[Italy-process] to hide or to canc?
ombra
ombra a riseup.net
Mer 26 Mar 2008 02:50:29 PDT
> Sulla base di quali principi ci si potrà aggregare nel feed di indy.it
> 2.0?
>
> Ecco questa è una questione centrale.
> Perché non credo che ci basti la appartenenza nazionale
> all'aggregazione, né il fatto di aver superato un process. Nel primo
> caso avremmo un nodo sovralocale con delle tendenze nazionali e non
> solo mi fa schifo, ma mi pare pure ridicolo, nell'altro avremmo un
> sottoinsieme di indy.org che non credo abbia alcun senso.
Esatto, infatti su questo piano i principi devono secondo me essere
chiariti. Così come secondo me deve essere chiaro che non è NECESSARIO
essere indymedia per essere aggregati. La costruzione di un progetto
italy.indymedia è un qualcosa che deve avvenire sulla base della
ricostruzione di legami di fiducia e cooperazione che si erano sciolti
nella precedente italy.
E questi legami secondo me si costruiscono anche attraverso la
condivisione di alcune modalità con cui si fanno le cose.
> Qui poi
>
> http://lists.indymedia.org/pipermail/imc-milano/2008-March/0313-jw.html
>
> ad esempio si fa una proposta di modifica che di per sé è molto grave.
> Perché introduce l'arbitrio totale. Posto che si fa riferimento
> all'esperienza (imho molto discutibile) di nascondimento alla maniera
> svizzera e non si vuole introdurre veramente l'arbitrio, di fatto si
> cancella con questo tipo di proposta la trasparenza e la facilitazione
> che indy ha sempre permesso.
> Puoi pubblicare tutto, puoi ritrovare tutto. Facciamo solo in modo che
> la gente possa evitarsi la mmerda.
Si e aggiungo una serie di atti che mi pare siano già stati segnalati qui
http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-process/2008-March/0325-gq.html
Ovvero una modalità di relazione con un mezzo e un "modo di rapportarsi"
con la coimunicazione, che poco hanno con indymedia. Intendiamoci, il
problema non è necessariamente il sindacare le singole scelte di un nodo,
ma di fare un'operazione di piu' alto livello, ovvero di capire quali sono
i presupposti che ci permettono di collaborare e di fare il necessario
passaggio ad un sito_aggregatore_ma_non_solo.
> A questo punto forse sarebbe bene evitare di stigmatizzare l'episodio
> ed esplicitare quali sono i criteri per l'aggregazione.
>
> Così come esistono i principles of unity, dovremmo stabilire un comun
> denominatore tale per cui chi ne "soddisfa" i requisiti abbia il
> diritto-dovere di esser aggregato.
> Capiamoci: non credo che la sola appartenenza al territorio italiano
> dia il diritto-dovere tout-court di essere aggregati.
esatto. Io comincerei ad elencarne qualcuno, giusto per cominciare a
buttare qualche elemento di discussione
qui http://italy.indymedia.org/news/2002/07/64305.php ci sono i Principi
di Unità del network, che secondo me vanno molto bene, ma hanno la
caratteristica di essere molto generici (ovviamente). Secondo me noi
dovremmo andare un po' piu' nel profondo, cercando di elencare con maggior
precisione quelli che sono i nostri principi di unità.
1 - Il riconoscimento della necessità di un ambito collaborativo che
superi le pur importanti specificità dei nodi territoriali offrendo un
luogo ulteriore di sintesi di quanto viene prodotto dai nodi stessi.
2 - La necessità di tutelare il diritto alla privacy e all'anonimato nei
confronti di chi scrive, legge e visita indymedia
3 - La necessità di tutelare i contenuti prodotti, qualsiasi essi siano,
attraverso lo strumento dell'hiding (nascondimento). Da ciò ne consegue il
rifiuto della cancellazione di contenuti e dell'intervento sui post
prodotti da parte degli amministratori del sito (che non siano dati
sensibili, di cui sopra).
4 - La condivisione di una policy che potremmo cominciare a ridefinire e
limare a partire da questa ->
http://italy.indymedia.org/news/2002/07/64468.php
5 - La pratica tendente alla formazione di reti di attivisti che agiscono
in quanto singoli, il più possibile liberi da legami identitari (che non
vuol dire rinunciare alle proprie convinzioni) e il rifiuto della
creazione di collettivi chiusi o essi stessi identitari
6 - La riaffermazione di Indymedia come "metodo", da cui ne consegue il
fatto che è plausibile che di indymedie ne esistano più di una su di un
territorio (come ad esempio l'italia) e che il valore aggiunto a queste
esperienze è quello che le porta a collaborare e intessere reciproche
contaminazioni.
7 - La necessità di riaffermare i rispettivi ambiti di autonomia e
sperimentazione, che nella vecchia italy si erano persi per via della
burocratizzazione dell'esperienza
ce ne sono altri?
Integriamo e/o cambiamo.
> Se si vuole ripartire, e si deve ripartire con un ambito su scala più
> larga - che per comodità chiamo - nazionale, si deve farlo su basi
> comuni, condivise e di reciproco rispetto.
Si, che vuol dire ad esempio il fatto di essere disposti a discutere e
sostenere le proprie tesi in un ambito come process
> Credo che questo episodio, al di là della mancata risposta (che pure è
> sorprendente nell'ambito di richiesta di spiegazioni articolate E
> collettive), sia un esempio di quello che io non vorrei accadesse.
consenso.
maska
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