gestione del server.
- Italy-legal - questioni legali, policy e linee guida di aggregazione

[Le linee guida di aggregazione]

1 - Il riconoscimento della necessità di un ambito collaborativo che
superi le pur importanti specificità dei nodi territoriali creando uno
spazio di sintesi e visione sinottica di quanto viene prodotto dai nodi
stessi.

2 - La necessità di tutelare il diritto alla privacy e all'anonimato nei
confronti di chi scrive, legge e visita indymedia

3 - La necessità di tutelare i contenuti prodotti, qualsiasi essi siano,
attraverso lo strumento dell'hiding (nascondimento). Ne consegue il
rifiuto della cancellazione di contenuti e dell'intervento sui post
prodotti da parte degli amministratori del sito (che non siano dati
sensibili, di cui sopra).

4 - La formazione di reti di attivisti che agiscano come singoli, il più
possibile liberi da legami identitari e il rifiuto della creazione di
collettivi chiusi o essi stessi identitari

5 - La riaffermazione di Indymedia come "metodo", da cui ne consegue il
fatto che è plausibile che di indymedie ne esistano più di una su di un
territorio (come ad esempio l'italia) e che il valore aggiunto a queste
esperienze è quello che le porta a collaborare e intessere reciproche
contaminazioni.

6 - La necessità di riaffermare i rispettivi ambiti di autonomia e
sperimentazione che nella vecchia italy si erano persi, soprattutto per 
la burocratizzazione dell'esperienza

7 - La presenza di una policy conosciuta e condivisa da chi partecipa ad
Indymedia Italia.


-- 
"Internet e' per chi sa leggere" [Anonimo emiliano]

Quache parola:
http://ombra.noblogs.org

Colonna sonora:
http://www.jamendo.com/it/artist/orxata/
http://www.jamendo.com/it/artist/geradorzero/
http://www.jamendo.com/it/artist/pornophonique/





Maggiori informazioni sulla lista Italy-process