[Italy-process] [Indymedia 2.0] definitiva
ombra
ombra a riseup.net
Dom 25 Maggio 2008 00:32:56 PDT
Dunque, ho ricostituito il lavoro di kri. Questa è la prima parte del
documentone, vista e rivista. Vi pregherei di legerla bene. Se va bene e
non ci sono questioni, la darei per assodata. La seconda parte (da
"funzionamento dell'aggregatore" fino alla fine) arriverà presto.
maska
---
Indymedia Italia 2.0
Nel dicembre 2006 indymedia italia ha deciso di sospendere la
pubblicazione sulle sue pagine, con l'intenzione di marcare una radicale
discontinuità nel percorso politico che la comunità stava seguendo.
La crisi che il network italiano attraversava e che ha portato a questa
decisione è stata determinata dai seguenti fattori:
* il non funzionamento del metodo del consenso utilizzato nelle liste;
* il dissolvimento di indymedia italia come comunita';
* il crollo del livello di partecipazione e della consapevolezza dello
strumento;
* la conseguente burocratizzazione di alcuni ambiti decisionali, ad
esempio italy list e italy editorial editorial;
* la parziale arretratezza dello strumento nel panorama del cosiddetto
"web 2.0"
Per una trattazione più approfondita delle cause e delle motivazioni che
hanno portato al congelamento del sito, si faccia riferimento al report
del Meeting X.
Durante l’incontro torinese, molto partecipato, fu decretata, con il
metodo del consenso e non senza sofferenza, la decisione del congelamento
del sito, attuata di fatto alla scadenza della deadline decisa al X
Meeting.
La chiusura di quella fase avrebbe però consentito, nelle intenzioni di
molt*, di aprire un nuovo spazio di discussione per Indymedia 2.
Nel frattempo, mentre il nuovo process nazionale stentava a decollare, gli
attivisti e le
attiviste della vecchia indymedia italia hanno cominciato a riaggregarsi
intorno a comunità più ristrette, geograficamente determinate, dando
l'avvio a percorsi separati che hanno portato all'attuale strutturazione
dei diversi imc italiani.
La chiusura di Indymedia Italia
Dall'Independent media center Italia alla rete degli Imc italiani.
Il processo che ha portato la sospensione del progetto Indymedia Italia e
la sua riconfigurazione in termini differenti, nasce da alcune
considerazioni che dal 2006 ad oggi sono state condotte dalla rete degli
attivisti che si sono impegnati nella ridefinizione del progetto.
Schematicamente eccole elencate.
La dissoluzione della comunità
Indymedia Italia ha puntato costantemente alla costruzione ed al
mantenimento di una comunità nazionale in grado di consentire una
pluralità di linguaggi e l'incontro di differenti esperienze di resistenza
e pratica politica in Italia, oltre che alla narrazione collettiva a
partecipata della realtà. Negli ultimi anni la comunità era una semplice
scatola vuota, una definizione oramai inadeguata per una realtà che non
esisteva più.
L'esistenza di un'unica comunità, unificante e totalizzante, quale
spazio in cui contenere le differenze, tutelandole come singole minoranze
attraverso l'applicazione del metodo del consenso, non risultava
essere più sufficiente e soddisfacente. Una lista generale (italy-list) ed
una editoriale (italy-editorial) non riuscivano più ad essere i
contenitori delle energie e delle spinte che derivavano dalle singole
comunità territoriali, diventando di fatto gli strumenti manutentori di
uno status quo prevalentemente procedurale/strumentale che determinava di
fatto
il blocco di ogni innovazione tecnica, metodologica e
politica.
L'emergere progressivo di singole comunità in aree
territoriali definite (regioni, grandi città, ecc) si contrapponeva al
“nazionale” in chiave oppositiva. Il conflitto in quanto tale non veniva
percepito più come spinta al cambiamento e possibile prassi in grado di
rinnovare il progetto, ma come contrapposizione tendente all'annientamento
dell'”altro”, giocato spesso a livello di sottocomunità. Del resto, la
maggiore
facilità di incontro e di elaborazione che permetteva la vicinanza
geografica, era un fattore determinante nella formazione di “sentire
comuni” geograficamente determinati e non condivisibili a livello
nazionale.
In quest'ottica, la chiusura del sito di Indymedia Italia non è stata
altro che la conseguenza inevitabile della presa d'atto di tale situazione,
nonchè un gesto necessario a ricercare le forme e le modalità per
rilanciare il progetto.
La rete italiana di indymedia nasce a partire dalla riflessione su
questa situazione. Un progetto come quello di un centro di media
indipendenti, necessita di una comunità in grado di essere da stimolo e
luogo di riflessione ed azione. I gruppi locali, che sono senz'altro in
grado di interagire fisicamente con maggiore frequenza e di discutere su
temi e questioni locali e non locali con più facilità, possono rispondere
a questa necessità ed essere propulsori di sinergie positive. Infatti,
nelle singole comunità di indymedia dove si è costruito un nodo
territoriale, pur nella conservazione della pluralità di vedute e
sensibilità, si riescono a condurre discussioni ed elaborazioni
maggiormente coinvolgenti e produttive, declinando le differenze ed i
conflitti come spunti di crescita piuttosto che come problematiche empasse.
Il ritorno della comunità
Il fatto che oggi esistano in Italia una decina di comunità che fanno
parte di uno stesso progetto con modi e tempi diversi, non significa che
non esista oggi una volontà di cooperare e costruire un progetto nazionale
che guardi oltre le singole specificità. La nuova configurazione del
network, nata un po' per caso ed un po' a seguito di rielaborazioni locali,
porta alla considerazione di un modo diverso d intendere Indymedia: non una
comunità singola ma una pluralità di comunità, non la ricerca di
cooperazione all'interno di un solo progetto ma una cooperazione tra
progetti simili che individuano unicità d'intenti, nella reciproca
autonomia. Nasce in questo modo Indymedia 2.0, che trova nel connubio tra
esigenze collettive locali e progettualità comune la sua forza e la sua
novità. Una comunità, in questo senso, vissuta non come limite ma come
opportunità.
Un nodo della rete
Ogni rete ha dei nodi ed ogni nodo non è altro che un elemento messo a
sistema, uguale agli altri per importanza/ruolo. Indymedia Italia si
configura in questo senso come un nodo della rete italiana di Indymedia,
nel quale far confluire necessità ed energie tese alla copertura e alla
elaborazione collettiva diversa da quella strettamente locale. Un nodo
“primus inter pares” nel quale convogliare, nel rispetto dell'autonomia
dei singoli progetti, il flusso di informazione che ogni singolo Imc
territoriale produce. Un nodo della rete che permetta di raccogliere il
caos comunicativo prodotto da 10 indymedia e di renderlo fruibile.
Il Web 2.0
Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità
Partiamo da una considerazione: oggi, nel web cooperativo e sociale, non
esiste più il problema dello spazio dove pubblicare i propri contenut.
Migliaia di servizi e possibilità di tipo differente permettono a chiunque
di pubblicare, uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per la
maggior parte si tratti di luoghi commerciali che traggono profitto proprio
dai contenuti caricati da migliaia di intelligenze che nulla hanno in
cambio, non scoraggia nessuno. Oggi le riflessioni critiche rispetto al web
non riguardano più dunque solo i luoghi dove pubblicare un contenuto, ma
soprattutto concernono le possibilità di fruizione dei contenuti stessi.
Tanta informazione equivale a nessuna. In questo senso Indymedia 2.0 si
configura come progetto tendente alla ricerca di modalità di comunicazione
libera, attraverso queste caratteristiche:
* L'anonimato e l'assenza di log, perchè, se è vero che esistono migliaia
di possibilità di pubblicazione, praticamente nessuna tutela la privacy ed
il diritto a non diffondere le generalità di chi condivide il contenuto.
* La libertà di pubblicazione dietro una policy comune, e la tutela che
qualsiasi contenuto pubblicato non verrà cancellato o censurato, ma
semplicemente (se non in policy) nascosto. La maggior parte dei social
media preferisce invece procedere all'eliminazione dei dati, se ritenuti
scomodi per qualcuno o qualcosa.
* La possibilità di gestire e personalizzare il flusso informativo secondo
le proprie esigenze e necessità, in modo da facilitare l'accesso ai
contenuti e limitare il caos derivante dalla troppa informazione (che puo'
anche semplicemente tradursi in un minor tempo di visualizzazione delle
notizie che scompaiono in fretta).
La nascita dei nodi
A partire dai primi mesi del 2007 sono partiti dei process locali, da parte
di gruppi di attivisti che componevano Indymedia Italia. Questo processo di
ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di collaborazione, ha
portato alla nascita di nodi del network di indymedia, geograficamente e
territorialmente definiti. Sono nati nel 2007: Indymedia Toscana, Indymedia
Napoli, Indymedia Piemonte, Indymedia Emilia Romagna, Indymedia Lombardia,
Indymedia Roma, Indymedia Liguria, Indymedia Calabria. Indymedia Abruzzo
sta completando le fasi del process internazionale.
La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha progressivamente
ridefinito l'ottica e l'approccio con il mezzo, che è stato ricostruito su
base territoriale, all'interno dei conflitti e delle contraddizioni locali.
Nel meeting a Roma, nel novembre 2007 si sono quindi gettate le basi per
una nuova struttura delle indymedia italiane.
Il disgregarsi di Indymedia Italia in tanti nodi di indymedia, autonomi tra
di loro, è naturalmente continuo oggetto di critiche e riflessioni, sotto
diversi aspetti. E' indubbio che sono venuti meno il canale di input/output
di informazione massicciamente usato e la folta comunità formatasi durante
i gloriosi 7 anni di Indymedia Italia, peraltro costellati da numerosi
tentativi di chiusura da terzi. E' altresì importante capire i vantaggi
del frazionamento: collettivi meno numerosi per costruire i contenuti, che
possono crescere e confrontarsi nella vita reale e non solo attraverso le
liste, maggiori possibilità di legare con il territorio, siti web che
possono essere modificati nelle loro funzionalità in maniera più aperta e
reattiva, newswire più localizzati, con meno frequenza di aggiornamento,
ma anche meno spam e/o contenuti fuori policy.
La nuova struttura
La nuova struttura del network italiano di Indymedia si è quindi
costituita secondo diverse funzioni di cui si sentiva la necessità:
# Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc italiani e da
progetti affini e la facilitazione della fruizione del flusso comunicativo.
Una facilitazione non redazionale che prende il via dall'esigenza di
rinnovare l'esperienza, anche alla luce delle modifiche del web. Oggi il
problema non è solo dare la possibilità di pubblicare, ma anche fornire
delle possibilità di ordinare il flusso di informazioni e di creare una
rete di informazioni indipendente.
# Eventi : Indymedia Italia come nodo del network internazionale, al pari
dei vari imc italiani, ma con funzioni e particolarità specifiche, dettate
dalla sua specificità. Italy come Primus inter pares che puo' svolgere
ruoli particolari che un imc territoriale non puo' fare. In particolare
discussioni e elaborazioni su
* Questioni nazionali ritenute importanti (mobilitazioni e manifestazioni
nazionali)
*Situazioni di particolare rilevanza
# Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare i rapporti con il
network ritornando a sviluppare una progettualità che si snodi anche
attraverso le relazione internazionale.
Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto Indymedia Italia
rendendolo punto di aggregazione dei contenuti prodotti dagli indymedia di
lingua italiana e non solo, sia a livello di newswire sia a livello di
feature.
L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di open publishing in
user generated content, la prolificazione di blog e piattaforme di
informazioni, sempre più gestibili, comportano una maniera diversa di
ripensare Indymedia, che in questo momento si propone di essere punto di
aggregazione di diversi media antagonisti.
--
"Troppi click rendono gli uomini stupidi" [Saggezza Napoletana]
Quache parola:
http://ombra.noblogs.org
Colonna sonora:
http://www.jamendo.com/it/artist/orxata/
http://www.jamendo.com/it/artist/geradorzero/
http://www.jamendo.com/it/artist/pornophonique/
Maggiori informazioni sulla lista
Italy-process